31/07/10

Bomba biologica a Santa Giulia

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Il business delle nuove costruzioni è lo smaltimento dei veleni tossici. Si sbanca, si sversa, e poi si costruisce. Al Sud come al Nord, soprattutto al Nord e specialmente a Milano, la capitale immorale d'Italia alla quale manca la penna di un Saviano per essere sputtanata in tutto il mondo. Se l'Universo criminale della Camorra e della distruzione della Campania è "Gomorra", l'hinterland milanese è "Sodoma". In Lombardia si compiono crimini contro l'umanità nell'indifferenza dei politici (Mortizia Moratti: "A Milano non c'è la mafia") e con il concorso delle banche che finanziano la distruzione del territorio, da City Life, all'Expo 2015 a Santa Giulia Montecity. Un mega quartiere residenziale usato per seppellire ogni tipo di rifiuto cancerogeno. Per mesi, di notte i camion hanno seppellito senza sosta sostanze tossiche. Dov'erano le autorità sempre pronte a multare i cittadini per ogni piccola irregolarità? Un milione di metri quadri per un valore speculativo di un miliardo di euro. Il terreno è ora sotto sequestro a seguito di una denuncia dell'Arpa. Due falde acquifere avvelenate con solventi clorurati, mercurio, tricloroetilene. I valori dell'inquinamento sono cento volte superiori ai limiti di legge e possono produrre danni irreparabili alle donne in attesa. Nel quartiere è stato costruito un asilo con 60 bambini, anche il vicino parco Trapezio è contaminato. La società Risanamento, quotata in Borsa, è proprietaria dell'area, il nome più adatto per le bonifiche della 'Ndrangheta.

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Berlusconi si crede un amministratore delegato come Pacciani si credeva un chirurgo


Se te ne vai in giro con Pacciani a mutilare giovani donne, certo non puoi lamentarti se, nel pieno di un'impeto di frenesia chirurgica, al tuo compagno di merende scappa il coltellaccio di mano e ti tagliuzza il mignolo. E soprattutto, non puoi andartene in giro a giustificarti dicendo che il mostro non rispetta il giuramento di Ippocrate.

Così, Fini non può sbattere la porta accorgendosi solo ora che "Berlusconi si crede un amministratore delegato": che il suo compagno di merende considerasse il paese come la sua azienda personale, l'Italia SpA, a noi della rete era chiaro da molto tempo. Quindi delle due l'una: o Fini ha l'intelligenza politica di una casalinga di Voghera, oppure gli è sempre convenuto qualcosa che adesso non gli conviene più. Non si può entrare in pompa magna nella Banda della Magliana e poi andarsene perché la legalità non è al centro di un'associazione a delinquere.

Ma Fini è anche quello che si straccia le vesti per la rete e poi Giulia Bongiorno, finiana e presidente della Commissione Giustizia, non ammette neppure alla discussione in aula gli emendamenti al Diritto di Rettifica - comma 29 DDL Intercettazioni - presentati dalla rete per evitare la dolce eutanasia della blogosfera. Una impressionante lezione di coerenza.

Nel frattempo, qualcuno dovrebbe spiegare a Piero Ostellino la differenza tra una notizia non veritiera e la trascrizione di un'intercettazione. Oggi, a pagina 47 del Corriere, scrive:
« Se, invece, il giornalista pubblica i verbali dell'indagine di una Procura sa di non correre rischi. Anche se ciò che ha individuato non fosse veritiero, ledesse la rispettabilità dell'uomo pubblico, nessuno ne risponderebbe. »
Chiedete a postellino@corriere.it come fa un giornalista che pubblica il testo di un'intercettazione a divulgare qualcosa che non è veritiero. Il testo di un'intercettazione, telefonica o ambientale che sia, fintanto che riporta con puntualità quanto registrato, non è nè vero nè falso. Semmai, può essere rilevante penalmente oppure no. Ma questa è un'altra storia.

Partendo da questo assunto - sbagliato - Ostellino ne desume che la battaglia per la pubblicazione delle intercettazioni non sia stata una battaglia per la libertà di informazione. Bisognerebbe, cioè, completare la pubblicazione delle intercettazioni con le dichiarazioni degli avvocati e dei diretti interessati, ma è proprio quello che vuole fare lui ad esulare dal concetto di informazione. Ostellino vuole fare direttamente il processo, ovvero vuole anticipare la rettifica a monte, con il risultato che nell'attesa non si pubblicherebbe più nulla.

E poi, caro Ostellino, quale parte di "Io stamattina ridevo alle tre e mezza dentro al letto" beneficerebbe delle spiegazioni dei diretti interessati?

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Voi lo sapevate che ...


Voi lo sapevate che i Parlamentari Leghisti - li riconoscete perché oramai comunicano solo con l'innalzamento del dito medio - sono quelli che "hanno conosciuto i più forti incrementi del loro reddito una volta eletti in Parlamento"? Eh sì, avete capito bene, primi in assoluto, nessuno come loro, e con ampio margine. Se l'aumento di reddito medio, tenendo conto di tutti i gruppi parlamentari, dal Pdl ad Idv, è di circa il 70-80%, quello dei Leghisti arriva a sfiorare la quota-bomba del 200%. Tra un "Roma ladrona" e l'altro, s'intende.

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30/07/10

Grecia: il Pireo ha appena dichiarato DEFAULT

Chiunque sia stato in Grecia conoscerà il porto del Pireo.
Fin dai tempi antichi è stato il mitico porto di Atene, teatro di tanti episodi da libro di Storia Classica.
Adesso è uno dei principali punti partenza/arrivo dei traghetti che portano i turisti a ciulare ed a prendere la tintarella nelle Isole Cicladi: i tempi cambiano....
Per inciso è il principale porto della Grecia, il primo porto passeggeri dell'Europa ed il terzo porto passeggeri del mondo
E' anche uno dei principali porti commerciali d'Europa ed il primo porto commerciale del Mediterraneo dell'Est.

Ebbene il Pireo è anche una città satellite di Atene e nientepopodimeno che il secondo conglomerato urbano dell'Attica.
ed HA APPENA FATTO DEFAULT per 275 milioni di euro....
ovvero NON PUO' PIU' RIPAGARE I SUOI DEBITI.
Atene naturalmente non ha i soldi per un BAILOUT....
Vediamo se qualcuno ce li mette...

Ma tanto ormai le problematiche di Debito Pubblico degli Stati Sovrani sono finite nel dimenticatoio...
Contano solo gli stress-test-di-tutto-relax delle banche UE o le trimestrali globalizzate e taglia-costi-in-casa-tua di Wall Street etc etc

Vediamo se ai Defaultini municipali seguirà qualche Default più grosso.

A Greek City Just Defaulted On $275 Million Of Debt -- Can The State Be Far Behind?

Since Athens agreed to budget cuts approaching 11% of GDP, local governments have seen a sharp decline in funding. Yesterday, the cut-off caused the city of Piraeus to announce a stop payment on $275 million of debt.

Mayor Panagiotis Fasoulas demanded immediate payment of three years of owed funding or his city would abandon its own debt.

Kathimerini:

Addressing a press conference, Fasoulas requested a meeting with government officials to find a solution that will allow the municipality to make good on its obligations - to citizens, employees and creditors. The mayor did not rule out the possibility of strike action - without determining what form this would take - to demand the monthly disbursement of some 1.6 million euros.

Piraeus City Hall currently owes some 210 million euros in debts amassed over the past 20 years. Over the past three years, the government has withheld state grants from Piraeus municipal authorities.
Fasoulas yesterday described the government's stance as «provocative,» noting that a total of 44 million euros had been spent on paying off municipal debts during his three years as mayor, while only 12 million euros had been spent during the eight years that his predecessor, Christos Agrapidis, had held the post.
Fasoulas said his municipality was not seeking privileged treatment but wanted to renegotiate the payment of its debts, paying larger installments at a lower interest rate.

Needless to say, Athens doesn't have the money for a bailout.
So what happens if when Piraeus defaults -- Elliniko won't be far behind -- and great swaths of local government abandon their debts. And then...

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L'OGM quotidiano della Monsanto


Per contaminare le coltivazioni di mais di un'intera Regione sono sufficienti pochi campi di mais OGM. Il decreto legislativo 212, 24/4/2001 impone che la semina di piante geneticamente modificate sia soggetta a specifica autorizzazione (pena l’arresto fino a 6 mesi e la multa fino a € 51.700). Le autorità stanno a guardare mentre il mais transgenico della Monsanto si sta espandendo nel Friuli come un virus. Ci tolgono anche il pane quotidiano.
"Abbiamo le prove di un secondo campo di mais OGM in Friuli. All'alba i nostri attivisti sono entrati nel campo - a Vivaro, Pordenone - e hanno tagliato, isolato e messo in sicurezza le parti superiori delle piante di mais transgenico che producono il polline, responsabile della contaminazione. Stiamo facendo quello che le autorità hanno rimandato per settimane. Siamo di fronte a un atto assolutamente irresponsabile: anche in questo campo il mais è fiorito e sta già disseminando il proprio polline sulle coltivazioni circostanti. Il tipo di mais OGM è precisamente il MON810 brevettato dalla statunitense Monsanto. Questo è il secondo campo di mais transgenico che abbiamo identificato in pochi giorni. A questo punto non possiamo escludere che, oltre al campo di mais di Fanna identificato ieri, esistano anche altre coltivazioni di mais OGM in Friuli. È quanto mai necessario che la pubblica autorità provveda oggi stesso a isolare e distruggere entrambi i campi OGM di Fanna e Vivaro, e che inizi immediatamente una scrupolosa campagna di campionamenti e analisi a più ampio raggio."

di Greenpeace

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29/07/10

Mediapolis: noi non ci divertiamo


I consiglieri della Regione Piemonte del MoVimento 5 Stelle Bono e Biolè hanno presentato un'interrogazione parlamentare per lo sperpero di milioni di euro di soldi pubblici per Mediapolis (600.000m², 90.000 m² coperti, 22 attrazioni meccaniche, 5 sale cinematografiche, 3 aree gioco per bambini, un’area concerti, un lago di 12.000 m², attrazioni tecnologiche, teatro multimediale, discoteca, studi televisivi, ristoranti, centri commerciali, genericamente, un albergo con 342 stanze e quindi 7800 parcheggi e 140 posti autobus, un eliporto). Un'opera che distruggerà un luogo meraviglioso ai piedi della Serra di Ivrea. Leggete l'interrogazione e sbiancate. La Regione Piemonte e la Provincia di Torino stanno finanziando (per ora) con 5,5 milioni di euro una società di scatole cinesi il cui 71% delle quote è detenuto da Mediapolis Investment Sa Lussemburgo che a sua volta è controllata al 55,4% dalla britannica Brainspark plc. Una società con disponibilità finanziarie insufficienti per affrontare Mediapolis, il cui amministratore delegato Porcellini ha dichiarato: "Male che vada ci rivolgeremo agli istituti di credito libanesi. Lì, certamente, non hanno problemi di soldi" (La Stampa, 1/4/2009). "L’unica cosa certa è che i 600.000 mq del terreno seminativo di Albiano, che costituivano un’improduttiva proprietà della ex Olivetti, hanno conosciuto dopo la sottoscrizione dell’accordo di programma una rivalutazione abnorme: infatti nel 2007 il loro valore era di € 1.291.980,00 (il riferimento è ai valori agricoli medi Euro/Ha indicati dall’Agenzia del territorio, verosimilmente non suscettibili di rivalutazione trattandosi di terreni esondabili), mentre il presidente Villa ha parlato nelle scorse settimane di un valore di 52 milioni di euro; ragion per cui la sola sottoscrizione dell’Accordo di programma avrebbe già fruttato un profitto superiore al 4000% (dall'interrogazione)". Bono e Biolè hanno chiesto al Collegio di Vigilanza presieduto dal presidente di Regione di recedere dall'accordo.

> Leggete e stampate l'interrogazione del MoVimento 5 Stelle su Mediapolis

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Dove va il prezzo del petrolio? I dati sperimentali dicono che...

grafico domanda petrolio
Grafico tratto da the Oil Drum

Dove va il prezzo del petrolio? Sul lungo medio termine ci sono pochi dubbi: sale, ovviamente, ma quanto e, altrettanto importante, quando? Questo memorabile post su The Oil Drum da ottime dritte.

Meglio ancora, si basa su dati sperimentali e sulla loro buona riproducibilità. Il laboratorio in cui si sperimenta è l'economia mondiale. Le cavie siamo noi, tutti quanti.

E' un post di otto mesi fa e faceva previsioni sul 2010.

Possiamo quindi verificare, per intanto, cosa prevedeva.

Quello strano garbuglio tracciato nel grafico su TOD è la verifica sperimentale di una cosa molto importante ovvero della elasticità della domanda di petrolio. Quella della elasticità della domanda è un vero e proprio caposaldo della "trista scienza" ovvero l'economia.

L'elasticità varia, cambia, oscilla, nel tempo, ma nel breve termine è qualcosa di definito: ogni bene ha una sua curva e definita, entro certi limiti questa curva, per un certo periodo, si può prevedere da che parte starà il prezzo di quel dato bene.

Per il petrolio vi sono, sperimentalmente, due mondi diversi: quello che sta sotto una domanda di circa 80-82 milioni di barili al giorno e quello che sta sopra gli 86-87.

Come vedete sotto questo valore l'elasticità è elevata, piccoli aumenti di prezzo provocano grandi aumenti di offerta e viceversa. Oltre gli 86 invece, raggiunti i limiti del sistema fisico e tecnologico/industriale, si incontra un muro.

A grandi aumenti di prezzo del barile corrispondono solo modesti aumenti della produzione.

E' MOLTO importante capire la cosa fondamentale: che si è disegnata una curva sperimentale della domanda e dell'offerta di petrolio e che questa curva è stata sperimentata/verificata con un CERTO SUCCESSO, (guardate i grovigli e capirerete che in tempi diversi analoghe domande di petrolio hanno visto prezzi simili). Ad esempio cofrontate maggio 2008 e Novembre 2009 e vedrete che, a fronte di produzioni quasi identiche, si hanno prezzi quasi identici.

QUINDI si possono considerare attendibili le previsioni/proiezioni che si possono fare in base a questa curva (fino a prova contraria).

L'articolo prevedeva un prezzo medio del barile intorno ai 70-90 dollari al barile per il 2010, considerando il probabile andamento della domanda.

Mi pare che non avesse torto.

Osservate, per curiosità, cosa potrebbe succedere se il "mercato" richiedesse un paio di milioni di barili in più rispetto alla soglia di 85/86 milioni di barili al giorno.

Forse potrete capire, ora, come mai TUTTI coloro che si sono occupati di picco del petrolio non hanno potuto che constatare l'impossibilità di una prosecuzione dell'attuale paradigma economico e questo MOLTI anni prima (personalmente dal 2001) che il sistema finanziario desse segni di stress.

Semplicemente non potremo permetterci molto più petrolio di quello che consumiamo.

Ogni ulteriore (non molto probabile) crescita economica dovrà avvenire senza aumentare il consumo di petrolio ed anzi, almeno per noi picchisti, tali consumi dovranno dimminuire di circa il 3-5 % all'anno, pena la nasata nel muro di cui sopra.

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Inquinamento a Taranto. Lesioni da metalli pesanti in circa un terzo dei bovini

Lesioni da metalli pesanti al fegato, ai polmoni e ai linfonodi di circa un terzo dei bovini allevati nella zona di Taranto. La notizia segue le lumache alla diossina e le aree verdi vietate ai bambini a causa dell’inquinamento nel quartiere Tamburi.

La ricerca sui bovini è fresca di pubblicazione sul periodico scientifico Folia Histochemica et Cytobiologica, ed è stata condotta dalle Università di Bari e Federico II di Napoli.

L’Arpa Puglia ha diffuso un comunicato in cui sostiene che lo studio non è significativo, anche perchè non chiarisce in che misura i danni riscontrati nei bovini sono dovuti all’esposizione all’inquinamento industriale. Secondo i ricercatori invece lo studio dei bovini può contribuire a stimare i rischi per la salute umana.

A ridosso del’abitato di Taranto si trova una zona industriale con il più grande polo siderurgico europeo, una grossa raffineria, un grande cementificio, industrie metalmeccaniche.

I ricercatori delle Università di Bari e di Napoli hanno preso in esame 183 bovini mandati al mattatoio (poveretti) dopo essere stati allevati nell’area di Taranto.

Hanno appurato che 60 di questi animali presentavano lesioni dovute all’accumulo di metalli pesanti, come carbonio, alluminio, silice, ferro e titanio.

Le lesioni, spiegano i ricercatori, sono più frequenti negli animali più vecchi, e provenienti dalle zone più vicine all’area industriale, ma sono state riscontrate anche su un vitello di appena 4-5 mesi.

L’articolo è stato accettato da Folia Histochemica et Cytobiologica l’anno scorso, ed è on line sul sito della rivista dalla fine di aprile. I ricercatori hanno dichiarato di aver continuato il lavoro anche dopo aver terminato la stesura della ricerca, e di possedere nuovi dati non ancora pubblicati.

Su Folia Histochemica et Cytobiologica l’articolo completo, bovini e metalli pesanti a Taranto, e il riassunto

Su Repubblica Bari a Taranto metalli pesanti in polmoni e fegato dei bovini, prima e seconda parte dell’articolo

Via Peacelink il link al Pdf con l’articolo sui bovini di Taranto pubblicato dal Corriere del Giorno

Su Agi l’Arpa Puglia e i bovini contaminati a Taranto

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28/07/10

Storico sorpasso. L’energia solare costa meno di quella nucleare

L’energia elettrica prodotta dagli impianti solari fotovoltaici costa meno di quella prodotta dalle centrali nucleari. Parola di un docente universitario di Economia. Lo storico sorpasso è avvenuto in questo 2010.

I suoi calcoli prendono in considerazione unicamente la realtà e le cifre del North Carolina (Stati Uniti), se proprio vogliamo cercare il pelo nell’uovo.

Ma il trend è quello, alla faccia della rinascita nucleare voluta dal Governo italiano, dei falsi proclami relativi all’energia nucleare a basso prezzo e dei futuri spot per convincere i recalcitranti italiani che l’atomo è cosa buona e giusta.

Lo studio su costi del nucleare e costi del fotovoltaico è di John Blackburn, docente di economia della Duke University. Si intitola “Solar and Nuclear Costs — The Historic Crossover”. Trovate il link al testo completo in fondo.

l succo del suo lavoro: il costo per la costruzione delle centrali nucleari è in aumento. Il costo degli impianti fotovoltaici è invece in diminuzione.

Così è diventato più conveniente produrre energia dal sole, al costo di 16 centesimi di dollaro al kilowattora, che corrispondono circa a 12 centesimi di euro.

costi solare nucleare

Nel 2002 un reattore nucleare costava circa 3 miliardi di dollari. Ora il costo medio è salito a 10 miliardi di dollari, e sono verosimili ulteriori rialzi. Di mio, aggiungo l’esempio di Olkiluoto, il gemello finlandese dei reattori Epr che si vogliono costruire in italia.

Data questa situazione, dice ancora lo studioso, nessuna impresa è disposta ad affrontare la costruzione di una centrale nucleare senza la certezza di essere appoggiata dallo Stato.

L’appoggio (anche questa è una mia aggiunta) si traduce in denaro prelevato dalle tasche dei contribuenti, direttamente e-o attraverso le bollette dell’energia elettrica.

Non a caso in Italia si parla della necessità di fissare un prezzo garantito per la futura energia proveniente dall’atomo. Non a caso Obama ha fornito garanzie basate sul denaro pubblico alla costruzione di nuove centrali nucleari negli Usa: una cosa che non aveva fatto neanche Bush.

L’articolo di John Blackburn “Solar and Nuclear Costs — The Historic Crossover”

Sul New York Times l’energia nucleare non è più vantaggiosa dal punto di vista economico

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Continua "l'incredibile" Decoupling tra "zuppa & pan bagnato"...

Continua "l'incredibile" (non per NOI....)
DECOUPLING
tra Dati Macro-economici deboli od in frenata
ed Utili delle Multinazionali sopra alle attese, conditi da outlook per il futuro very bullish...

Recentemente Vi ho spiegato come funziona in
- Ormai del consumatore americano non gliene frega più un cazzo a nessuno (o quasi)
- Scende ulteriormente la fiducia consumatori del Conference Board
ma sono secoli che ne parlo nel mio BLOG

Ecco una ulteriore conferma dagli Ordini di Beni Durevoli Americani del mese di Giugno
che scendono "a sorpresa" (non per NOI...) del -1% deludendo di brutto le attese per un +1%.
Si tratta del maggior calo da agosto 2009.
Anche a Maggio c'era già stata una bella discesa del -0,6% rivista in peggio a -0,8%.
Esclusa la volatile componente dei trasporti, anche il dato core è in calo del -0.6%, deludendo le stime per un +0,6%.
Nota: i beni durevoli comprendono prodotti industriali di grandi dimensioni, tra cui auto, frigoriferi, televisori, computer, lavatrici, lavastoviglie.

Queste tendenze Macro rientrano perfettamente nel quadro di RALLENTAMENTO che abbiamo più volte sottolineato in questo Blog.
Vedi per esempio Double Dips "De Facto" e Frena che ti frena...forse sarebbe meglio controllare le pastiglie...
Inoltre
se io licenzio a casa mia e NON riassumo, se taglio gli stipendi a casa mia, se si smoscia il credito-pompa-consumi a casa mia a causa di un sistema finanziario in modalità "rianimazione-a-spese-dei-contribuenti", se delocalizzo in India & affini
e se vendo a stecca lavastoviglie in Brasile e Cina...
non posso poi sorprendermi
se a casa mia vendo meno lavastoviglie...;-)

I consumi in USA hanno tenuto fin troppo...
Vedi perchè e percome nella mia disamina Consumi Inesauribili made in USA...

E naturalmente le Borse se ne stanno sbattendo la fungia (o quasi) di un dataccio ordini beni durevoli del genere: tutto torna....gli utili si fanno sempre più altrove...e le borse rispecchiano gli utili (e la speculazione finanziaria).
Logico e cristallino.

Anche se nell'inarrestabile passaggio evolutivo tra Dow Jones a 20.000 punti e Sudamericanizzazione degli USA (stesso schema vale per la UE, più o meno) ci potrebbe essere ancora qualche contraccolpo...ma niente più.
vedi anche cosa scrivevo 4 mesi fa in Dow Jones a 20.000, con qualche "piiiiiccola" controindicazione...
Purtroppo la parola chiave è INARRESTABILE: non vedo proprio come potremmo fare a fermare questa Evoluzione per noi ben poco benigna.
Gli interessi in campo ed i motori globali che la stanno sospingendo sono TROPPO FORTI.

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Pasta, tra spot e truffe è addio al made in Italy

IL CASO. Cala il prezzo del grano, ma aumenta quello di produzione. Molte aziende sono costrette a chiudere. E gli oltre 1,5 milioni di tonnellate consumati ogni anno parleranno sempre più messicano, turco e canadese.

E' tempo di mietitura del grano e numerose imprese agricole, invece di veder ricompensate le fatiche di mesi di lavoro, rischiano di chiudere. 474.000 sono le aziende perse dall’agricoltura negli anni dal 2000 al 2007, un quinto del totale censito. Non è difficile da credere visto che i prezzi pagati agli agricoltori sono in costante diminuzione da anni. Basti pensare che il prezzo per un quintale di grano è arrivato a 13-15 euro, contro i 25 di vent’anni fa. Come conferma il rapporto Ismea 2008 sulla filiera del grano, la redditività della coltivazione del frumento duro ha mostrato negli ultimi anni un andamento altalenante, diretta conseguenza dell’estrema volatilità dei prezzi all’origine, a fronte di costi di produzione costantemente in crescita. «Siamo arrivati al punto che andrebbe bene il commercio equo e solidale per i nostri contadini», ha scritto Carlo Petrini in un articolo di qualche giorno fa.

«Secondo dati ufficiali, nel 2009 i prezzi all’ingrosso sono diminuiti rispetto all’anno precedente del 71% per le carote, del 53 per le pesche, del 30 il grano, del 30 il latte, del 19 l’uva e il trend quest’anno non sembra migliorare, anzi». Cala il grano dunque, e la pasta? Al di là della diminuzione rilevata dall’Istat dell’1,2% rispetto all’anno precedente, il prezzo medio di un chilo di pasta varia da 1,39 euro di Napoli a 1,70€ della capitale a 1,91 di Milano. Pochi centesimi pagati agli agricoltori diventano, nel passaggio dal campo alla tavola, euro al consumo. Questo enorme divario ha portato ad un crollo delle semine di grano duro destinato alla produzione di pasta, a fronte di consumi stabili, con un consumo medio pro capite di 26 chili, tre volte tanto quello di un francese o di uno statunitense. Altro che made in Italy. Di questo passo gli oltre 1,5 milioni di tonnellate di pasta consumati ogni anno “parleranno” sempre più messicano, turco, canadese. Senza che il consumatore ne sia informato. Secondo Coldiretti infatti, oltre un miliardo di chili di pasta “italiana” vengono prodotti con grano extracomunitario senza alcuna indicazione in etichetta. E questo non per irregolarità o inadempienza da parte dei produttori, ma perché ad oggi l’obbligo di indicare il luogo di provenienza riguarda solo alcune tipologie di alimenti (nello specifico: carne bovina, pollame, pesce, uova, latte fresco, frutta e verdura fresche, miele, passata di pomodoro, extravergine di oliva). Non vi è invece alcun obbligo per pasta, pane, formaggi, carne di maiale e salumi, e altri alimenti ancora.

Il risultato è che oltre un terzo della pasta è prodotto con grano che non è stato coltivato nel nostro paese; due prosciutti su tre venduti come italiani hanno all’origine maiali allevati all’estero, la metà delle mozzarelle sono fatte con latte o addirittura cagliate straniere, come ha confermato il recente caso della mozzarella blu. Questi sono i dati, allarmanti, che emergono dalle indagini di Coldiretti, promotrice della Giornata Nazionale dell’Anticontraffazione e impegnata nei giorni scorsi, ai valichi di frontiera e ai porti, per riportare l’attenzione sul tema. Remunerazioni in caduta libera, mancanza di tutela nella riconoscibilità del prodotto italiano, concorrenza “sleale” da parte di prodotti esteri spacciati come italiani: non c’è da stupirsi che sempre più aziende siano costrette a chiudere. Di questo passo, insieme ai contadini, sparirà anche il made in Italy: non basteranno infatti prodotti industriali imbellettati con immagini suadenti del nostro amato Belpaese a sostituire prodotti tipici frutto di tecniche, tradizioni e territori unici e inimitabili.

di Camilla Minarelli

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Oh mare nero…

In una società dipendente dalle fonti di energia di origine fossile come la nostra, se si hanno auto grosse o stili di vita dispendiosi, si sa, c’è bisogno di petrolio. Perché quindi compagnie petrolifere (come la BP) si trovano a dover esplorare sempre più freneticamente i fondali marini, o peggio a trivellare a ben 1500 metri di profondità? Evidentemente perché il petrolio proveniente dai pozzi presenti sulla terraferma è in esaurimento.

Se la domanda di petrolio continua a crescere, a causa di stili di vita sempre più spreconi, auto di dimensioni e cilindrate sempre più grosse, agricoltura sempre più industrializzata e sistemi di produzione di energia che arrivano a sprecare oltre il 70% di quella prodotta ecc, è inevitabile che si ricorra a situazioni in cui è sempre più costoso e più pericoloso estrarre petrolio. A maggior ragione se si pensa che nei paesi cosiddetti emergenti stanno adottando le stesse abitudini dei Paesi Occidentali.

I veri responsabili delle maree nere o delle periodiche devastazioni ambientali (e sociali) dovute all’industria petrolifera siamo noi “consumatori”, allora? E soprattutto, cosa ci dobbiamo aspettare? Di sicuro incrementi progressivi del prezzo del petrolio determinato da un aumento della domanda, a cui non corrisponde un adeguato aumento dell’offerta, e un aumento dei costi di lavorazione, da cui deriva un ulteriore aumento dei prezzi.

Il dramma della Deepwater Horizon è avvenuto a causa di lacune nei controlli al Blowout Preventer (BOP), il sistema di sicurezza capace di bloccare il flusso di petrolio in caso di pericolo, in modo da evitare disastri come quello degli ultimi tre mesi. Ma c’è da considerare che alla BP, come in altre aziende petrolifere, hanno risparmiato sui costi di sicurezza perché ci sono costi di estrazione già altissimi e, se fossero adottate le misure di sicurezza adeguate all’aumento dei rischi, dei costi e delle difficoltà di estrazione, il prezzo della benzina aumenterebbe ulteriormente. Ma quanti di noi, che già ci arrabbiamo per gli aumenti dei prezzi del carburante, fanno questo tipo di collegamenti? In quanti ci chiediamo a cosa sono dovuti gli aumenti di benzina e gasolio che, al di là delle tasse, costituiscono delle continue brutte sorprese quando ci fermiamo dal benzinaio?

Questi incidenti sono destinati ad aumentare, se per rispondere a una domanda crescente di petrolio occorrerà trivellare nuovi pozzi in luoghi rischiosi e difficili da raggiungere. E tutta l’indignazione mondiale e soprattutto americana nei confronti della BP serve decisamente a poco, se il mondo e soprattutto gli americani non faranno presto in modo di ridurre la domanda di petrolio, nonostante siano in molti ad affermare che il picco di produzione sia già stato raggiunto, ovvero che il petrolio consumato è già oggi più di quello che si riesce a trovare in nuovi giacimenti. Così nei deserti mediorientali come nelle profondità marine.

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Ormai del consumatore americano non gliene frega più un cazzo a nessuno (o quasi)


SCHEMATIZZO come è giusto fare in un breve articolo da Blog che i lettori consumano come un tramezzino in piedi al bar...

Provocazione Iperbolica: ormai del consumatore(lavoratore) americano non gliene frega più un cazzo a nessuno (o quasi)
e da qui in poi, se continua così, gliene fregherà sempre meno.
Idem del consumatore(lavoratore) Europeo.

La discesa netta della fiducia consumatori del Conference Board è stata solo una piccola nube di passaggio sul sole degli Utili meglio delle attese da parte delle multinazionali.
Asian stock markets gain amid strong earnings- AP
Asian stocks were mostly higher Wednesday as strong corporate earnings in the region and signals of an improving European economy outweighed fading U.S. consumer confidence.

Gli equilibri si stanno spostando dai paesi "sommergenti" ex-avanzati a quelli "emergenti"
Brasile, India, Cina, Sud-est asiatico etc
Ormai si inizia a vendere tutto (si stanno arricchendo) compensando quello che non si vende più qua (ci stiamo impoverendo): qualche volta il saldo è addirittura positivo, ovvero si vende più di prima.....ma è solo questione di tempo perchè il saldo diventi sempre positivo.

Nello stesso tempo si sono tagliati in un amen un sacco di COSTI grazie alla Grande Crisi ovvero un sacco di lavoratori costosi, esigenti, rompicoglioni...QUI nelle nostre economie avanzate.
Quindi le multinazionali sono diventate "efficientissime" (si dice così...): basta una brezza di vento e le "vele degli utili" la intercettano a mille.
(nota: naturalmente io non credo alla teoria-strumentale del trickle-down economics....)
Ed anche i consumatori QUI da noi sono dei gran rompicoglioni, esigenti, viziati, iper-protetti: meglio sostituirli con altri più di bocca buona e non protetti da tanti certificati di conformità...
LA GRANDE CRISI ha enormemente ACCELERATO ed estremizzato questi processi che erano in corso da tempo.
vedi Ci stanno sostituendo (od almeno ci stanno provando...)

Addirittura gli Americani se ne stanno accorgendo, che in queste cose sono tardi come dei muli
visto che vivono ancora del sogno americano propinato da Hollywood dove se sei fico ce la fai e diventi un Bill Gates
e che non masticano alcuni utili strumenti interpretativi di marca socialista (sradicati con pervicacia dal maccartismo in poi).

Consumer Confidence Falls As Corporate Profits Rise
The disconnect between Wall Street and Main Street is growing.

Esemplare il caso Dupont (colosso della chimica) che ha tagliato un sacco di costi=posti di lavoro negli ultimi anni e ne ha raccolto i frutti: nel secondo trimestre 2010, utile TRIPLICATO rispetto all'anno prima e fatturato in crescita nella maggioranza dei suoi settori.
Grazie a chi? Ma al Sud-est asiatico naturalmente....
Dupont NON ha annunciato alcun piano di assunzioni. ;-)
Lo stesso SCHEMA naturalmente vale per centinaia di altre multinazionali.

Alla fiducia che cala (insieme al tenore di vita...) fanno seguito i fatti, gli effettivi comportamenti, e non potrebbe essere altrimenti visto che la macchina del credito al consumo, che funzionava da "ritardante", si è inceppata con la Grande Crisi....
Flash Usa: Redbook, vendite al dettaglio in calo dello 0,7%
Nelle prime tre settimane di luglio le vendite al dettaglio nelle maggiori catene Usa sono scese dello 0,7% rispetto a giugno.

Ma ribadisco: CHISSENEFREGA se tanto gli utili delle Multinazionali pompano a stecca per le sopracitate ragioni?

Se non fossi stato ancora sufficientemente chiaro, basti sapere che ormai il 50% degli Utili pompati dalla società quotate all'S&P 500 viene fatto fuori dagli USA. E la percentuale continua a crescere...
Semplice e cristallino direi.
Vi invito anche all'illuminante lettura del mio articolo L'equalizzatore globale
e di Gutta cavat lapidem

Urgerebbe una risposta POLITICA a tali processi in corso...ma quella messa in campo chissà perchè va esattamente nella direzione opposta...;-) Mah....

Stock Market Capitalization Exceeds GDP ....
I started to wonder if the "bubble" in captialization could be explained by the increase in business done outside the country by U.S. corporations.
I have read that about half of the earnings of the S&P 500 companies are derived from activities outside the U.S.
It may be that smaller companies do a smaller percentage of business outside the U.S., but let's use the same 50% estimate for all U.S. firms on average, large and small

Bene...ve la chiudo con un'ottima LAPIDE from Marchionne che ben riassume i concetti sopra esposti...
Oggi 11:24 Reuters
MARCHIONNE - L'UNICA AREA DEL MONDO IN CUI L'INSIEME DEL SISTEMA FIAT E' IN PERDITA E' ITALIA
Amen

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Il Senatore Marcello Dell'Utri oggi ha mentito al Paese: ecco le prove.


"... Io ho fatto un'esperienza negativa a Palermo 15 anni fa quando da imputato sprovveduto ho parlato per 18 ore, 9 una volta e 9 l'altra ... e sono stato rinviato a giudizio sulle mie dichiarazioni, un'esperienza che non posso dimenticare".

E' per questo motivo che oggi il Senatore Marcello Dell'Utri, davanti ai procuratori che indagano sulla connection P3, si è avvalso della facoltà di non rispondere. In perfetto stile papale, come a dirci, beh, quello fu un errore mio, non c'erano altri elementi a mio carico, caddi in qualche contraddizioncina, straparlai, che ci volete fare, ma non mi fregano più quei mascalzoni.

Diciamo che è una versione che si discosta leggermente dal reale. Palermo, 26 giugno 1996, Marcello Dell'Utri è indagato per Concorso Esterno in Associazione Mafiosa, il primo interrogatorio dura 11 ore, un muro violento fatto di silenzi e di grida, quello del braccio destro di Silvio Berlusconi. L'ipotesi accusatoria ha le sembianze di una "enciclopedia", dicono, una mole spaventosa di documenti, di indizi, di prove, di testimonianze. C'è Giancarlo Caselli, a guidare le danze. Secondo interrogatorio, 1 luglio 1996. Dieci ore e mezza, Dell'Utri appare soddisfatto, "Credo di avere superato l'esame", dice ai giornalisti, gli scappa persino una buona parola sul lavoro dei magistrati.

Ottobre 1996, ma quale "superato l'esame"? Non ci sono dubbi, il Processo si deve fare, la validità dell'impianto accusatorio è indiscutibile. Marcello Dell'Utri viene rinviato a giudizio, e non "sulle sue dichiarazioni", ma perché ci sono, ehm, le "dichiarazioni" di ben 17 pentiti di mafia, che con le loro parole lo legano stretto stretto all'organizzazione criminale Cosa Nostra. Non solo. Nelle mani dei magistrati i faldoni pesano come cemento: gli incontri e le amicizie di Dell'Utri con una serie impressionante di Boss Mafiosi, da Stefano Bontade a Tonino Cinà, l'ospitalità data a determinati latitanti in casa Berlusconi, il riciclaggio dei capitali di Riina e Calò, il legame storico con Vittorio Mangano, questo e molto altro nelle carte dell'accusa.

Oggi sappiamo che quel rinvio a giudizio irriso, e sminuito da Marcello Dell'Utri dinnanzi quei giornalisti lassù, è poi sfociato in due pesantissime Condanne per Concorso Esterno in Associazione Mafiosa, 9 anni in primo grado, 7 in secondo. Per Giudici e Pm c'è stato eccome, il sodalizio criminoso. Provati i suoi rapporti con la Cosa Nostra di Bontade, prima, e quella di Riina e Provenzano, più tardi, con motivazioni che fanno tremare le gambe - altroché "sulle mie dichiarazioni" - e le fanno tremare ancora di più se pensiamo che quest'uomo, a cui la politica fa schifo e che sta lì solo "per difendersi dai processi", è ancora un Senatore della Repubblica.

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TzeTze

27/07/10

Sbatti il falso in prima pagina


Il Giornale di oggi ha titolato in prima pagina: "Anche Grillo chiede soldi allo Stato" riferendosi ai contributi elettorali. E' falso. I miei legali stanno valutando querela e danni civili e io qualche calcetto nel culo a Feltri.
“Continua la campagna stampa di discredito nei confronti del Movimento 5 Stelle. Ci sembra di poterne dedurre che si stiano avvicinando le elezioni politiche. I giornali tentano di diffondere illazioni da quattro soldi, raccogliendo qua e là voci e confezionando articoli che prima di tutto infangano la loro professione. A volte ci si mettono anche le agenzie di stampa. Perdiamo così un po’ di tempo a smentire tutti: lo abbiamo fatto in un’intervista a è-tv, ma non è bastato. Il Quotidiano Nazionale (Carlino, Il Giorno, La Nazione) ha insistito, salvo poi dover pubblicare la smentita. Ora, in prima pagina, ci riprova Il Giornale: questo video è per chiarire ulteriormente come siano andate le cose. Non possiamo permettere che la scarsa professionalità di qualcuno ricopra di fango l’impegno di tanti volontari, lo sforzo di tanti attivisti, il lavoro dei nostri consiglieri in tanti Comuni e nei consigli regionali. In prima pagina Beppe, i quotidiani italiani avrebbero dovuto titolare: il Movimento 5 stelle unica forza politica a rifiutare la refurtiva elettorale ed a tagliarsi i grassi stipendi della politica. Ma allora non saremmo 72esimi nella classifica internazionale come libertà d’informazione.”

Giovanni Favia consigliere regionale MoVimento 5 Stelle Emilia Romagna .

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Omsa: che gambe (levate)!


Anche le gambe delle gemelle Kessler se ne vanno. Omsa chiude in Italia per andare in Serbia come la Fiat Auto. In Serbia conviene, possono pagare stipendi da fame e i nuovi stabilimenti, come nel caso Fiat, sono finanziati quasi interamente dalla UE, anche grazie alle tasse degli italiani.
"Chiuso a Faenza lo stabilimento Omsa. La proprietaria Golden Lady Company ne aprirà un altro in Serbia. Licenziamento di 350 dipendenti, molte donne. A dare notizia dell'accordo con il ministro dell'Economia serbo è la Filctem-Cgil. Il gruppo, che detiene i marchi Omsa, Golden Lady, Sisi', Philipe Matignon, Filodoro, ha 7.000 dipendenti, 9 stabilimenti in Italia, 4 in Usa, 2 in Serbia, che presto saranno 3."

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Non se ne può più, di questi negri

http://3.bp.blogspot.com/_fmnIKx3y3v8/TE6x9pb4LSI/AAAAAAAAJ0k/7IhGAeQ92tM/s1600/locandina.jpg


Dal Gazzettino di oggi:
PORDENONE (26 luglio) - Un'evasione fiscale pari a 4 milioni di euro accumulata affittando appartamenti in nero, in particolare a cittadini stranieri, è stata scoperta dalla Guardia di Finanza di Pordenone, che ha denunciato un immobiliarista. Gli affittuari - in tutto 100 - erano in maggior parte immigrati con regolare permesso di soggiorno, ma per loro il canone mensile veniva calcolato non per immobile, bensì per numero di persone occupanti gli appartamenti.
Diciamoci la verità, signora mia: non se ne può più di tutti 'sti negri che vengono a fare il comodo loro mentre gli italiani si spaccano la schiena onestamente dalla mattina alla sera.

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E' giunto il momento di fare lo stress-test alle Banche Centrali?

Da non perdere questa PROVOCAZIONE del Financial Times...:-)
Dopo la farsa degli stress-test 1 & 2 alle banche USA ed alle banche UE (devo ammettere che il test americano è stato un po' meno comico di quello europeo...)
sarebbe giunto il momento di uno stress-test alle Banche Centrali?

In effetti a suon di Quantitative Easing, assorbimento di asset tossici, stampa di moneta, sostegno delle valute, reciclaggio di spazzatura dei sistemi bancari nazionali etc etc etc
sarebbe interessante capire come sono conciate le Banche Centrali, con i loro opacissimi ed intoccabili bilanci semi-top-secret....
Per esempio, a quanto mi risulta la FED dovrebbe avere in pancia circa 2000 miliardi di dollari di spazzatura ma potrebbero anche essere 4000 o che so io....
In totale il plotone delle Banche Centrali avrebbe sul groppone dei suoi opachi bilanci rischi accumulati pari al 20% del Pil globale...
Niente male....vero?
E devono essere rischi di tutto rispetto....considerando la loro recente funzione di "filtro fognario" della Grande Crisi: sono state una sorta di Bad Bank a livello sistemico globale...

Pensate se quotassero i CDS per scommettere sull'eventualità di DEFAULT delle Banche Centrali...ci sarebbe da divertirsi...:-)

In ogni caso le magagne delle Bance Centrali impattano in modo macroscopico sulla Credibilità e sulla Sovibilità dei rispettivi Stati Nazionali.
Alla fine della fiera ci toccherà fare anche uno stress-test agli Stati Sovrani....:-)

Now let us stress-test the central banks
da FT.com - July 26 2010 22:50
In a worst-case scenario, hundreds of billions in additional capital from taxpayers may be needed to restore their credibility....

Eccco alcuni estratti:

.....Meanwhile, the stealth socialisation of risk via central bank balance sheets – through quantitative easing policies as well as foreign exchange intervention – has generated unprecedented and largely unhedgeable exposures.
These accumulated risks now implicate some 20 per cent of global gross domestic product.

Currency, credit and/or interest rate risks at some monetary authorities are now such that specific market movements would generate catastrophic losses.

....Currency mismatches are not a concern only for Asian central banks, however.
Over the past 14 months the Swiss National Bank spent more than SFr150bn ($143bn, €110bn, £92bn) some 30 per cent of Swiss GDP accumulating euros, all in a futile attempt to stem the rise of the Swiss franc......

....It is now estimated that the European System of Central Banks (ESCB) owns as much as 40 per cent of Greek and 20 per cent of Spanish government bonds outstanding.
Depending on their severity, federal debt restructurings for Greece and Spain could generate billions in losses for the ESCB.

In the case of the Fed, with more than a trillion dollars’ worth of US mortgages now in hand, a 1 per cent increase in US interest rates could generate marked-to-market losses of as much as $50bn.
This is more than the entire profit the Fed paid to the US Treasury last year.

.... Central banks have distinct advantages.
They set their own accounting rules, operate with little equity capital, need not report their financial activities in full detail and seldom have shareholders to keep content.
However, they have been socialising risks for decades, accelerating their pace since the failure of Lehman....

...Light is the best disinfectant for all banks, central no less than private.

Fonte articolo

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TzeTze

26/07/10

Oro di carta

Clausa di esonero di responsabilitaʼ da parte del traduttore:

Quella che segue eʼ la traduzione di un interessante articolo apparso recentemente sul sito Market Force Analysis (www.marketforceanalysis.com) che per i contenuti esplicativi e divulgativi eʼ stato considerato di estremo valore da parte del traduttore che lo ha voluto rendere disponibile ad un pubblico piuʼ ampio. Inoltre eʼ bene ricordare che lʼarticolo eʼ apparso in una pagina ad accesso pubblico e non sottoposta a previa registrazione o pagamento di sottoscrizioni.
La traduzione eʼ stata eseguita nella massima buona fede e cercando di mantenere il piuʼ accuratamente possibile il messaggio originario.
Lʼautore dellʼarticolo (Adrian Douglas) non eʼ da ritenere responsabile di nulla che possa attribuirsi ad una traduzione scorretta o incompleta del suo articolo e per questo motivo viene fornito il link al testo originale che deve essere consultato in caso di incomprensione o per una verifica ultimativa.
Tantomeno il traduttore potraʼ ritenersi responsabile per danni derivanti da un qualsiasi utilizzo del documento. Il traduttore ha agito con scopi puramente divulgativi e non di consulenza finanziaria.
Nella speranza che gli argomenti trattati possano essere di aiuto per una comprensione migliore dei mercati, auguriamo una lieta lettura.

DIMOSTRAZIONE DELLA SOPPRESSIONE DEL
PREZZO DELL'ORO

L'oro e il Dollaro Statunitense

Ho scritto vari articoli di recente riguardanti il fatto che la soppressione del prezzo dell'oro sia una conseguenza del regime di “riserva frazionaria” operato dalle Bullion Banks (NdT le banche che si occupano della custodia dei lingotti d'oro per i propri clienti), vedi “La soppressione del prezzo deriva inevitabilmente dal sistema della riserva-frazionaria delle banche dell'oro”. “Riserva Frazionaria” e' un altro modo per dire “vendere qualcosa che non si possiede”. In questo articolo dimostrero' l'effetto devastante che questo regime ha sui prezzi di mercato e quanto il dollaro americano stesso sia il canarino nella miniera di carbone in relazione alla soppressione del prezzo dell'oro.

Il principio della soppressione del prezzo puo' essere dimostrato molto semplicemente.
Immaginiamo un investitore interessato ad acquistare vino da conservare nella sua cantina, con l'intenzione di rivenderlo in futuro quando a maturazione raggiunta avra' acquisito un notevole pregio.
Assumiamo ci siano due venditori di vino, A e B. Entrambi vendono vino a $10 a bottiglia.
Il venditore A propone all'investitore un affare, vendendo 2 bottiglie per soli $15.

L'investitore accetta cio' che sembra un'occasione da non perdere. Ma il venditore e' un disonesto. Egli consegna una bottiglia di vino buono mentre l'altra l'ha riempita di acqua.
L'investitore ha pagato $7.50 a bottiglia ma quella piena d'acqua non vale nulla, per cui in realta' ha pagato $15 per quella di vino buono. Il venditore B viene a sapere dello schema truffaldino da un dipendente del venditore A e decide di imitare la frode. Il venditore propone all'investitore 2 bottiglie per $10.

L'investitore accetta ricevendo cosi' di nuovo inconsapevolmente una bottiglia di vino e una di acqua. Il prezzo per bottiglia e' ora sceso a $5, ma poiche' la seconda bottiglia non ha alcun valore, l'investitore ha pagato $10 per la sola bottiglia buona. I venditori continuano a prendersi gioco dell'investitore proponendo confezioni in offerta da 3 bottiglie (1 di vino buono e 2 di acqua) e poi 5 bottiglie (1 di vino e 4 di acqua).

Dopo diversi mesi l'investitore riceve l'offerta di 10 bottiglie (1 di vino buono e 9 di acqua) al prezzo di $10. Cio' equivale al prezzo di $1 a bottiglia, ma l'investitore ha sempre pagato il prezzo complessivo di $10 per la bottiglia di vino, perche' a sua insaputa le altre 9 bottiglie non hanno alcun valore. A questo punto l'investitore si dispera vedendo il suo investimento non aumentare di valore come previsto e rivende la sua intera cantina ai venditori ad un prezzo di $1 a bottiglia, e di conseguenza la truffa non viene mai scoperta.
Ma molti altri investitori che possiedono bottiglie di vino autentiche sono altrettanto disperati per il prezzo di mercato, e cosi' tirano fuori le loro bottiglie dalla cantina pregando i venditori di acquistare il loro vino per soli $1 a bottiglia.

I venditori acquistano tutto il vino buono al prezzo di $1 a bottiglia e sono cosi' pronti a ripetere la truffa con un altro investitore. Il punto chiave e' che il prezzo per bottiglia e' il prezzo medio di cio' che e' supposto essere vino (vino e acqua) che e' sceso da $10 a
bottiglia fino a $1 a bottiglia, tuttavia il prezzo vero di una bottiglia di vino autentica e' passato da $15 a bottiglia a $10 a bottiglia, ma l'investitore non si e' mai accorto di questo perche' non era al corrente delle bottiglie di vino fasulle.

Immaginate che l'investitore non possedesse una propria cantina e richiedesse invece ai venditori di tenere il suo vino presso di loro. Essi non avrebbero neanche bisogno di confezionare il vino fasullo, e potrebbero semplicemente invocare una operazione di“riserva frazionaria”. Nel nostro esempio precedente della vendita di 10 bottiglie di vino, essi ne terrebbero solamente una nella cantina e le rimanenti 9 costituirebbero semplicemente una transazione a registro - una “cambiale vino” o cio' che potremmo chiamare “vino solamente sulla carta” (NdT: in seguito mi riferiro' ad esso con il termine: vino .cartaceo'). Il venditore sta portando avanti un business sul vino che e' supportato(NdT: con i termini .supportato' e .sostenuto' mi riferisco al termine inglese .backed', che indica ad esempio come la banconota di un paese sia .backed' dalle riserve auree della corrispondente Banca Centrale) solamente dal 10% di quello venduto ai clienti.

Il “vino cartaceo” e' valutato nel registro ad $1 a bottiglia, ma in realta' non ha alcun valore perche' non esiste. Questo conferisce alla unica bottiglia vera un valore di $10. Il calo del90% del prezzo di mercato apparente del vino da $10 a solamente $1 devasta l'investitore
in vino e ovviamente devasta i produttori di vino che sono costretti a vendere il loro prodotto per soli $1 a bottiglia. Il prezzo reale del vino sarebbe quello esistente in caso di assenza della diluzione causata dal “vino cartaceo”. Il prezzo reale (TP - True Price) e' il
prezzo di mercato (MP - Market Price) diviso il rapporto di riserva frazionaria (FRR - Fractional Reserve Ratio).

TP=MP/FRR

In questo caso $1.0/0.1 = $10

Come puo' l'investitore sovvertire la truffa? Semplicemente richiedendo la consegna fisica delle sue bottiglie di vino. Il rapporto di riserva frazionaria (FRR) verrebbe spinto in alto verso il 100% dato che le transazioni verrebbero eseguite in contanti o fallirebbero deltutto, eliminando cosi' tutto il “vino cartaceo” e rendendo il prezzo di mercato quello del vino autentico, che nel nostro esempio e' di $10 a bottiglia.

Il prezzo dell'oro e' soppresso alla stessa maniera. Perche' oro reale (fisico, tangibile) e“oro cartaceo” vengono venduti in maniera praticamente indistinguibile e apparentemente immagazzinati a beneficio dell'investitore, il “prezzo dell'oro” e' in effetti il prezzo medio
dell'oro fisico e di quello .cartaceo' (cioe' inesistente).

Chiamiamo POG (Price of Gold - Prezzo dell'Oro) il prezzo medio di mercato di tutto l'oro, ossia di quello fisico ma anche di quello .cartaceo'. che e' quello quotato ogni giorno come“il prezzo dell'oro”. Se c'e' solo un'oncia di oro tangibile a sostenere 45 once di oro venduto sul mercato attraverso la vendita di oro non allocato fisicamente, allora ne consegue che il prezzo dell'oro viene soppresso. Quarantacinque once costeranno$54.000 con un POG=$1.200/oncia. Ma se questo e' costituito da 44 once promesse sulla carta e senza alcun valore, e una oncia d'oro, allora il prezzo pagato per l'oncia di oro reale e' di $54.000/oncia. Se l'investitore non richiede mai la consegna fisica, non si rende conto che il suo investimento e' supportato da una sola oncia e non 45.

Iniziamo a stimare quale sia il rapporto di riserva frazionaria del mercato dell'oro. La fornitura di oro fisico e' limitata dalla capacita' produttiva delle miniere d'oro che si aggira intorno alle 2.200 tonnellate all'anno. Un incremento temporaneo dovuto ad immissione diparte delle scorte e' possibile, ma in pratica questo valore e' verosimilmente costante nel tempo. Per cui l'unica possibilita' per un drammatico aumento di offerta che potrebbe sopprimere enormemente il prezzo dell'oro e' l'incremento dell'offerta di oro .cartaceo'. Sul mercato dell'oro vi sara' un rapporto tra la quantita' di oro fisico e la totalita' dell'oro che prevale in media nel mercato.

La LBMA (London Bullion Market Association) riporta che le transazioni eseguite dalle proprie banche membro ha di recente raggiunto una media di circa 20 Mozs (milioni di once) di oro scambiato su base netta ogni giorno. Si stima che sul mercato londinese si concluda il 90% del volume globale delle transazioni, sicche' il mercato totale giornaliero ammonterebbe approssimativamente a 22.2 Mozs, che su base annua corrisponderebbe a 180.555 tonnellate di oro.

Aggiungendo alla fornitura delle miniere quella dovuta al recupero dell'oro da materiali di scarto e la reintroduzione nel mercato di riserve precedentemente nascoste (dishoarding) si giunge ad una fornitura annua di circa 4.000 tonnellate. Il rapporto tra oro scambiato sui mercati (al netto) e oro fisicamente disponibile e' dunque:

180.555/4.000=45

Questo significa che ci sono certamente in media circa 45 once di “oro” scambiato sul mercato di cui solamente una e' costituita da oro tangibile. In altre parole il mercato dell'oro e' supportato in media da solo il 2.2% di oro metallico reale. Esattamente come nelnostro esempio del vino, se consideriamo che l'oro .sulla carta' non ha alcun valore, allora quello reale vale $54.000 all'oncia.

A voler essere precisi, cio' che abbiamo appena calcolato non era propriamente il rapporto di riserva frazionario del mercato dell'oro, quanto piuttosto il rapporto frazionario dello scambio al netto. Tuttavia, con un tale commercio facente un uso disperato di leva finanziaria, con un supporto di solo il 2.2%, il rapporto di riserva frazionaria sara' necessariamente molto simile. Esiste una prova evidente che lo conferma. Il Dollaro statunitense.

E' vero che il dollaro puo' essere “creato dal nulla” ma non e' corretto affermare che sia “supportato dal nulla”. In effetti esso e' supportato dall'oro del Ministero del Tesoro statunitense. Tuttavia, nel 1971 il presidente Nixon “sospese temporaneamente” la convertibilita' del dollaro statunitense in oro (a 39 anni di distanza questa sospensione temporanea e' ancora in vigore!).

Questo tuttavia non ha influito sul fatto che il dollaro sia ancora supportato dall'oro; semplicemente impediva la conversione di dollari in oro dalla banca centrale. Per fare un esempio, le azioni della ExxonMobil sono supportate dai possedimenti petroliferi della compagnia, ma nessun azionista ha la possibilita' di convertire azioni della ExxonMobil in barili di petrolio. Questo non significa che le azioni della ExxonMobil non abbiano alcun valore; esse valgono la valutazione per-azione dei possedimenti di petrolio.

Non c'e' stata alcuna nuova definizione del dollaro dal 1971. Affermazioni riguardanti il fatto che il dollaro sia sostenuto dalla fiducia o dalla totalita' di beni e servizi nell'economia sono false. Il dollaro e' sostenuto dall'oro del Ministero del Tesoro statunitense e la sua
convertibilita' e' stata sospesa nel 1971.

Possiamo avvalerci del fatto che il dollaro sia ancora sostenuto dalle riserve di oro per derivare alcune utili relazioni tra il dollaro statunitense e il prezzo dell'oro.

Definizioni:

RPG= Real Physical Gold (oro reale, tangibile nei forzieri del Ministero del Tesoro statunitense che dichiara di possederne 261,5 milioni di once)

M3= forma piu' ampia della quantita' di dollari in circolazione

TG= Total Gold (Totale di oro che il Tesoro e' supposto possedere calcolato con il prezzo di mercato dell' “oro”)
PFG= Promises for Gold (Promesse di oro, oro cartaceo)
POG= Market Price of Gold (Prezzo di mercato dell'oro, determinato dalla fornitura di tutti i

tipi di oro (tangibile e cartaceo)
TPOPG= True Price of Physical Gold (prezzo reale, non adulterato, dell'oro fisico)
FRR= Fractional Reserve Ratio (Rapporto di Riserva Frazionaria della quantita' di oro che sostiene il dollaro statunitense)

La quantita' totale di oro che il Tesoro statunitense possiede e' dato dalla somma di quello fisico a cui si sommano le implicite promesse di oro (oro cartaceo).

TG=RPG+PFG…….….(1)

Secondo il mercato, la totalita' dell'oro che si ritiene posseduto dal Tesoro ammonta a:

TG=M3/POG………..(2)

Il rapporto di riserva frazionaria e' il rapporto tra l'ammontare di oro fisico realmente posseduto rispetto alla quantita' totale di oro che il mercato ritiene posseduta:

FRR=RPG/TG…………(3)

Riordinando i fattori:

RPG=TGxFRR Sostituendo TG dall'equazione (2)
RPG= (M3/POG)*FRR

FRR= RPG*POG/M3….(4)

Usando i valori correnti:

RPG= 261.5 Mozs M3= 13,789,000M$ POG=$1200

FRR=0.023 ossia 2.3% (corrispondente alla singola oncia di oro reale su 44)

Cosa ci dice tutto questo? Torniamo al nostro esempio del vino. Se il valore del nostro vino e' di $10 ma il prezzo del “vino” e' di $1 a bottiglia, il prezzo di mercato suggerisce che noi dovremmo avere 10 bottiglie di vino, ma la nostra verifica contabile annuale riporta l'esistenza di una sola bottiglia. Cio' significa che il prezzo e' manipolato. Per far tornare i conti in bilancio dovremmo dichiarare nove “bottiglie di vino cartaceo” e valutare tutte le 10bottiglie al prezzo di mercato di $1. Il modo in cui questo prezzo di mercato adulterato di $1 a bottiglia e' stato ottenuto e' attraverso la vendita di una autentica bottiglia di vino insieme a nove “bottiglie di vino cartaceo”.

Applichiamo ora lo stesso ragionamento all'oro. Il prezzo di mercato e' adulterato in quanto e' il valore medio del prezzo dell'oro autentico e di quello .cartaceo'. Il valore della totalita' di dollari in circolazione (M3) e' di 13,789 trilioni di dollari. Il prezzo di mercato dell'oro (POG) pari a $1.200 per oncia ci dice che il Tesoro statunitense dovrebbe possedere 11,5 miliardi di once di oro, quando nella realta' il Tesoro ne dichiara solamente 261,5 milioni. Di conseguenza si puo' dedurre che il Tesoro possieda 11,229 miliardi di once di .oro cartaceo' o oro-inesistente, per far tornare i conti in bilancio.

Il rapporto di oro reale su oro totale ritenuto posseduto dal Tesoro e' quindi pari al 2.3% (FRR). Senza che questo ci crei molto stupore, si tratta del medesimo rapporto tra oro fisico e oro totale scambiato su base netta sul mercato.
Applicando la stessa logica dell'esempio del vino possiamo affermare che se tutto l'oro .cartaceo' e' privo di valore, questo rende il prezzo del vero oro (TPOPG) pari a13.789.000/261,5 = $52.831/oncia, che e' molto vicino ai $54.000/oncia che abbiamo ricavato sopra (notare che questo e' come dire prezzo vero = POG/FRR).

Se ne deduce che:

La soppressione del prezzo dell'oro e' incontrovertibilmente dimostrata dalla sovrastima di once di oro che il Tesoro statunitense dovrebbe possedere quando viene usato M3 e dividendo per l'adulterato “prezzo dell'oro”. Il rapporto delle attuali riserve di oro autentico rispetto a quelle ritenute tali e' pressoche' identico alla diluizione presente nel mercato dell'oro.

Se diamo uno sguardo all'equazione (4) nuovamente per FRR

FRR= RPG*POG/M3

Ci aspetteremmo FRR essere pressoche' costante dato che RPG (Real Physical Gold) e' costante (il Tesoro statunitense lo dichiara essere pari a 261,5 milioni di once dal 1971).

Dato che M3 e' aumentato ci aspetteremmo un aumento del prezzo dell'oro in modo da mantenere il rapporto POG/M3 pressoche' costante. Nella figura 1 FRR e' riportato dal1971. Vediamo che non e' affatto costante e ha un intervallo dinamico di 0.9% - 8.5%... un fattore pari a 10 volte!

Molti analisti di mercato hanno notato che “il prezzo dell'oro non si e' mantenuto al passo con l'inflazione” dal 1995. Come puo' accadere questo, dato che abbiamo mostrato che il dollaro e' ancora sostenuto da un ammontare fisso di oro reale, sicche' una diluzione delle
rivendicazioni su tale oro attraverso un incremento dell'M3 deve corrispondere ad un aumento del prezzo dell'oro? Il fatto che non mantiene il passo mostra che il prezzo dell'oro e' soppresso.

Tale soppressione deriva dallo scambiare su base netta 45 once di oro per ogni oncia di oro reale. In altre parole 44 once di oro .cartaceo' sono scambiate per ciascuna oncia di oro fisico. Questo incremento fasullo di fornitura di oro distorce il suo prezzo in modo che non proceda agganciato all'M3 ma che invece si muova seguendo la quantita' di oro .cartaceo' creato dal nulla.

La maniera piu' efficace per l'aumento del prezzo dell'oro e' quello di avere una tendenza ad allontanarsi dall'oro .cartaceo' verso quello fisico (questo sta gia' accadendo e in modo sempre piu' rapido).

Ogni 44 once di oro .cartaceo' sono sostenute da 1 sola oncia di oro reale, ma se i possessori dell'oro .cartaceo' richiedessero oro fisico, allora ciascuna delle 44 once di oro .cartaceo' dovrebbero essere corrisposte con 44 once di oro reale e non solamente una; questo provocherebbe un assalto alle banche del lingotto. Il prezzo salirebbe e il suo limite finale sarebbe il prezzo relativo al solo oro fisico, ossia in ultima istanza tutti i sostitutivi cartacei vengono rifiutati e valutati verso lo zero.

TPOPG=POG/FRR

Ad oggi questo porterebbe il prezzo vero dell'oro fisico (TPOPG) a:

$1200/0.023= $52.174/oncia

Osservazioni sulla Iperinflazione

Possiamo utilizzare questa discussione sulla valutazione del dollaro per spiegare duemodi nei quali potrebbe verificarsi una iperinflazione.

Se TG=RPG+PFG allora:

1) Se una verifica contabile rivelasse che gli Stati Uniti hanno venduto tutto il loro oro, allora RPG=0 (Real Physical Gold), ma se la quantita' di oro fisico fosse pari a zero allora il dollaro crollerebbe e la totalita' di oro che il mercato ritiene in possesso del Tesoro
statunitense deve essere nulla, sicche':

PFG=0=M3/POG

Se M3 e' positivo e grande, allora POG (prezzo di mercato dell'oro) deve tendere ad infinito per far tendere PFG a zero. Un prezzo dell'oro .infinito' significherebbe la distruzione del dollaro. Ora si puo' capire perche' la FED non gradisca una verifica eperche' non voglia riferire al GATA (Gold Anti-Trust Action Committee) dei suoi swaps di oro!

2) Se invece la FED stampasse talmente tanto denaro da far diventare M3 molto, molto... grande, questo si accompagnerebbe ad una sfiducia totale di cio' che e' cartaceo, con la conseguenza che solamente l'oro fisico verrebbe accettato dagli investitori; quindi in ultima istanza ci aspetteremmo che TG -> RPG che equivale a dire PFG -> 0; affinche' PFG approcci lo zero mentre M3 diventa estremamente grande, POG deve tendere all'infinito, risultando in una totale distruzione del dollaro.

E' interessante notare come nel caso in cui si scoprisse che il Tesoro non possieda oro oppure nel caso che esso e la FED creino quantita' enormi di dollari, il risultato sarebbe un prezzo dell'oro tendente ad infinito, o in altre parole, il dollaro perderebbe completamente il suo potere di acquisto.
Ma, d'altro canto, se un rifiuto dell'oro .cartaceo' causasse un assalto alle banche del lingotto, in teoria questo non provocherebbe un collasso iperinflazionario del dollaro, sebbene il prezzo dell'oro raggiungerebbe in questo caso valori molto elevati. In pratica si
puo' immaginare che le clausole di contratto che regolano la liquidazione in contanti dell'oro .cartaceo' richiedano che la FED intervenga nel salvataggio di tali banche, il che comporterebbe una massiccia espansione dell' M3, tale da spingere il prezzo dell'oro verso valori infiniti, risultando comunque in una iperinflazione.

Conclusioni

Le inevitabili conclusioni sono:

• il prezzo dell'oro viene soppresso attraverso la pratica di riserva frazionaria da parte delle banche del lingotto.
• il mercato dell'oro vende in media 45 once di oro per ogni oncia di oro fisico attraverso“oro non allocato fisicamente” (sistema bancario a riserva frazionaria). In altre parole il mercato dell'oro e' sostenuto solamente dal 2.3% di oro.
• Il prezzo reale dell'oro fisico e' attualmente intorno ai $54.000/oncia se non esistesse il sistema di riserva frazionaria delle banche del lingotto. In presenza di tale sistema con il2.3% di supporto di vero oro, il prezzo di mercato dell' “oro” e' ridotto a $1.200/oncia.
• Il dollaro statunitense ha un potere di acquisto che e' sopravvalutato di 45 volte.
• Il modo per mettere fine alla soppressione del prezzo dell'oro e' di far in modo che gli investitori si assicurino che il loro investimento corrisponda ad una allocazione fisica dei lingotti, preferibilmente al di fuori del sistema delle banche del lingotto.

L'affare del secolo

La disgustosa presa in giro del Cartello dell'Oro e' che se si possiedono dollari o oro non fisicamente allocato, in realta' si puo' contare solamente su un supporto aureo del 2.3%!
Tuttavia, l'affare del secolo e' quello di acquistare metallo reale con i dollari, o se si ha oro non allocato fisicamente di richiedere la sua consegna materiale. In questo modo si puo' scambiare qualcosa avente un supporto di oro pari al 2,3% con un investimento che e'
costituito da oro al 100%.

In misura sempre maggiore, grandi investitori e fondi si stanno finalmente rendendo conto della frode della riserva frazionaria delle banche del lingotto e di come sopprima il prezzo del loro investimento. Come risultato si assiste ad una crescente tendenza ad allontanarsi
dai lingotti non allocati fisicamente verso una allocazione fisica e immagazzinamento presso enti che non siano affiliati al sistema delle banche del lingotto. Questo sta creando una forte pressione nel mercato dell'oro fisico. Questo viene messo a tacere da parte delle banche del lingotto, ma se ne possono vedere chiaramente i segnali.

L'IMF (Fondo Monetario Internazionale) ha venduto furtivamente tonnellate di oro, ognimese, a partire da febbraio, a destinatari non identificati. Il recente enorme .gold-swap' di 380 tonnellate di oro tra la BIS (Bank for International Settlements) e banche commerciali
e' senza dubbio un tentativo di risolvere la carenza di liquidita' dell'oro fisico (vedi articolo “I misteriosi gold swaps della BIS sono probabilmente un salvataggio estremo delle banche del lingotto”). Tale gold-swap ammonta a piu' di quanto sia stato venduto dalla Banca d'Inghilterra, piu' di quello venduto finora dall' IMF dalle riserve stanziate di 400 tonnellate. Il fatto che sia stato “scoperto” in una nota a pie' di pagina del rapporto trimestrale della BIS e' una indicazione di come la notizia venga tenuta il piu' possibile nascosta.

Goldman Sachs fornisce raccomandazioni alle compagnie di estrazione dell'oro di proteggere contro il rischio la loro produzione aurea! Questo sarebbe il peggior affare del secolo. Perche' mai qualcuno dovrebbe scommettere sul fatto che il dollaro USA che possiede un supporto aureo di solamente il 2.3% possa avere un valore maggiore della produzione della miniera che e' costituita da oro al 100%? Tale scommessa si baserebbe sul fatto che il Cartello dell'Oro possa incrementare ulteriormente la vendita di oro .cartaceo' in modo tale da sopprimere il prezzo dell'oro ancora di piu'. Tutte le indicazioni suggeriscono invece l'esatto contrario. Guardiamo la figura 1. Chiaramente FRR e' in
aumento continuo dal 2001; questo significa che c'e' una tendenza tale che o meno oro .carteceo' viene venduto, o che le vendite di oro fisico sono in aumento, o entrambe le cose. L'aumento del rapporto di riserva frazionaria suggerisce che il gioco della soppressione del prezzo sta volgendo al termine. L'ultima cosa che una compagnia mineraria dovrebbe fare e' quella di proteggere il rischio della sua produzione. Ma quando mai Goldman Sachs ha fatto raccomandazioni nell'interesse dei propri clienti?

Nell'aria si sente il peso minaccioso del momento in cui la forte domanda di metallo informa fisica mettera' in crisi il sistema.
Se si e' in possesso di lingotti non fisicamente allocati, probabilmente si possiede solamente il 2.3% di cio' che si crede di possedere. La finestra di opportunita' per ottenere un investimento del 100% si sta chiudendo rapidamente.

di Adrian Douglas

Si ringrazia SHF per averci mandato l'articolo tradotto

Fonte articolo

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