31/03/10

La speranza c’è…


Una speranza politica rappresentata dal MoVimento che vale il 3,48% (515.325 voti) rispetto alle cinque regioni dove si è candidato. Il MoVimento 5 stelle è il nuovo soggetto politico, ma non è un partito tradizionale come auspicavo anni fa, 11 gennaio 2007 (un’idea un piano per la rinascita) e, non è né di destra e né di sinistra, siamo oltre. Un aspetto politico molto importante: è noto a tutti gli interessati che le idee propositive in senso ecologista e di rinnovamento culturale sono state tratte dal Movimento per la Decrescita Felice (MDF), infatti qualche tempo fa il blog di Beppe Grillo pubblicizzava il testo di Maurizio Pallante, la decrescita felice. E’ stato naturale per il MoVimento ricopiare il programma politico proposto da MDF per la società italiana. Inoltre, fu il forum 280, sorta di pensatoio critico del MoVimento, a proporre la costituzione di “liste civiche in democrazia diretta” (25 feb 2007), finalmente si raccolgono i frutti di anni di raduni nazionali.

In Emilia Romagna il MoVimento 5 stelle ha ricevuto consensi pari al 7% (161.056 voti), due consiglieri regionali, il doppio rispetto alle nostre aspettative. Sembra essere l’inizio di un cambiamento. A Parma città, senza alcun precedente elettorale siamo al di sopra della media regionale, ben l’8% (7.112 voti); in ambito provinciale vale il 6,87% (14.696 voti).

All’interno del MoVimento 5 stelle, in termini di consensi elettorali, i Nonsologrilli di Parma rappresentano il quarto gruppo assoluto nazionale mentre Rimini è il gruppo che ha raccolto di più in assoluto ben il 9,57%. Anche in Piemonte abbiamo raggiunto risultati importanti con altri due seggi assegnati a favore del MoVimento.

Un dato nazionale è importante il 7,8% in meno di votanti rispetto alle passate elezioni regionali ed in Emilia Romagna vale l’8,22%. L’aumento dell’apatia politica è tutta responsabilità di chi ha governato. Invece, il nostro MoVimento è basato sulla reale ed effettiva partecipazione democratica, possiamo dire con certezza, dato che noi viviamo la strada ed abbiamo un contatto diretto con gli elettori che alcuni cittadini non votavano da anni e sono tornati alle urne col sorriso sulle labbra.

In Campania la democrazia rappresentativa non c’è più, il primo partito è quello degli astensionisti, 37,04%, e se aggiungiamo le schede bianche, nulle e contestate si arriva al 43,11% seguono molto distanti PDL 31,66% e PD 21,42% poi, UDC 9,40%, IDV 6,46%. I dati sono allarmanti: 65,90% votanti nella provincia di Salerno, astensionismo 34,1% + 2,38% bianche + 3,03% nulle = 39,51% cittadini non rappresentati. 71,15% votanti nel Comune di Salerno, astensionismo 28,85% + 0,65% bianche + 2,37% nulle = 31,87% cittadini non rappresentati. Il partito dei non rappresentanti mette dietro di se sia il PD che raccoglie solo il 30,49% che il PDL 20,55%. Mi auguro che nel salernitano il MoVimento 5 stelle riesca a stimolare la partecipazione democrazia dei cittadini poiché politica significa polis, città, bene comune.

Considerando il fatto che ancora l’80% degli italiani forma il proprio consenso elettorale attraverso i media tradizionali (televisione e carta stampata) il risultato ottenuto è ancora più straordinario anche perché abbiamo fatto una colletta per pagarci le spese elettorali rinunciando agli eventuali rimborsi. I dati dell’Agcom ci mostrano come i media nazionali (RAI: Tg1, Tg2, Tg3 e Rainews24) non abbiano dato alcun spazio al nostro MoVimento, per loro non esistevamo.

Oggi, ancor di più ribadiamo che vogliamo una Nazione con un piano a “Rifiuti Zero”, bisogna sostituire 51 inceneritori esistenti con altrettanti impianti di riciclo per rispettare le leggi dello Stato che prevedono prioritariamente la riduzione alla fonte dei rifiuti, la tutela della salute umana e dell’ambiente e, pronti per creare nuove forze lavoro, più responsabili.

L’Italia non ha bisogno di più energia e neanche di importarne altra, gli attuali sprechi energetici vanno eliminati ristrutturando l’intero patrimonio edilizio esistente e bisogna puntare all’autosufficienza con un “conto energia” senza limiti. Iniziando con questi due obiettivi minimi nascerà un nuovo indotto lavorativo che gioverà a tutti.

Il MoVimento 5 stelle è l’unico soggetto politico che ha un programma condiviso on-line, l’unico che chiede buon senso e ragionevolezza a tutela dell’istruzione pubblica, della sanità pubblica e servizi essenziali oggi rimessi in discussione. Siamo gli unici a voler integrare la democrazia rappresentativa con strumenti di democrazia diretta.

Siamo gli unici a voler introdurre la più efficace legge capitalista che il liberismo abbia mai immaginato: la vera class action che premia gli imprenditori onesti e punisce quelli disonorevoli.

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Il più amato dalla minoranza


Se il PDL dello psiconano raccoglie il 29,6% dei voti alle elezioni regionali 2010, quanti voti ha al netto? Si detrae il 12% di AN (il minimo sindacale) confluita nel PDL che però sconfluirà a breve insieme a Fini. Si arriva così al 17,6% (29,6-12). Il 17,6% si applica solo al 64,2% dei votanti, gli altri sono schede bianche, nulle, ecc. Si raggiunge così l'11,30% della popolazione elettorale italiana che vota Forza Italia, un partito minore del peso del vecchio PSI di Craxi. Un risultato raggiunto però attraverso uno sforzo disumano, con il controllo di 6 televisioni nazionali su 7, una quarantina di giornali e la peggiore opposizione d'Europa. Non male per il più amato dalla minoranza assoluta degli italiani.

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Venezuela e Arabia Saudita, crisi energetica e blackout

Sembra incredibile a dirsi, ma pare che alcuni Paesi ricchissimi di petrolio debbano vedersela con una pesante crisi energetica.

Uno è il Venezuela, costretto a periodici black out per la carenza di energia elettrica. Motivo? La siccità: infatti il 70% dell'elettricità venezuelana è di origine idroelettrica, e Chavez ha dichiarato l'emergenza nazionale fin da Febbraio perché i bacini hanno raggiunto livelli di riserve critici. Fino a Maggio non comincerà la stagione delle piogge, e nel frattempo l'opposizione festeggia le difficoltà del governo.

L'altro è nientemeno che l'Arabia Saudita, e anche lì i blackouts sono all'ordine del giorno. La ragione è completamente diversa: si tratta dell'offerta che non riesce a star dietro alla domanda. La popolazione sta esplodendo (27 milioni nel 2011), e in un Paese così ricco i cittadini non lesinano certo nei comfort. Specialmente d'estate, la domanda di aria condizionata mette a dura prova la rete elettrica. L'unica soluzione è quella di dare fondo alle finora poco utilizzate riserve di gas, da sempre considerate con un po' di sufficienza.

Fa riflettere, però, come la ricchezza petrolifera abbia dato luogo a degli assurdi. Vivere in mezzo al deserto, dove è praticamente impossibile senza aria condizionata, e poi dover fare i conti con tale realtà. Fino a quando molti dei Paesi del Golfo potranno continuare con uno stile di vita adatto a ben altre latitudini?

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30/03/10

I conti senza l'ostessa


Per colpa della Bresso il MoVimento 5 Stelle ha fallito l'obiettivo della presidenza della Regione Piemonte. Sommati ai nostri, i voti regalati a Mercedes avrebbero incoronato Davide Bono presidente. Ma noi non ci lamentiamo...
"Mercedes Bresso nel 2005 ha raccolto 1.226.355 voti, nel 2010 ne ha raccolti 1.033.946, la differenza è di 192.409 voti. Cota ha avuto 1.043.318 voti. Il Movimento 5 Stelle ne ha raccolti 90.086. Anche volendo affermare che i voti del M5S sarebbero stati tutti voti della Bresso, rimane la domanda: dove sono finiti gli altri circa 100mila voti con cui avrebbe vinto? Alla Lega, all'astensione? Che ci si assuma le proprie responsabilità".

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L'inizio di un percorso

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Mezzo milione di italiani ha votato per il MoVimento 5 Stelle (... in sole cinque regioni). Hanno votato molti giovani che erano disinteressati della gestione della cosa pubblica. E' l'inizio di un percorso.
Il MoVimento si è inserito in una partita tra bari, in cui la combine elettorale era preparata a tavolino. Pdl e Pdmenoelle si spartiscono da 15 anni le zone di influenza del Paese e la gestione degli appalti. Il popolo sovrano non ha scelta, o vota uno, o vota l'altro, senza conoscere le logiche spartitorie sottostanti. La prova provata dell'inciucio è nella scelta dei candidati regionali da parte di D'Alema (Bersani è solo il suo portavoce, sempre più afono). Solo i nomi richiamano le sconfitte di Canne, Waterloo, della foresta di Teutoburgo e di Caporetto. Scegliere Loiero in Calabria, Megaloman De Luca in Campania, e l'ectoplasma Penati in Lombardia è stato come salire su un ring con il braccio destro legato dietro alla schiena. Delle due l'una: o la direzione pdimenoellina è costituita da tafazzi masochisti, o è stato un voto di scambio a livello regionale. Il Pdmenoelle aveva già perso alla presentazione delle liste. La stessa scelta di Boccia in Puglia era un immenso favore al centrodestra, senza le primarie vinte da Vendola, il Pdmenoelle avrebbe perso anche quella regione. E' stato un negoziato, con il Piemonte assegnato al Pdmenoelle e l'unica incognita del Lazio in cui, senza la mancata presentazione delle liste del Pdl, la Polverini avrebbe stracciato la Bonino.
Bersani ha dichiarato: "L'inversione di tendenza c'è tutta, si vede dalla conquista della maggioranza delle regioni”. Rimuovetelo al più presto da segretario, delira, come ha delirato sulla TAV, sugli inceneritori, sulla gestione pubblica dell'acqua. Il MoVimento non ha avuto nessuna copertura da parte dei telegiornali della RAI: Tg1, Tg2, Tg3 e Rainews24 (dati Agcom). Per la maggioranza degli italiani non è esistito. Ora esiste, ha un programma, 60.000 iscritti, consiglieri regionali sicuramente in Piemonte e in Emilia Romagna. E' un MoVimento di proposte, con un Programma, di giovani, di condivisione, di incensurati. Non è di destra, né di sinistra: è avanti.

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Elezioni regionali chiuse, ecco l'elenco dei siti nucleari italiani


A fare i politologi post-elezioni son bravi più o meno tutti, tutti i risultati quì, ma una cosa è certa, la maggioranza delle regioni da oggi è affidata a presidenti del Centro-Destra, per la precisione nella quantità di 11 (PdL) contro 8 (Pd), esclusa la sola Valle D'aosta.

La conseguenza principale di questo ribaltamento di maggioranza, rispetto alle ultime regionali del 2005, lo si avrà soprattutto sulla conferenza stato-regioni, che pochi mesi fa si era già pronunciata contro il nucleare, mentre oggi potrebbero riaprirsi nuovi scenari inquietanti.

Il governo, pronto comunque ad andare avanti anche in opposizione alle regioni, non ha mai voluto comunicare l'elenco dei siti nucleari scelti come papabili per l'insediamento degli impianti che vuole realizzare sul nostro territorio, evidentemente per non influire negativamente sul risultato del voto, ma nella realtà questi nomi erano noti già da parecchio tempo agli addetti ai lavori.
I verdi francesi sono entrati recentemente in possesso di una lista ufficiosa che elenca i siti italiani proposti dal governo italiano per impiantare le centrali nucleari:
  • Monfalcone (Friuli Venezia Giulia)
  • Chioggia (Venezia)
  • Caorso (Emilia Romagna)
  • Fossano e Trino (Piemonte)
  • Scarlino (Toscana)
  • San Benedetto del Tronto (Marche)
  • Montalto di Castro e Latina (Lazio)
  • Termoli (Molise)
  • Mola di Bari (Puglia) o tra Nardò e Manduria
  • Scanzano Ionico (Basilicata)
  • Oristano (Sardegna)
  • Palma (Sicilia).
Fra questi siti solo 4 saranno destinati ad ospitare le future centrali nucleari (comprate a caro prezzo dalla EDF francese, a seguito di un accordo di Berluscni con Sarkozy).

Angelo Bonelli ha infatti recentemente dichiarato:
La progettazione di nuove centrali nucleari avviene con un accordo tra Enel e Edf (Électricité de France). Lo scorso 19 novembre a Roma i vertici delle due aziende hanno tenuto un incontro e chiuso un accordo sull’elenco dei siti per il nucleare in Italia. Naturalmente non esistono documenti pubblici al riguardo, perché tutto è secretato. Ma grazie ai Verdi francesi abbiamo avuto un elenco di possibili città, e tra queste risultava anche San Benedetto.
Le tante balle sul nucleare meno costoso, necessario per combattere i cambiamenti climatici, indispensabile per favorire lo sviluppo, essenziale per l'indipendenza energetica, riusciranno a convincere i cittadini ad ospitarle nei propri territori ? Qualcosa mi dice che ai cittadini stessi non sarà neppure chiesto.

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Vittoria per i ragazzi di GrilloUn futuro a 5 stelle?


Alla fine chi li maledirà di più sarà probabilmente il centro-sinistra. Se la Lega conquisterà il Piemonte sarà in buona parte a causa loro. Ma l'ottimo risultato che si profila all'orizzonte per il "Movimento a 5 stelle" fondato da Beppe Grillo e dai suoi meet-up è una novità che ha il sapore del giro di boa. Qualcosa si muove nell'asfittica politica italiana. In Emilia Romagna i grillini - che si sforzano di non farsi etichettare negli schemi novecenteschi della destra e della sinistra, ma vogliono occuparsi dei problemi del territorio - sembrano destinati a superare il 6 per cento dei consensi, mentre in Lombardia, Piemonte e Veneto si attestano attorno al 3. Solo in Campania il movimento resta su percentuali più basse. Per questo c'è chi si chiede: ma se l'Udc aveva l'ambizione di diventare l'ago della bilancia della partitocrazia italiana, quale sarà l'obiettivo del "movimento"?

Si, perché da oggi diventa molto più complicato per i partiti tradizionali sostenere che Grillo è l'anti-politica. Il comico in questa campagna elettorale ci ha messo la faccia. E, seppur ignorato dalla stampa e dalle tv, non l'ha persa. Anzi. Ha riempito le piazze e ha (cominciato) a riempire le urne. Tanto che in molte zone i ragazzi dei Meet up hanno raccolto consensi superiori alle liste di realtà con ben altra tradizione, come l'Udc o i Radicali, Rifondazione comunista, Comunisti Italiani, Sinistra, Ecologia e Libertà e Verdi. Segno che in molti vogliono ancora occuparsi della cosa pubblica, ma non riescono a trovare chi li sa (o vuole) rappresentare. Il fenomeno è destinato a durare? Difficile dirlo ora. Certo però che Grillo e suoi già adesso, nonostante il digital divide, dimostrano che la rete, le persone e soprattutto le idee, anche in Italia possono contare qualcosa.

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29/03/10

California legalize it.

Saranno pure governati da un attore di destra che colleziona SUV militari, ma i californiani sono ben consapevoli che la crisi li morde alle caviglie e che rischiano di diventare una delle più grandi economie occidentali al collasso.

Così, visto che la marijuana è già parzialmente legale con ricetta medica per alcune specifiche malattie, perché non trasformarla in un business colossale e renderla legale una volta per tutte? L'idea non è affatto peregrina. La canapa, in fondo, è una pianta dai molteplici usi e non tutti psicotropici, e anche questi ultimi sono uno stimolo niente male al turismo.

La raccolta firme è andata alla grande (quasi mezzo milione), così in autunno arriverà il referendum: legalizzare? Se la risposta sarà si, passerà una legge molto aperta. Permesso il possesso fino ad un'oncia (30 grammi) di marijuana a chi ha più di 21 anni, permessa anche l'autocoltivazione di una limitata quantità di piante. Vietato l'uso in presenza di minori, e prima di mettersi alla guida.

Con buona pace della criminalità organizzata, i cittadini californiani potranno fumarsi in santa pace marijuana biologica o biodinamica, curare le malattie che ne traggono beneficio, ospitare frotte di turisti da mezzo continente, insomma rispondere alla crisi in un modo creativo e decisamente molto west coast.

Chissà, inoltre, che non si crei un precedente: dopo la California altri Stati e Paesi probabilmente seguiranno a ruota. E se anche non dovesse servire per risollevare l'economia, almeno si andrà alla catastrofe con un certo inspiegabile ottimismo...

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Passaparola 29/03/2010. La Polizia della Casta

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Italia-Partitocrazia: 2 a 1


Sono le 23 di Domenica sera: ho appena letto i risultati sull’affluenza delle 22. Sconcertante: non so come andrà a finire, ma il dato politico – vinca l’uno o l’altro, siano di più o di meno gli astenuti – è chiaro.
Non conosco, mentre scrivo (voi, quando leggerete, li saprete), i dati definitivi ma vorrei rammentare che in anni non lontanissimi – alle Regionali del 1995 – votò circa l’85% degli aventi diritto: un abisso, rispetto ad oggi.
L’Italia sta votando, ma un terzo degli italiani non ha più partito, patria politica alla quale appartenere: se scorporiamo un 10% d’astensionismo “fisiologico”, un italiano su quattro ha deciso che non era il caso.
Non era il caso di sprecare del tempo per andare ad accasarsi in ruoli conosciuti e marcescenti, costruiti su nani e ballerine da un lato, su cariatidi muffite dall’altro.
Il percorso è stato lungo, travagliato, ma alla fine il dato è chiaro: un partito che avrebbe una consistenza paragonabile a quella della vecchia DC o del PCI è sull’Aventino, che attende. Quel “partito” composto soprattutto da giovani, che un sondaggio SWG affermava essere orientati – il 51% del campione! – verso l’astensionismo come forma di protesta politica.
Si fa presto a dire “qualunquismo”: chi lo fa è già intellettualmente marcio, perché non si rende conto delle enormi differenze che ci sono fra i movimenti “qualunquisti” degli anni ’50 ed oggi.

All’epoca, si poteva urlare il proprio dissenso per una partitocrazia che omologava, ma era una partitocrazia in grado d’esprime fior di statisti: aveva idee, programmi, certezze.
Una su tutte, la preminenza del “pubblico” come Stato – ossia dello Stato come unità rappresentativa dei cittadini – un percorso che non riuscirono mai a compiere seguendo appieno i dettami della Costituzione, ma almeno ci provarono. E si viveva meglio.
Il cosiddetto “qualunquismo” d’oggi è rivolto invece ad una partitocrazia che ha messo il concetto di “Stato” al servizio del capitale finanziario, delle multinazionali, degli asservimenti più squallidi ai potentati occulti. Per, in ultima istanza, ricavarne dorate e paradisiache “estraneità” rispetto alla sempre più difficile vita della gente comune.

Si dirà che due terzi degli italiani ancora credono in questa marcescente rappresentazione, ma si dimentica che sono – per la gran parte – persone che sono state schiavizzate da decenni di TV non “spazzatura” – è comodo gettarla nel cassonetto – bensì da un lunghissimo lavorio subliminale d’addestramento, nel quale destra e sinistra sono filate d’amore e d’accordo.
Se mister B. era, ovviamente, il depositario dei “file di sistema”, l’altra parte accettò di buon grado di scambiare la schiavitù degli italiani con la sopravvivenza al deragliamento del “Mosca-express”, gettando nel cesso le legittime istanze della popolazione, soprattutto dei meno abbienti.
Altrimenti, spieghiamoci perché giammai fu fatta dalla sinistra una legge sul conflitto d’interesse, al punto che Luciano Violante affermò pubblicamente che “c’erano stati precisi accordi”.
Ma, chi di tecnologia ferisce, di tecnologia perisce.

Che un quarto degli italiani siano approdati ad un astensionismo consapevole – in questo quadro – non è di per sé una vittoria: è un miracolo.
Il miracolo è dovuto in massima parte alla critica che tantissimi siti e blog hanno continuato, per anni, a proporre – senza ricevere in cambio, ovviamente, le dorate poltrone del giornalismo “embedded” – generando altre visioni, analizzando a fondo le menzogne di regime, non lasciano scampo alle caricature che lo schermo proponeva come referenti politici.

Questi giorni saranno ricordati, poiché c’è stato un altro evento a confermarlo: la “migrazione” di Annozero dai protettivi (ed asfittici) giardini di mamma RAI al Far-West di Internet. Vincendo alla grande la partita.
Chi scrive ha spesso criticato Annozero, ritenendolo troppo allineato con i potentati di sinistra, ma non esita a spezzare una lancia in loro favore se continueranno a “farla sempre fuori dal vaso”, come hanno promesso. Vedremo.
Qui, s’inserisce una novità che non è di poco conto e che travalica anche i giornalisti ed i comici presenti: sia Annozero o chi altro, il potere di RAISET ha subito uno smacco. Questo è il dato politico: da quanto tempo non avveniva?

Ancora ricordo il 1978, quando un oscuro imprenditore milanese andava a caccia di frequenze TV in tutta Italia, strapagandole, grazie ai fondi che solo dopo molti anni avremmo saputo provenire…provenire…no, Berlusconi non ha ancora confessato, non ha ancora detto chi gli diede quei soldi. Craxi gli regalò poi la Legge Mammì e ben tre “Decreti Berlusconi”, per consegnargli definitivamente l’etere nazionale, e questo già fornisce una traccia.
Passano 32 anni – un’eternità, gente che nasce e che muore, ma così è la Storia – ed una sera qualunque si scopre che il 13% degli italiani ha guardato la dissacrante puntata di Annozero senza approdare al monopolio RAISET, e moltissimi l’hanno seguita sul Web. Com’è potuto avvenire?
L’evento stocastico è tale soltanto se non s’analizzano i prodromi, le mille cause che possono averlo prodotto.

All’inizio sembrava quasi un gioco: ma guarda questi perditempo…annotano le loro impressioni su dei block notes elettronici…li chiamano “blog”. Che amenità: meglio dedicarsi alla politica “seria”, quella dei minimi sistemi, poiché se si è minimi solo al minimo si può pervenire.
Questi perdigiorno, invece, ambiscono ai massimi sistemi: mettono in discussione lo stesso capitalismo! Che illusi: mostreremo loro, coi fatti, di cosa siamo capaci. E l’hanno fatto.

Sicuri, nei loro harem di puttane pagate con i nostri soldi, giocavano un giorno ad indebitare lo Stato, quello seguente a venderlo a pezzi – prendi otto paghi uno – e, quando qualcuno li metteva in guardia, semplicemente toglievano diritti e mettevano gabelle. Si direbbe l’incedere dell’ultimo Re Capetingio, ma forse hanno fatto ancor peggio.
Si sentivano sicuri, protetti dai loro alfieri nazionali – ossia delle reti nazionali – che osannavano, spiegavano, stemperavano ogni squallida storia nei confessionali elettronici, poiché “la perfezione non è di questo mondo”. La perfezione certo, ma la decenza sì.

Poi, qualcuno inventa un piccolo televisore, minuscolo, che occupa solo una piccola parte dello schermo del computer, ma che in quella piccola parte fa vedere ed ascoltare cose mai viste né sentite: persino un capo del Governo che cerca di “vendere” alcune attricette in cambio di senatori!
Dai e poi dai, un giorno va appresso all’altro, per tirare a campare s’inventano o si sfruttano banali fatti di cronaca – potevano mancare gli “anarchici” e le loro lettere esplosive in concomitanza delle elezioni? – poiché si pensa che l’eternità sia a portata di mano. Illusi: avessero, almeno, studiato qualcosa sui banchi di scuola.
Oggi, 29 Marzo 2010, il disastro è compiuto.

Come ogni impero che si rispetti, il giorno dopo tutto continua come prima: chi recita solo a soggetto, non può certo impegnarsi in un dramma di Shakespeare.
Tutto quello che non hanno capito è l’incomprimibile voglia dell’essere umano d’esser ascoltato: quello che quei minuscoli blog erano in grado di fare. Non più soloni di tutte le scienze e gli umanesimi, assisi su scranni secenteschi con bianche porte, a dissertare sul nulla senza contraddittorio.
Migliaia, decine di migliaia di piccole stanze dove la gente s’incontrava e discuteva: parti di riflessioni si concatenavano ad altre mai pensate, dissidi finivano in un vaffa o in un abbraccio. Proprio come avviene nella vita di tutti i giorni.

Domani sarà, a prima vista, esattamente uguale ad oggi ma così non sarà: il Vaso di Pandora s’è rotto, ed i venti hanno iniziato ad accarezzare le menti.
Loro continueranno sulla loro strada – non hanno mai compreso l’inesorabile superiorità di un media bi-direzionale rispetto ad uno mono-direzionale – ed hanno perso tempo prezioso.
Anche se domani, per un miracolo (questo, veramente impossibile), decidessero di strambare e di mutare rotta, mare ed orizzonte, si troverebbero a navigare in acque agitate dall’incomprimibile voglia di sapere, conoscere, costruire insieme. Sono acque perigliose per i marinai d’acqua dolce, ed è per loro vero terrore: hanno trascorso l’intera vita a proteggersi proprio da questa evenienza. Dal confrontarsi a viso aperto con gli altri.

Tutto ciò pone chi fino a ieri scriveva per la necessità di farlo – tentando di fornire chiavi di conoscenza alternative alla corazzata di regime – in una nuova situazione: non basterà più criticare le malefatte altrui e proporre soluzioni migliori. Bisognerà dimostrare d’esser in grado di farlo, ossia passare dalla fase di studio e riflessione alla prassi, che significa organizzazione: milioni d’italiani lo chiedono.
Come?
Per prima cosa conoscendosi: tantissime persone che, da anni, scrivono sui loro blog non si conoscono personalmente, e questo è uno scoglio insuperabile. Tanto per capirci – perché le ho vissute personalmente – queste sono le secche nelle quali si sono arenate Italianova e Contragorà. E tanti altri dei quali non sono a conoscenza.

Perciò, prendendoci il tempo necessario – l’avvicinarsi della bella stagione aiuta – poniamoci l’obiettivo di raccogliere in un meeting propositivo le tante persone che hanno saputo mettere in crisi, con i loro piccoli coltelli spuntati, il grande vascello. Potrebbe essere un campeggio all’aria aperta, un incontro informale ma molto, mooolto “formativo”.
Dovremo magari mettere mano al portafogli, viaggiare, organizzare…ma cosa ci potrebbe essere di più utile e, in fin dei conti, divertente e rigeneratore per degli spiriti inquieti?
Personalmente, contatterò parecchie persone ma, come potrete notare, al fondo dell’articolo compare nuovamente una casella postale: senza essere inutilmente prolissi, s’accettano idee e proposte.
Sarà mio dovere informarvi sugli sviluppi.

Articolo liberamente riproducibile nella sua interezza, ovvia la citazione della fonte.
info@carlobertani.it


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Ad Aprile, spezzeremo le reni alla Grecia?

Mentre vi accingete ad andare a votare, e ad effettuare la drammatica scelta tra zuppa e pan bagnato, vi propongo una riflessione su questo bel grafico pubblicato da Der Spiegel (cliccate per ingrandirlo):

debitoaprile.jpg

Si tratta, come potete vedere accanto, dei soliti PIIGS, tra i quali si annovera anche l'Italia. E sono le scadenze del debito pubblico: nel mese di Aprile, saranno circa doppie rispetto al mese di Marzo, 70 miliardi di euro entro Maggio nel caso italico. Il doppio anche rispetto ai nostri inseguitori, come la Spagna.

Magari è la volta buona che riusciamo a spezzare le reni alla Grecia.

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I GOVERNI ITALIANI DEGLI ULTIMI 10 ANNI HANNO VOLUTAMENTE FATTO IL MALE DEGLI ITALIANI


MONTECITORIO

Con oltre tre anni di ritardo da quando scrivevamo i primi post su questo blog, leggo con amarezza sul Sole24 ore che finalmente la triste verità viene a galla.

Il Sole di domenica (pag 6) descrive una situazione cinese, europea e italiana DEVASTANTE.
Il Sole ben si guarda di accusare i governi di destra e di sinistra che ci hanno governato negli ultimi 11 anni.

MA E' EVIDENTE A TUTTI CHE LA COLPA E' LORO E SOLO LORO!!! ED E' PER QUESTO MOTIVO CHE DA ANNI REPUTO L'ATTUALE SINISTRA E DESTRA INCAPACI DI RAPPRESENTARE GLI ITALIANI.

Ma andiamo per gradi:

A pagina 6 del Sole si afferma che la China Telecom ha in cassa ben 33,7 miliardi di dollari liquidi, OVVERO PIU' DI QUELLO CHE HANNO IN CASSA LE PRIME 27 SOCIETA' ITALIANE.



E' evidente che i cinesi sono simili alla formica che raccoglie provviste per l'inverno mentre la cicala canta. ma con l'arrivo dell'inverno la formica SI PRENDE LA RIVINCITA SULLA CICALA)

E China Mobile (il 74% è dello stato) è solo una delle centinaia di società pubbliche o semipubbliche con cui Pechino potrebbe comprare mezzo mondo occidentale.

Mentre noi occidentali - cicale (e l'Italia è ben rappresentata) facevamo debiti su debiti la Cina si armava di liquidità.

Ma andiamo oltre...mentre in Occidente la politica di dividendi è stata sempre altamente generosa (mentre si sarebbe dovuto guardare alla patrimonializzazione) le aziende cinesi sono famose per pagare basse cedole e rimanere liquide.

Pensate che nei primi due mesi dell'anno le aziende cinesi hanno visto aumentare i profitti del 120% in piu' rispetto al 2009.

CINA STA PREPARANDOSI ALL'ATTACCO FINALE ALLA CONQUISTA DI QUEL CHE RIMARRA' DEI MERCATI OCCIDENTALI DOPO LA SVALUTAZIONE DELLE MONETE (scenario inflattivo) O I MINIMI DEGLI INDICI DI BORSA (scenario deflattivo) o entrambi 8scenario da panico).

Per i vecchi lettori del blog ricordo un nostro famoso articolo di 30 mesi fa: LA GUERRA DEI DUE MONDI - La guerra armata non è piu' possibile, ora la lotta avviene sulla scacchiera dell'economia e PUO' PORTARE POVERTA' E MORTE (come una guerra tradizionale)


E' evidente che se la liquidità rimane all'interno della Grande Muraglia, il rischio è la creazione di una mega bolla del mercato cinese (immobiliare). D'altro canto se le acquisizioni dovessero già iniziare...i distrutti mercati azionari europei ancora ben lontano dai massimi verrebbero innondati da nuova liquidità (che prenderebbe il posto della liquidità delle banche centrali ) ma in questo caso LA CINA SI APPROPRIEREBBE DEL CUORE DEL SISTEMA INDUSTRIALE E FINANZIARIO EUROPEO.

IN ITALIA LA SITUAZIONE E' ANCHE PEGGIO DI QUELLO CHE I PIU' POSSONO PENSARE:

Basti pensare (e mercato libero lo ha sottolineato decine di volte) che Enel lo scorso anno ha dovuto ricorrere a un aumento di capitale per poter pagare i dividendi...

Eni, il gioiello italiano, in realtà non ha potuto espandersi come avrebbe voluto perchè è stata obbligata a pagare dividendi elevati.

E PENSARE CHE QUESTE AZIENDE SONO SOLO MINIMAMENTE PUBBLICHE. LA LORO PRIVATIZZAZIONE HA RAPPRESENTATO UN GRAVE DANNO PER L'ITALIA.

INFATTI LO STATO, DETENENDO UNA PICCOLA QUOTA, HA OBBLIGATO I MANAGERS A DISTRIBUIRE ALTI DIVIDENDI (INSOSTENIBILI) CHE SONO FINITI AL DI FUORI DEI CONFINI ITALIANI O NELLA MANI DI POCHI (IMPOVERIRE MOLTI PER ARRICCHIRE POCHI, CON IL BENEPLACET DEL GOVERN0).

Senza tener conto che le tariffe sono state tenute artificiosamente alte per garantire profitti e quindi dividendi.

IL GOVERNO ITALIANO E' STATO SCELLERATO NEL CREARE UN MIX DI DISTRUZIONE DI VALORE DATO DA: ALTE TARIFFE + ALTI DEBITI = ALTI PROFITTI. (TASSAZIONE AZIENDALE NON CERTO PENALIZZANTE (grazie a leggi e leggine che hanno favorito i grandi gruppi industriali). Alti profitti che si sono tramutati in alti dividendi.

Pensate che se prendiamo le aziende a partecipazione pubblica in Italia vediamo come negli ultimi 9 anni il payout medio è stato del 62% (contro il 33,5 di Francia, 31,6 della Germania e il solo 23,2 della Cina).


LO SCANDALO DEGLI SCANDALI IN ITALIA E' RAPPRESENTATO DA TERNA. UN'AZIENDA AI MASSIMI DI BORSA NON CERTO PER MERITO DI UNA BRILLANTE GESTIONE MA SOLO PER UN SISTEMA DI TARIFFE CHE LE PERMETTE UTILI MOSTRUOSI - il tutto ai danni della collettività e delle imprese produttive.


Nel frattempo i Governi occidentali hanno fatto una precisa scelta politica: metterla nel culo a coloro che hanno lavorato per anni accumulando risparmi (settore famiglie) mentre ha premiato le cicale delle banche, delle imprese con le finanze allegre...socializzando le perdite



I governi occidentali hanno preferito fregare i cittadini per salvare le cicale.
Le formiche europee sono state fregate.

MA L'ESERCITO DELLE FORMICHE CINESI E' MOLTO MOLTO PIU' INCAZZATO E FORTE...E SIAMO SICURI CHE SARANNO LE FORMICHE A VINCERE AI DANNI DELLE CICALE EUROPEE (E ANCHE A DANNO DELLE FORMICHE EUROPEE ORAMAI IMPOVERITE).

C'è da capire come sia possibile che IL POPOLO non si ribelli a questa situazione e permetta alle stessi personaggi politici che hanno sbagliato, di governarli ancora.

MA FINCHE' NON C'E' LA FAME....

E SOPRATUTTO FINCHE' MOLTI PENSANO CHE LA COLPA DELL'IMPOVERIMENTO SIA DOVUTA A LORO STESSI (E NON AI GOVERNI) LA RABBIA VIENE CAMBIATA CON LA VERGOGNA (e i media alla mercè del potere fanno di tutto per far passare questa versione) e tutto finisce così.

In Italia per esempio, il governo penalizza la piccola e media impresa, favorisce LA CASTA PUBBLICA, LA GRANDE IMPRESA (amici della casta) e i PENSIONATI.

Questi soggetti NON RAPPRESENTANO IL CUORE PULSANTE DELLA NOSTRA PENISOLA, QUINDI NELLA GUERRA DEI DUE MONDI....NOI ABBIAMO GIA' PERSO. ( si tratta di capire se la sconfitta sarà devastante o riusciremo a firmare un qualche tipo di resa con onore).

UN GRAZIE A TUTTI (MA PROPRIO A TUTTI) I GOVERNANTI ITALIANI DEGLI ULTIMI 11 ANNI!

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E Silvio baciò le mani di Gheddafi


Sarà perchè grazie alla partecipazione al Meeting della Lega Araba è riuscito a rinviare la seconda udienza per la causa di separazione con Veronica Lario, sarà perchè lui è il Capo del Partito dell’Amore, ma anche questa volta Berlusconi non è riuscito a trattenersi, e ne ha combinata una delle sue: dopo il recente discorso alla Knesset in cui aveva dichiarato “giusta” la reazione di Israele ai missili di Gaza, per poi piangere nello stesso giorno per le vittime della striscia come per quelle della Shoah, oggi ha pensato bene di non far mancare un gesto di affetto al suo amico, o amichetto Colonnello Gheddafi facendogli un bel baciamano degno di uno sciupafemmine quale egli è, e di mandare un messaggio bello potente: Israele se vuole la pace restituisca alla Siria le alture del Golan. Insomma sono tutti cretini, esclusi i presenti. Godiamoci la scena con un po’ di pop corn, ne vale la pena.

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28/03/10

La diplomazia del global warming


Il global warming ha i suoi vantaggi. Da decenni l'India e il Bangladesh si contendevano l'isola "New Moore" (conosciuta anche con il nome di South Talpatti) lunga 3 km e larga 5, situata nella Baia del Bengala. I rapporti tra i due Paesi sono tornati distesi dopo la scomparsa dell'isola, sommersa dall'innalzamento delle acque. La diplomazia del global warming potrebbe cambiare il mondo. Far scomparire le Falklands per riavvicinare Argentina e Gran Bretagna, sprofondare l'isola Sachalin per evitare ogni tensione tra Giappone e Russia, sommergere Cipro per rasserenare Turchia e Grecia...

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27/03/10

CONFERMA: LA GRECIA SOTTO USURA

La conferma è arrivata ieri al summit specifico di Bruxelles. Sarkozy e Merkel (e altri sedici Paesi dell'area Euro a ruota), hanno trovato l'accordo, si fa per dire, per gli aiuti alla Grecia.

L'accordo prevede, sinteticamente, un intervento di aiuti "volontari e bilaterali" con una partecipazione complementare del Fondo Monetario Internazionale. Quest'ultimo sarà attivato "in caso di problemi molto seri e in assenza di alternative". Un modo elegante per indorare la pillola: i problemi sono già molto seri e non ci sono valide alternative. Come dire, appunto, conferma su quanto annunciato - e che avevamo denunciato - i giorni scorsi.

"La partecipazione dei governi dell'Eurozona sarà maggioritaria": naturalmente anche questa è una sciocchezza, poiché bisognerà verificare, e presto, quali e quanti saranno effettivamente gli Stati europei che decideranno di acquistare dei titoli greci. E non ci pare che in Europa, al momento, vi siano Stati tanto in salute da poterlo fare, anzi. Ergo l'FMI, come detto, tornerà alla ribalta.

Si è parlato di una somma tra 20 e 30 miliardi di Euro, ovvero il totale dei titoli che la Grecia deve emettere entro due mesi. Guarda caso.

Rammentiamo, solo di passaggio, un punto fondamentale, che precede (o dovrebbe) qualsiasi ragionamento in merito. Nel momento in cui uno Stato vende i propri titoli - letteralmente, "si vende" - vuol dire che diventa merce. E i cittadini di questo Stato - al momento, i greci, la loro ricchezza e il loro lavoro, ovvero il loro tempo, dunque la loro vita - sono oggetto di scambio. Come prodotti su uno scaffale di un supermercato. Un uomo oggetto di scambio è uno schiavo. Questo il punto.

Merkel & Co. hanno detto che i titoli greci saranno venduti e acquistati da "volenterosi" al prezzo di mercato. Il che significa al prezzo al quale verranno scambiati i Cds (Credit Default Swap), che come abbiamo visto poco tempo addietro su queste stesse pagine, essendo prodotti che garantiscono (dovrebbero) il rischio di insolvenza dello Stato, e che vengono scambiati sul mercato come merce qualunque, stabiliscono di fatto il "prezzo" di un titolo. Ovvero il valore dello Stato per il quale tali titoli e derivati sono scambiati.

Detenuti da chi? Da Banche e speculatori, naturalmente.

Il circolo è vizioso, perché nel momento in cui uno Stato comprerà titoli greci, e gli stessi arriveranno a scadenza senza che la Grecia sarà in grado di ripagarli, quest'ultima non avrà altra strada che emettere nuovi titoli, e titoli sui titoli, che qualcuno dovrà comprare... e saremo da capo. In una spirale perpetua e soffocante.

Brutalmente: strozzinaggio legalizzato.

di Valerio Lo Monaco

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Movimento 5 Stelle, tour elettorale di Grillo contro tutti


Mirandola - Bassa Modenese, città di Mirandola, "siete passati da Pico a Carlo Giovanardi, questa è la vostra evoluzione?! Da uno dei più grandi geni dell’umanità a Giovanardi?": sul palco, nel pomeriggio di un giorno lavorativo, sale Beppe Grillo, è una tappa del suo tour in giro per le regioni (Lombardia, Campania, Veneto, Piemonte, Emilia Romagna) dove il Movimento 5 Stelle ha presentato le liste. A Mirandola, venerdì scorso, quando è apparso Grillo si è riunita una piccola folla; a Milano, mercoledì piazza Duomo era piena, "saremo stati 14 mila o tre milioni, ormai si dice così", scherza Grillo, che poi si fa serio sul ritorno mediatico, pari a zero, di tutte queste piccole e grandi folle, dal 4 marzo scorso pronte ad accoglierlo, alle fermate di un viaggio in camper: "E’ la prova che ci oscurano perché noi facciamo paura, abbiamo scoperto la potenzialità della Rete: beppegrillo.it   compie 5 anni, è diventato una piattaforma straordinaria. Ci scrivono il premio Nobel e il carpentiere, è tra i primi 30 blog al mondo, l’unico in italiano. Quando cominciai il primo commento fu: "Bastardo, metti sempre la macchina nel mio posto”. Era il mio vicino di casa…".

Ora cresce anche il movimento "ed è per questo che hanno paura i politici e i loro asserviti giornalisti, perché ci proviamo con ragazzi, 30 anni di media, perché chiediamo a chi non ha avuto una delega eterna di farsi da parte: perché Fassino deve stare in Parlamento da 25 anni? D’Alema da 30? Qual è l’utilità di questa gente?". Ha anche un modello Grillo, "il più grande statista italiano, Alcide De Gasperi, dopo otto anni ha smesso, cosa hanno loro in più di De Gasperi?". E poi c’è lo "Psiconano, Berlusconi, con il suo governo abusivo risultato di un Parlamento che senza preferenze non è stato eletto dal popolo sovrano, ma nominato". Neppure al Colle vengono risparmiati i fendenti di Grillo: "Non ho mai offeso Napolitano, mi sono limitato a chiamarlo Morfeo, perché dorme. Ma invece di dormire, due settimane fa, si è svegliato a mezzanotte per firmare il decreto interpretativo per la lista del Pdl, facendo una figura impossibile: sul sito del Quirinale ha scritto che doveva decidere tra legge e diritto a far andare a votare…ma non c’è diritto senza legge, spiegateglielo!".

Con il blog, con il movimento, alcune cose Grillo è anche riuscito a farle in questi anni, "ma sono depresso! Perché stiamo sempre a raccogliere firme, noi lo sappiamo fare, ma non contiamo niente: nel 2007 ne abbiamo raccolte 350 mila in un giorno, sotto la pioggia, con la neve; servivano per chiedere di vietare il Parlamento ai condannati in via definitiva, con tre sentenze. E’ servito: erano 19 nel 2007, dopo tre anni sono 23, ecco come ci stanno a sentire!". Poi guarda a sinistra e si dispera: “Chiedevamo solo un Parlamento pulito, le preferenze e un massimo di due legislature per tutti, perché il centrosinistra non ci ha appoggiati? Perché il Pd non se lo è preso questo movimento? Perché non esistiamo nel loro mondo, che è quello dell’informazione del direttore Minchiolini, che è come il Falqui, basta la parola e poi mandarlo in quel posto tutte le sere!".

Ma la televisione "è finita e anche i giornali: perché dobbiamo dare i nostri soldi al giornale di Confindustria, al Sole 24 Ore? Al Corriere, al gruppo Espresso, a l’Unità e anche al Foglio? Perché dobbiamo dare 5 milioni di euro all’anno a Giuliano Ferrara e poi non abbiamo un centesimo per la ricerca? Vogliono un giornale, vivano dei loro lettori, senza soldi pubblici, come il Fatto!".

Quasi un mese su quattro ruote ormai, "ogni tanto ci siamo concessi qualche albergo per una doccia più comoda, ma con Walter, l’autista, e Filippo, il compagno di viaggio che prepara il caffè, abbiamo fatto una campagna elettorale alla genovese, senza chiedere soldi allo Stato". E poi "i ragazzi e le ragazze, ingenui, incensurati soprattutto, emozionati, non abituati a parlare in pubblico ma con la faccia pulita, spero che gli venga data una possibilità a queste elezioni, l’Italia deve darsi una possibilità con loro". Lui, Beppe Grillo da Genova, nomade sul camper, non è candidato e assicura: "Non candidabile mai".

Da il Fatto Quotidiano del 27 marzo

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