12/11/09

Tuttinfamiglia

L’autunno sta finendo. E con l’autunno, anche la lunga stagione degli scandali, scandalini e scandaletti - a tinte rosse, rosa, o a piacere - pare stia volgendo al termine. Trans e Marrazzi stanno scivolando in coda a giornali e tiggì. Presunte spie venute dal (semi)freddo sono evaporate da tempo. Per non parlare dei Papi, delle pupe, delle escort a tassametro e degli interrogativi che ci giravano intorno: quella ormai è roba da archeologia. Segno dei tempi, anzi del tempo che passa. Del resto: italiani e italioti son fatti così. La loro indignazione è come il latte. Fa presto a scadere e quindi a svanire. Per poi riaccendersi per un’altra causa. Meglio se una causa persa, tanto per ingannare più serenamente il tempo. E poi - come militanti, militonti e semplici elettori - anche chi governa il Belpaese ama cambiare, per non cambiare. Prima la moda voleva calzini turchesi, Franceschini barricaderi e Cavalieri furiosi. Ora invece è il momento di una mano lava l’altra, e di primi ministri che sostengono i leader dell’opposizione magari per conquistare qualche poltrona in Europa. Tutto un altro genere, insomma.

Basta sputtanamenti reciproci a base di scheletri (e signorine) negli armadi, quindi? Probabilmente. E per fortuna. Perchè - come abbiamo ripetuto mille volte sulle pagine di questo blog - la crisi economica che si sta abbattendo sul mondo è seria, e anche nel Belpaese ci sarebbe bisogno di discutere di cose serie. E però: peccato. Peccato, perchè la stagione di scandali, scandalini e scandaletti - incidentalmente; quasi involontariamente - stava regalando un ritratto magistrale della (alta?) società italiota. Che - alla faccia delle leggende sui poteri forti e del mondo 2.0 che avanza - sembra ancora ruotare tutta attorno a tribù, sangue e letti.

La televisione, per esempio.

Non fosse stato per le Brenda, le Natalì e un paio di pantaloni calati di troppo; non fosse stato per quello, si diceva, il grande pubblico mai si sarebbe accorto che il cattolicissimo (ricordavate che in tempi di elezioni si presentava così?) governatore del Lazio - il piddino Marrazzo - aveva e ha per moglie una giornalista, Roberta Serdoz. Che - per coincidenza - andava in onda tutti i giorni, facendo la rassegna stampa sugli schermi del Tg più piddino che ci sia, quello di RaiTre (compreso il giorno del fattaccio, in cui la moglie dimenticò di dare notizia del marito). E senza che nessuno accennasse minimamente a conflitti di interessi. Perchè tra moglie e marito - giustamente - non mettere il dito.

Non fosse stato per quella (mezza) bufala sui suoi trascorsi da spia dell’Est comunista - diffusa da il quotidiano berlusconiano “il Giornale” - i più mai avrebbero saputo che l’ex signor “telefono giallo” - al secolo Corrado Augias; professione conduttore sempre di RaiTre e firma di punta di “Repubblica” - non aveva soltanto un’ottima penna. Ma anche una brillante figlia, Augias Natalia, che - per caso - lavora al Tg1. Figlia che a sua volta ha un marito, Pietro Suber. Che invece fa anche lui il giornalista, ma a Mediaset. Perchè - a volte - tale padre, tale figlia e pure tale genero.

Non fosse stato per Papi&pupe, mai si sarebbe scoperto che perfino una prostituta di professione - per giunta digiuna di politica - poteva avere un posto da candidata a consigliere comunale, in una grande città come Bari. E non fosse stato per le accuse e gli sfottò che ne sono seguiti, mai il Cavaliere si sarebbe accanito, per quel che riguarda le tivù, su RaiTre. E mai sarebbero venute a galla tutto il parentame di cui sopra. Cui va aggiunto di diritto anche quello del direttore della solita RaiTre pagata dal canone degli italioti, tal Paolo Ruffini. Per coincidenza del destino figlio dell’ex ministro diccì, Ruffini Attilio. E nipote del cardinale (e fu arcivescovo di Palermo) Ruffini Ernesto. Perchè anche gli ex diccì (ora “margheriti”) - e Santa Romana Chiesa - vogliono la loro parte.

Dettagli, frammenti. Solo coincidenze, appunto. Che però suggeriscono - forse di più e meglio di tanti libri e saggi - un ritrattino di quella Casta che governa l’Italia. Una Casta dove tutti sono legati a tutti. Dove è difficile entrare; ma, per la gioia di chi c’è dentro, quasi impossibile uscire. Una Casta dove si litiga, appunto, ma dove una mano, alla bisogna, può sempre lavare l’altra; e tutte e due lavarsi la faccia per farla tornare pulita che più pulita non si può.

Una Casta di cui non si parla più. Ma che è viva e lotta non insieme, ma contro di noi. Cosa che sarebbe bene tenere a mente. Scandali o non scandali.

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11/11/09

Digital divide - A Firenze presentato il WiFi gratuito per tutti

Il Comune e la Provincia di Firenze hanno presentato oggi il primo lotto funzionale del progetto “FirenzeWifi”, realizzato nell’ambito del progetto nazionale denominato “Wi Move” che coinvolge anche Roma, Genova, Cagliari e Parma.

L’Assessore provinciale Renzo Crescioli e l’Assessore comunale Angelo Falchetti hanno illustrato alla stampa il funzionamento della connessione senza fili che è stata attivata in 10 piazze e in 2 parchi di Firenze. Già prevista per il 2010 l’estensione del servizio anche alle fermate della linea 1 della Tramvia.

L’obiettivo di “Firenze Wifi” è quello di facilitare l’accesso alle informazioni utili da parte dei cittadini, in particolar modo a tutto ciò che potrà favorire una mobilità urbana più efficiente e consentire di sfruttare a pieno le risorse turistiche e culturali del territorio. Una rete di base che progressivamente si arricchirà di contenuti sviluppando una forte integrazione tra gli attori coinvolti nel processo di produzione ed erogazione delle informazioni (Provincia, Comune, Linea Comune e progressivamente altri soggetti che erogano servizi pubblici sul territorio).

“Si tratta di un aggiornatissimo servizio di navigazione cittadina già sperimentato in altre grandi città italiane – ha detto l’Assessore provinciale alle Reti informatiche Renzo Crescioli -. Grazie a una serie di access-point collocati in 12 punti della città, ognuno potrà collegarsi alla rete con un pc portatile o con un smartphone”.

Il progetto “Firenze Wifi” è frutto di una importante partnership tra Provincia e Comune. Palazzo Medici Riccardi ha finanziato una grossa parte dell’intervento, attivando anche l’operatore Infracom che è l’aggiudicatario della rete provinciale. Anche il Comune è intervenuto in modo significativo mettendo a disposizione del progetto la propria infrastruttura di rete in fibra ottica.

“Ogni utente, dopo essersi registrato, potrà accedere gratuitamente e liberamente ai servizi informativi della Provincia e del Comune di Firenze – ha spiegato l’Assessore comunale all’Innovazione Angelo Falchetti -. Inoltre gli utenti potranno, in questo caso con una limitazione di tempo e di traffico, anche navigare, chattare, scambiare mail gratuitamente per un’ora al giorno o fino al raggiungimento di 300Mbytes di traffico. In questo modo questa infrastruttura di rete realizzata nell’ambito del progetto nazionale Wi Move rappresenta un ulteriore ed importante passo avanti verso l’abbattimento del divario digitale”.

Le aree in cui il servizio è disponibile sono: Piazza della Signoria; Piazza Santa Croce; Piazza Santo Spirito; Piazza Santissima Annunziata; Parterre in Piazza della Libertà; Via Canova, presso uffici dell’Anagrafe; Piazze Ghiberti e Annigoni; Villa Arrivabene in Piazza Alberti; Piazzale Michelangelo; Piazza Bambini di Beslan ingresso Fortezza da Basso; Piazzale delle Cascine e Parco di San Donato.

Accedere al servizio da una delle 12 aree servite da Firenze Wifi è molto semplice: al momento in cui si avvia la connessione apparirà automaticamente sullo schermo la pagina di accoglienza che permetterà di effettuare la prima registrazione fornendo nome, cognome e numero di telefonia mobile. Subito dopo sarà sufficiente fare uno squillo al numero 055-4650034 con proprio cellulare per avere direttamente sul computer le credenziali di autenticazione (userid e password). Stessa procedura per chi vuole navigare con uno smartphone. Anche in questo caso la telefonata è gratuita: dopo il primo squillo la linea cade automaticamente.

FIRENZE WIFI, LE ISTRUZIONI
Che cos’e’? Il servizio FirenzeWifi permette la connessione ad Internet in modalità senza fili. Basta un telefono cellulare ed un pc portatile o uno smartphone per navigare, chattare, scambiare mail ed accedere ai servizi informativi di Provincia e Comune di Firenze. In questa fase, tutti gli utenti hanno a disposizione ogni giorno 1 ora di tempo di navigazione e 300Mbytes di traffico

Dove si trova? Ad oggi il servizio è attivo nelle seguenti aree

1. Piazza della Signoria
2. Piazza Santa Croce
3. Piazza Santo Spirito
4. Piazza Santissima Annunziata
5. Parterre in Piazza della Libertà
6. Via Canova, presso uffici dell’Anagrafe
7. Piazze Ghiberti e Annigoni
8. Piazza Alberti – Villa Arrivabene
9. Piazzale Michelangelo
10. Piazza Bambini di Beslan ingresso Fortezza da Basso
11. Piazzale delle Cascine
12. Parco di San Donato

mappa_firenzewifi


Come si usa?
Trovandosi in una delle zone coperte con un dispositivo portatile (Netbook, Notebook o smartphone) abilitato alla connessione wireless rileverà una rete senza fili denominata FirenzeWifi. In alcune aree di grandi dimensioni le reti rilevate potrebbero essere più d’una; in questo caso il dispositivo presenterà la scelta tra FirenzeWifi1, FirenzeWifi2, FirenzeWifi3 o FirenzeWifi4. Si suggerisce di selezionare la rete che il proprio dispositivo propone come migliore per livello di segnale ricevuto. Non c’è alcun parametro da inserire, basta scegliere la rete e connettersi. Una volta connessi, aprendo un qualsiasi browser (Explorer, Firefox, Safari, etc) e caricando la propria pagina iniziale o digitando un qualsiasi indirizzo web, apparirà automaticamente la pagina di accoglienza che permetterà di effettuare la prima registrazione. Se si è già in possesso delle credenziali di autenticazione, si potrà effettuare direttamente il log-in.

Prima Registrazione

La procedura di prima registrazione è estremamente semplice e richiede l’inserimento dei seguente campi obbligatori:
· Nome
· Cognome
· Numero di telefono Cellulare

ATTENZIONE: il numero inserito deve essere di un operatore italiano e NON deve avere attiva la funzionalità di mascheramento del numero.

Confermando i dati e dando il proprio consenso al trattamento dei dati personali, il sistema invita ad effettuare una telefonata dal cellulare indicato nella registrazione al numero 0554650034. La telefonata è gratuita e verrà terminata automaticamente dopo il primo squillo.

La telefonata serve a confrontare il numero chiamante con il numero inserito nei dati di registrazione, se combaciano, le credenziali di autenticazione (UserID e Password) appariranno sullo schermo e si potrà effettuare il log-in.

La procedura di prima registrazione va effettuata una volta sola; successivamente le proprie credenziali di autenticazione saranno sempre valide.

Log In. Se si è già in possesso delle credenziali di autenticazione, dalla pagina di accoglienza si può direttamente effettuare il log in cliccando sull’apposito link

Log Out. A meno che le impostazioni del proprio browser non lo impediscano, l’effettuazione del log-in fa apparire una finestra pop-up che contiene un tasto da cliccare per effettuare il log-out. Se la finestra non apparisse, basta andare sul seguente indirizzo:

http://172.19.32.18/logout_page e cliccare il tasto di logout. E’ sempre consigliabile effettuare il logout al termine dell’utilizzo del servizio.

Quanto si può navigare?
Ogni utente registrato ha a disposizione una connessione gratuita quotidiana pari ad 1 ora di connessione effettiva con un massimo di 300Mbytes di traffico scambiato. Questo vuol dire che è possibile connettersi ad esempio 6 volte per 10 minuti, anche da aree diverse, oppure fare 1 ora di navigazione ininterrotta.

NOTA BENE:Se si effettuano download di grossi files ed il traffico scambiato raggiunge i 300 Mbytes, la sessione viene terminata anche se il tempo a disposizione non è scaduto. Si può in qualsiasi momento della propria connessione verificare quanto tempo rimane o quanto traffico si è scambiato andando all’indirizzo: http://172.19.32.18/stato_utente

Questi quantitativi sono quotidiani, ciò vuol dire che alla mezzanotte di ogni giorno quanto consumato viene “ricaricato” automaticamente e si hanno di nuovo a disposizione 1 ora e 300 Mbytes di traffico. La navigazione sui siti istituzionale della Provincia e del Comune di Firenze è possibile senza limiti di tempo.

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Impregilo-Bassolino, in aula i consulenti della procura


Udienza del processo Impregilo Bassolino, nell’aula bunker del carcere di Poggiroeale a Napoli oggi hanno deposto Mauro Sanna e Massimo Fallemi, ingegneri chimici nominati consulenti dalla procura nel 2003. Il loro compito fu quello di verificare cosa accadeva nei sette impianti di incenerimento della Campania, in cui venivano smistati e inceneriti i rifiuti. La verifica si svolse nella sola giornata del 4 febbraio del 2004 in tutti gli impianti.
Entrambi hanno sostanzialmente confermato ciò che hanno già detto i testimoni precedenti: impianti in manutenzione o funzionanti a regime ridotto, nessuna differenziazione dei rifiuti, sacchi rotti e monnezza sparpagliata che veniva tutta incenerita senza essere triturata e senza raggiungere il potere calorifico necessario a produrre energia.

Fallemi, rispondendo a una domanda dell’avvocato Garaventa che difende Impregilo, non ha saputo ricordare le tappe eseguite in quella giornata. E questo la dice lunga sulla puntigliosità del ruolo di un consulente, pagato da una procura per lavorare ai fini della più grande inchiesta in tema di disastro ambientale e rifiuti che l’Italia ricordi.
Ultima chicca: secondo le dichiarazioni di Sanna il commissario Bassolino era al corrente dell’andazzo.

Il calendario delle prossime udienze di questo complesso e un po’ farraginoso processo, prevede ancora tre dibattimenti entro fine 2009, il primo è previsto mercoledì prossimo, quelli a seguire saranno il 9 e il 16 dicembre, mentre nel 2010 sono previste 17 udienze entro il 30 giugno. 15 i testimoni finora sentiti, 400 circa ancora quelli da sentire. Se consideriamo che in ogni udienza se ne sentono al massimo due, c’è da ritenere che questo processo non arrivi nemmeno a sentenza di primo grado. Sempre che i giudici non ne stralcino un po’. Del resto il reato di abuso d’ufficio di cui è imputato Bassolino va in prescrizione nel luglio del 2011, quello di truffa di cui risponde Impregilo ci andrà nel dicembre dello stesso anno.

Nessun trasferimento, invece, per i pm Noviello e Sirleo, titolari di questo processo, come i giornali hanno scritto qualche settimana fa. Pare ci abbiano ripensato accogliendo l’invito a rimanere da parte del procuratore generale Lepore.

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I 15 miliardi dell'INAIL

Asbestosi


L'INAIL è l'Istituto Nazionale per l'Assicurazione contro gli Infortuni sul Lavoro. Come ogni compagnia assicurativa che si rispetti, non muore di fame. Il suo bilancio annuale è in attivo di quasi 2 miliardi di euro. Le sue disponibilità liquide nel 2008 erano pari a 14.632.288.833 €.

I quasi 15 miliardi non servono a pagare stipendi, bonus e uffici: l'INAIL è in perfetta salute. I 15 miliardi, se necessario, vanno resi ai lavoratori. Sono stati pagati da loro, e devono servire a loro.

Mario Barbieri ha lavorato nel cantiere navale di Marina di Carrara per 27 anni, dal 1966 al 1992. Nel cantiere si lavorava l'amianto. Mario si ammala nel 2002 e muore nel 2006. Muore di asbestosi. Nel frattempo, nel cantiere della morte si ammalano altri 36 operai. Si ammalano di asbestosi, mesotelioma pleurico e carcinoma polmonare, malattie terribili che non distruggono solo le loro vite, ma anche le loro famiglie. Secondo l'INAIL, non c'è nesso tra la malattia di Mario e le diverse mansioni che ha ricoperto nel tempo: addetto allo spostamento di lamiere sottoposte a sabbiature, distruzione di materiale di fibro-amianto e magazzino.
Se sparisce il nesso, come per magia non c'è liquidazione del danno. Forza, aiutiamo l'INAIL a ritrovare il nesso perduto.

Dal post "I prossimi a morire", pubblicato su byoblu.com il 12 aprile 2009: «L'amianto è un minerale fibroso, i cui filamenti sono così leggeri da restare in sospensione nell'aria per molto tempo, e sono così piccoli da avere un diametro inferiore a quello che le nostre vie respiratorie sono in grado di filtrare. Basta inalarne uno, uno solo. Poi, non resta che aspettare. Le patologie connesse si sviluppano anche dopo venti o trent'anni. Si chiamano asbestosi, mesotelioma, carcinoma polmonare, e sono tutte mortali.»

Lo sappiamo noi, e non lo sa l'INAIL? L'unico nesso che non vedo è tra le finalità dichiarate dell'istituto - tutelare il lavoratore contro i danni derivanti da infortuni e malattie professionali causati dalla attività lavorativa - e i suoi 15 miliardi di cassa. Delle due l'una: o l'INAIL chiede troppi soldi alle aziende, elevando il costo del lavoro senza una reale necessità, oppure lucra sulla pelle dei lavoratori, evitando di risarcire chi ha perso la vita come Mario.

Ridate ai lavoratori il loro tesoretto. Così saranno liberi di investirlo in misure di sicurezza, oppure di spenderselo tutto andando a puttane. In ogni caso, non c'è nessun motivo perché resti in tasca a voi.

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L'ACQUA E' ORO - 4. LE CASE DELL'ACQUA

Le Case dell'Acqua erogano e promuovono il consumo dell’acqua di rubinetto che è buona, controllata, sicura e gratuita, in alternativa alle minerali a volte scelte solo perché gassate e contribuiscono così’ anche alla riduzione dei rifiuti e dell’inquinamento.
Sono come un piccolo chiosco, colorato, inserito in modo armonico nello spazio circostante, ospitano in un locale chiuso le apparecchiature e hanno una zona coperta aperta al pubblico ove sono ubicati tre erogatori d’acqua.
Quest’acqua è più pulita solo perché erogata direttamente dall’acquedotto, ma è la stessa.che esce dai nostri rubinetti. E’ priva di quei residui solidi rilasciati dalle vecchie tubature domestiche facilmente eliminabili, chiedere all’idraulico.
L’acqua dopo ulteriore filtrazione, viene erogata gratuitamente sia naturale che refrigerata e gasata. Il dosaggio dell’erogazione è volumetrico, con un sensore speciale per attivarla ed è consentito il prelievo di 12 litri al giorno a persona.



Secondo le stime dei tecnici della TASM, Tutela Ambientale Sud Milanese, azienda pubblica dell'acqua del Sud Milano ogni Casa è in grado di fornire circa 1.500 metri cubi d'acqua l'anno, ossia circa 4 metri cubi al giorno, corrispondenti a 4.000- 4.500 litri/giorno.
E’ una valida alternativa all’acquisto di costosi e pesanti da trasportare bottiglioni di plastica al supermercato, conservati spesso in improbabili situazioni climatiche.
Si collabora così anche alla riduzione dei rifiuti, dell’inquinamento dovuto allo smaltimento degli stessi e all’inquinamento causato dal trasporto su strada dal luogo dell’imbottigliamento a quello della distribuzione.
Bere alla propria fonte consente alle famiglie un risparmio stimato di circa 250 euro/anno calcolato sui costi dell’acqua di falda contro quelli dell’acqua imbottigliata, nonché l’abbattimento dei 5 miliardi di contenitori di plastica da smaltire ogni anno.
Le Case dell’Acqua fornite dalla TASM sono date in comodato d’uso gratuito ed hanno il Patrocinio del Ministero dell’Ambiente.

Minerale gratis: Cesano Boscone


Case dell'Acqua




Per richiederla: qui

Verificare in ogni Comune o con l’Ente erogatore dell’acqua la presenza delle Case dell’Acqua in loco.


QUI LA MOZIONE USATA NEI CONSIGLI DI ZONA DI MILANO PER LA RICHIESTA DELLE CASE DELL'ACQUA - DA PERSONALIZZARE PER LO SPECIFICO COMUNE.


OGGETTO: “CASE DELL’ACQUA” – EROGAZIONE AL PUBBLICO DELL’ACQUA POTABILE IN ALCUNI PUNTI DECENTRATI DEL SERVIZIO IDRICO DEL COMUNE DI MILANO - ZONA 1

Premesso che

- L’ottima qualità dell’acqua di falda del territorio milanese, concorrenziale con l’acqua minerale posta in vendita, è sottoposta ad un continuo monitoraggio da parte di ASL e ARPA sia sotto l’aspetto qualitativo che sotto l’aspetto microbiologico ( per Milano: nr. 22.000 analisi all’anno).
- il costo dell’acqua potabile di Milano .. è molto basso rispetto a quella imbottigliata in commercio;
- è interesse dell’Acquedotto milanese e dell’Amministrazione Comunale, valorizzare questa risorsa pubblica, controllata e genuina e promuoverne l’uso presso la cittadinanza;

Considerato che

- la distribuzione pubblica dell’acqua potabile in alcuni punti della zona direttamente collegati all’acquedotto consentirebbe un notevole risparmio economico per le famiglie e ridurrebbe la produzione di rifiuti dovuti alle bottiglie di materiale plastico o di vetro che ammontano, a livello nazionale, a 5 miliardi di bottiglie da smaltire all’anno, di cui una minima parte viene riciclata e il resto finisce in discarica;

Valutato che

- esistono positive esperienze di punti di erogazione pubblica dell’acqua potabile dell’acquedotto pubblico, rappresentate dalle “Case dell’acqua”, con fornitura gratuita di acqua potabile naturale, refrigerata e gassata, già installate e funzionanti con grande gradimento dei cittadini, in spazi verdi dei Comuni dell’hinterland milanese. Ad ora sono operative presso i Comuni di: S. Donato Milanese, Pieve Emanuele, S. Giuliano Milanese, Rozzano, Opera, Buccinasco, Corsico, Cesano Boscone, Trezzano sul Naviglio, Vizzolo Predabissi.
- il costo complessivo di realizzazione delle Case dell’acqua è di circa € 50.000, interamente a carico della società che gestisce il servizio e che, nell’hinterland, è la TASM spa, Tutela Ambientale Sud Milanese, l'azienda pubblica che ha realizzato e gestisce dodici impianti di depurazione delle acque civili e industriali collocati nella parte sud della metropoli per circa 500mila abitanti equivalenti, su un territorio di 300 Kmq. E’ nata nel 1975 come Consorzio Provinciale, in seguito ha cambiato la sua forma giuridica in società per azioni partecipata dalla Amministrazione Provinciale di Milano e da ventiquattro Comuni.
- la TASM ha già incontrato i rappresentanti di MM per valutare la possibilità di realizzare Case dell’acqua in prossimità dei parchi milanesi, nelle zone popolari, nelle periferie e nei luoghi di grande affluenza;

SI CHIEDE AL PRESIDENTE DI ZONA 1
Al SINDACO, ALLA GIUNTA, AGLI ASSESSORATI COMPETENTI

- di procedere alla progettazione e realizzazione in tempi brevi con il Servizio Idrico Integrato della Metropolitana Milanese, di alcune “Case dell’Acqua” volte a fornire ai cittadini punti di prelievo pubblico gratuiti dell’acqua potabile naturale, gassata e refrigerata;
- Le “Case dell’acqua” andrebbero collocate in spazi prossimi ai quartieri abitati e ai parchi, dotandole di un regolamento d’uso e della necessaria opera di controllo sul loro corretto utilizzo (a questo proposito proponiamo il Parco Sempione o i Giardini Pubblici).
- Valutare con AMSA l’effettiva riduzione della raccolta delle bottiglie in plastica, la riduzione dell’inquinamento da smaltimento del PET e l’eventuale possibilità di ridurre la tassa locale per la raccolta dei rifiuti
Si allega documentazione sulle “Case dell’Acqua” già realizzate (all.1) ed un’ipotesi di regolamento tratto da altri in uso (all.2).

Milano, lì 13 novembre 2007

Firme:

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allegato 1
CASA DELL’ACQUA
La Casa dell'Acqua si presenta come un piccolo chiosco, colorato, gradevole alla vista, che si inserisce in modo armonico nello spazio verde circostante.
Ha una superficie di circa 30 metri quadrati , incluso un patio di accoglienza, ospita in un locale chiuso le apparecchiature ed una zona coperta aperta al pubblico ove sono ubicati tre erogatori d’acqua. Questa acqua è più pulita perché priva del passaggio in vecchie ed incrostate tubature che rilasciano residui solidi.
Un rubinetto eroga acqua naturale, normale, proveniente dall'acquedotto e ulteriormente filtrata.
Il secondo rubinetto eroga acqua fredda grazie ad un apposito refrigeratore posto all'interno della casa.
Il terzo invece fornisce acqua fredda gasata, grazie ad un carbonatore a caldo (sistema minibulk della ditta SIAD, consistente in un bombolone che contiene CO2) e ad un refrigeratore.
Le zone degli erogatori d’acqua sono rivestite in tesserine di mosaico vetrificato, mentre le restanti pareti hanno un rivestimento in mattoni a vista o semplicemente intonacate con tonalità giallo/verde.
Il dosaggio dell’erogazione è volumetrico, con un sensore speciale per attivarla.
L'obiettivo è quello di promuovere il consumo dell’acqua del rubinetto buona, controllata, sicura e gratuita, in alternativa alle minerali a volte scelte solo perché gassate.
Secondo le stime dei tecnici della Tasm ogni Casa è in grado di fornire circa 1.500 metri cubi d'acqua l'anno, ossia circa 4 metri cubi al giorno, corrispondenti a 4.000- 4.500 litri/giorno.
E’ una valida alternativa all’acquisto di costosi bottiglioni di plastica al supermercato, conservati in improbabili situazioni climatiche, per la riduzione dei rifiuti, dell’inquinamento dovuto allo smaltimento degli stessi ed all’inquinamento causato dal trasporto su strada dal luogo dell’imbottigliamento a quello della distribuzione.
Bere alla propria fonte consente alle famiglie un risparmio stimato di circa 250 euro/anno calcolato sui costi dell’acqua di falda al mq tra i 60 e gli 80 centesimi contro i 250 di quella commerciale, nonché l’abbattimento dei 5 miliardi di contenitori di plastica da smaltire.
Oltre all’evidente “economia” di risorse l’acqua meneghina presenta anche una buona qualità, stando alle 22.000 analisi effettuate da MM con valori di acidità pari a 7 (in una scala tra 6,5 e 8,5), durezza tra i 16 e i 40 gradi (valore guida 15-50) e ricca presenza di calcio e magnesio.

Allegato 2
CASA DELL’ACQUA - REGOLAMENTO D’USO
La “Casa dell’Acqua” è un bene pubblico a disposizione dei cittadini che eroga acqua dell’acquedotto ulteriormente filtrata naturale, fredda e gasata, si trova .........
La delibera del …… nr ….. ha approvato il seguente Regolamento il cui rispetto da parte di tutti permetterà di mantenere in buono stato la fonte e di poterne trarre tutti beneficio.
Orario di apertura: dalle ore 9.00 alle ore 20.00.
Quantità massima di prelievo/giorno: 12 litri a persona.
Recipienti consentiti: con capacità massima di 5 litri.
Rispettare l’ordine d’arrivo.
Dare precedenza agli anziani ed alle persone diversamente abili.
Utilizzare con delicatezza i pulsanti di erogazione all’inizio ed alla fine dell’erogazione stessa.

E’ VIETATO
- sprecare l’acqua per lavaggio e/o risciacquo dei contenitori,
- far bere gli animali direttamente dagli erogatori per evitare inquinamento dell’acqua,
- ostacolare l’utilizzo della struttura e renderne disagevole l’accesso con la sosta dei mezzi,
- danneggiare o imbrattare la stessa e tutte le strutture accessorie,
- disperdere o abbandonare rifiuti di qualunque natura nella struttura e nell’area circostante,
- tenere i veicoli con il motore acceso nell’attesa del riempimento dei contenitori,
- toccare, sporcare e danneggiare gli erogatori, la griglia e il piano di appoggio e si raccomanda, per motivi igienici, di non toccare gli erogatori con recipienti o altri oggetti.

In caso di mancato rispetto delle norme citate sono previste sanzioni amministrative da 25,00 a 500.00 Euro secondo il Regolamento di Polizia Urbana.

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p.s. Ho seguito personalmente come promotrice della "Rete delle Case dell'Acqua" di Milano, le mozioni nei 9 consigli di zona di Milano, ma nonostante la loro approvazione e quindi espressione di tutta la città, il Sindaco e il Consiglio Comunale le hanno ignorate.

Sarebbe il caso di riprendere anche questa battaglia, a maggior ragione con la privatizzazione dell'acqua che si avvicina.

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Luciana P. Pellegreffi

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No Berlusconi Day


Il comitato 'No Berlusconi Day', nato su Facebook per iniziativa di un gruppo di blogger democratici, indice per il prossimo 5 dicembre, a Roma, una manifestazione nazionale per chiedere le dimissioni del presidente del Consiglio Silvio Berlusconi.

IL TESTO DELL'APPELLO

A noi non interessa cosa accade se si dimette Berlusconi e riteniamo che il finto "Fair Play" di alcuni settori dell'opposizione, costituisca un atto di omissione di soccorso alla nostra democrazia del quale risponderanno, eventualmente, davanti agli elettori. Quello che sappiamo è che Berlusconi costituisce una gravissima anomalia nel quadro delle democrazie occidentali -come ribadito in questi giorni dalla stampa estera ce definisce la nostra "una dittatura"- e che lì non dovrebbe starci, anzi lì non sarebbe nemmeno dovuto arrivarci: cosa che peraltro sa benissimo anche lui e infatti forza leggi e Costituzione come nel caso dell'ex Lodo Alfano e si appresta a compiere una ulteriore stretta autoritaria come dimostrano i suoi ultimi proclami di Benevento. Non possiamo più rimanere inerti di fronte alle iniziative di un uomo che tiene il Paese in ostaggio da oltre 15 anni e la cui concezione proprietaria dello Stato lo rende ostile verso ogni forma di libera espressione come testimoniano gli attacchi selvaggi alla stampa libera, alla satira, alla Rete degli ultimi mesi. Non possiamo più rimanere inerti di fronte alla spregiudicatezza di un uomo su cui gravano le pesanti ombre di un recente passato legato alla ferocia mafiosa, dei suoi rapporti con mafiosi del calibro di Vittorio Mangano o di condannati per concorso esterno in associazione mafiosa come Marcello Dell'Utri.

Deve dimettersi e difendersi, come ogni cittadino, davanti ai Tribunali della Repubblica per le accuse che gli vengono rivolte.

COMITATO 'NO BERLUSCONI DAY'
Sabato 5 dicembre - ore 14, Piazza della Repubblica, Roma

E-mail
noberlusconiday@hotmail.it

Il nostro sito
www.noberlusconiday.org

Ref. organizzazione
Tel. 328 1803613

Ufficio stampa
comunicazione.noberlusconiday@gmail.com
Tel. 327 4950633

Pagina Facebook
http://www.facebook.com/no.berlusconi.day

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Sequestrato risciò a pedali in centro a Firenze

Sabato 7 novembre alle ore 22:30 circa in piazza Santa Maria
Novella, si è verificato un nuovo episodio di intolleranza da parte di alcuni tassisti fiorentini nei confronti della attività di promozione della mobilità sostenibile svolta da alcuni giovani fiorentini. Un conduttore di risciò è stato fermato e trattenuto - di fatto “sequestrato” in strada - per circa un'ora da non meno di sei tassisti fino a che non è intervenuta una pattuglia dei Vigili Urbani – sezione polizia amministrativa - che arrivata sul posto chiamata dai tassisti stessi, ha successivamente contestato al pedalatore volontario di svolgere l'attività di "tassista abusivo" elevandogli una ingente sanzione amministrativa oltre la sanzione accessoria del sequestro del veicolo finalizzata alla successiva confisca! A nulla è servita la dichiarazione del pedalatore di aver noleggiato regolarmente il risciò che conduceva e di promuovere la mobilità a zero emissioni come volontario non chiedendo niente a coloro che salivano sul proprio risciò, salvo accettare eventuali mance solo se liberamente offerte.

Sì, proprio così a Firenze dove la nuova amministrazione ha fra i suoi obiettivi una maggiore vivibilità del centro storico e un forte impegno per una città sempre più ciclabile, dove si è chiusa al traffico dei veicoli a motore una larga area del centro storico con la recente pedonalizzazione di piazza Duomo… proprio qui a Firenze viene sequestrato un velocipede a tre ruote un cosiddetto risciò a pedali! Un mezzo che non inquina, non fa rumore.

Mentre a Roma in Parlamento la Camera dei deputati ha già varato una modifica al codice della strada per permettere lo svolgimento di servizi di N.C.C. con velocipedi, mentre sempre a Roma in comune si autorizza una locale cooperativa sociale a svolgere per 3 mesi rinnovabili un progetto pilota con i risciò a pedali, mentre in moltissime città europee ed estere (Berlino, Monaco, Barcellona, Parigi, Londra, New York, ecc…) la mobilità di persone e cose con velocipedi è considerata una preziosa risorsa per i centri storici congestionati e ormai sommersi dallo smog e dalle polveri inquinanti…qui a Firenze, nonostante qualcuno a sue spese tenti in modo semplice e trasparente di proporre i risciò a pedali, viene punito ripetutamente dalla Polizia Municipale.

I soggetti che promuovono l’uso dei risciò a Firenze non vogliono né svolgere una attività illegale né tantomeno porsi in alternativa agli indispensabili servizi di trasporto pubblico che ci sono ma vogliono offrire una opportunità nuova alla città, un modo diverso per muoversi in libertà all’interno del centro storico senza inquinare e senza far rumore, un modo nuovo ed efficace per abbattere le emissioni inquinanti e sperare in un mondo migliore.

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Ci prendono per scemi?


Così avremo il processo breve per gli incensurati; per gli altri, quelli già condannati, mettiamoci pure tutto il tempo che ci vuole. Entro 6 anni per l’incensurato deve arrivare la sentenza definitiva: colpevole o innocente; se non arriva, chissà quale sarà la formula? Prescrizione, fuori tempo massimo, squalificato (il giudice…).

Come al solito, pur di cavare Berlusconi dai guai, un sacco di delinquenti resteranno impuniti, le parti offese saranno fregate alla grande e la povera gente resterà a marcire in galera.

Fino ad ora i processi che si facevano per primi erano quelli con detenuti. Sei dentro? Ti processo subito. Perché magari sei innocente, anzi sei senz’altro innocente fino alla sentenza definitiva di condanna; e allora non devi stare in prigione un minuto di più di quanto strettamente necessario; alla sentenza definitiva ci dobbiamo arrivare nel minor tempo possibile. Anche perché ci sono i termini massimi di carcerazione preventiva; e se non mi sbrigo a farti il processo, finisce che esci per decorrenza termine e poi tutti si indignano per i giudici fannulloni che scarcerano i mafiosi.

Adesso, però, i processi che si debbono fare per primi sono quelli per gli incensurati: perché più di 6 anni non potranno durare e se non mi sbrigo non li finisco in tempo. Solo che gli incensurati, in genere, non stanno in galera in attesa del processo; sono, come si dice, a piede libero; proprio perché sono incensurati. E tuttavia prima si processeranno gli incensurati perché poi non si può più; e dopo i detenuti, che c’è tempo. Intanto se ne stanno in galera, magari da innocenti. E se si tratta di mafiosi che escono per decorrenza termini, pazienza.

Se poi scomodiamo un po’ di dialetto, viene da dire guagliò, accà nisciuno è fesso. Perché, in 6 anni, per una guida senza patente, uno scippo, un oltraggio al vigile urbano un processo lo si fa di sicuro. I problemi cominciano quando si tratta di processare un incensurato (ma guarda che combinazione, Berlusconi, con le sue sei prescrizioni, è incensurato) per falso in bilancio o frode fiscale. Perché, se cominciamo con le rogatorie alle isole Cayman e i sequestri di documenti in qualche caveau dell’Ossezia, in sei anni arriviamo sì e no al primo grado.

Ultima chicca: con questo sistema, Berlusconi & C. sempre incensurati saranno perché un processo per i reati che commettono loro non si riuscirà a fare mai. E così sempre al processo breve avranno diritto; in un circolo infinito. Ma proprio per scemi ci prendono?

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Piange il telefono

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Tutto cambia. E anche le offerte speciali non sono più quelle di una volta. “Tre per due” e sconti vari, infatti, pare che non bastino più. Così come le offerte ad hoc per famiglie, o le “mini” o “mono” porzioni per single restii al matrimonio. Risultato: qualcuno comincia ad attrezzarsi per conquistare il nuovo protagonista dei consumi di questo inizio millennio. Il disoccupato.

A rompere il ghiaccio - e mostrare la via che ci condurrà tutti alle nuove frontiere del marketing del futuro - sono, al solito, gli Stati Uniti. E per alcune milioni di ottime ragioni. E infatti: solo negli Usa - da quando è iniziata la crisi - sono andati in fumo qualcosa come 8 milioni (e rotti) di posti di lavoro. Il tasso di disoccupazione è arrivato alla doppia cifra (10,2% ad ottobre 2009; il dato più alto dal 1983). E insomma: i disoccupati a stelle e strisce sono ormai un esercito da 15 milioni di persone. Un problema? Non per i geniali esperti di marketing di Virgin mobile, braccio “telefonico” dell’impero del re della musica pop, Richard Branson. Loro, infatti, hanno lanciato un simpatico pacchetto per tutti gli afficionados del genere “rischio-di-essere-mandato-a-casa-con-un-calcio-nel-didietro-e-tanti-saluti-a-soreta”.

“Sappiamo tutti che i tempi sono difficili, ecco perchè Virgin Mobile vi sta offrendo questa piccola forma di protezione per il nostro servizio internet wireless”, si legge sul sito della compagnia. Poche parole per presentare un’offerta che è tutta sostanza: 3 mesi di bollette gratis per tutti coloro che, dopo aver firmato il contratto, dovessero rimanere senza lavoro e senza il becco di un quattrino.

Un’offerta giusta che capita nel momento giusto e soprattutto nel settore giusto. Quello delle telecomunicazioni, che in questo momento sta patendo come e più di altri. Tanto è vero che uno dei grandi concorrenti di Virgin Mobile, cioè Vodafone - che poi è la più grande compagnia telefonica al mondo e opera praticamente nell’intero orbe terracqueo (dalla Ue agli Usa, passando per Cina e Russia) - ha giusto annunciato oggi una raffica di licenziamenti che ridurrà i costi di oltre due miliardi di euro, di qui al 2012. Licenziamenti che sono già partiti a maggio in Europa (dove il personale è dimagrito di 500 posti) e ora continueranno in giro per il mondo. Per la gioia dei grandi azionisti. Che nei primi sei mesi dell’anno - e nonostante il fatturato in calo - hanno visto i profitti (pre-tasse) salire del 3,6%, a quota 6,1 (miseri) miliardi di euro.

Ma non tutto il male viene per nuocere. E nel loro piccolo anche i licenziati Vodafone negli Stati Uniti - se si affretteranno a firmare ora un bel contratto e a sfruttare l’“offerta disoccupato” - potranno comunque continuare a navigare in santa pace per almeno 90 giorni. Con la concorrente Virgin. E’ il bello del libero mercato. Nevvero?

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10/11/09

Come licenziare 9000 persone senza che nessuno se ne accorga

Carissimi,
siccome i nostri strumenti "di lotta" non sono più i tamburi di latta bensì le tastiere dei nostri PC, rimetto a voi il file seguente, ognuno lo dovrà inoltrare alla sua cerchia di conoscenze. In alto i cuori, non scoraggiamoci. Un pensiero ed un saluto a tutti.

Dal 4 Novembre 2009 le nostre principali sedi ROMA-TORINO-MILANO-BARI-IVREA sono PRESIDIATE con assemblee permanenti.

E’ iniziato il licenziamento dei primi 1200 lavoratori di OLIVETTI-GETRONICS-BULL-EUTELIA-NOICOM-EDISONTEL TUTTI CONFLUITI IN: AGILE s.r.l. ora Gruppo Omega. Agile [ex Eutelia] è stata consegnata a professionisti del FALLIMENTO. Agile [ex Eutelia] è stata svuotata di ogni bene mobile ed immobile. Agile [ex Eutelia] è stata condotta con maestria alla perdita di commesse e clienti. Il gruppo Omega continua la sua opera di killer di aziende in crisi, l’ultima è Phonemedia - 6600 dipendenti - che subirà a breve la stessa sorte di Agile. In tutto, siamo una realtà di quasi 10.000 dipendenti e, considerando che ognuno di noi ha una famiglia, le persone coinvolte in questa CRISI sono circa 40.000! Eppure nessuno parla di noi.

Per mantenere il LAVORO abbiamo bisogno di visibilità mediatica. Abbiamo manifestato nelle maggiori città italiane (Roma - Siena: Monte dei Paschi – Milano – Torino – Ivrea – Bari – Napoli - Arezzo), siamo SALITI sui TETTI, ci siamo l'INCATENATI a Roma in Piazza Barberini, abbiamo occupato le SEDI, Roma per prima. Nonostante ciò NON siamo mai stati nominati in nessun TELEGIORNALE NAZIONALE perchè la parola d’ordine è che se non siamo visibili all’opinione pubblica il PROBLEMA NON ESISTE.

Se sei solidale con noi INOLTRA QUESTA MAIL ad almeno 10 amici nei prossimi 30 minuti, non ti costa nulla, ma avrai il ringraziamento di tutti i Lavoratori e le Lavoratrici di Agile [ex Eutelia] che da mesi sono senza stipendio e che lottano per il DIRITTO AL LAVORO, primo Diritto Fondamentale della nostra Costituzione.

Non lasciar morire questa azienda!

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