31/05/09

Parlamento sporco, Europa infetta

Terremotat_boat.jpg

Carlo Vizzini mi ha convocato il 10 giugno per illustrare le tre leggi di iniziativa popolare: "Parlamento Pulito". Lo farò in Commissione Affari Costituzionali. Io non mollo, voi non mollate e quasi due anni dopo la raccolta di 350.000 firme è stato fatto un passo avanti. Sarà un discorso semplice: i condannati vanno espulsi dal Parlamento, chi è stato eletto per due legislature non può essere rieletto, i cittadini devono poter scegliere il loro candidato. E' prevista la diretta televisiva se non si rivolgono al Garante della Privacy per non essere ripresi. Il passo successivo è la presentazione della legge in Senato.
Il numero di condannati è aumentato dall'inizio della legislatura. Erano 18 e ora sono 20. Ho perso il conto degli indagati, dei prescritti, dei condannati in primo e secondo grado. Il Parlamento è l'ultima risorsa per non finire in galera. Il Lodo Alfano ha salvato lo psiconano da una condanna per corruzione. Altri, come Cuffaro e Dell'Utri, 14 anni in due in primo grado, sono parlamentari per meriti processuali. Altri ancora, come D'Alema, si avvalgono dello scudo spaziale del Parlamento italiano e europeo per non farsi interrogare dalla Forleo.
Se mettete una mela marcia in un cesto, col tempo tutte le mele marciranno. Gli onesti in questo Parlamento sono espulsi o emarginati. I cesti della Camera e del Senato sono pieni di mele marce, è difficile non farsi contaminare. Il verme cammina comprandoti con i soldi o con l'intimidazione. Sette persone hanno nominato 993 deputati e senatori. Ogni segretario di partito ha fatto la sua lista chiusa di fedelissimi, avvocati, leccaculo e mignotte. Il Parlamento è illegale, incostituzionale, immorale. Le mele marce hanno infettato il Paese. Lo hanno ipnotizzato con l'informazione.
L'occupazione crolla e i morti sul lavoro sono 3/5 al giorno e chi è alla guida del Paese giura che non avuto un rapporto piccante con una minorenne, sequestra le foto di ragazze in topless e del premier ceco Topolanek nudo ospiti nella sua Villa. Offre crociere ai terremotati. Attacca la magistratura, la Gandus. E, non contento, inquina l'Europa con i candidati Mastella, indagato, e Pomicino, condannato in via definitiva. La moglie di Blair ha confessato che il marito era terrorizzato di farsi fotografare vicino al nano bandanato. Temeva di perdere la reputazione.
Il tanfo dei nostri parlamentari è sempre più forte e in Europa cominciano a prendere le contromisure. Quotidiani come il Financial Times, El Pais o Le Figaro descrivono un'Italia fuori controllo, pericolosa. La Germania ha scelto Magna. Le nostre mafie sono un attentato per l'Europa. Le uniche grandi imprese che si sono affermate fuori dai confini nazionali. Da noi crescono, sono allevate con cura. Con leggi ad mafiam e con miliardi di contributi europei. Un mostro si aggira per l'Europa, si chiama Italia. E' contagioso. Il focolaio sta a Roma, dentro al Parlamento. Fischia il vento, urla la bufera. Non so perchè lo dico, ma me lo sento addosso.

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Alfonso Bonafede - Appello ai giovani di Firenze


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Balzani incontra Grillo a Forlì e promette il Porta a Porta


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Questo video è stato girato in backstage al termine dello spettacolo di Beppe Grillo il 28 maggio scorso a Forlì, seguitelo con attenzione. Roberto Balzani candidato sindaco del PD si intrufola e promette a Grillo la realizzazione del porta a porta, invitandolo alla sua futura inaugurazione. Non voglio entrare nel contesto delle polemiche riguardo all'opportunità di un candidato sindaco di sfruttare qualsiasi buona occasione per darsi visibilità, vorrei rimanere sul fatto specifico di ciò che ha affermato Balzani con presenti numerosi testimoni: L'impegno a partire al più presto con il porta a porta.

Forse qualcuno dovrebbe ricordargli del fatto che sono passati oltre 4 anni da quando i cittadini forlivesi hanno raccolto ben 17.000 firme a Forlì per il porta a porta, sentendosi rispondere sempre "picche" in ogni occasione. Anzi, subendosi la costruzione di un nuovo inceneritore assolutamente sovradimensionato da ben 120.000 tonnellate. Non ce la si può cavare dicendo banalmente "prima o poi dobbiamo pure iniziare".

Per lo meno a Cesena il candidato sindaco Paolo Lucchi non è stato così ipocrita, decidendo fin da subito di non mettere il porta a porta all'interno del proprio programma elettorale, con il sottointeso pretesto fornitogli da Hera di presunti costi superiori per i cittadini.

La realtà è che non solo il porta a porta permette performance ambientali inarrivabili rispetto alla differenziata da cassonetto stradale, ma costa anche nettamente di meno nel medio-lungo periodo, come dimostrato da tante esperienze, specialmente in Veneto con il consorzio priula. I loro costi sono dimezzati rispetto ai nostri, pur utilizzando un sistema porta a porta (con tariffa puntuale) fin dal 2003, davvero i costi del sistema in sè sono elevati oppure è Hera a non essere così efficiente ?

Nonostante la campagna elettorale agli sgoccioli e lo promesse spese, il PD crede ancora alle favole di Hera. Bisogna svegliarlo!

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Macchè gare pubbliche! Meglio mastellone o rutellone…


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La richiesta di Antonio Saladino nei confronti di Clemente Mastella di incontrare il costruttore Valerio Carducci, era stata preceduta da un accordo fra quest’ultimo e il capo dell’opus dei calabrese.

QUI la conversazione telefonica depositata agli atti.

A.Saladino: Pronto, sono Tonino
V.Carducci: oh oh oh!
A.Saladino: dove sei?
V.Carducci: grazie del messaggio! Sono qui dal ministro Baccini in attesa
di essere ricevuto.
A.Saladino: aah! io sono a Roma pure io.
V.Carducci: a sei a Roma?
A.Saladino: ci prendiamo un caffè?
V.Carducci: ma no Tonino! Ma no ma lo sai devo stare in aeroporto all’una
A.Saladino: ah no no va bè…
V.Carducci: mannaggia!
A.Saladino: l’altro giorno con cita t’abbiamo pensato t’abbiamo pensato
V.Carducci: sì?
A.Saladino: perché abbiamo trovato un rhum rarissimo ma di una bontà unica e mi ha detto, questo dobbiamo regalarglielo a Valerio e va bè
V.Carducci: Ha ha ha…
A.Saladino: e t’abbiamo pensato. Gli ho detto anche perché gli devo fare una bocca dolce a Valerio, visto che ai miei amici gli fanno mangiare fiele mh mh….
V.Carducci: ha ha mannaggia la miseria… SENTI!
A.Saladino: …meglio farlo ubriacare che fargli mangiare fiele

V.Carducci: madonna mia, senti sei arrivato stamane Tony?
A.Saladino: sì sì sono con Cristina che stavo a lavorare…
V.Carducci: senti, no ti volevo, per quanto riguarda quella stupidaggine di quel ragazzino è andato tutto bene eh?
A.Saladino: sìì ma quella è una stupidaggine va bè te pare…
V.Carducci: eh però, insomma…
A.Saladino: è un coglione è andato in panico cioè… gli sei venuto in mente tu secondo me (ride) non sapeva che cazzo dire secondo me questa è la verità
V.Carducci: sì…
A.Saladino: è una crisi di panico, dai!
V.Carducci: però vedi i danni uno che può fare
A.Saladino: sì sì, io però io e te ne avevamo parlato di un ragazzino un po’ saltato di testa eh, saltato di testa…

V.Carducci: senti Tony ti volevo dire allora per mettersi a disposizione con mastellone o così, magari dai disposizione lì alla, alla Cristina
A.Saladino: eh eh, sì sì sì
V.Carducci: perché insomma, almeno non si sa insomma
A.Saladino: ma io…(incerto) meglio rutellone o no?
V.Carducci: vedi te, vedi te
A.Saladino: va bè mo parlo io parlo io parlo io, ci vediamo con Aliprandi ci vediamo… va bene?
V.Carducci: d’accordo, un abbraccio
A.Saladino: ci penso io non ti preoccupare
V.Carducci: ciao
V.Saladino: ciao Valeriuccio ciao ciao ciao

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Firenze:Terra Futura 2009 Playlist Video


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Terra Futura è una grande mostra-convegno strutturata in un'area espositiva, di anno in anno più ampia e articolata, e in un calendario di appuntamenti culturali di alto spessore, tra convegni, seminari, workshop; e ancora laboratori e momenti di animazione e spettacolo. Nata dall'obiettivo comune di garantire un futuro al nostro pianeta e di farlo insieme , la manifestazione mette al centro le tematiche e le buone pratiche della sostenibilità sociale, economica e ambientale, attuabili in tutti i campi: dalla vita quotidiana alle relazioni sociali, dal sistema economico all'amministrazione della cosa pubblica... Terra Futura vuole far conoscere e promuovere tutte le iniziative che già sperimentano e utilizzano modelli di relazioni e reti sociali, di governo, di consumo, produzione, finanza, commercio sostenibili: pratiche che, se adottate e diffuse, contribuirebbero a garantire la salvaguardia dellambiente e del pianeta, e la tutela dei diritti delle persone e dei popoli.

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Quando a mafiopoli scoprono l'eolico...

Viaggio dalla Sicilia alla Liguria, tra inchieste dell'Antimafia e giochetti di delibere, pareri e tanti protagonisti... contributi di soldi pubblici e certificati "verdi" alla faccia dell'energia "pulita"... Iniziamo un inchiesta sull'eolico e quella "mafiopoli" che accompagna il soffiar del vento.

Le colline della Sicilia iniziano ad essere disseminate dalle gigantesche pale eoliche nel vuoto totale del piano energetico... Se il massimo di energia immettibile nella rete è di 1500 Mw...vai con impianti da 3.500 Mw, intanto ci sono i contributi pubblici, le agevolazioni... e poi, per l'energia prodotta in più (e dispersa) ti rilasciano degli splendidi "certificati verdi" che si possono usare (o vendere!) per abbattere "burocraticamente" i livelli di immissioni inquinanti di altri! Ecco cosa ci cela dietro la grande energia eolica!

Le sovvenzioni europee e italiane per il settore eolico nel nostro Paese sono tra le più alte al mondo, per ogni Kw/h prodotto 180 €...


lo ha evidenziato pure il Financial Times! E, questo, naturalmente, nel paese di corruzione dilagante e con la mafia come più potente "spa", qualcuno pensava che l'energia rinnovabile fosse una manna per i cittadini, i consumatori... l'ambiente? Solo gli ingenui potevano crederlo... Siamo a mafiopoli, mica in un Paese normale e qui regna corruzione e collusione... anche se persino i grandi paladini della "legalità" sembra non se ne accorgano.

L'inchiesta principale, condotta dal pm della DDA di Palermo Roberto Scarpinato mette in evidenza pesantemente il sistema che si nasconde dietro l'eolico... in Sicilia ma con grandi società del nord... con politici in prima linea e mafia scorrazzante... è Mafiopoli che scopre l'eolico! Già l'inchiesta Operazione Vento, a Trapani, ha prodotto otto arresti per voto di scambio e corruzione legati alle concessioni dei permessi per la costruzione dei "parchi" eolici... con la grande ombra di Matteo Messina Denaro.

"E' un sistema raffinato di legami tra business e politica - afferma Scarpinato - un pugno di persone controllano il settore eolico. Ci sono tante società, ma dietro ci sono le stesse persone". E la mafia, che è sempre al passo con i tempi e si adatta... sa cogliere ogni opportunità. I politici, gli amministratori pubblici, si fanno belli sotto la bandiera delle energie rinnovabili... Cosa Nostra incassa, le società complici, che poi magari indossano i panni delle povere vittime incassano... ed alla fine, come ricorda Scarpinato: "la cosa incredibile, che chi realizza gli impianti ottengono denaro pubblico per costruire centrali eoliche che non producono alcuna energia elettrica".

Gli affari sono affari, e nel mondo delle imprese, quelle del "grande" nord... quelle dell'Europa... il denaro anche se puzza va sempre bene... tanto che le mani insanguinate dei mammasantissima li abbiano prodotti non è mica stampato sopra... ed è così che si entra nel grande giro della speculazione sui "parchi" eolici, che una volta realizzati, in buona parte dei casi vengono venduti.

Entrano nell'affare dell'eolico la International Power del Regno Unito, dal 2007 il più grande operatore nel settore dell'energia eolica, dopo l'acquisizione del portafoglio di Maestrale in maggioranza italiano, inclusi cinque parchi eolici in Sicilia. E poi troviamo l'italianissima ENEL, la tedesca Eon con la partecipata spagnola Endesa e quindi un saltino anche in Francia con EDF.

Non è quindi solo un problema di paesaggio, che viene devastato da questi imponenti impianti, nella maggior parte dei casi inutili alla produzione effettiva di energia elettrica, ma è anche una questione economica, di soldi pubblici, che vengono presi da privati come contributi per gli impianti di produzione di energia pulita che poi non viene immessa in rete perchè la rete di distribuzione non la "assorbe". Alla questione ambientale ed alla questione economica ed etica vanno aggiunti quello di una vera e propria beffa, alla faccia dell'abbattimento dell'inquinamento, che sono i certificati verdi, ovvero quello che viene riconosciuto per le produzioni in eccesso dell'energia pulita (che va in dispersione) e che possono essere utilizzati per abbattere le emissioni inquinanti di altri impianti, che così, magari, portano le proprie emissioni nei limiti formali di legge anche se in realtà quelle emissioni sforano pesantemente i limiti legali, già insufficienti, spesso, a tutelare la salute e vita delle persone. Ed in ultimo vi è anche l'aspetto prettamente legato a procedure di corruzione per l'ottenimento di autorizzazioni da parte degli Enti locali preposti e quello dell'infiltrazione mafiosa.

Ed in tutto questo "gioco" al massacro dell'interesse e bene pubblico, associazioni come Legambiente sembrano starci bene, anzi benissimo. Tanto che in realtà dove a livello locale i circoli affiliati si schierano contro gli impianti in costruzione, come ad esempio il Circolo Emilia Est, questi vengono epurati e cacciati fuori da quella Legambiente che si prodiga spesso in campagne pubblicitarie accanto all'Enel, con contiguità pesanti a società inquinanti (e devastanti) come ad esempio quelle legate alla Tirreno Power di Vado Ligure... e sempre più espressione e colonia della politica pidina.

E per chiudere questo inizio di approfondimento sull'eolico, non possiamo che compiere un passaggio su un altra realtà di territorio divenuto terreno di conquista. Se terra di mafia lo è da tempo, e le grandi speculazioni bi-partisan del cemento ne stanno suggellando la funzione di grande lavanderia dei soldi sporchi, sta diventando, dopo la Sicilia, la terra prediletta per l'eolico. Saliamo quindi in Liguria.

Ci arriviamo direttamente da dall'isola, con una società coinvolta nelle operazioni oggetto di attenzione della DDA di Palermo, la FERA srl. Questa società, una delle principali e potenti del settore, ha scambiato, sin d'ora, il savonese come territorio di conquista. Se proprio oggi presenta l'impianto di Pontinvrea scrivono avrà una produzione annua di 6500 MWh. Sono già pronti altri "parchi", a Stella per altri 6000 Mwh/anno, e Cairo Montenotte per ulteriori 10800 MWh. Ma, visto che l'energia immettibile in rete è molto inferiore - ed il Piano Regionale si guarda bene, come l'Enel, di indicare il tetto, così come riporta indicazioni confuse - a che serve continuare a costruire "parchi" che devastano l'ambiente e producono quel poco di energia immettibile in rete e tanti tanti certificati verdi? Fossero soldi privati uno potrebbe dire: questi so "pazzi" e cacciano via soldi, ma i soldi sono pubblici... sono i contributi pubblici di cui si parla all'inizio di questo articolo!

Claudio BurlandoMa non basta. In Liguria ci sono anomalie pesanti. Infatti la Commissione VIA della Regione ha respinto, sulla base delle osservazioni presentate contro l'impianto di Stella dal WWF Liguria, il progetto. Quello della Commissione VIA è un parere vincolante... ma in Liguria pare proprio di no. Infatti la Giunta Regione - che non ha il potere di annullare il parere della VIA - cosa si inventa per non ostacolare i signori dell'eolico? Semplice: la Giunta Regionale delibera l'inammissibilità del progetto di Stella della Fera srl sulla base della bocciatura da parte della Commissione VIA ma poi ad unanimità, nella medesima data, su proposta del Presidente Claudio Burlando, "ha deciso di ritirare" la delibera di bocciatura. Compreso??? Visto che sarebbe stato un abuso illegale annullare il parere della Commissione VIA, prima lo accolgono e poi annullano la loro delibera in cui si è recepito il parere vincolante della VIA! [ecco il documento in formato .pdf]

Questa anomalia è davvero pesante... grave... gravissima... anche perchè quella delibera on line non c'è mai finita... è una "delibera" fantasma! Ma questo, anche questo, si inserisce pienamente e linearmente in quella pesante forzatura che le amministrazioni locali stanno facendo per avvallare i "parchi" eolici... con la scusa dell'energia pulita (che solo in piccolissima parte sarà immessa nella rete di distribuzione, nonostante le belle parole di presentazione "a copertura del fabbisogno dell'intera comunità di...")... una partita di giro di fondi pubblici, sponsorizzazioni varie e soprattutto tanti bei "certificati verdi" che ad esempio potrebbero poi essere utilizzati per rendere "compatibile" con i limiti di inquinamento di legge impianti killer come la Centrale di Vado o la Cokeria di Cairo Montenotte. Il tutto con una rete di complicità talmente vasta, che nasconde dati e informazioni ai cittadini che dire vergognosa è davvero un complimento, anche considerando le parate di "elogio" e "vanto" che stanno compiendo con queste società gli amministratori pubblici, dal Presidente della Regione, Claudio Burlando, con il fido Franco Zunino assessore all'ambiente, sindaci, assessori, partiti vari - tutti - ed anche chi dovrebbe essere - almeno da quanto risulta pubblicamente - un associazione ambientalista, quale Legambiente.

Intanto dal savonese si stanno ampliando le mire... La grande mafiopoli di Eolo non ha confini... Pronti già a sbarcare nuovi "parchi" (sic) da Genova sino a La Spezia... che andranno a fare compagnia, per fare un esempio di terra Toscana, ad un'altra grande opera "pulita" tanto amata dalle Amministrazioni: l'impianto idroelettrico di Fivizzano-Pontremoli, lungo il Torrente Rosaro... Qui in un torrente con scarsità d'acqua... per non dire quasi sempre in secca, hanno pensato bene di realizzare una Centrale Idroelettrica per una produzione di circa 6.000.000 kWh annui di energia elettrica "pulita"... peccato che di questi, con quel poco d'acqua dolce che sarà deviata dalle imponenti tubature, ben poca sarà energia e tanti, anche qui, saranno i "certificati verdi", che come buoni sconto qualcuno potrà comprarsi e usarsi per rendere "burocraticamente" i livelli inquinanti fuorilegge in livelli compatibili a norma di legge.

Da indagare in questo campo, come si vede c'è molto, davvero tanto... e molte possono essere le sorprese che verranno a galla... perché il venticello non è solo quello che fa girare le pale, ma, lo sappiano, anche quello che scopre tante, tante cose di questa nuova "mafiopoli del vento"!

NOTA
un ottimo sito che si occupa di questo tema è "Via dal vento" - clicca qui

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La bomba "Abruzzo" nel paese dove gli ordigni non esplodono


Il video delle contestazioni contro il Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi nelle zone del terremoto.

In un paese normale, un paese fatto di individui interessati a qualcosa che non sia soltanto gossip o reality, un paese caratterizzato da una classe politica che, seppure spesso corrotta, sappia come scrivere una legge, in un paese di questo tipo le notizie che sto per riportare avrebbero dato vita ad un terremoto politico di dimensioni quasi irreali.

E curiosità vuole che sia un terremoto, il terremoto, quello vero, ad essere la causa dei fatti che seguiranno.

Ma questo terremoto, come i cittadini abruzzesi temevano sin dal 6 aprile scorso, ha già lasciato il passo ad argomenti reputati "molto più importanti" (il caso Noemi Letizia, i sondaggi di Re Silvio, le finti crisi del governo siciliano di Lombardo, gli scazzi tra Franceschini e i Piersilvio d'Italia e l'aereo di Schifani) e ha portato, ancora una volta, le popolazioni terremotate d'Italia verso l'oblio.

Un oblio che potrebbe essere giustificato se tutta l'emergenza terremoto venisse combattuta e risolta in modo coerente. Sappiamo bene che non è così e lo sapremo meglio nelle prossime righe.


FONDI PER LA RICOSTRUZIONE

I fondi messi a disposizione dal governo per la ricostruzione dell'edilizia privata consistono in 3,1 miliardi di euro disponibili per il periodo che va dal 2010 al 2032 e 2,9 miliardi (aggiunti al decreto solo dopo il passaggio al Senato) disponibili solo dal 2033.
Escludendo questo secondo fattore di spesa (perché è alquanto stupido nonché offensivo immaginare famiglie che rientrino in possesso delle proprie abitazioni nel 2050), i fondi realmente previsti per la ricostruzione ammontano a 3,1 miliardi spalmati in 24 anni.

Per fare un paragone operativo, prendiamo in considerazione il terremoto dell'Umbria e delle Marche dell'autunno 1997. Il governo Prodi stanziò allora per l'edilizia privata 3,5 miliardi per il solo periodo 1998-2008.

3,5 miliardi in 10 anni per 22604 sfollati nel 1998, secondo quanto deciso dal primo governo Prodi.
3,1 miliardi in 24 anni per oltre 65000 sfollati nel 2009, secondo quanto deciso dal quarto governo Berlusconi.

A questo punto dubito che sia necessario un economista per spiegare la profonda diversità di trattamento riservata alle due martoriate popolazioni.


LA REGIONE ABRUZZO SAPEVA

La frase che si è sentita ripetere più spesso in queste settimane è stata: "I terremoti non si possono prevedere".
E' una frase che ha un suo senso, una sua spiegazione scientifica finora mai rovesciata con certezza. Ma è una frase che ha una sua importanza se si stabilisce che sia colpa del terremoto se oltre 300 persone hanno perso la vita nel capoluogo abruzzese e dintorni.
Ma non è così. Il terremoto non uccide, non nel 2009. Con le conoscenze edilizie di oggi, ad uccidere è l'incuria, la dabbenaggine e l'affarismo dell'uomo.

Ad uccidere, tra i tanti, sono stati i vertici della Regione Abruzzo che si sono susseguiti dal 2003 al 2009.
Nel 2003 la Regione Abruzzo commissionò alla Collabora Engineering SpA (una società con capitale misto pubblico-privato, finita sotto inchiesta per presunti interessi illeciti da parte della classe politica regionale abruzzese) un lavoro di censimento di tutti gli edifici pubblici d'Abruzzo allo scopo di valutare i costi di verifica ed adeguamento strutturale degli edifici.
Si temeva che diversi edifici non avrebbero potuto sopportare calamità gravi come un terremoto e si fece quindi una valutazione dei costi per la messa in sicurezza degli edifici, che terminò nel 2006.
Nel 2006 era già pronta la lista: 135 edifici nel solo Comune dell'Aquila che necessitavano di un immediato lavoro di messa in sicurezza. 3 anni fa.

La lista è inquietante: si va dal Terminal ARPA al Teatro Stabile, dall'Asilo Nido alla Prefettura, dall'Ospedale San Salvatore alla Casa dello Studente (in particolare questi ultimi due edifici in lista dimostrano come le autorità sapessero tutto fino in fondo).
Si sapeva tutto. Era tutto scritto nero su bianco. La cosa più buffa? Non è un documento segreto. E' reperibile pubblicamente sul sito del SIGEOIS (Sistema Informativo per la Gestione degli Edifici e delle Opere Infrastrutturali Strategiche), accessibile dal sito della regione Abruzzo.
Basta iscriversi, fare una query di ricerca sui vari comuni abruzzesi ed ecco pronti date, cifre, proprietà e elenco dei problemi strutturali. E sono in mano alla regione Abruzzo da oltre 3 anni.

Le cifre sono spaventose. Per la messa in sicurezza dell'Ospedale San Salvatore servivano oltre 48 milioni di euro. 48 milioni per un edificio il cui costo finale si è assestato sui 100 milioni e che doveva essere, secondo le varie normative, rispondente ai requisiti anti-sisma.
Basterebbe questo per capire la quantità di reati edilizi compiuti nella costruzione dello stabile.

Ma se andiamo ad analizzare un edificio che aveva la stessa priorità di messa in sicurezza, qui l'indignazione si trasforma in incredulità. Sconcerto.
Perché se le cifre richieste per "assicurare" l'ospedale comunale erano, effettivamente, insostenibili in poco tempo, la storia cambia se si parla della Casa dello Studente, ristrutturata ben 3 volte sotto la direzione della Regione di Giovanni Pace (PDL), e rimasta comunque pericolante.
Ma qui il costo per la messa in sicurezza era di 1,470 milioni di euro. Un milione e mezzo di euro è il prezzo della vita di 11 ragazzi, studenti universitari.

La regione sapeva tutto. La regione di Giovanni Pace (PDL) e quella di Ottaviano Del Turco (ex PD). E probabilmente anche quella di Gianni Chiodi (PDL).


IL PIANO C.A.S.E.

Uno degli argomenti più controversi sulla gestione "terremoto" è rappresentato dalle casette d'emergenza, da costruire nei prossimi mesi, il cosiddetto piano C.A.S.E.
L'elenco delle promesse fatte e disfatte su questo tema mettono in luce la assoluta inesistenza di piani concreti e l'insicurezza costituita dai due protagonisti della ricostruzione: il premier Silvio Berlusconi e il Direttore del Dipartimento Protezione Civile Guido Bertolaso.
Basta dare una semplice occhiata al seguente elenco.

1 maggio 2009 - Guido Bertolaso: "3 mila case pronte entro settembre o ottobre".
1 maggio 2009 - Silvio Berlusconi: "Le case saranno pronte entro l'inverno"
2 maggio 2009 - Silvio Berlusconi: "Disponibili per i primi di dicembre, ma mettiamo in conto dei ritardi"
6 maggio 2009 - Sito della Protezione Civile: "Le case saranno pronte prima dell'inverno"
6 maggio 2009 - Silvio Berlusconi: "A settembre le prime case. Per dicembre disponibili tutte per 12 mila persone"
8 maggio 2009 - Guido Bertolaso: "Entro il 30 ottobre contiamo di dare una sistemazione a chi non ha una casa"
14 maggio 2009 - Silvio Berlusconi: "Entro il primo novembre case per 13 mila persone"
29 maggio 2009 - Silvio Berlusconi: "La speranza è che entro la fine di novembre non ci siano più tende".

La speranza. Benvenuti in Italia, dove il governo non utilizza il potere esecutivo quando serve. Ma si limita a sperare.
E a proporre vacanze in crociera per gli sfollati. Per quanti? 65 mila persone? O solo quelli in tendopoli? Con quali risorse economiche, visto che il decreto sui fondi in Abruzzo non prevede nemmeno una sicura copertura finanziaria?
Mancano i soldi per la ricostruzione, ma per un viaggio con Costa Crociere quelli ci sono sempre.


IL MANCATO CONTROLLO SU FONDI E APPALTI

Il 20 aprile il ministro Renato Brunetta, tronfio e fiero del maxi-sostegno popolare, dichiarava:
"La ricostruzione in Abruzzo dovrà obbedire a criteri di efficienza e trasparenza e tutto questo sarà possibile se verrà messo tutto il sistema on line. Se tutti i beneficiari, le ditte, se tutti gli appalti e le spese saranno on line noi avremo 60 milioni di controllori. Un controllo vero e reale, non burocratico, fatto di carte attraverso le carte".

Ancora oggi, però, sui siti internet del governo non c'è alcuna traccia, riferimento o resoconto dei 45 milioni raccolti con le donazioni. Non c'è un'indicazione delle destinazioni e né, tantomeno, di chi si occuperà dell'assegnazione. Per non parlare dei criteri.

I controllori non saranno 60 milioni, come annunciava entusiasta Ministro Insulto, ma saranno un po' di meno. Cinque.
Una commissione di cinque elementi scelti dal governo controllerà la destinazione dei fondi. Una commissione che vede la presenza di spicco del senatore democratico abruzzese Franco Marini, l'uomo che non fu capace nemmeno di controllare cosa stava facendo il suo partito nella sua regione.

Per dimostrare però l'attaccamento ai principi di trasparenza, il premier Berlusconi ha annunciato che la prima gara tra le 13 finora lanciate è stata vinta da un'azienda abruzzese con sede a 5 chilometri da L'Aquila.
Fine delle informazioni. Fine della trasparenza.
L'annuncio è stato fatto, ma l'ufficialità ancora non c'è.
Chissà cosa ci aspetterà per le altre 12, quando anche la stampa si stancherà di riferire le varie assegnazioni. E chissà a cosa andremo incontro quando le ditte si divertiranno a subappaltare il 50% dei lavori (secondo quanto permesso dal governo in via eccezionale per l'Abruzzo, quando invece la normativa nazionale fissa un tetto del 30%).


LO SCIOPERO SEGRETO

In questi giorni tante e tante sono le testimonianze in rete di chi vive in prima persona, da triste protagonista, la vita nelle tendopoli, e parla del regime militare imposto, della Protezione Civile che stabilisce norme e regole nel dominio più assoluto, della mancanza di servizi e del rigido controllo su riprese, foto, incontri e visite di parenti ed amici.

In rete è possibile reperire una quantità stratosferica di queste informazioni. In TV un po' meno. In TV si mostra solo ciò che è consentito mostrare. E nulla che vada al di là della tendopoli di Piazza D'Armi.

E così, assieme alla vita regolare di gruppo in tenda, si ignorano anche notizie come la protesta dei familiari degli studenti vittime del terremoto contro l'assegnazione "honoris causa" delle lauree alla presenza trionfante pre-elettorale del premier allo sciopero annunciato dai Vigili del Fuoco contro la mancata assistenza del governo in termini di uomini e risorse.
Promesse, quelle del ministro Maroni, fatte settimane fa e completamente dimenticate nel corso dei giorni, secondo le accuse di tutti gli organi sindacali dei VdF.
Ma se chi lavora e dedica anima e corpo da mesi all'aiuto alla popolazione di migliaia senza tetto arriva a scioperare contro il decreto del governo, possiamo immaginare quale possa essere il sentimento della popolazione abruzzese.

Ma Mr. 75% non se ne preoccupa. Chissà se avrà ragione...


FONTI:
Osservatorio Costruzione della Regione Umbria
Legge 61 del 30 marzo 1998
Le inchieste su Abruzzo Engineering
La lista degli edifici da mettere in sicurezza

Fonte articolo

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TzeTze

30/05/09

Se lo dice (anche) il Financial Times

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E’ difficile dire quante volte questo blog ha ripetuto la stessa solfa. E ce ne scusiamo con i lettori. Perchè repetita non semper iuvant. Ma se la situazione non cambia - e l’Italia da almeno 3 lustri sembra più che ferma, pietrificata - non si può far altro che (de)scrivere sempre le stesse cose. Anzi e per quel che ci riguarda: gli stessi tre concetti (in croce). Primo: giornali e tiggì, da troppo tempo, sono infarciti (per lo più) di nulla. Secondo: il dibattito politico italiano è (sempre più) basato sul vuoto spinto. Terzo: per volontà o per comodo, media e politica fanno di tutto per non concentrarsi sui problemi reali del nostro (ex) Belpaese. Problemi che, poi - a parte un dettaglio della storia, come la crisi economia peggiore dal 1929 ad oggi - sono sempre gli stessi da almeno vent’anni. Dallo strapotere delle mafie a un debito pubblico esplosivo; passando per una classe politica che - eufemismo - si potrebbe definire amorale. E senza dimenticare parecchi eccetera eccetera. Marco Travaglio - prima di mettersi a fare lo spin doctor part time di Antonio Di Pietro e della sua Italia dei Valori (e a volte pure il suo avvocato difensore) - aveva ben sintetizzato il tutto in un libro, che fin dal titolo spiegava ogni cosa: “La scomparsa dei fatti”.

Un volume che aveva un’unica lacuna. Dimenticava di dire che - da tempo - in Italia, non era scomparsa solo la realtà, ma anche le idee. E senza un’idea di dove andare, non si va da nessuna parte.

Per questo chi scrive aveva accolto con sollievo l’uno-due con cui il Financial Times - all’inizio di questa settimana - aveva colpito in piena faccia l’immagine già ammaccata del nostro (ex) Belpaese all’estero. Non per amore di questo quotidiano britannico, vera e propria bibbia in salsa liberista delle lobby finanziarie anglosassoni. Non per il gusto quasi “tafazziano” con cui un certo establishment di una certa sinistra - che ormai non ha perso soltanto la sua identità, ma anche il buon senso - fa la ola, quando i giornali esteri buttano fango addosso non solo al Cavalier Silvio Berlusconi da Arcore, ma su gli italiani tutti.

No. Il sollievo nasceva dal fatto che in quelle poche righe vergate dal Financial Times, c’era (anche) del vero. E quel po’ di vero era espresso in modo lucido. E obiettivo. Cosa che ormai, in questa Italia delle parrocchie e della politica in stile derby calcistico (con tanto di tifosi-elettori al seguito), non capita più.

Nel primo editoriale - quello di martedì scorso - infatti il Financial Times ne aveva per tutti. Per Berlusconi, che veniva bocciato senz’appello fin dal titolo:

La funesta influenza del vecchio burlone

Per i giornalisti genuflessi; e i soliti noti del Piddì, con le loro facce che - perfino in tivù e nonostante il make up - appaiono sempre più esangui e sempre più somiglianti ai nobili bizzantini prima della caduta dell’Impero romano d’Oriente:

Che egli sia così potente è in parte colpa di una sinistra incerta, di istituzioni deboli e talvolta politicizzate, e del giornalismo, che ha troppo spesso accettato un ruolo subalterno.

E pure per quella sinistra nuova e nata vecchia (il Di Pietro di cui sopra) che, in pieno Ventunesimo secolo, agita ancora simulacri e spettri di inizio 900:

Il fascismo non è un probabile futuro per l’Italia. Vale la pena dirlo, perché cosí é stato previsto. Molti ritengono che la crisi finanziaria sommata a Silvio Berlusconi dia come risultato un ritorno al fascismo. (…) Ma questo è un risultato improbabile, attualmente. (….) Berlusconi non è sicuramente Mussolini: ha squadre di showgirls, non di camicie nere.

Ma soprattutto il quotidiano britannico riusciva - una vera missione impossibile per le Cnn e i New York Times de’ noantri - a cogliere il succo di quella strategia del rimbambimento che esiste in tutto il mondo, ma che nell’Italia berlusconiana è divenuta paradigma e forma mentis:

il pericolo di Berlusconi è diverso da quello di Mussolini. Si tratta dello svuotamento attraverso i media dei contenuti seri della politica, rimpiazzandoli con l’intrattenimento.

Di qui la speranza che quelle parole - pronunciate da una fonte (ritenuta dai più) autorevole e quindi influente - potessero rompere per un istante l’incantesimo. Far esplodere l’ultima bolla mediatica che impedisce di parlare di qualsiasi altra cosa (quella, ça va sans dire, della bella Noemi). E riuscissero, come il sasso nello stagno, finalmente a smuovere le acque paludose della politica e della pubblica opinione italiota.

Pia illusione.

Il giorno dopo che il Financial Times aveva sparato il suo editoriale in prima pagina, si è ripetuto il solito copione. I giornali più vicini alla cosiddetta sinistra hanno titolato: la stampa estera boccia il premier. I colleghi più vicini alla cosiddetta destra hanno parlato di complotto ai danni del Cavaliere. Insomma e in pratica: l’hanno buttata, come si dice in Italia, in politica. Nel senso deteriore dell’espressione, s’intende.

E a nulla è servito che il quotidiano britannico - neppure 48 ore dopo; con un secondo editoriale al vetriolo (pubblicato, per la cronaca, giovedì scorso) abbia rincarato la dose. Puntando sempre sui fatti, anzi su uno dei fatti che i media tricolori hanno deciso di ignorare da anni:

In the court of public opinion, however, some may consider it surprising that Berlusconi has not been convicted of being one of the worst stewards of the Italian economy since 1945. His first, short-lived government in 1994 achieved nothing. His five-year spell in power from 2001 to 2006 was notable mainly for its failure to introduce the liberalising reforms that Italy desperately needs to make itself competitive in the eurozone. Now, he is presiding over a decline that the International Monetary Fund thinks may make Italy the only eurozone country to experience three consecutive years of recession, from 2008 to 2010.

(…) Comunque qualcuno potrebbe trovare sorprendente che Berlusconi non sia stato condannato, dal tribunale dell’opinione pubblica, per essere stato una delle peggiori guide dell’opinione pubblica dal 1945 ad oggi. Il suo primo governo, che ebbe vita breve nel 1994, non fece nulla di sodo. Il suo “incantesimo” al potere per 5 anni - dal 2001 al 2006 - fu notevole soprattutto per il fallimento nell’introdurre quelle riforme di impronta liberale di cui l’Italia ha disperatamente bisogno per diventare competitiva nell’eurozona. E ora sta guidando un declino che, secondo il Fondo monetario internazionale, potrebbe fare dell’Italia l’unico Paese che sperimenterà tre anni consecutivi di recessione, dal 2008 al 2010.

Ma soprattutto:

Worst of all, Italy’s public debt is set to soar to 116 per cent of gross domestic product by 2010, according to the European Commission. In other words, Italy will be back where it was in the late 1990s. Noemi or no Noemi, this is Berlusconi’s real sin.

Ma la cosa peggiore di tutte è che il debito pubblico italiano, secondo le stime della Commissione europea, potrebbe aumentare fino al 116% del Pil entro il 2010. In altre parole, l’Italia tornerà indietro a dov’era alla fine degli anni Novanta. Noemi o non Noemi, questo è la vera colpa di Berlusconi.

Altre parole chiare. Semplici. Dirette. E vere. Perchè - per chi non se ne fosse accorto - negli anni del governo Berlusconi numero 2 (2001-2006), gli stipendi degli italiani sono rimasti fermi inchiodati. Mentre il reddito (proprio quello dichiarato al fisco) del Cavaliere si è moltiplicato per dieci e passa volte. E questo perchè la nostra economia - Fininvest esclusa - è ferma non da oggi, ma da anni. E presto - con il debito pubblico che esplode - finiremo per pagare il conto.

Parole che - però - come le precedenti sono finite nel nulla. Addirittura: “Corriere della Sera” e “La Stampa” non hanno riportato una riga (o almeno chi scrive non è stato in grado di trovarla) . Mentre, ieri, La Repubblica - che dedicava la solita mazzetta di pagine al feuilleton di Casoria - liquidava il tutto così:

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Risultato finale: oggi - e nonostante l’allarme lanciato dal numero uno di Banca d’Italia, Mario Draghi (lavoratori decimati e Pil giù del 5% nel 2009) - i giornali on line hanno ripreso gioiosamente a pompare la bolla mediatica sulla cenerentola (chiamiamola così) di Casoria. E si presentano cosà:

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Recita una vecchia massima: “I grandi uomini parlano di idee, i medi di avvenimenti, i piccoli di persone”. Inutile dire a quale categoria - secondo politici e direttori dei giornali - appartengano gli italiani. E forse - verrebbe da dire - che non hanno neppure torto.

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Guerrilla Gardening, giardinaggio libero d’assalto


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Aumentano giorno dopo giorno le adesioni al Guerrilla Gardening, un gruppo di appassionati del verde nato a Londra nel Ottobre 2004 ed arrivato in Italia da oltre 2 anni grazie a giovani milanesi.

Attraverso atti dimostrativi i Guerrilla-Gardener si oppongono al degrado urbano ed all’incuria delle aree verdi rimodellando ed abbellendo con piante e fiori, le aiuole e le zone dimesse o dimenticate della città e documentando i propri “attacchi verdi” con fotografie e video.

Da rilevare la partecipazione della popolazione cittadina e di alcune aziende di giardinaggio con consigli, donazioni di piante e materiali per sostenere la causa, nonché con applausi di apprezzamento.

Sul sito web, oltre ad un riepilogo di consigli e idee per i nuovi giardinieri d’assalto, è disponibile una sezione per segnalare gli scempi che quotidianamente si consumano in Italia a scapito del verde urbano e delle poche zone ancora popolate dalla sola natura con il fine di sensibilizzare e rendere partecipi il maggior numero di persone possibile e raggiungere CHI può fare davvero qualcosa per fermare le aggressioni ingiustificate alla natura.

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Terremoto: il punto di vista di uno sfollato


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poi dal blog di anna...

"Al cicisbeo imbellettato andrebbe spiegato che chi ha perso tutto non ha voglia di vacanza. Non ha voglia di divertirsi, né in crociera, né al mare. All' imbonitore piazzista andrebbe fatto capire che le persone che non hanno più nulla hanno bisogno di certezze. Non di sorrisi davanti alle telecamere e di promesse da buffone. All'adulatore di minorenni andrebbe detto che chi non ha più lavoro non ha bisogno di riposo, ma di essere messo nelle condizioni di poter lavorare. E andrebbe aggiunto che le congratulazioni al ciambellano di corte dovrebbero fargliele i terremotati, non lui che lo ha nominato suddito plenipotenziario. Oggi, se qualcuno di noi rimasto qui, come dice il presidente joker, attaccato alle sue macerie per scelta, decidesse di staccarsene e di optare per una sistemazione alberghiera, qui dovrebbe restare. Chi è dentro è dentro, chi è fuori è fuori. Mica, stremati da due mesi di sofferenze, si può cambiare idea. Il reuccio d'Italia dovrebbe vedere come i pasti nelle tendopoli non sono sufficienti per tutti e dovrebbe tastarne personalmente la qualità. Dovrebbe vedere come siamo assaliti dalle gastroenteriti e, per sopravvivere, siamo costretti a comprarcelo da soli il cibo. Già, ma noi siamo resistenti per scelta. Non abbiamo abbandonato la nostra terra in mano a chi decide tutto. Stiamo qui a reclamare, con la nostra presenza,se non altro, almeno il fatto di esistere. Nonostante tutto."

sosteniamo ANNA! http://miskappa.blogspot.com/

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Firenze, 30 e 31 maggio: TERRA FUTURA DENUCLEARIZZATA!


Nei giorni di sabato e domenica la Squadra Speciale di Decontaminazione Nucleare di Greenpeace si aggirerà all’interno della manifestazione Terra Futura. I volontari di Greenpeace Firenze cercheranno tracce radioattive tra i visitatori e allo stesso tempo daranno loro informazioni sul perché il ritorno al nucleare sia una scelta sbagliata, spiegandone tutti i rischi, i problemi e i dubbi, e presentando anche le soluzioni alternative.

“E’ incomprensibile” dice Stefano, volontario di Greenpeace Firenze, “ che mentre dall’estero arrivano segnali importanti di un cambio strategico nelle politiche energetiche (ad esempio con l’amministrazione Obama che sta puntando molto sulle energie rinnovabili, e la Germania che smantellerà tutte le centrali nucleari entro il 2020), in Italia si voglia tornare ad una tecnologia che risulta essere assolutamente anti-economica e che ancora non ha risolto i suoi molti problemi, primi tra tutti i rischi ambientali e la gestione delle scorie.”


Eppure le alternative esistono: in occasione del recente G8 Energia Greenpeace ha lanciato il rapporto economico e scientifico “Global CSP Outlook 2009” che analizza la nuova frontiera dell’energia rinnovabile: il “solare a concentrazione (CSP)”. Secondo lo scenario di sviluppo moderato, il solare a concentrazione potrà creare oltre 200 mila posti di lavoro entro il 2020 nelle regioni esposte a maggiore radiazione solare. Il dato aumenta a oltre 1,1 milioni al 2050. Entro la stessa data questa tecnologia permetterà di risparmiare circa 2,1 miliardi di tonnellate di CO2 annue, pari a circa quattro volte le emissioni attuali dell’Italia.

“Le centrali a concentrazione possono fornire energia sicura su scala industriale per tutto il giorno ricorrendo a tecnologie di stoccaggio del calore. – continua Stefano - L’intensa attività di ricerca e sviluppo degli ultimi 15 anni ha permesso il decollo della tecnologia che negli ultimi anni si è sviluppata rapidamente. Mentre la Spagna prevede di istallare 1000 megawatt entro due anni, l’Italia è ancora al palo. Puntare su carbone e nucleare - come sta facendo l’attuale governo - è una strategia ‘killer del clima’ che rischia anche di far perdere all’Italia un’importante occasione di sviluppo economico.”

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NON CI DANNO L’ INFORMAZIONE ? ANDIAMO A CASA LORO A PRENDERCELA…


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DAVANTI AD UN CITTADINO INFORMATO…

Questi signori politici, salvo rare eccezioni, non sono nessuno. Giocano con noi e si fanno grandi contando sull’ignoranza e sull’ignavia della gente, narcotizzata dalle televisioni del nano.

E’ chiaro a tutti perché ritengono il controllo dell’informazione un obbiettivo strategico, da difendere ad ogni costo?

Una cosa sola possiamo fare;informare ed informarci al di fuori dei loro canali che hanno solo uno scopo “rincoglionirci”.

Guardate attentamente questi video e pensate ; se al posto di pochi fossimo in tanti, tantissimi, a contestarli nei loro “santuari” della falsa informazione…..certamente non potrebbero ignorarci.

Il dissenso, la protesta lo sputtanamento di questa gang politico-affaristica-mafiosa và esercitato sempre ad ogni occasione, costa fatica ma nessuno ci regala nulla .

Il diritto a contare ad avere voce in capitolo dobbiamo conquistarcelo e preservalo , sempre!

Noi non molleremo mai, non abbiamo scelta!

diffondere


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Morti sul lavoro: spot shock


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29/05/09

Berlusconi: vietato pubblicare quelle foto

L'Authority convocata d'urgenza alle 18 di oggi
Il premier si e' rivolto al Garante della Privacy

Milano - Silvio Berlusconi si è rivolto al Garante della Privacy per chiedere un provvedimento d’urgenza che vieti la pubblicazione di alcune foto in cui il premier è ritratto a villa Certosa con il primo ministro della Repubblica Ceca, Mirek Topola’nek ed alcune ragazze.

Secondo quanto appreso dalla Voce, il Cavaliere ha chiesto l’intervento del Garante in via cautelativa, per impedire la pubblicazione, da parte di un noto settimanale popolare, di alcune foto che ritraggono il primo ministro ceco intento a tuffarsi, insieme alla moglie ed ai due figli, nella piscina della residenza sarda del Cavaliere. Stando a quanto appreso dalla Voce, in alcune foto, oltre alla famiglia del primo ministro ungherese, si vedrebbero alcune ragazze estranee alla cerchia familiare di Berlusconi e del suo ospite. Berlusconi, che sarebbe ritratto solo marginalmente nelle fotografie incriminate, ha chiesto al Garante della Privacy di vietarne la pubblicazione, in quanto realizzate nella sua residenza privata. La decisione del Garante arriverà al termine di una riunione convocata in seduta straordinaria alle 18 di oggi.

Questa notizia giunge in una giornata in cui le polemiche in seguito alla vicenda di Noemi Letizia sono accesissime. Al centro dell’attenzione le feste di Capodanno organizzate da Berlusconi. Nella festa dell’ultimo dell’anno del 2007 sembra che il premier avesse invitato alla sua festa circa cinquanta ragazze. Queste si sarebbero recate nella villa sarda con un aereo privato e avrebbero ricevuto in regalo dei gioielli. Le indiscrezioni sono dell’Espresso, che è stato querelato dall’avvocato di Silvio Berlusconi, Niccolò Ghedini. Nella festa organizzata per il Capodanno 2009 sarebbe stata invitata anche Noemi.

Dopo la notizia della presunta lettera di Berlusconi al Garante, ritornano alla mente altri scatti realizzati a Villa Certosa: sono le foto in cui si vede il Cavaliere passeggiare in giardino insieme a cinque ragazze, tra cui Angela Sozio, ex concorrente del Grande Fratello (per molto tempo inserita nelle liste delle possibili candidate alla Europee, anche se poi la candidatura non c’è stata). Quelle foto, pubblicate dal settimanale Oggi nell’aprile 2007, fecero il giro del mondo, e vennero riprese, con enfasi, anche dal Corriere della Sera in prima pagina, provocando la prima lettera aperta della moglie, Veronica Lario, pubblicata su Repubblica. Anche in quell’occasione, Berlusconi chiese l’intervento del Garante, che vietò l’ulteriore diffusione delle foto: il Corriere le pubblicò nuovamente, in giorno successivo alla notifica del provvedimento dell’Authority, provocando così la condanna dell’allora direttore Paolo Mieli.

L’eventuale pubblicazione delle nuove foto rischierebbe di aggravare la delicata vicenda del divorzio chiesto dalla moglie di Berlusconi, che aveva visto i primi sintomi di insofferenza per le frequentazioni del marito proprio in seguito alla pubblicazione delle foto dell’aprile di due anni fa.

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