31/05/10

Passaparola 31/05/2010. L'orchestrina del Titanic

passaparola_31-5-10.jpg

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Rumors: dimissioni imminenti del Presidente Tedesco Horst Koehler?

Aggiornamento ore 15.27: Dimissioni confermate
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Rumors: Pare che il Presidente della Repubblica Federate Tedesca Horst Koehler stia per lasciare il suo incarico.
Le ragioni non sono ancora note.

Naturalmente è solo un rumors...

Forse era uno a cui piaceva fare NAKED SHORT SELLING....:-)

Forse LA COSA potrebbe avere qualcosa a che fare con la CALATA DI BRACHE TEDESCA nei confronti della decisione da parte della BCE di acquistare BOND ELLENICI...su SPINTA E RICATTO FRANCESE....
Grecia: Sarkozy ha minacciato l'uscita dall'euro (El Pais)
News ...29 mag 2010 ... Se non fosse arrivato l'assenso dei Paesi europei al piano salva-Grecia, il presidente francese Sarkozy avrebbe portato la Francia fuori dall'euro.....

Tension Between Germany and the Eurozone Steadily Increasing
Don't miss Hans Palmstierna on what's going on between Germany and the Eurozone, here. Were the German's suckered into bailing out French banks?
Hans notes:
And today, Der Spiegel runs a story that top central bank members in Germany believe that the ECB decision to start purchasing Greek government debt was in fact a French Plot to rid their own banks of worthless Greek Debt

ECB Buying Up Greek Bonds
German Central Bankers Suspect French Intrigue

LE SOLITE "RASSICURANTI" DIVISIONI INTERNE ALL'EUROZONA...

La ragione "ufficiale" delle DIMISSIONI potrebbe essere questa:
Gaffe sulla missione in Afghanistan, il presidente tedesco si dimette
Horst Köhler lascia: era stato criticato dai partiti per aver detto che scelta era motivata da ragioni economiche
Mi sembra un po' POCO anche per i più rigidi parametri teutonici.
Per i parametri italiani invece...beh meglio lasciar perdere....

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L'attacco al convoglio dei pacifisti: una strage cercata


Oggi un Commando aeronavale di Israele ha attaccato in acque internazionali una flottiglia di navi ed imbarcazioni disarmate, intenzionate a forzare il blocco navale che affama, da mesi, anzi anni, gli abitanti della Striscia di gaza.

Negli scontri seguiti all'abbordaggio della nave "ammiraglia" della flotta, battente bandiera turca, sono morti diversi attivisti, forse dieci forse diciannove, ancora non sappiamo. E' bene chiarire che si è trattato, sotto ogni aspetto, di un vero e proprio atto di pirateria compiuto al di la di qualunque trattato e/o accordo internazionale, in acque largamente internazionali come potrete verificare da soli grazie a questo link.

Dettagli sulla flotta e sulla storia di questo tentativo li troverete invece a questo link.

La tristezza mi schiaccia e lo sdegno mi soffoca, ma sento il dovere di scrivere poche righe, il più distaccate possibile, su questa tristissima storia.

Come sempre, come al solito, la violenza, la guerra, nascono, prima di qualunque considerazione morale, politica, storica, dalla stupidità.

Non vi è guerra, scontro, atto violento che non preveda, PRIMA ed a monte l'imbecillità politica di chi lo pianifica, lo organizza e lo ordina. In Israele, con tutta evidenza si vuole far precipitare le cose. Con tutta evidenza questa imbecillità politica e morale avrà successo. In effetti le cose stanno precipitando per conto loro in quello sfortunato angolo di mondo. Ma su cosa mi baso per dire che questo disastro, questa strage, è stato pianificato e cercato?

Sul fatto banale che era ALMENO l'ottava volta che un convoglio di questo genere, con analoghe metodologie, forzava, o cercava di forzare, il blocco navale imposto dalle unità israeliane. Le altre volte, blocco o non blocco, la strage non c'erà stata.

Il tutto, come tante volte nel passato in tante circostanze e situazioni, ha un motivo che la Storia si incaricherà di mostrarci come puramente e miseramente tattico: la ricerca del consenso politico necessario, in un momento di grande crisi, per mantenere il proprio piccolo, insignificante pezzetto di potere, in barba a qualunque altra considerazione umana, politica, sociale, storica e strategica.

Per far dimenticare le proprie miserie, cosa c'e' di meglio di un nemico esterno?

Cosa c'e' di meglio che spingere lo scontro e la tensione al di la del punto di non ritorno?

Vergogna. Vergogna. Vergogna.

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GLI USA STAMPERANNO MONETA, FALLIRANNO, SCATENERANNO GUERRE...SIAMO ROVINATI


Il principale think tank austriaco, il Ludwig von Mises Institute, ha organizzato oggi all'University Club di Manhattan una conferenza, nel corso della quale Marc Faber, noto controinvestitore ed editore di “Gloom, Boom and Doom Report”, ha illustrato il proprio punto di vista sulla crisi finanziaria e sul futuro che ci attende.

Ecco i punti più importanti e le citazioni più stuzzicanti:
  • · le banche centrali non torneranno mai a inasprire la politica monetaria, si limiteranno a stampare sempre più moneta
  • · nel 19° secolo le bolle speculative si concentravano in un settore o in un'area, ma con la fine del sistema aureo questa costante è scomparsa
  • · “L'imperituro risultato ottenuto da Greenspan e Bernanke è stato in realtà quello di dar vita a bolle speculative in tutti i campi e ovunque”
  • · “Le banche centrali adorano veder salire il valore degli attivi", e la loro politica riflette gli sforzi disperati per arrivarci
  • · “Dovreste chiedervi cosa fumavano alla FED" durante la crisi immobiliare, quando i prezzi crescevano al ritmo del 18% annuo mentre i tassi d'interesse avevano cominciato ad aumentare nel 2004
  • · la bolla speculativa statunitense che Greenspan non è stato in grado di controllare (anche se recentemente ci è riuscito con alcune in Asia) contrasta nettamente con quella di Hong Kong del 1997, quando i prezzi crollarono del 70% senza che il sistema finisse in bancarotta; e questo perché non si fondava sul debito incontrollato, come negli USA
  • · negli ultimi due anni l'aumento lordo del debito pubblico ha superato la riduzione lorda del debito privato e i mercati sono cresciuti; quando l'aumento del debito privato ha superato l'aumento del debito pubblico i mercati si sono invece fermati
  • · i prossimi 3-5 anni saranno estremamente volatili
  • · gli americani dovrebbero riconsiderare il loro concetto di valore sicuro. In un periodo "tradizionale" l'ordine dai valori, dai più sicuri ai meno sicuri, sarebbe: liquidi, buoni del tesoro, obbligazioni societarie, azioni, materie prime
  • · l'anno scorso l'economista Gregory Mankiw ha però esposto un diverso punto di vista che, secondo Faber, riflette in sintesi quella di Janet Yellen, numero 2 della FED (e coincide con le idee ampiamente diffuse nella Federal Reserve): "Il problema è che la gente risparmia invece di comprare, e noi dobbiamo convincere quest'imbecilli a spendere per far ripartire l'economia". Cosicché, il problema è quello di gonfiare la massa monetaria almeno del 6% annuo
  • · quindi, conclude Faber "secondo me la Fed manterrà i tassi d'interesse allo 0%, proprio lo 0%... in termini reali"
  • · di conseguenza liquidi e obbligazioni a lungo termine sono un pessimo rifugio per i propri soldi, le azioni sono un mezzo per preservarne il valore (ma è un'opzione rischiosa, visti gli effetti dell'incombente svalutazione monetaria), i metalli preziosi sono una scelta solida per proteggere il potere d'acquisto
  • · per quel che riguarda il ruolo degli USA come principale economia a livello mondiale, è in corso una profonda trasformazione: negli ultimi tempi la vendita di auto nei paesi emergenti (ad esempio Brasile e Cina) ha superato quella degli USA, dell'Europa e del Giappone; il consumo petrolifero nei mercati emergenti sta crescendo, mentre si sta contraendo nei paesi industrializzati; il mondo non dipende più dal consumo statunitense (il 60% delle esportazioni globali finisce adesso nei paesi emergenti, inclusi quelli dell'est); gli USA sono ancora un'economia fondamentale, ma il suo sviluppo si è fermato, mentre invece la crescita dei paesi emergenti è, e continuerà ad essere, sostenuta
  • · “La gente crede ancora che in campo economico i paesi emergenti siano i parenti poveri, ma l'80% della popolazione mondiale vive proprio in quei paesi e il consumo complessivo è comunque elevatissimo": i mercati non sono saturati e stanno crescendo rapidamente
  • · “Ognuno dovrebbe piazzare la metà dei propri soldi nei paesi emergenti, non in occidente" e conservare i propri beni patrimoniali all'estero
  • · al contrario di quel che ci dicono, non sono i mercati ad essere fuori controllo ma le banche centrali che continuano a stampare moneta
  • · lo sviluppo del mondo emergente verrà pilotato dall'urbanizzazione dell'India e della Cina; a corto termine non è detto che il valore delle azioni aumenti, ma a lungo termine assisteremo a una significativa crescita in Asia
  • · il passaggio del potere economico da occidente a oriente è stato straordinariamente veloce, in gran parte grazie alla rapida industrializzazione del mondo emergente e alla velocità con la quale oggigiorno viaggia l'informazione
  • · assisteremo a un aumento massiccio delle industrie ad alta intensità di risorse naturali e dei nuovi mercati di esportazione, e al tempo stesso a una più grande volatilità e tensione in tutto il mondo
  • · le caratteristiche della domanda/offerta di petrolio sono in gran parte determinate dalle necessità della Cina, dell'India e del resto dell'Asia
  • · il petrolio è la priorità assoluta della Cina, che è adesso un importatore netto
  • · gli USA hanno un ampio vantaggio strategico sulla Cina: dispongono di petrolio in patria, nel golfo del Messico, in Canada, in medioriente e sulle coste dell'Africa occidentale, e possono inoltre trasportarlo sugli oceani Atlantico e Pacifico. La Cina dipende invece per il 95% dal medioriente, e anche se stanno costruendo numerosi oleodotti, ad esempio attraverso l'Europa dell'est, i punti di accesso, ad esempio in termini di porti, sono limitati e circondati da basi militari statunitensi. Naturalmente i sottomarini cinesi potrebbero affondare le nostre navi, e anche i russi non sono certo soddisfatti per la presenza di nostre forze nella regione; le tensioni aumenteranno man mano che aumenterà il loro bisogno di risorse naturali
  • · alla fine scoppierà un conflitto e a quel punto ci vorranno beni materiali, non "cartastraccia dell'UBS o di JP Morgan"
  • · nel corso di un conflitto le città non offrono alcuna protezione: possono essere bombardate, l'acqua potabile avvelenata, la fornitura di elettricità interrotta. Bisognerebbe invece comprare una casa nel bel mezzo del nulla.
  • · il miglior sofisma economico attuale è che una nazione può stampare la propria strada verso la prosperità: "se debito e stampa di moneta significassero prosperità, lo Zimbabwe sarebbe il paese più ricco al mondo"
  • · "Mugabe è il mentore economico di Ben Bernanke"
  • · la nostra situazione fiscale è di gran lunga più drammatica di come viene presentata. Il debito totale (pubblico e privato) ammonta a un raccapricciante 800% del PIB (incluse le passività senza copertura): oltre il doppio rispetto al 1929
  • · i crediti sovrani del mondo occidentale sono alla bancarotta, ma prima di dichiararla i governi stamperanno moneta; i leader del governo statunitense cercheranno di ritardare il momento della verità, scaricando i problemi sui successivi presidenti e congressisti
  • · se i deficit non sono il punto dolente, come sostengono oggi molti economisti tra cui James Galbraith, perché mai i cittadini dovrebbero continuare a pagare le tasse? Tutti sarebbero più felici se venissero abolite
  • · Faber (nella foto a fianco, ndr) è sicuro che all'università gli economisti sono intelligenti e studiano con serietà i libri di testo; il guaio è che studiano i testi sbagliati e sono del tutto incoerenti nella loro filosofia
  • · in un contesto, come quello attuale e futuro degli USA, in cui si continua a stampare moneta e la volatilità è alta il rimedio più sicuro è l'oro fisico
  • · dopo la svalutazione della moneta, le azioni potrebbero diventare molto economiche, come successe all'inizio degli anni '80 in Messico in seguito alla svalutazione del 95% del peso, quando i gestori di fondi in peso messicani ne azzerarono il valore
  • · in parole povere, Faber dichiara di preferire le materie prime (in particolare i metalli preziosi e i prodotti agricoli), il possesso di una casa immersa nella natura, i valori dei mercati emergenti legati alle risorse (in particolare a quelle indispensabili, come l'acqua e il petrolio) e al settore sanitario, e buona parte dell'Asia, con particolare attenzione alle azioni giapponesi
  • · non è possibile impedire il collasso totale dell'occidente; al primo arresto, nel 2008, il sistema finanziario è scoppiato ma non è fallito, al prossimo (anche se potranno essere necessari 5-10 anni o più) scoppieranno le nazioni, ma prima stamperanno moneta, l'opzione politicamente più praticabile, e per finire scoppierà la guerra mondiale
  • · siamo rovinati
Tenete presente che Faber ha parlato di tutto questo come di un dato di fatto.

Anche se non siete d'accordo con le sue previsioni sulla traiettoria dell'occidente, non sarebbe male assimilare le informazioni e prepararsi al peggio, continuando magari a sperare nel meglio.

di Andrew Mellon
Link: http://biggovernment.com/amellon/2010/05/23/faber-nations-will-print-money-go-bust-go-to-war-we-are-doomed

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La manovra che cancella la favola berlusconiana

Ieri è stata la volta di Famiglia Cristiana che nel suo ultimo numero ha attaccato duramente il “modus operandi” del Governo in merito all’imminente manovra fiscale. L’articolo «Tremonti, che strizzata!» del vicedirettore del periodico paolino, Fulvio Scaglione, parla di una operazione che vede «la crisi sbarcare ufficialmente anche in Italia» pagata «dipendenti pubblici e gli enti locali». Il settimanale ha anche ricordato che «tutti i Governi di Silvio Berlusconi hanno prodotto l’aumento del debito pubblico, non la sua riduzione. E poi chiedersi chi farà davvero i sacrifici da (quasi) tutti considerati inevitabili. Berlusconi ha come sempre ribadito che non sono state aumentate le tasse. Bisogna vedere se il cittadino medio ci ha guadagnato. Difficile che siano contenti i 3,5 milioni di dipendenti del pubblico impiego i cui salari sono congelati fino al 2013. Possibile invece che applaudano i proprietari di case irregolari o mai denunciate, per le quali si prospetta un condono. Difficile che piaccia alle famiglie il congelamento dei ranghi degli insegnanti di sostegno o che siano felici i figli dei dipendenti degli enti e degli istituti di ricerca che la manovra abolisce» aggiungendo in conclusione che «in ogni caso la manovra spazza in un sol colpo le favolette sull’eccezionalità italiana con cui ci siamo consolati in questi due anni, ascoltando perplessi il racconto delle difficoltà altrui al telegiornale della sera. E per essere piu’ chiari: alla crisi della Grecia abbiamo dedicato 5 miliardi, gli altri 19 sono debiti nostri».

Il premier Silvio Berlusconi nel suo discorso di ieri invece ha accusato della situazione attuale i governi del passato e cioè «quelli consociativi della Prima Repubblica» e «quello di sinistra che dieci anni fa approvò la riforma del titolo V della Costituzione dando alle Regioni un potere di spesa sganciato dalla realtà». Due accuse che vedono però come bersagli non dichiarati prima i governi guidati da Bettino Craxi, ritenuti da tutti come l’esempio massimo di sperpero pubblico in quegli anni e poi, in merito alle modifiche al V titolo della Costituzione, il governo dell’Ulivo guidato da Massimo D’Alema che portò questa legge al referendum confermativo del 7 ottobre 2001:

«Questa riforma, realizzata dall’Ulivo sulla base di un testo approvato da maggioranza e opposizione nella Commissione bicamerale per le riforme istituzionali presieduta dall’onorevole D’Alema, non è stata appoggiata dal quorum dei 2/3 del Parlamento: ciò ha permesso l’indizione di un referendum per chiederne all’elettorato l’approvazione o la bocciatura. Attraverso il voto popolare del referendum, svoltosi il 7 ottobre 2001, il 64,20% dei votanti (34,10% di affluenza) ha espresso la volontà di confermare la riforma, entrata poi in vigore l’8 novembre 2001 (Wikipedia)».

Alla luce di tutto questo le colpe attuali ricaderebbero ancora una volta sui cittadini che con il loro voto approvarono questa legge. Cittadini non sicuramente aiutati dai loro rappresentanti che nel 2001 e proprio nei giorni precedenti al voto, mostravano in merito idee molto contrastanti anche all’interno dello stessa coalizione:

«Il centrodestra, invece, presenta un panorama molto variegato. Se Bossi se ne starà a casa, Gianfranco Fini e Francesco Storace andranno alle urne per votare NO. “Andrò a votare e voterò no. Questo è un referendum superato, perché qualunque sia l’esito, presenteremo la nostra riforma”, spiega il vicepresidente del Consiglio. Ma, per esempio, Raffaele Fitto, forzista presidente della Puglia, voterà e voterà SI. “Voto SI non per fermare Bossi e non per gli slogan politici di questi giorni“, dice Fitto. Secondo il “governatore” pugliese “è evidente che io voto “sì” perché questo referendum lo hanno proposto le Regioni e perché sicuramente rappresenta un passo in avanti“. La stessa posizione è stata assunta anche da Gianfranco Miccichè: “E’ il primo passo per far entrare il federalismo nel sistema. Ma poi cambieremo la legge. Si tratta di un referendum senza quorum, quindi non è un atteggiamento costruttivo quello di chi dice “non votate perché fallisce”, spiega Miccichè.»

Passati 9 anni diventa facile scaricare le proprie responsabilità, servendosi anche della poca memoria degli italiani. Miccichè, allora viceministro dell’Economia parlò appunto di modifiche ad una legge indigesta alla maggior parte della sua coalizione. Una legge che una parte politica al governo nei successivi 5 anni (più 3 attuali) non modificò per niente. Una situazione che ricorda quella dell’indulto: una legge vergognosa approvata grazie ai voti di Forza Italia ma che nei mesi successivi distrusse mediaticamente ( e non solo) solamente la parte politica che l’ha propose. Il centrosinistra avrà imparato la lezione?



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30/05/10

VASTO PROGRAMMA: AMMAZZARE DI TASSE I COMMENSALI DI SOROS

L’accelerazione della crisi in Italia è stata davvero brusca, se persino il governo che più di tutti al mondo liscia il pelo agli evasori fiscali si è trovato costretto a proporre misure economiche detestate dal blocco dei suoi elettori. Gli Stati hanno tutti sfondato i tetti dell’indebitamento, e fra di loro si apre una lotta concorrenziale immediata per piazzare ciascuno i propri buoni del tesoro. Amputano i propri modelli sociali, i propri progetti, le proprie clientele, con l’urgenza chirurgica di chi si sottopone a malincuore a un intervento dal risultato incerto: sempre meglio che morire certamente dissanguati. Così Berlusconi farà atti contro natura, fino a promettere di combattere l’evasione da lui finora glorificata. Questo per non perdere il regno, il cui trono traballa sopra il cumulo del terzo debito pubblico del pianeta.

La Grecia ha dimostrato quanto devastante e rapido possa essere il precipitare della crisi. Tutti i governi sono costretti a compiacere i crudeli capibranco che decidono dove far fluire l’acquisto dei titoli di Stato. Tutti cercano di riequilibrare in modo drastico entrate e spese, tanto da toccare subito interessi organizzati. In ogni singola realtà nazionale scossa dai piani di sacrifici i portatori d’interesse lotteranno in modo acceso per non rappresentare l’interesse più sacrificato.

Però, parafrasando Danny De Vito, sotto l’attacco della speculazione non ci sono vittorie, solo gradazioni di sconfitte.

L’urgenza porta a riscoprire cose dimenticate: che quelli che non pagano le imposte valgono decine di miliardi, che l’economia ha una quota troppo grande in nero, e così via. Il problema è che l’emergenza, per definizione, si concentra su certi aspetti immediati e visibili della realtà, ma trascura altri aspetti importanti. Durante l’alluvione vai a salvare chi è sul tetto di una casa, lì e allora, doverosamente, ma non stai operando la manutenzione degli argini del fiume che avrebbero evitato il debordare delle acque.

Durante l’emergenza finanziaria ci si concentra sull’evasione presente nell’economia reale, grave per le sue distorsioni, iniqua quanto si voglia, ma assai meno determinante di un’evasione molto più vasta che pure sarebbe raggiungibile dalla mano degli Stati: ossia le transazioni che avvengono sui derivati, che si compiono prevalentemente senza alcuna trasparenza, fuori dai mercati aperti al pubblico. Nel gergo finanziario, questa enorme massa di transazioni parallele, da cliente a cliente, viene definita «Over The Counter» «Over The Counter» (OTC). È il mondo ideale di chi non vuol farsi raggiungere da alcuna investigazione tributaria. In questo mondo parallelo le transazioni valgono - almeno nominalmente - decine di volte il PIL degli USA e dell’Europa.

La bolla delle moltiplicazioni del PIL è anche la bolla del connubio fra tutte le liquidità criminali, politiche e speculative. Una bolla gonfiata da operatori senza responsabilità, e perciò una bolla esentasse, del tutto priva di ricadute positive sul mondo reale. Influentissima invece in qualità di sistema bancario ombra, capace di lucrare e manovrare una contabilità devastante per chi ne subisce il flusso, fra frodi titaniche e assalti speculativi voluminosi, in mano a un clan ristretto di individui e istituti finanziari opachi.

Nonostante i membri del Superclan costituiscano una porzione così soverchiante della vera evasione fiscale, sono i primi a mettere sotto pressione “morale” gli Stati sovrani, a distribuire pagelle e ammonizioni sul debito eccessivo e i disavanzi insostenibili, da riaggiustare in qualche modo, altrimenti c’è il castigo del mancato acquisto dei bond, l’esplodere dei tassi d’interesse, infine il default.

Eppure un’imposizione fiscale su questa massa sterminata di transazioni e superprofitti parassitari – a loro modo in nero - ridimensionerebbe l’emergenza finanziaria. Si tratterebbe di ammazzare di tasse i commensali di George Soros.
v L’ostacolo però è politico. Gli Stati dovrebbero mettersi d’accordo, creare il meccanismo impositivo, mettere fuori legge certe operazioni speculative, armonizzare l’estrazione di un gettito colossale dagli intermediari che trafficano con i paradisi fiscali. Riportare insomma alla luce – ecco la vera emersione dal nero – gran parte della liquidità ombra creatasi negli ultimi decenni. Vasto programma. L’amministrazione Obama e il governo britannico non faranno passare riforme di questa portata. Non osano affrontare davvero i burattinai del sistema Over The Counter. Come Berlusconi riscopre obtorto collo chi non vorrebbe scoprire, gli evasori, allo stesso modo Obama è costretto a non ignorare il problema dei Padroni del’Universo, ma lo fa con provvedimenti molto deboli, rosicchiati da aggiustamenti lobbistici che li rendono inadatti a combattere gli speculatori.

Il comportamento dei banchieri ombra è slittato via via verso una direzione paradossale. Prima spingevano la massa del debito contando sulla funzione di garante di ultima istanza da parte dello Stato, perché lo Stato non poteva fallire. Ora scommettono proprio sul default degli Stati, se non di interi continenti.

Le probabilità di collasso sistemico a questo punto si accrescono, con scarti imprevedibili e repentini. Qualsiasi gestione “nazionale” della crisi – con tutti i prevedibili scontri fra interessi “locali” – sarebbe in partenza perdente. Il bersaglio grosso, nelle sue casematte globalizzate, se ne starebbe lì, come in effetti sta, a godersi lo spettacolo degli illusi che sognano il ritorno della crescita e intanto si disputano i denari per le cambiali.

di Pino Cabras

Link: http://www.megachipdue.info/tematiche/kill-pil/3813-vasto-programma-ammazzare-di-tasse-i-commensali-di-soros.html

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Ehm, non vorrei disturbare ... ma ...

[Dal Corriere della Sera di oggi, leggi l'intervista]

Onorevole Clemente Mastella, davvero parteciperà
alla prossima edizione dell’«Isola dei Famosi»?
«Beh... insomma... sì, l’idea mi affascina parecchio».
(...)
Intanto, però, parte per l’«Isola ».
«Eh eh... lì, finalmente, mi rilasserò e, soprattutto, dimagrirò».
Quanto pesa?
«Un quintaluccio, direi».
Dovrà dormire all’aperto.
«Il guaio è che una narice mi funziona, e l’altra no. Così, russo forte...». (...)
Sa nuotare o no?
«Sto a galla, su...».
Sa pescare il pesce a mani nude?
«No, mi spiace».
Ma il vero pericolo, lei sa bene qual è, no?
«Beh, è chiaro che rischio di cadere in tentazione. Sull’Isola ci sono sempre giovani femmine di grande bellezza. E poi staranno tutte lì, con quei costumini...»
(...)

No, niente, mi dispiace intromettermi in questa intervista, andrebbe lasciata così, immacolata, ma tra le interessantissime domande poste dal giornalista del Corriere ho come l'impressione che ne manchi una, così, lo dico da profano eh ... E' solo che Clemente Mastella sarebbe pure un Parlamentare Europeo, tra le altre cose, eletto nemmeno un anno fa con i voti di moltissimi italiani, che hanno scelto proprio lui, proprio il suo nome ... fate voi ... vabbè che stiamo parlando del leader Udeur, c'avete ragione, vabbè che quello stipendio da fame non gli è mai bastato - "una miseria 300 euro al giorno" - vabbè che comunque in aula non ci è quasi mai andato, va bene tutto, però, ecco, non so, andare all'Isola ... bo.

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Lettera di un insegnante alla Gelmini


Mi chiamo Pellattiero Elisabetta e sono insegnante in una scuola superiore di Vicenza. In qualità di docente credo nell’insegnamento nella sua più piena accezione che è quella sia di fornire gli strumenti culturali e tecnici che permettano ai ragazzi di potersi inserire nel mondo del lavoro o, eventualmente di proseguire con gli studi universitari; sia di educarli ad essere cittadini consapevoli della realtà che li circonda. Quello che comporta la cosiddetta riforma della secondaria superiore proposta dal ministro Gelmini svilisce, di fatto, la componente educativa del nostro ruolo: noi docenti saremo dei "tecnici", meglio ancora dei burocrati il cui compito è solamente quello di compilare moduli; saremo dei contenitori di informazioni da trasmettere agli alunni e dovremo dimenticarci che, prima di avere di fronte degli studenti, abbiamo delle persone. Questo perché i tagli all'istruzione sono stati enormi: riduzione delle ore di insegnamento, classi sempre più numerose, con conseguente impossibilità di instaurare un proficuo dialogo educativo con gli alunni. Per non parlare, poi, dell'inserimento dei ragazzi diversamente abili, normato dalla legge 104/1991, che si ritroveranno con pochissimi docenti di sostegno a loro disposizione. A questo punto potremo ancora parlare di integrazione scolastica nei loro confronti?
La riforma si è abbattuta come una mannaia su quelli che sono gli aspetti cardine dell'insegnamento:
  • l'aspetto delle competenze didattiche e disciplinari, che in una società in continua evoluzione come la nostra, devono essere assicurate agli alunni a livelli elevati;
  • l'aspetto delle competenze professionali dei docenti, i quali devono offrire un’offerta formativa che aderisca ai bisogni di ogni alunno;
  • l'aspetto delle competenze relazionali che, in una scuola sempre più multietnica si pongono come imprescindibili per garantire una gestione pedagogica che favorisca l'apertura e la coesione umana e civile;
  • l'aspetto culturale che comporta una forte coscienza delle problematiche sociali attuali ed una conseguente capacità di organizzare le risorse a disposizione per poterle affrontare.
La Gelmini ha pensato a tutto questo prima di varare la cosiddetta riforma? Credo proprio di no. Per concludere vorrei soffermarmi sulle ultime esternazioni del ministro riguardanti la possibilità di iniziare il nuovo anno scolastico alla fine di settembre "per incrementare il turismo": non voglio commentare, spero solo che questo sia dovuto ad un'amnesia della stessa, momentaneamente scordatasi di non essere ministro del turismo. Ben più grave, invece, "l'invito" a presidi e docenti a non esprimere valutazioni sull'operato del governo "perché non si deve sputare sul piatto in cui si mangia". Ebbene ministro, il piatto che lei ci ha servito è molto sporco, ma io non ci sputo sopra, preferisco lavarlo, ripulirlo dalle nefandezze che lei ci ha servito e lo farò proprio parlando, non stancandomi mai di spiegare quello che si cela sotto il termine "riforma" e che lei vuole abilmente nascondere con proclami demagogici e qualunquistici. Mi sanzioni pure se lo ritiene opportuno: francamente me ne infischio!
Ricordo al ministro che la nostra Costituzione sancisce il diritto all'istruzione per tutti, inoltre riporto questa piccola/grande citazione di Pietro Calamandrei: "un Paese che non investe nell'istruzione, non può considerarsi un Paese civile".

di Pellattiero Elisabetta


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Marea nera nel Golfo del Messico, top kill fallito. Rischi per la salute pubblica


Ultimissime dal Golfo del Messico, il top kill ed affini sono falliti un’altra volta. Lo ha scritto il New York Times pochissimi minuti fa. E adesso la situazione è davvero nera.

Al disastro ecologico provocato dal pozzo Bp che erutta da ormai 40 giorni nelle ultime ore si sono aggiunti rischi per la salute pubblica legati, oltre che al petrolio, al massiccio uso dei disperdenti. Quando il vento tira dal mare, tanta gente si sente male.

Intanto il Golfo del Messico muore avvelenato. Gli Usa hanno vietato la pesca sul 25% della superficie che ricade nelle loro acque territoriali.

Le paludi costiere e le spiagge imbrattate per centinaia di chilometri dalla marea nera che appaiono nelle foto e nelle riprese televisive rappresentano solo la punta dell’iceberg. Il grosso del petrolio è sotto il mare.

La Bp, tenuta dalla legge americana a rimediare ai guai causati dalla sua attività, ha scelto di affrontare la situazione con un uso massiccio di disperdenti, che non fanno sparire il petrolio ma lo rendono invisibile: lo frammentano in goccioline, distribuendolo lungo tutta la colonna d’acqua ed evitando che investa le spiagge in modo massiccio.

Però il petrolio continua ad esserci. E’ tossico. I disperdenti sono tossici anch’essi: finora ne sono stati usati 3.640.000 litri. L’azione combinata di due sostanze tossiche dà una tossicità ancora maggiore della loro semplice somma.

Alcune persone impegnate nel tentativo di contenere la marea nera sono state ricoverate in ospedale. Quando il vento porta dal mare l’aerosol di petrolio e disperdenti, la gente ha mal di testa e nausea.

Gli esperti avvertono: la prolungata esposizione a queste sostanze è un pericolo per la salute pubblica.

A questo punto, potete benissimo immaginare in che situazione si trovano le creature del mare. I sommozzatori che si sono immersi nel Golfo del Messico hanno trovato sott’acqua come delle nuvole color marrone formate da petrolio, acqua e disperdenti.

I ricercatori hanno scoperto a grande profondità altre enormi nuvole di petrolio. Le hanno descritte così: sembrano lava eruttata da un vulcano.

Gli studiosi della University of South Florida ne hanno trovata una che si estende per quasi 10 chilometri sui fondali ad una ventina di chilometri dal pozzo.

Una nave oceanografica ne ha rilevata un’altra larga quasi quattro chilometri, e lunga 16. E di questa brutta storia non si vede ancora la fine.

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Una flotta di auto blu: 624 mila in Italia rispetto le 72 mila negli USA. E l'Abruzzo se ne regala 11 nuove!


Non temiamo confronti .. almeno sulle auto blu non abbiamo rivali!

Come già di recente avevo raccontato, l'Italia è la nazione che possiede più auto blu dell'intero pianeta ... In Italia sono presenti 624.330 lussuose auto, secondo i conti del ministro Brunetta (che ne ha ben sette), contro le 72.000 negli Usa, 61 mila in Francia, 55 mila nel Regno Unito e 54.000 mila in Germania, fino ad arrivare alle 22 mila del Portogallo.

E visto il momento così ricco a livello finanziario ci pensa la regione Abruzzo a sperperare un altro po' dei nostri soldi, infatti ha ben pensato di regalarsi nuove e fiammanti quattro ruote, con vetri oscurati, sedili in pelle, computer di bordo e telecamerina ... e chi più ne ha più ne metta! la cifra degli optional si aggira intorno ai 3000 euro per vettura!

Sono infatti state ordinate ben 11 undici Audi A6, grazie a una sorta di affitto triennale con la Consip, la Spa del ministero dell’economia.

L'auto del presidente Chiodi ci costerà 1.791,85 euro al mese. Le altre dieci: 1.579,38 euro mensili a testa. Totale: 21.102,78 euro ogni trenta giorni.

C'è da capirli poveracci!!!!! le loro vecchie auto blu avevano 190.000 chilometri, ed era pur ora che ci fosse un nuovo ricambio ... generazionale!

Per non farsi mancare nulla è stata piazzata in ogni vettura, al banale costo di 43,75 euro mensili, la tivvù analogico-digitale , almeno potranno godersi in tranquillità i mondiali di calcio Sudafricani!!!

E pensare che secondo la Siar (il Sindacato italiano autisti di rappresentanza) le auto blu sono addirittura diminuite: sarebbero soltanto 3.420 , rispetto le 3.850 dell'anno precedente.

E ci è andata anche bene ... pensate che smacco per noi (i veri poveracci) se fosse passata la proposta del senatore Cosimo Gallo (Pdl) che aveva chiesto l'immunità sui punti della patente degli autisti delle lussuose vetture ... autisti pagati mediamente circa 3000 euro netti mensili ....

Alla faccia della crisi!!!!!

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29/05/10

Otto per mille: un miliardo di euro alla Chiesa per il 2010



È di oltre un miliardo di euro la somma relativa all’8 per mille assegnata alla Chiesa cattolica per il 2010. Ne dà notizia un comunicato della Conferenza episcopale italiana diffuso a conclusione dei lavori della 61/a assemblea generale dei vescovi italiani. La somma precisa è di 1.067.032.535,28 euro, di cui 90.021.557,725 sono a titolo di conguaglio per l’anno 2007 mentre 977.010.978,03 sono stati elargiti a titolo di anticipo dell’anno 2010.

La Cei ha inoltre reso noto la ripartizione della somma per il 2010. Oltre 450 milioni di euro sono stati destinati alle esigenze di culto e pastorale, quasi 230 milioni di euro sono stati devoluti ad interventi caritativi e 357 milioni di euro sono stati destinati al sostentamento del clero. Altri 30 milioni di euro sono stati invece accantonati a futura destinazione per culto, pastorale e carità. Per quanto riguarda invece l’anno 2009, la Cei rende noto che il totale della somma ricavata dall’8 per mille è stata di 967.538 milioni di euro così ripartiti: circa 423 milioni per esigenze di culto e pastorale, circa 205 milioni per interventi caritativi, circa 381 milioni per il sostentamento del clero.

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Francia, Spagna e italiani eterni secondi


L'inossidabile tgcom ci racconta oggi, tra le principali news dal mondo, della gatta soriana finita in lavatrice e miracolosamente sopravvissuta al lavaggio ad acqua fredda grazie alla tempestiva fleboclisi.

Fa il paio con l'altra notizia del bambino di 2 anni che fuma 40 sigarette al giorno.

Già.

Intanto, mentre il mondo va a rotoli....

Francia, protesta in piazza

Da Reuters

Centinaia di migliaia di lavoratori hanno manifestato oggi in diverse città della Francia per protestare contro il progetto del governo di alzare l'età minima per la pensione oltre i 60 anni, nell'ambito della riforma del costoso sistema pensionistico.

I leader dei sindacati hanno detto che la protesta di oggi è la prima di una lunga lotta per difendere l'età pensionabile, che era stata ridotta dall'ex-presidente socialista Francois Mitterrand.

L'attuale governo, alle prese con il tentativo di tenere il deficit sotto controllo, sostiene che non ci sia altra scelta che alzarla.


Spagna, sciopero generale

da Swissinfo

I due principali sindacati spagnoli, Ugt e Comisiones Obreras (Ccoo), hanno annunciato oggi che indiranno uno sciopero generale se le trattative in corso con la Ceoe (la Confindustria spagnola) per raggiungere un accordo sulla riforma del mercato del lavoro falliranno e il governo imporrà per decreto una riforma che considerano 'lesiva' dei diritti sociali: lo riferisce l'edizione elettronica di "El Pais".

I sindacati hanno più volte affermato che le proposte del governo - che mirano a ridurre il profondo divario di protezione tra i lavoratori a tempo indeterminato e i precari, come chiede l'Fmi - vanno proprio in quella direzione. In particolare Ugt e Ccoo lamentano che il margine di manovra dei negoziati si è notevolmente ridotto con l'approvazione della manovra aggiuntiva da 15 miliardi di euro presentata la scorsa settimana dall'esecutivo.


....gli italiani brillano per il loro genio.


Italiani, eterni secondi

da Asca

CGIL, ''SCIOPERO GENERALE ENTRO FINE GIUGNO''. MA RESTA SOLA

''La prossima settimana al comitato direttivo proporro' lo sciopero generale per fine mese con manifestazioni su base territoriali''. Lo ha dichiarato il segretario generale della Cgil, Guglielmo Epifani, riferendosi al comitato che si terra' il 7, 8 e 9 giugno. Epifani, a margine di una conferenza stampa a Roma, ha annunciato la proposta che ha come obiettivo ''quello di far cambiare i contenuti'' della manovra varata dal Cdm di ieri.

CISL E UIL PRENDONO LE DISTANZE.

Epifani, pero', non trova spalla nelle altre due maggiori confederazioni sindacali. ''Il sindacato e' spaccato da diverso tempo. E' l'undicesimo sciopero in due anni che la Cgil proclama ma non mi pare che in tempi di crisi scioperare sia la scelta migliore. Quando c'e' la crisi lo sciopero non serve'', ha detto il segretario generale della Cisl, Raffaele Bonanni, entrando all'assemblea di Confindustria.

[....]

Quanto alla Uil, ''Non mi viene nessun commento ma solo battute'' sullo sciopero della Cgil, dice il leader Luigi Angeletti, liquidando cosi' i cronisti che gli chiedono un commento sullo sciopero indetto ieri dal sindacato guidato da Guglielmo Epifani contro la manovra del governo. Anche Angeletti ha parlato entrando all'assemblea di Confindustria.

Saluti felici

Felice Capretta

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Spostare l'attenzione sulla Persona invece che sulle Idee che porta


Per favorire la controllabilità delle masse nei paesi democratici abbiamo visto che è utile stimolare modelli di pensiero istintivi, reattivi e favorire l'ignoranza allo scopo di ridurre il livello delle indagini e limitare la cooperazione fra i singoli. Bisogna ridurre tutte le indagini al battibecco personale e al gossip, abbassando la discussione all’attacco personale. Si sposta l’attenzione sull’immagine pubblica della persona piuttosto che sui contenuti delle sue idee. Tutto fa brodo: dall’indiscrezione su un passato torbido fino al gossip superficiale da talk-show, l’importante è che provochi una reazione popolare e che faccia discutere. Abbiamo già visto, nelle serie su “Come si Controllano le Masse nei Paesi Democratici”, che spostando l'attenzione collettiva sulla reputazione della persona, invece che sui principi da portare avanti, ogni soluzione diventa vulnerabile e si fa vincere sempre chi ha più possibilità mediatica di creare scalpore e interesse. Mentre sono fortemente penalizzate tutte le iniziative che, senza l’aiuto dei mass media, richiedono un organizzazione collettiva nel tempo e su vasta scala. Bisogna smetterla di reagire alle provocazioni dei media come se giustizia, economia e la politica fossero al centro di in un'unica arena televisiva, guidate dagli istinti del branco.

PORTIAMO AVANTI LA SOLUZIONE INVECE CHE LA PERSONA

Iniziamo a dare il nostro consenso a favore delle iniziative che siano il più possibile immuni dal potere disgregante dei media. Incoraggiamo le scuole di pensiero che insegnano a giudicare il principio come base collettiva da supportare e non la persona (che è sempre soggetta ad una vulnerabilità pubblica). Sviluppiamo dei metodi di lavoro che permettano ad ogni movimento di crescere, perseguendo soluzioni concrete con trasparenza ed efficienza, indipendentemente dall’intercambiabilità delle persone che li costituiscono. E’ l’unica strada che può portarci ad un risultato realmente democratico.

DI MARCO CANESTRARI

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I doppi e tripli stipendi dei politici

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I doppi e tripli stipendisti a carico dello Stato sono uno scandalo che non può più continuare. Il MoVimento 5 Stelle chiede le dimissioni di Roberto Rosso, deputato nella Capitale e assessore alla Regione Piemonte. Il Rosso (nativo di Casale Monferrato, ndr) era assente per la sua salute cagionevole durante la discussione della Finanziaria della Regione Piemonte. Per curarsi si era recato a Roma a votare alla Camera dei deputati. Il minimo che si possa chiedergli sono le dimissioni. Rosso non è l'unico, ci sono centinaia di persone che depredano i soldi della comunità ricoprendo più incarichi. Verificherò con gli avvocati se ci sono gli estremi per una denuncia contro Roberto Rosso per false dichiarazioni. Il blog pubblicherà, con il vostro aiuto, l'elenco dei pluristipendisti. Gente che mi fa venire il vomito. Gli stipendi degli statali, di media di poco superiori ai mille euro al mese, sono bloccati da Tremorti per tre anni mentre lui e i suoi sodali pasteggiano a caviale e champagne, per quanto ancora? La campanella sta suonando la fine della ricreazione.
Ps: Roberto Rosso è assessore al lavoro, per questo ha due lavori

"Il dis-onorevole Roberto Rosso, deputato a Roma, vice-Presidente della Giunta ed assessore al Lavoro della IX legislatura in Piemonte, fatica a stare dietro i molteplici impegni dei doppi incarichi. L’intera discussione della Finanziaria della Regione Piemonte è avvenuta in Consiglio in assenza del Presidente Cota, anche lui affascinato dalla manovra finanziaria di Tremonti, e del vice-presidente. Peccato che, mentre Cota era in congedo per motivi istituzionali, Rosso si dichiarava assente per motivi di salute. Fatto sta che Rosso in data 25 maggio risultasse presente alla votazione alla Camera dei deputati! Svaniti i problemi di salute, ci congratuliamo per la pronta guarigione! Il giorno successivo, pur essendo assessore al Lavoro, non essendo a conoscenza dello sciopero dei lavoratori Sagat dell’aeroporto di Caselle, non può giungere a Torino (forse non sa che vi sono anche scali aerei a Malpensa, voluto in mezzo alla campagna dall’alleato leghista, e altri, nonché i treni). Iniziamo a pensare che di questo vezzo dei doppi incarichi (vezzo che ha un primato assoluto nel leghista Buonanno, che, oltre che consigliere regionale e deputato, risulta anche sindaco di Varallo Sesia e vicesindaco a Borgosesia) (alla faccia di Roma Ladrona, ndr), diffuso anche ai consiglieri regionali e torinesi, Carossa, Goffi, Cerutti, Ravello, quest’ultimo pure assessore all’Ambiente, ne debba essere chiesta a gran voce il suo termine.
Segnaliamo a tal proposito l’apertura di un gruppo facebook: “Rosso dimettiti", mentre per quanto riguarda il Gruppo Consiliare MoVimento 5 stelle ci stiamo già impegnando in aula e nella Giunta per le incompatibilità ed ineleggibilità. Ogni informazione che ci farete giungere in merito ai consiglieri eletti nel vostro territorio ci potrà essere preziosa." MoVimento 5 Stelle Piemonte

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Se il ddl intercettazioni fosse già legge...



Giornalisti accampati in ogni angolo dentro e fuori dall'edificio, funzionari e consulenti protagonisti di un via vai interminabile, portaborse che popolano tutti gli uffici del palazzo, agenti di polizia all'ingresso e le immancabili autorità in blazer blu o nero.
E' questa l'immagine stereotipo di Palazzo Madama: un continuo brulicare di personaggi in giacca e cravatta tra una stanza e l'altra del Senato, tra una riunione in aula e una in commissione, passando per la buvette e la Sala Maccari.

Quella sera l'edificio è quasi completamente vuoto. Luci spente in tutte le stanze tranne che in una.

E' lunedì sera, il giorno ed il momento della giornata più inconsueti per un dibattito parlamentare. Ma la discussione riguarda il provvedimento politico più controverso degli ultimi mesi, forse degli ultimi anni, oltre che una proposta di legge da approvare alla svelta.
E' il celebre disegno di legge Alfano sulle intercettazioni.

Ed è proprio in quella seduta notturna di oltre 6 ore, conclusasi alle ore 3 del mattino, che la Commissione Giustizia del Senato ha dato il suo ok definitivo al provvedimento, che ora passa sotto i riflettori dell'aula.
I tanti propositi di "passi indietro", di "dietro-front", di "ritorno all'originale", si scontrano contro una realtà dei fatti che mostra un provvedimento con limiti più rigidi, nuove barriere al diritto di cronaca e pene più pesanti per i potenziali trasgressori.

La legge, che ora si troverà di fronte l'ultima discussione in aula al Senato e poi la procedura dibattimentale alla Camera dei Deputati, andrà ad alterare l'intero quadro d'informazione conosciuto finora. Notizie, indiscrezioni e reportage su fatti giudiziari finora dati per scontati, un giorno diventeranno tabù. E i colpevoli e gli indagati di oggi, un domani saranno innocenti senza macchia e senza accuse.
Un disegno di legge come questo, approvato un anno fa, avrebbe cambiato drasticamente il corso degli eventi nel nostro paese.

L'intero scandalo che ha letteralmente travolto la Protezione Civile, aprendo i riflettori sul celebre "sistema gelatinoso" di corruzione ed appalti che vede coinvolti in prima persona come indagati privilegiati l'imprenditore Diego Anemone ed il capo della Protezione Civile Guido Bertolaso, oggi sarebbe storia segreta.
Avremmo di fronte ai nostri occhi una Protezione Civile che si fa impresa, strutturandosi come SpA, ed in grado di essere macchina organizzatrice di ogni grande evento al di là (o al di sopra) di tutte le leggi ed una classe imprenditoriale corrotta e corruttrice in grado di allargare le proprie ali su ogni opera di interesse pubblico.
I nomi di Claudio Scajola, Denis Verdini e Sandro Bondi non assumerebbero alcun significato al di fuori del proprio ruolo politico; le storie di regali architettonici e delle corti del potere avrebbero dovuto attendere chissà quanto per venire alla luce. Semmai l'avessero vista.
L'intera vicenda sulle pressioni operate dal premier Silvio Berlusconi su organi di controllo come l'Agcom per i propri interessi elettoral-televisivi (a partire dalla soppressione di programmi come Annozero) sarebbe rimasta nascosta negli archivi audio della Procura di Trani.
Patrizia D'Addario ora starebbe subendo un'incriminazione per registrazione fraudolenta, con una probabile condanna a 4 anni di reclusione. Le registrazioni audio sarebbero coperte da segreto, impubblicabili e pronte alla distruzione immediata al momento della sentenza. E il suo nome, ignoto a tutti fuorché al Presidente del Consiglio, sarebbe uno dei tanti che allungano le liste di detenuti italiani.
Alberto Tedesco e Domenico Frisullo forse sarebbero ancora elementi di spicco della giunta regionale pugliese. La loro apparente pulizia penale avrebbe sicuramente eluso il celebre repulisti operato dal Presidente pugliese Nichi Vendola nel giugno 2009 e lo scandalo sugli appalti della sanità nel tacco d'Italia sarebbe storia nota ai soli procuratori di Bari, i cui nomi, oggi noti, sarebbero inevitabilmente avvolti nel mistero.
Luciano Moggi avrebbe mantenuto il suo ruolo di padrone del campionato di calcio e della corruzione imprenditoriale fino allo scorso mese, quando ha preso il via il processo Calciopoli presso il Tribunale di Napoli.
Leo Nodari, presidente dell'associazione "Società civile Abruzzo", sarebbe ora sotto processo per aver pubblicato il fuorionda tra Gianfranco Fini ed il procuratore della Repubblica di Pescara Nicola Trifuoggi in occasione del "premio Borsellino" in cui discutevano di Silvio Berlusconi, Gaspare Spatuzza e Nicola Mancino. E rischierebbe, così come Patrizia D'Addario, 4 anni di carcere.
Per aver raccolto e pubblicato una conversazione pubblica.

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