30/12/09

L’anno della Tigre


Da Pechino a Goteborg, la strada non è certo corta. Ma i manager della casa automobilistica cinese Geely l’hanno macinata tutta. E alla fine sono (quasi) riusciti a mettere le mani su uno dei gioielli dell’industria svedese: le famose station wagon (o “famigliari”) targate Volvo. Volvo che appartiene all’americana Ford. E che appunto dovrebbe passare alla scuderia Geely. Il condizionale è ancora d’obbligo perchè - al momento - c’è solo un accordo preliminare. Ma si sa già il prezzo: tra gli 1,8 e i 2 miliardi di dollari, secondo alcune indiscrezioni pubblicate dal Financial Times.

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Per le scuole "Terra reloaded" è gratis basta richiederlo


Il nucleare avanza senza incontrare resistenza. Le regioni interessate stanno a guardare. Pdl, Pdmenoelle e Confindustria si sono messi d'accordo fregandosene del risultato del referendum del 1987. Le nuove centrali saranno in funzione tra 20/25 anni . Per allora gli irresponsabili che le hanno decise saranno quasi tutti morti di vecchiaia. Ad essere contaminate saranno solo le loro ossa. Le decisioni di questi politici hanno, quasi sempre, due caratteristiche: sono a lungo termine, e quindi ingiudicabili qui e ora e, inoltre, nessuno si ricorderà più chi erano i responsabili. Il nucleare è un'assurdità per un numero così elevato di ragioni che confutarlo è come mettersi a discutere con un idiota. Chi segue la discussione dall'esterno vedrebbe solo due idioti, la stessa sensazione di quando parlano i politici nei talk show. L'uranio, necessario per il nucleare, finirà entro 50 anni e il suo prezzo sta aumentando. Dovremo importarlo, esattamente come il gas e il petrolio e nel mondo vi sono pochissimi Stati esportatori. Quanto ci costerà? Il problema delle scorie è irrisolto, nessuno sa ancora come liberarsene, eccetera. eccetera. Il MoVimento 5 Stelle si opporrà al nucleare con ogni mezzo, nei consigli comunali, regionali, aderendo a referendum per la sua abolizione e con un'informazione capillare anche attraverso le scuole che possono richiedere gratis il documentario: "Terra reloaded" (già 250 lo hanno fatto e riceveranno il dvd dopo le feste).


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Tutti in piazza contro il cinghialone


Molti italiani in crisi economica si attendono che la classe dirigente faccia qualcosa per la loro situazione difficile. Ma si illudono. La classe dirigente pensa soltanto a riabilitare Bottino Craxi con una gita sulla sua tomba il prossimo 19 gennaio ad Hammamet, dove sono attesi diversi ministri della Repubblica a spese del popolo indigente e senza anticorpi. I figli di Bottino, Bobo e Stefania, campano ancora oggi con una rendita da nababbi grazie alle tangenti che Berlusconi gli pagò sui conti svizzeri per ottenere le prime leggi su misura in materia di telecomunicazioni. Decine di miliardi di lire evasi al fisco e di provenienza probabilmente mafiosa, visto che l’attuale capo del governo di piduisti si è avvalso della facoltà di non rispondere ai magistrati che glie ne hanno chiesto conto.

Ma oggi zia Letizia biricchetto vuole dedicare al cinghialone prepotente, sprezzante e corrotto una via o un giardino a Milano, dopo che diverse giunte comunali italiane l’hanno già preceduta. Io, se proprio fosse opportuno, gli dedicherei una discarica o un carcere, come quello di San Vittore dove Bottino era destinato.
Del resto ci sarà stata una ragione se Bottino Craxi diceva dell’ex presidente della Repubblica Sandro PertiniQuello non mi può vedere.” Sandro Pertini era un socialista con la schiena diritta che parlava di libertà in condizioni di uguaglianza e di rispetto delle leggi, oltre che delle istituzioni. Non incassava tangenti esentasse per favorire alcuni amici mafiosi e corrotti. Ecco cosa è stato Bottino Craxi. Il peggior testimone della deriva di questa pseudo democrazia trascinata in un debito pubblico da cui non si è più ripresa.

Allora siccome la memoria non si revisiona bisogna usare gli strumenti della democrazia per difenderla. A Milano, il 19 gennaio prossimo, nel decennale della morte di Craxi, potrebbero esserci manifestazioni di solidarietà al cinghialone con l’intitolazione di qualche spazio pubblico. Io assieme a Piero Ricca e ad altri cittadini, siamo pronti a muoverci per organizzare una pacifica azione di protesta. Rimaniamo online per maggiori dettagli che pubblicheremo sui blog nei prossimi giorni.

Raccolgo con piacere da parte di Piero l’invito a partecipare al No D’alema day del prossimo 6 febbraio. Anche per questa iniziativa dovremo essere in tanti. Una nuova occasione per materializzare di umanità verace quella che i giornalisti pagati dal corruttore definiscono sui loro giornalacci “collettivizzazione dei cretini cybernetici“. Facciamoci vedere tutti fuori dai blog.



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29/12/09

L’Italia affonda, ma loro parlano di impunità parlamentare

Stamattina ho letto alcune notizie a caso dal solito forum dal quale mi informo.

La prima è un articolo del Sole24Ore che finalmente smaschera l’ottimismo del governo sulla crisi finanziaria. Il titolo dell’articolo già dice tutto: L’Europa e la spada di Damocle del debito a scadenza 2010. Per farla breve, l’Italia, seconda solo alla Grecia, nell’anno che sta per venire avrà un fabbisogno economico di ben 256 miliardi di euro. Nel 2010 i paesi dell’Unione europea dovranno rimborsare la bellezza di 721,1 miliardi di euro di titoli di stato. Di questi 148,5 dovranno uscire dalle casse del Tesoro italiano.

Una massa di debito pubblico e privato che grava come una spada di Damocle sulle speranze di ripresa dell’economia. Poche settimane fa era stato lo stesso governatore della banca d’Italia Mario Draghi a lanciare l’allarme sui «4 trilioni di dollari di debito privato a bassa qualità garantito da proprietà edilizia, asset soggetto a perdita di valore, in scadenza nei prossimi anni». Finora la situazione è rimasta sotto controllo. Anche grazie ai bassi tassi d’interesse. Ma il costo del denaro non potrà rimanere a questi livelli per sempre. (Sole24Ore)

Ciò significa che si rendono necessari nuovi tagli per contenere il deficit. Nuovi tagli significano meno soldi per tutto e tutti, che si traducono ovviamente in meno posti di lavoro e in una crisi sempre più tagliente. Inoltre bisogna comunque sperare che il prezzo del denaro non aumenti troppo… se no ci sono poche speranze per la nostra nazione.

Un’altra notizia che mi è saltata subito all’occhio è un altro articolo del Sole24Ore che si intitola: Istat: fino a 40 anni i giovani a casa con mamma e papà.

Giovani a casa con mamma e papà: il 72,9% degli italiani fra i 18 e i 39 anni vive ancora con i propri genitori. Solo il 20,8% ha lasciato la famiglia di origine. Lo dice l’Istat in un rapporto pubblicato oggi. Quello dei “mammoni per forza” è un vero e proprio problema strutturale del sistema Italia, rileva l’Istat, dovuto principalmente alla difficoltà di trovare lavoro e casa: se poi si è donna e si vive nelle regioni meridionali, gli elementi di criticità si aggravano ulteriormente. E la possibilità di fare figli si allontana. (Sole24Ore)

Uno dopo che legge queste notizie CATASTROFICHE, che ovviamente non riescono minimamente a scalfire il muro minzoliniano di disinformazione che regna nelle TV, si aspetta di leggere anche annunci di riforme economiche rassicuranti da parte del governo.

Ma questo non è un paese normale. Infatti apro un terzo articolo a caso del Sole24Ore e cosa leggo? Brunetta: ripristinare l’immunità parlamentare.

«In questo momento – ha affermato il ministro – la magistratura ha più potere della politica. Mentre la magistratura può condizionare la politica in maniera pesante con l’uso politico che si fa della giustizia, il potere politico, cioè quello eletto dal popolo, spesso è in balia della cattiva giustizia. Bisogna ripristinare questo equilibrio». «I padri costituenti – ha aggiunto – l’avevano previsto chiaramente: l’immunità parlamentare, non impunità ma immunità parlamentare che consenta a tutti i parlamentari di essere liberi». (Brunetta)

Senza pudore. Senza ritegno. Non conoscono vergogna. In Italia la gente muore di fame. I giovani non hanno futuro. Non c’è segno di ripresa, tutto fa credere che il 2010 sarà ancora peggio del 2009… e loro di cosa parlano? Di IMPUNITA’??? Ma andate a FANCULO.

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Tre storie trammatiche - continua

La seconda storia trammatica che vi racconto dopo quella di Parma avviene nella patria del Rinascimento e della lingua italiana, Firenze, dove sembrava potesse realizzarsi il progetto più avanzato di rete tranviaria esistente attualmente in Italia (quasi a pari merito segue la città di Palermo).
La prima linea, che collega il capoluogo toscano al Comune limitrofo di Scandicci, attraversa l’Arno su un nuovo ponte in corrispondenza del Parco delle Cascine e arriva alla stazione ferroviaria opera del grande architetto Michelucci, costeggiando la stupenda chiesa trecentesca di Santa Maria Novella, per una lunghezza complessiva di 7,6 km di percorso e 14 fermate. E’ stata di recente ultimata e anche il collaudo dei mezzi Sirio lungo il percorso è terminato. I tempi di realizzazione sono stati al solito italianamente dilatati, 5 anni contro i 3-3,5 anni del resto del mondo, l’entrata in esercizio della linea inizialmente prevista per settembre è stata spostata per ora a febbraio del prossimo anno in attesa delle ultime contrastate autorizzazioni ministeriali e che gli autisti provenienti dall’azienda di trasporto locale si decidano a firmare il contratto, ma alla fine questo primo importante passo per dotare Firenze di un moderno sistema di trasporti collettivo finalmente sarà compiuto.
Le altre due linee, completamente finanziate, comprendono la 2, che parte dall'aeroporto di Peretola, interscambia con l'Alta Velocità ferroviaria, percorre il centro storico e termina in piazza della Libertà, per 7,2 km di percorso e 18 fermate e la 3, che dall'ospedale di Careggi si collega con la stazione di Santa Maria Novella passando per la Fortezza da Basso, per 4 km e 10 fermate.
I lavori sono già stati da tempo appaltati attraverso un’interessante procedura definita in italiano “finanza di progetto”, che ha assegnato la realizzazione e la gestione dell’opera, non alla ditta di trasporti di Poggibonsi (con tutto il rispetto per Poggibonsi) ma, nientepopodimeno che, a un colosso europeo del settore, la RATP, l’azienda dei trasporti pubblici parigini. Subito dopo è stata costituita la Gest (società che gestirà l’intera rete tranviaria, partecipata da RATP e ATAF, l’azienda di trasporto pubblico fiorentina).
Ma nel nostro sconclusionato paese non è mai detta l’ultima parola. Come ho anticipato in questo mio precedente articolo, nei primi mesi dell’anno viene eletto un nuovo Sindaco, il giovane rampante Matteo Renzi che, forse spinto dalla pulsione psicologica di “uccidere il padre” o da chissà che cosa, annuncia lo stravolgimento della linea 2, cancellando il molto contestato passaggio del tram nella Piazza del Duomo, magnifico e frequentatissimo luogo simbolo del turismo internazionale. E, come primo atto, pedonalizza completamente la stessa Piazza, eliminando il passaggio giornaliero di circa 2300 autobus. Le nuove linee di trasporto pubblico su gomma spostate dalla direttrice strategica originaria già cominciano a mostrare le prime crepe, con autobus incastrati in ingorghi colossali e afflitti da tempi di percorrenza biblici. Ma il nostro “innovatore” prosegue imperterrito, mentre i tempi di costruzione delle nuove linee si allungano terribilmente e la società costruttrice minaccia di chiedere i danni previsti dal Contratto per il ritardo nell’inizio dei lavori.

Cosa dire? Matteo Renzi è stato eletto direttamente dal “popolo” ed ha il diritto di governare nel rispetto della linea politica che ha proposto agli elettori però, in una moderna democrazia, avrebbe il dovere di spiegare le ragioni delle sue scelte, francamente ancora oscure e incomprensibili.

Primo punto: è incontestabile che l’impatto del tram sull’ambiente e i monumenti della Piazza sarebbe irrilevante e comunque nettamente inferiore a qualsiasi altro mezzo di trasporto perché, come dimostrano innumerevoli esperienze europee analoghe:
1) I nuovi metodi di posa degli armamenti tranviari in sede stradale, e i nuovi materiali usati consentono non solo di minimizzare le vibrazioni e la resistenza al moto, ma anche di evitare completamente ogni trasmissione di vibrazioni agli edifici adiacenti, nonché di ridurre la rumorosità di questi veicoli, che oggi è di circa 20 decibel inferiore a quella degli autobus e del traffico motorizzato in genere (si tratta di una drastica riduzione del rumore, perché i decibel sono in scala logaritmica).
2) L’inquinamento atmosferico prodotto dal tram a livello locale è nullo.
3) L’impatto visivo è limitato, sia grazie all’estetica delle moderne vetture tranviarie che si integra bene con i monumenti dei centri storici, sia per un’interessante innovazione che verrebbe sperimentata per la prima volta a Firenze, consistente nella sostituzione, per un breve tratto, dell’alimentazione aerea con delle batterie elettriche a bordo del tram.
Proprio per questi motivi, la locale Soprintendenza ai Beni Artistici e Architettonici ha espresso il proprio parere favorevole alla realizzazione dell’opera e al passaggio nella Piazza del Duomo, in uno dei centri storici più tutelati del mondo.
Quindi, caro Sindaco, si degnerebbe di dirci per quale motivo lei ha deciso di rinunciare a trasportare nel cuore di Firenze, su una direttrice di trasporto strategica, grandi masse di persone con un impatto ambientale praticamente inesistente?

Secondo punto: Il progetto originario è stato valutato redditizio da un’azienda di grande esperienza e competenza nel settore del trasporto rapido di massa, la RATP che, per questo motivo, ha partecipato e vinto la gara indetta dal Comune di Firenze per realizzare e gestire le tre linee tranviarie.
Quindi, caro Sindaco, secondo lei RATP sarebbe disponibile ad accettare una soluzione progettuale diversa e peggiore sul piano economico-gestionale rispetto a quella su cui si è aggiudicata la gara, rinunciando ad avvalersi delle clausole contrattuali che prevedono in questi casi pesanti penali a carico del Comune?

Terzo punto: le forze politiche di centro-destra che si oppongono alla giunta del nuovo Sindaco stanno sostenendo da tempo e a tutti i livelli (compreso il toscano Ministro alle Infrastrutture) una intransigente battaglia proprio contro il passaggio del tram nel centro storico, appoggiando contemporaneamente un progetto, questo sì assurdo per una città come Firenze, di metropolitana sotterranea, presentata pochi anni fa da settori molto influenti della città.
Quindi, caro Sindaco, questa sua evidente convergenza con le posizioni del centro-destra è solo involontaria o ne condivide i veri obiettivi? In altre parole, appoggerà anche lei l’ipotesi di sostituire le linee tranviarie già approvate con una linea di metropolitana sotterranea, assolutamente inidonea per una città come Firenze?

Naturalmente, sono convinto che Renzi non leggerà queste domande né si degnerà di rispondere. Ma mi auguro che prima o poi gliele ponga qualche lettore fiorentino che non abbia ancora portato il proprio cervello all’ammasso.

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29 giugno 2009 ore 23,50… per non dimenticare


29 giugno 2009 incidente ferroviario di Viareggio.

A causa del deragliamento di un treno merci, che trasportava una cisterna contenente GPL, per la conseguente esplosione perivano numerose persone

Un deragliamento che poteva essere evitato, vittime che potevano essere evitate con della “semplice” manutenzione

Avrà “insegnato” ? Pare di no!

“Un treno merci prende fuoco.

E’ lo stesso treno deragliato a Viareggio!

Martedì 22 dicembre alle 17.30 circa, lungo la linea ferroviaria tirrenica, all’altezza di Gavorrano-Giuncarico (Gr), una delle cisterne di un treno merci che trasportava Gpl, stava viaggiando con le ruote completamente avvolte dal fuoco, quando un automobilista lo ha notato ed ha immediatamente avvisato i vigili del fuoco. Il treno che viaggiava in direzione sud è stato fermato prima della stazione di Grosseto. I vigili hanno spento il fuoco e raffreddato i freni del carro.

Il treno è lo stesso deragliato a Viareggio il 29 giugno scorso!

Il carico è lo stesso: Gpl (Gas di petrolio liquefatto)

La partenza è la stessa: Trecate (Novara)

La destinazione è la stessa: Gricignano di Aversa (Caserta)

La ditta del Gpl è la stessa: Sarpom (Società per azioni raffineria padana olii minerali)

Il transito da Viareggio è lo stesso: 22.16 (il 22 dicembre, avendo 14 ore di ritardo, è transitato dalla stazione di Viareggio alle ore 12.30 circa; la sera del deragliamento avvenuto alle ore 23.48 aveva circa un’ora e mezzo di ritardo)

La società incaricata della spedizione è la stessa: Fs logistica

L’impresa ferroviaria è la stessa: Trenitalia

Il gestore delle infrastrutture è lo stesso: Rete ferroviaria italiana (Rfi)

Il numero del treno non è lo stesso (da 50325 – quello deragliato a Viareggio – a 50329). Forse per opportunità le Ferrovie lo hanno modificato ? Forse per necessità la proprietà delle cisterne non sembra essere la tedesca Gatx, bensì una società privata francese ?

Il treno di Grosseto ha preso fuoco il 22 dicembre, lo stesso giorno in cui moriva, dopo 6 mesi, Elisabeth, 32^ vittima della strage di Viareggio.

Poteva essere una strage fotocopia di quella del 29 giugno

Dopo i 32 morti di Viareggio non è stato fatto ancora nulla per la sicurezza nel trasporto ferroviario. Moretti & C. continuano a giocare con la vita delle persone.

In questi mesi sono morti sui binari ancora ferrovieri e lavoratori delle ditte di appalto.

I viaggiatori e i pendolari sono costretti a sacrifici, sofferenze e rischi per il diritto alla circolazione ed alla mobilità. I vertici aziendali hanno ancora voglia di scherzare su panini, coperte, piazzale Loreto …

Il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteoli, si permette di dire che simili dichiarazioni sono dovute al fatto che i lorsignori sono solo un po’ stressati. Alla faccia dello stress: Moretti ha una retribuzione di circa 1.200.000 euro. E il cassaintegrato o il disoccupato da cosa dovrebbe essere affetto !?

Ricordiamo solo che il ministro dei trasporti egiziano, a seguito di un incidente ferroviario che il 17 ottobre scorso causò la morte di 17 persone, si è dimesso. Forse, nel paese degli eredi dei faraoni il buon senso e la responsabilità di certi signori è ben altra cosa da quella nostrana.

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28/12/09

Passaparola 28/12/2009. Più dell'inciucio potè D'Alema.

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Per leggere la puntata clicca qui


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ELEZIONI REGIONALI, LAZIO: NASCE LA LISTA CIVICA ''RETE DEI CITTADINI''

ELEZIONI REGIONALI, LAZIO: NASCE LA LISTA CIVICA ''RETE DEI CITTADINI'' / ecco come aggregare le diverse realtà della regione Lazio

Elezioni 2010 Regione Lazio, Roma: arriva la lista civica "Rete dei Cittadini" per le regionali Lazio 2010 - RETE DEI CITTADINI nasce pochi mesi fa in modo assolutamente spontaneo proponendosi di unire le forze di singoli cittadini, comitati, associazioni e movimenti che abbiano a cuore la cosa pubblica e gli interessi dei cittadini e del paese. Nasce come 'proposta dal basso' con l'intenzione di presentarsi alle prossime elezioni 2010 della Regio Lazio come alternativa politica al mal governo ed alla pessima prassi di quei governanti che non intendono la politica come ‘servizio’ ma come 'privilegio'.

Alla RETE DEI CITTADINI possono aderire tutte quelle realtà che vogliono condividere i principi fondanti elencati sul suo manifesto.
In questi mesi RETE DEI CITTADINI ha proposto dibattiti, sia sul proprio forum che in luoghi fisici, su temi come Rifiuti Zero, Ambiente, Legalità, Economia alternativa, Acqua pubblica, Sanità e Medicina alternativa e, durante la giornata NO B DAY, ha lanciato l'iniziativa NO CASTA DAY, rivolgendo il proprio dissenso non soltanto al premier ma all’intera classe politica asservita al potere economico per salvaguardare i propri interessi piuttosto che favorire il benessere del paese e dei cittadini.

Sul forum delle RETE DEI CITTADINI è ancora in corso l'elaborazione del programma politico con il contributo di tutti gli aderenti al progetto.
La nuova lista civica RETE DEI CITTADINI si è costituita ufficialmente lo scorso Sabato 19 dicembre presso l'Hotel Golden Tulip di Roma.
All'inaspettato numero di partecipanti sono stati presentati il manifesto con i principi fondanti del progetto, le bozze dello statuto dell'associazione e del programma partecipato prima di lasciare la parola ad alcuni membri del gruppo per presentare le variegate realtà che stanno formando ed accrescendo un progetto fatto da cittadini per i cittadini. L'evento è stato anche un'occasione per conoscere le prime candidature proposte e per raccogliere impressioni da parte di alcuni ospiti presenti in sala.

Alcuni video della presentazione sono disponibili sul sito ufficiale www.retedeicittadini.it dove è possibile iscriversi per ricevere aggiornamenti sulle prossime iniziative e sulla presentazione pubblica del prossimo 15 gennaio 2010.

Per approfondimenti:
Lista civica RETE DEI CITTADINI
Website: http://www.retedeicittadini.it

E-mail: info@retedeicittadini.it

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I BOIARDI DI STATO

L'ARGOMENTO E' ANCORA UNA VOLTA L'INCAPACITA' DEL GOVERNO ITALIANO (INCAPACITA' VOLUTA) DI GESTIRE LA COSA PUBBLICA. IL SISTEMA DI PRIVATIZZAZIONI IN ITALIA FA ACQUA DA TUTTE LE PARTI!!!

BERLUSCONI, NEL GIORNO DI NATALE DICE: BASTA ESTREMISMI E ODIO.

Il primo ministro ha ragione. Ma quello che va fermato, in questa Italia, non è l'estremista MA BENSI' SI DEVE FERMARE chi sta causando la nascita e la proliferazione di ODIO E DI ESTREMISTI.

Siamo stufi di coloro che vogliono colpevolizzare chi reagisce a una situazione economica difficile e spesso insostenibile.

Sul banco degli imputati devono andare i VERI ARTEFICI DI TALE SITUAZIONE, e se risultano colpevoli devono andare a casa perdendo i privilegi da casta di cui si sono appropriati!!!

Voglio parlarvi di cosa i nostri governi (degli ultimi 10 anni, ovvero destra e sinistra) ha permesso che accadesse con il sistema di concessioni autostradali offerto alla famiglia BENETTON.

E ricordatevi che i politici non sono stupidi ma freddi calcolatori.

Dopo aver letto questo articolo, domandatevi se il governo ha fatto il bene dei cittadini (che dovrebbe rappresentare) o non piuttosto il bene di un imprenditore che ha fatto le sue fortune non per sue capacità, ma per l'essere riuscito a mettere le mani su un VERO E PROPRIO MONOPOLIO aver ottenuto delle tariffe compiacenti.

In pratica un Benetton che ha fatto le sue fortune grazie alla complicità di una classe politica compiacente che non ha a cuore il benessere della nazione ma l'interesse economico di un amico!

RIPERCORRIAMO LA PRIVATIZZAZIONE DI AUTOSTRADE.

AUTOSTRADE E' UN MONOPOLIO NATURALE. SE UNA PERSONA VUOLE ANDARE DA MILANO A BRESCIA O DA MILANO A ROMA IN AUTO NON HA LA POSSIBILITA' DI SCELTA FRA DIVERSI CONCORRENTI, MA E' OBBLIGATO A USARE L'UNICA RETE AUTOSTRADALE ESISTENTE.

Benetton acquistò dallo stato italiano il 30% della società Autostrade (ora Atlantia) nel 2000 investendo 2,5 miliardi di euro (1,3 di mezzi propri e 1,2 di debito). Il prezzo di mercato si aggirava intorno ai 6 euro.
Nel 2003 (soli 3 anni dopo) Benetton lanciò un'OPA sull'intera società a un prezzo già molto piu' alto (pensate se lo stato l'avesse tenuta in portafoglio...). Il prezzo d'opa fu di circa 10 euro.

Il signor Benetton fra il 2000 e il 2009 ha prelevato da Autostrade 1,4 miliardi di DIVIDENDI (ovvero profitti fatti indebitando i cittadini). Inoltre ha collocato in borsa il 12% della società a un prezzo molto piu' alto incassando altri 1,2 miliardi.
(fonte Sole 24 ore)

QUINDI BENETTON IN SOLI 9 ANNI E' RIENTRATO DALL'INVESTIMENTO, HA AZZERATO I DEBITI E HA IN PORTAFOGLIO UNA SOCIETA' CHE VALE OLTRE 2,8 MILIARDI DI EURO.

Ovvero, un ritorno economico sul capitale investito di ben oltre il 200% e questo mentre il sistema italiano andava a rotoli, in 10 anni di passione con milioni di italiani che hanno perso il posto di lavoro e una classe politica che non ha saputo pianificare lo sviluppo economico di lungo periodo.

E' OVVIO CHE OGNI EURO INCASSATO COME PROFITTO DA BENETTON AVREBBE POTUTO ESSERE INCASSATO DALLO STATO E UTILIZZATO PER ABBATTERE IL DEBITO PUBBLICO. Invece è finito nelle mani di un privato solo che ringrazia.

Fra l'altro, gli utili effettuati in Italia hanno permesso a Benetton di investire in sistemi autostradali esteri dando lavoro a persone al di fuori del sistema Italia.

Una volta le tariffe autostradali venivano incassate dallo stato, oggi da un solo imprenditore che non le reinveste, se non in minima parte, in Italia. Vi sembra corretto?

E' ovvio che la colpa non è di Benetton farei anche io così al suo posto, ma la colpa è della classe politica, colpevole di certe decisioni di manica larga.

Senza dimenticare che le AUTOSTRADE sono state costruite con soldi pubblici (ovvero con tasse dei cittadini). Invece di essere i cittadini i beneficiari.....il vantaggio economico viene concesso a una sola persona. Peraltro aiutandolo a dismisura, ben oltre ogni ragionevolezza.

e...

Senza dimenticare che l'ANAS OGGI è IN PERDITA STRUTTURALE. MENTRE UN TEMPO LE PERDITE POTEVANO ESSERE PAREGGIATE CON I PROFITTI AUTOSTRADALI. L'Anas è dello stato e quindi lasciamola perdere. Le autostrade invece, piatto ricco, regaliamolo a un imprenditore in cambio di.......

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Ma non è finita. Benetton la sua fortuna l'ha basata su alcuni presupposti che sono l'antitesi del libero mercato e della concorrenza infatti:

1) Atlantia è una holding. In questa holding le CONCESSIONI GOVERNATIVE autostradali sono solo una parte DELLE ATTIVITA'.
Nel corso degli anni infatti il Signor Benetton ha creato una serie di servizi che sono legati al business delle AUTOSTRADE, ma sono stati APPOSITAMENTE, tenuti separati dalla società concessionaria.

DOVETE CAPIRE QUESTA COSA PERCHE' BENETTON STA AGENDO CON UNA FREDDA LOGICA INDUSTRIALE SFRUTTANDO LA POSIZIONE MONOPOLISTA E LE AMICIZIE CON I GOVERNANTI A TUTTO VANTAGGIO SUO!!!

Supponete che la concessione autostradale viene data a Benetton per 10 anni dallo stato italiano. Accanto a questa concessione Benetton fa nascere dei servizi a pagamento che tiene fuori dal sistema concessionario.
Quando lo stato rinegozierà la concessione SARA' IN POSIZIONE MOLTO DEBOLE nei confronti di Benetton.
Infatti, se la concessione dovesse essere data a qualcun altro...questo qualcuno, non avendo tutti i servizi costruiti da Benetton nel tempo, o se li fa lui o li deve chiedere a Benetton (con profitto per il nostro imprenditore veneto).
Questo qualcun altro trovandosi in questa scomoda situazione non potrà che offrire POCO per la concessione.
Quindi, molto probabilmente, Benetton riuscirà a farsi dare la rete autostradale in concessione nuovamente a un prezzo molto basso (LO STATO COSI' CI RIMETTERA'!)
Lo stato, dando in concessione le autostrade avrebbe dovuto obbligare Benetton ad arricchire di servizi la concessione, in modo tale che lo stato e i cittadini ne avrebbero avuto beneficio in futuro!!!.
La posizione di Benetton di RICATTATORE nei confronti dello stato è totalmente inaccettabile.

2) Il sistema tariffario autostradale in questi anni ha goduto di rincari considerati da molti economisti troppo elevati. (ricordo che le tariffe le decide il governo). Il governo Berlusconi, appena giunto al potere ha concesso un sistema di rialzi automatici per i prossimi anni, delle tariffe autostradali che molti professori di economia, dopo comparazioni con altre situazioni in giro per il mondo, hanno definito un vero e proprio regalo alla famiglia di Ponzano Veneto.

3)Benetton ha introdotto il Telepass, che gli ha permesso, non solo, notevoli risparmi dal lato del personale (casellanti) lasciando a casa molta forza lavoro; ma anche grossi profitti affittando agli utenti il telepass (non si puo' acquistare). Venendo a creare una rendita INGIUSTIFICATA (infatti in molti paesi del mondo il Telepass o si puo' acquistare o è gratuito).
Ricordo che Telepass è una Spa posseduta da Atlantia ma non ha nulla a che fare con la concessione della rete autostradale.

4) Pavimental è la società che fa le opere autostradali. Pavimental è del gruppo posseduto da Benetton. Fino a poco tempo fa doveva aggiudicarsi le opere tramite appalti. Da circa 18 mesi, su decisione governativa, gli appalti sono sospesi e le opere vengono date alla Pavimental.
Gonfiando i profitti di Pavimental, Benetton, giustifica nei confronti del governo IL BISOGNO DI TARIFFE AUTOSTRADALI ELEVATE!!! ( Pavimental è posseduta per il 71,67% dal Gruppo Atlantia (Benetton) mentre un’altra quota significativa pari al 25.86% è oggi posseduta dal Gruppo Gavio....mentre Benetton detiene una quota inferiore di Atlantia.

NON VORREI POI PARLARE DI:
Spea- Ingegneria Europea Spa, attiva nei settori della progettazione, della direzione lavori e del monitoraggio e manutenzione programmata di opere stradali;
EsseDiEsse Società di Servizi, che gestisce in pool i servizi amministrativi, la gestione paghe, i servizi generali e la gestione immobiliare per l'intero Gruppo
AD Moving, che opera nella commercializzazione di spazi e servizi pubblicitari e nella gestione di eventi nelle aree di servizio;
Port Mobility Spa, attiva nella gestione di servizi nell'ambito portuale di Civitavecchia.
Infoblu Spa che svolge attività relative alla produzione e diffusione di servizi informativi sulle condizioni del traffico lungo la rete autostradale;
La rete di telecomunicazioni che scorre a fianco delle corsie autostradali

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QUESTA E' LA VERA STORIA DEI BENETTON CON LE AUTOSTRADE, MA NON SOLO.....


E' NOTIZIA DI DUE GIORNI FA DELL'ENNESIMA INGIUSTIZIA:


Voi sapete chi è la CDP (CASSA DEPOSITI E PRESTITI). La CDP è una specie di banca, ( è un ente pubblico finanziario controllato al 70% del capitale sociale dal Ministero dell'Economia e delle Finanze, e al 30% da diverse fondazioni, soprattutto bancarie)

La CASSA DEPOSITI E PRESTITI utilizza quale fonte principale di provvista la raccolta del risparmio postale.

I famosi BUONI POSTALI (che oramai offrono rendimenti da fame) VENGONO SOTTOSCRITTI dai privati risparmiatori. i soldi vanno ala CDP che dovrebbe investirli in maniera adeguata per il BENE DELLA NAZIONE E DEI CITTADINI.

Ebbene , la CDP ha prestato 1 miliardo di euro (A TASSI AGEVOLATI, OVVERO SOTTO LE CONDIZIONI NORMALI DI MERCATO) AD ATLANTIA.
E' LA PRIMA VOLTA CHE LA CDP DECIDE DI UTILIZZARE IL RISPARMIO POSTALE A FAVORE DI PROGETTI INFRASTRUTTURALI REALIZZATI INTERAMENTE DA SOGGETTI PRIVATI. (prima i soldi derivanti dal risparmio postale potevano essere usati solo a sostegno degli enti locali).

Pensate se i sottoscrittori di Buoni Postali sapessero che i loro risparmi vengono dati (a tassi bassi) alla famiglia Benetton....

Le stesse regole della concorrenza (sempre che il nostro possa essere chiamato ancora mercato) imporrebbero che le aziende possano finanziarsi in un ambiente competitivo. Se Autostrade avesse dovuto ricorrere a prestiti bancari o ad Obbligazioni per investitori istituzionali...il tasso richiesto sarebbe stato ben piu' elevato.

Ebbene, la CDP ha effettuato un vero e proprio AIUTO STATALE, a favore di Benetton rimpinguando i suoi già lauti profitti....

MENTRE IL SISTEMA ECONOMICO ITALIANO SOFFRE DI UNA PROFONDISSIMA CRISI E LE BANCHE LIMITANO IL CREDITO.....ECCO CHE LO STATO, UTILIZZANDO IL RISPARMIO POSTALE, REGALA PRESTITI DI FAVORE A UNA SOCIETA' CHE GIA' GODE DI AUMENTI TARIFFARI DI FAVORE!!!

INVECE CHE AIUTARE I DEBOLI, SI REGALANO SOLDI AI FORTI!!!

E poi il primo ministro invita ad evitare estremismi e odio. Allora invito il primo ministro a evitare che si creino estremismi e odio, andando a rivedere I REGALI FATTI AL SISTEMA AUTOSTRADALE DEI BENETTON.

Già che c'è potrebbe rivedere gli aumenti alle tariffe aereoportuali (che favorirebbero Gemina, Ovvero ancora una volta Benetton).

Per la società Impregilo (sempre Benetton) ci si domanda se le grandi opere non verranno date a loro per gli stessi identici motivi di cui sopra!!!

Benetton in realtà si comporta non da imprenditore ma nello stesso identico modo in cui uno stato oculato che ha a cuore il benessere dei cittadini avrebbe dovuto fare.

Chiediamo, nel 2010 al governo di intervenire proprio per evitare la nascita di movimenti di estremisti carichi di odio.

Magari il governo potrebbe evitare di pagare soldi a Terna quando circola in paese meno elettricità!!! Oppure potrebbe evitare di far pagare dividendi insostenibili a Enel, oppure potrebbe .....cavolo quante cose potrebbe....

Ma per pra non fa nulla...se non affermare che la crisi è finita e che nel 2010 tutto andrà bene, grazie a loro, ovviamente.

E intanto il debito pubblico esplode (140 miliardi in soli 12 mesi), le entrate fiscali non ripartono (scudo a parte). Tutto bene fino a quando i tassi rimarranno bassi....
Ma la Grecia insegna che la situazione potrebbe peggiorare in fretta.

L'Europa NON è unita. il differenziale del costo del debito TUTTE LE MATTINE lo ricorda a coloro che si illudono di essere in un Europa unita.

L'euro ha basse probabilità di passare inerme da questa crisi. Cina da un lato e USA dall'altro potrebbero mettere nell'angolo proprio la nostra cara valuta...e per i paesi deboli saranno dolori.

In Italia NON esiste una politica economica LUNGIMIRANTE...e se le cose dovessero andar male....qualcuno andrà in televisione a reti unificate e dirà: I CATTIVONI D'EUROPA NON CI VOGLIONO PIU'. QUINDI DA DOMANI SVALUTIAMO DI UN BEL 30% E COSI', ITALIANI, LE NOSTRE FABBRICHE SARANNO PIU' COMPETITIVE E I NOSTRI RAGAZZI AVRANNO UN POSTO DI LAVORO...

Peccato che i risparmiatori rimarranno con un pugno di mosche in mano.....I risparmi di una vita che in poche ore potrebbero perdere il 30% di potere d'acquisto (come una bella tassa patrimoniale).

SIAMO PER LA PACE E CONTRO L'ODIO. MA NON PER PERMETTERE A QUALCUNO DI PENSARE CHE SIAMO DEGLI STRUZZI, METTIAMO LA TESTA SOTTO LA SABBIA E POI VENIAMO MANDATI AL MACELLO PER OTTENERE CARNE DA MANGIARE AL PRANZO DEI RICCHI!
di

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TzeTze

La bestia educata a comprare: l’uomo…

Questo post è stato scritto circa un anno fa da Arcano Pennazzi, risulta essere sempre molto attuale. Fino al giorno in cui questo post resterà attuale vorrà dire che le cose vanno come devono andare, male, perché non esiste coscienza popolare...

Usa, dicembre '08, folle corsa agli acquisti, un morto:
http://www.youtube.com/watch?v=nnnVcE6yWDs&feature=player_embedded

Inghilterra, 26.12.'09, folle corsa agli acquisti, molte persone cadute e ferite nella foga durante l'ingresso:
http://www.youtube.com/watch?v=QdvIq_h-luY

Uccidere per comprare l’ultimo modello al super? Ora si può!
Basta una mandria di affamati per gli acquisti, magari con lavoro precario, magari che lavorino 10/12 ore al giorno per sbarcare il lunario, magari che non abbiano assistenza medica e sanitaria, magari senza il diritto all’istruzione, magari che abbiano mutui che non estingueranno mai, magari che non siano padroni di niente ma sognino di diventare ricchi. Prendi un super che sta per aprire, un commesso che apre le porte, ed il gioco è fatto! Calpestato e ucciso dalla folla. Ma la cosa più ridicola, pace all’anima del commesso, è che non se ne accorge nessuno di lui e dei propri piedi che lo schiacciano e maciullano. C’è solo da arrivare primi alla meta!
Dite che non è possibile!!? Basta vivere in balia della televisione e della pubblicità… Basta vivere desiderando d’acquistare la propria felicità.
La crisi economica è appena arrivata e son già tanti gli accorati appelli a comprare per non far crollare il sistema, “to big to crash” dice il saggio economista, troppo grande per crollare, crea disordine sociale e caos il crollo. Il governo ha già stanziato l’esercito, ha già varato nuove leggi, ha perfino fatto una carta bonus per i più poveri, la “social card” basta che continuiamo a comprare!
Ma coi limiti di un pianeta allo stremo delle forze non ci si vuol confrontare, con una crescita demografica esponenziale non ci si vuol confrontare, con consumi crescenti perché crescenti le popolazioni e le proprie necessità non ci si vuol confrontare, cambiare rotta non interessa a chi ha paura e conosce solo la forza per imporre il proprio dominio, che sia di destra o di sinistra. Dopo quella economica e finanziaria arriverà la crisi energetica del petrolio, e rispunta il nucleare, poi quella dell’acqua, le multinazionali si sono già portate avanti comprandosela, e noi “poveri” cittadini e lavoratori a chiedere al sindacato di turno di difenderci e tutelarci.
Il vero problema è che ci hanno strappato dalle campagne per farci lavorare nelle fabbriche e diventare cittadini e col tempo abbiamo perso il contatto ed il rapporto con le cose vere, col cibo, con la terra, col sole e con le nuvole, non sappiamo più far niente se non schiacciare bottoni. Non sappiamo più assolvere a nessuna nostra necessità e possiamo, anzi dobbiamo solo comprare. Comprare tutto!
Non abbiamo ambizioni più alte che finire anche noi nella scatola piena di colori che ci dà un po’ di svago a fine giornata. Ma non c’è posto per tutti, c’è posto solo per chi sacrifica la sua vita al sogno di diventare qualcuno e per questo lotta. E lottare alimenta l’egoismo, crea miti, aspettative e divide. E con tutta la tecnologia esistente siamo ancora dietro lavorare tutto il giorno, chi ha la fortuna d’avercelo fisso, il lavoro, per produrre merci, continue, nuove merci, sempre più nuove, sempre più inutili.
Ed il pensionato colla minima ci muore di fianco e noi a saltare su una pedana collegata alla tv, e se ha quattro soldi in tasca il vecchio se li gioca alla fortuna perché se gli arride fa il botto ed anche lui se li potrà godere gli ultimi giorni, e i parchi e le strade sono pieni di negri, sud americani che sporcano, spacciano e puzzano e noi restiamo dentro la nostra bella casa moderna e confortevole che almeno lei ci assomiglia perché per strada è uno schifo. Va tutto bene! Ottimismo gente! Voi credete davvero in questo?
Io vedo spiragli invece! Vedo un mezzo fantastico che è la rete, prende da chi ruba facendosi pagare miliardi di soldi che non esistono, per distribuire a tutti gratis! Vedo campi e vallate sterminate piene di risorse, altro che le grandi città… vedo gente cresciuta nella paura e nel grigiore urbano che sa quello che vuole, ha solo bisogno di un po’ di coraggio per farlo! Obama investe su ecologia e internet, sarà un caso!!?
Il socialismo è necessario! E Bettino non c’azzecca niente col socialismo che ci serve! E’ la terra che lo implora! Non la sentite gridare? Non la vedete strepitare?
Non bisogna fare di più, produrre di più, lavorare di più, bisogna solo fare meno e meglio! Dare a tutti la possibilità di partecipare, le personalità più meritevoli spiccheranno ugualmente, anzi con maggior freschezza!
La terra produce, divide, ricicla, tutto crea, nulla distrugge e tutto trasforma da una forma all’altra! Prendiamo ad esempio, la terra! Perché la natura è semplicemente come funziona la vita in questo mondo, ed è perfetta!
Oggi ti sei risvegliato e questo è fantastico!

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A proposito di riscaldamento climatico: lettera aperta al Direttore del Giornale

Credo che ne converrete con me: l'alternanza climatica di questi giorni è stata realmente sconvolgente, con uno sbalzo termico che, al centro di Firenze, ha superato i 20 gradi in due giorni.

Non me lo sono sognato, l'ho misurato io.

I risultati li avrete sentiti. Scioglimento brutale ed improvviso della neve, piogge intese, frane, inondazioni.

Ancora una volta i cittadini sono stati lasciati soli di fronte all'emergenza. Quasi nessuno è stato avvisato. Quasi nessuno di quelli avvisati lo è stato in tempo. Danni enormi ed il peggio evitato solo perchè è smesso di piovere.

Non tutto è andato male, ad esempio nella piana tra Firenze, Prato e Pistoia le paratie automatiche hanno funzionato, i tecnici del consorzio di bonifica hanno tenuto la situazione sotto controllo e molti danni sono stati evitati, in particolar modo nei distretti industriali a Sud di Prato.

Vi ricorderete, forse, di Leonardo Libero, direttore di "Energia dal sole" membro di Aspo italia ed amico, è già stato ospite del nostro blog.

Ho deciso di pubblicare la lettera aperta che ha inviato a Vittorio Feltri, direttore del Giornale, perchè credo che sia arrivato il momento di prendere sul serio sia i cambiamenti climatici che le sciagure che provocano e che provocheranno nel futuro.

Ignorarli o addirittura scherzarci sopra, come hanno fatto solo pochi giorni fa sul Giornale, irridendo coloro che li studiano ed i risultati delle loro ricerche non è semplicemente irresponsabile ed ottuso: è il segno di una strategia di negazione ad oltranza che ha ben definiti scopi ed obbiettivi. Sono peraltro scopi ed obbiettivi tanto evidenti, anche negli interessi che intenderebbero assistere, quanto di breve durata e di corte vedute. Nel frattempo però provocano danni, diretti ed indiretti, culturali e funzionali. Chi ha la responsabilità di informare ha, in primo luogo quella di informare seriamente.

Vasto programma, l'abbiamo già detto.

update:

Buona lettura

Lettera aperta di Leonardo Libero, Direttore di Energia dal Sole a Vittorio feltri
Con preghiera di cortese inoltro, per conoscenza, anche ai signori Giuseppe De Bellis e Paolo Granzotto.
Signor direttore, signori redattori,
come aveva consigliato Giuseppe De Bellis iniziando il suo articolo di prima pagina del 22 dicembre , ho conservato quella copia del Giornale; una copia largamente impiegata per sghignazzare sul "preteso" riscaldamento globale, dato il forte freddo registrato nei due-tre giorni precedenti in tutto l'emisfero Nord del globo.
Oggi, 25 dicembre, considerati i + 13 °C che ho misurato questa mattina a Torino, temperatura almeno inconsueta per questo giorno e questa città e superiore di ben 24 °C a quella registrata il giorno 21, potrei sghignazzare a mia volta sulla inconcepibile leggerezza con cui, su un quotidiano che "fa opinione", si confonde la meteorologia con la climatologia, discipline affini, ma non uguali. Non ho invece nessuna voglia di ridere perchè un così rapido e forte salto termico sta causando pericoli e danni a cose e persone per allagamenti, frane e valanghe. Devo inoltre farvi notare il grave danno di immagine che da tale disinvoltura nello sparare certezze su argomenti per lo meno discussi (la verità scientifica non è mai definitiva) deriva paradossalmente proprio alla parte politica che il Giornale intende sostenere ("Se sono così superficiali su questo tema, diranno gli elettori, come si può fidarsene su altri ?").
La realtà ci dice infatti, da fonte svizzera, quindi neutra e qualificata, che La superficie dei ghiacciai alpini è diminuita di circa il 20% tra 1985 e 2000
e che uno dei maggiori ghiacciai europei, quello del Morteratsch, è arretrato di quasi 2500 metri in 150 anni, perdendo un quinto della sua superficie e più di un terzo (!!) del suo volume
Un problema che nel marzo di quest'anno la Confederazione ha percepito tanto grave e attuale da dedicarvi un francobollo esplicativo:

Il nuovo francobollo dedicato al ritiro dei ghiacciai

In conseguenza di quel ritiro, per fare un esempio che dovrebbe interessarVi, se davvero si realizzeranno centrali nucleari nel nostro paese, esse dovranno trovarsi tutte in riva al mare - con aggravio non indifferente di costi - perchè già oggi, dicono gli esperti, nessun fiume italiano potrebbe assicurare, per tutto l'anno, l'acqua di raffreddamento necessaria anche a una sola di esse e meno ancora, presumibilmente, lo potrà in futuro.

Vi ringrazio dell'attenzione e Vi porgo cordiali saluti.
Leonardo Libero

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Energia dal sole: la soluzione finale, una buona idea?

centrale solare termica


Non c'è niente da fare. Orfani di una eredità gigantesca, che abbiamo dissipato in gozzovigliamenti vari nel giro di una manciata di generazioni, ci continuiamo ad affannare alla ricerca della soluzione UNICA alla crisi energetica che ormai, come il riscaldamento globale, sono in pochi a negare.

Ecco quindi che qualcuno ha preso alla lettera certi calcoli, che mostravano come un quadrato di un paio di centinaia di km di lato nel mezzo del deserto del Sahara sarebbe stato in grado di fornirci tutta l'energia di cui avevamo bisogno ed è partito con un progetto che DAVVERO si propone di fornire una importante percentuale dell'energia elettrica per la vecchia Europa a partire da un gigantesco impianto solare Sahariano. Il Progetto, il suo nome è Desertec è gigantesco e troverete in questo articolo di Der Spiegel un'ampia presentazione ( in inglese).

Sinceramente, mi perdonerete, non voglio nemmeno entrare nei dettagli.

Non c'è infatti bisogno di concepire un impianto da decine di GW, basterebbe molto meno.

Basterebbe cominciare a studiare le reti affinché siano in grado di distribuire in modo intelligente l'energia, molto di più di quanto possano fare ora.

Ci vuole tempo impegno e strategia.

Basterebbe pensare ad aumentare i piccoli bacini irrigui, stabilendo degli standard di realizzazione, in modo da velocizzarne la realizzazione e l'iter autorizzativo, in modo che siano posti in tandem e possano fare da "volano" di produzione elettrica, questo essendo già una cosa competitiva oggi, anche se solo pochi lo sanno.

Il resto lo farà il costo dell'energia, rapidamente crescente, via via che il prezzo del petrolio tornerà a salire e con lui quello del gas e quello del carbone.

Saranno le mille iniziative private che potranno creare quella resilienza, necessaria alla sopravvivenza del sistema, che attualmente i mega impianti non possono dare. Immaginate quel mega impianto nel mezzo del deserto durante un probabile momento di tensione tra Nord e Sud del mondo e capirete che non sarebbe molto sensato concentrare una percentuale cosi grande della produzione di energia elettrica in un unico posto. Meglio, molto meglio, pensare di trasferire la "tecnologia" ( si tratta di un know-how di certo non eccessivamente rivoluzionario che dovremmo poter cedere con una certa serenità)ai paesi interessati ed aiutarli a realizzare una rete che colleghi le sparse comunità, che diverrebbero ciascuna un centro produttivo. Siccome questo è abbastanza evidente anche ad osservatori superficiali ed occasionali come noi, credo che questo ed altri megaprogetti, in ultima analisi siano in perenne caccia agli investimenti, mentre cercano di essere competitivi, in termini di costi con il nucleare e con il gas.

E' una fatica futile a mio avviso. Sarebbe come cercare di dimostrare che esiste un modo piu' comodo di ottenere liquidità che andare in banca a prelevarla dal conto corrente della ricca eredità che lo zio d'america ha avuto la bontà di lasciarci.

Le future fonti di approvvigionamento energetiche saranno TUTTE quelle che riusciremo a preseguire e che saranno ancora disponibili fra trenta o quaranta anni a cifre ragionevoli. Petrolio gas carbone E nucleare non lo saranno.

Cosi come è un esercizio futile cercare di portare le ferrovie in pareggio, in qualunque realtà economica, allo stesso modo è futile pretendere un pareggio economico brutale tra energie rinnovabili e non rinnovabili.

Per il semplice motivo che, ad esempio, nel conto di queste ultime andrebbero messe le guerre, i disastri ecologici, i cambiamenti climatici, senza contare lo sviluppo e l'estendersi del nostro nefasto stile di vita a tutto l'orbe terraqueo.

Non servono i mega progetti. Specialmente se il loro unico vero scopo è quello di dimostrarne la competitività economica a tutti i costi.

Serve la consapevolezza della posta in gioco, diffusa ad ogni livello. A quel punto i progetti e le cose da fare, ad ogni possibile e concepibile livello, non mancheranno.

Fonte articolo

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