31/10/10

Una cascina contro il cemento

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Grazie alla testardaggine di un agricoltore e di molti cittadini un parco agricolo di 800.000 metri quadri vicino a Milano non si è trasformato nell'ennesima colata di cemento a beneficio di costruttori, amministrazioni comunali, banche e talvolta, ma sempre più spesso, organizzazioni criminali che riciclano i loro soldi o usano il terreno per sversarci rifiuti tossici nocivi come è avvenuto proprio a Milano al quartiere Santa Giulia. L'agricoltore che non si è arreso, il suo nome è Andrea Falappi, è un eroe moderno. Poteva arricchirsi e lasciar perdere e non lo ha fatto. Quanti milanesi, invece, se ne sbattono i coglioni e lasciano che i loro figli contraggano la leucemia e gravi malattie polmonari a causa dell'inquinamento?

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Ciacci e i Comuni Virtuosi ad “Anno Zero”!


L’assessore all’ambiente del Comune di Capannori (LU), Alessio Ciacci, giovedì 28 ottobre, sarà ospite di ‘Annozero’.

La celebre trasmissione di Rai 2 condotta da Michele Santoro nella nuova puntata in onda parlerà della drammatica situazione dei rifiuti a Terzigno in Campania e l’assessore Ciacci, che interverrà nello spazio ‘Generazioni zero’ parlerà dell’eccellenza di Capannori nel settore delle politiche di gestione dei rifiuti e della raccolta ‘porta a porta’ grazie alla quale oggi Capannori è al terzo posto in Toscana nella raccolta differenziata avendo raggiunto oltre l’81%.

Alessio Ciacci parlerà anche a nome dell’Associazione dei Comuni Virtuosi, di cui è membro del comitato direttivo, e porterà la strategia che la nostra rete ha elaborato rispetto alla risoluzione del cosiddetto problema dei rifiuti.

La presenza di Alessio Ciacci all’ importante trasmissione televisiva è un ulteriore riconoscimento all’eccellenza conquistata da Capannori e dai Comuni Virtuosi nel campo delle politiche ambientali.


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Tutte le balle di Alessandro Sallusti sul Bunga Bunga


L'unica cosa che salvo di Alessandro Sallusti è che si chiama come mio figlio (che non si chiama 'Sallusti', naturalmente). Purtroppo non tutte le ciambelle riescono col buco. Perlomeno con un buco solo, perché anzi Sallusti di buchi ne ha tanti, e li usa nei modi più disparati. Non parlo dei tipici buchi tanto in voga nei Bunga Bunga del trio Mora-Fede-Berlusconi, ma di quelli che rendono le sue argomentazioni talmente traforate da fare invidia alla collezione pizzi & merletti di tutte le nonne d'Italia.

Prendersela con Sallusti è come sparare sulla Croce Rossa, ed è una cosa che fanno solo gli americani in Iraq. Un po' fa tenerezza, con quegli occhioni da gattone implorante, che sembra chiedere il permesso di andare via, perché lui non ci voleva andare in tv a dire quelle stronzate, ce lo hanno mandato. Sallusti non crede alle cose che dice, come quando ebbe il coraggio di chiedere, davanti ad uno sconcertato Peter Gomez: "Perchè: cosa c'entra Dell'Utri con Berlusconi?". Le dice timidamente, con voce tremante. Ogni volta che finisce una frase, fateci caso, esita un po', giusto il tempo di controllare se dopo averla sparata tanto grossa qualcuno non lo cacci fuori a pedate. Quando si rende conto di averla fatta franca, attacca con la panzana successiva, consapevole che ogni giro potrebbe essere l'ultimo. Sembra Ayeye Brazorf alle prese con il suo controllore: colto in castagna, inventa scuse inverosimili a cui crede solo lui, ma che gli consentono di prendere tempo mentre si prepara la fuga.


Famiglia Cristiana definisce il suo editore malato e privo di autocontrollo? Sì, ma allora i preti pedofili?

Berlusconi fa i Bunga Bunga con le minorenni? Sì, ma nel privato può pagare chi vuole, a me interessa che governi. Fa niente che lo sfruttamento della prostituzione e l'adescamento di minori sono un reato anche nel privato, e fa niente che oggi persino la Marcegaglia dica che ormai il premier non fa più neanche quello: governare.

Abbiamo un Presidente del Consiglio puttaniere e vagamente pedofilo? Lui riesce a tirare in ballo i 150 anni dell'unità d'Italia, Vittorio Emanuele II e Garibaldi che erano grandi fedifraghi, solo che avevano la fortuna di non vivere nell'era dei media. Non importa se fedifrago significa marito infedele, che è diverso dal praticare turismo sessuale al contrario, ovvero portare a casa propria bambine extracomunitarie con la mediazione di Lele Mora e, pare, di Emilio Fede.

Il proprietario di Mediaset e del Giornale sta svergognando l'Italia davanti al resto del mondo? Non è colpa sua: sono Il Corriere e Repubblica che pubblicano verbali senza aspettare che emerga la verità ultima. Se l'intervista fosse durata di più, lui che dirige il quotidiano che spacciò una lettera anonima per un'informativa dell'autorità giudiziaria, avrebbe perfino sostenuto che il dossieraggio non è un buon modo di fare informazione.
Berlusconi si rende ricattabile? Bisognerebbe provare che è stato ricattato. Qualcuno spieghi a Sallusti la differenza tra ricattabile e ricattato. Sarebbe come dire che per sostenere che un auto senza freni è pericolosa, prima bisognerebbe provare che abbia avuto un incidente.

Il capo del governo telefona in questura per far rilasciare un'indagata? Ma no... era semplicemente per dire: 'guardate, so che questa ragazza non ha nessuno, e vi segnalo che sta arrivando una persona che può prendersene cura'. A Sallusti non interessa il fatto che nessuno può telefonare in questura per suggerire chi può prendersi cura di una persona accusata di furto, ma soprattutto finge di ignorare il contenuto della telefonata, così come deposto da Pietro Ostuni, capo di gabinetto che solleva la cornetta: « Dottore - spiega Berlusconi - volevo confermare che conosciamo questa ragazza, ma soprattutto spiegarle che ci è stata segnalata come parente del presidente egiziano Mubarak e dunque sarebbe opportuno evitare che sia trasferita in una struttura di accoglienza. Credo sarebbe meglio affidarla a una persona di fiducia e per questo volevo informarla che entro breve arriverà da voi il consigliere regionale Nicole Minetti che se ne occuperà volentieri». Parole che se pronunciate dall'uomo della strada otterrebbero una risposta irridente e sprezzante, perché la legge è uguale per tutti, ma se arrivano dal capo del governo... Un capo di governo che non solo si macchia del reato di abuso d'ufficio, ma anche di falsa testimonianza, dato che Karima (Ruby) non è affatto la nipote di Hosni Mubarak. E perché rischia così tanto? Perché è un uomo di cuore e aiuta tutti quelli che ne hanno bisogno, direbbe lui. Perché aveva qualcosa da nascondere ed era preoccupato, molto preoccupato delle eventuali deposizioni della marocchina diciassettenne, risponde chiunque abbia un po' di buon senso, tranne Sallusti.

Ma Sallusti non demorde, anzi si prende la briga di avvisarci. Stiamo attenti che stiamo leggendo la versione dei fatti di una ragazza molto confusa, una ragazza che in passato è stata protagonista di episodi di mitomania. Vorrebbe migliorarle, ma peggiora le cose, perché allora dovrebbe spiegarci cosa ci faceva una mitomane confusa nella residenza privata del Presidente del Consiglio e, soprattutto, perché lui si prenda la briga di intervenire personalmente per trarla d'impaccio. Che ambienti frequenta Silvio Berlusconi?

Per il gran finale, il condirettore del Giornale si riserva lo scivolone più imbarazzante: la cena con George Clooney non è mai esistita. Come fa Sallusti, che ammonisce tutti a non credere a una fonte inaffidabile come le parole di Ruby, a ritenere viceversa sicura questa indiscutibile verità? Quali sono le sue fonti? Gliel'ha detto Emilio Fede, o gliel'hanno detto Lele Mora e Berlusconi? I casi sono tre: o non lo sa, e sta quindi bluffando, o sa che la cena c'è effettivamente stata ma è troppo imbarazzante renderlo noto, oppure sa che quell'unico particolare è inesatto. Nel primo caso sostiene il falso, nel secondo conferma implicitamente tutta la storia, mentre nel terzo caso ruzzola giù per un pendio ripido e imprevisto: criticare una vicenda complessa come questa limitandosi a negare che una delle sue parti meno influenti sia mai avvenuta equivale ad ammettere che tutto il resto sia vero.

Ah, Sallusti, Sallusti! Cosa non si fa per amore...

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30/10/10

W le Multinazionali! W la Globalizzazione!

(con sarcasmo) Sì sì....va bene: ci sarà anche qualche "piccola controindicazione" qui da noi a livello occupazionale, di "taglio dei costi", di piccola-media impresa in via d'estinzione, di debiti pubblici alle stelle, di sudamericanizzazione...etc
Per non parlare delle condizioni della manodopera laggiù...lontano lontano...nei Reami della de-localizzazione...
Ma nello stesso tempo è in atto anche l'emersione di una nuova&numerosa classe media-benestante sempre laggiù, lontano lontano...
Dunque la Globalizzazione "Selvaggia" funziona a pieno Regime per chi la sa sfruttare per bene e senza troppi scrupoli.
Dunque...
W le Multinazionali!
Unico dubbio: sarà sostenibile questa gara delle trimestrali "meglio delle attese"?

Ecco una multinazionale-parade sulle trimestrali uscite tra ieri ed oggi, ma in media la marcetta trionfale è sempre la stessa.
Siete ancora così sicuri che qualcuno abbia veramente la forza e l'interesse di fermare/regolamentare questa "benedetta" Globalizzazione "Selvaggia"?

Eni sbaraglia le attese e vede un 2010 migliore
La società ha visto salire il risultato netto del terzo trimestre del 39% a 1,72 miliardi, ben oltre le previsioni degli analisti come l'utile [...]
da Milano Finanza -

Microsoft batte le attese su utili e fatturato. Rally in after-hours (Trend Online)
Il gruppo ha visto crescere gli utili di oltre il 50%, mentre i ricavi sono aumentati del 25%. Meglio del previsto l outlook e il titolo sale.

Samsung, utile record nel terzo trimestre
Samsung Electronics (KR7005930003) ha annunciato che nel terzo trimestre di quest'anno il suo utile netto è cresciuto del 17% a KRW 4,46 bilioni (circa €3 miliardi). Si è trattato...

Colgate: utile III trimestre meglio di attese
...Daimler: ricavi nel terzo trimestre si attestano a 25,1 mld, 1 mld sopra il consenso
da Yahoo! Finanza: Ultime notizie -

Daimler: utile del terzo trimestre balza a 1,61 mld, sopra le stime
da Finanzaonline -

Dow Chemical annuncia conti migliori delle attese
Dow Chemical (US2605431038) ha annunciato oggi che nel terzo trimestre di quest'anno il suo utile netto è calato del 28% a $512 milioni pari a $0,45 per azione. Sui conti della prima impresa...

Motorola decuplica l'utile nel terzo trimestre
I risultati del primo produttore statunitense di cellulari hanno battuto le stime degli analisti.

3M, ricavi terzo trimestre +11%, utile +16%
3M (US88579Y1010) ha annunciato oggi di aver aumentato nel terzo trimestre del 2010 i suoi ricavi dell'11% a $6,9 miliardi ed il suo utile netto del 16% a $1,1 miliardi pari a $1,53 per azione...

etc etc etc etc etc etc

Specularmente....:-)
Le vendite al dettaglio calano a sorpresa in Germania
Le vendite al dettaglio sono calate a settembre in Germania del 2,3%. Si è trattato del più forte calo mensile dal marzo del 2008. Gli economisti avevano atteso una crescita dello 0,5%...
Come da attese il tasso di disoccupazione dell eurozona è rimasto stabile al 10,1 per cento a settembre.
Il tasso di disoccupazione sale nella zona euro ai massimi livelli da dodici anni
Il tasso di disoccupazione è salito a settembre nella zona euro al 10,1% ovvero ai suoi più alti livelli dal luglio del 1998.........

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Desio5Stelle-Inceneritori: 1 a 0


A ignorare gli effetti degli inceneritori sulla salute, neoplasie, malattie respiratorie, è rimasto solo Veronesi. I ragazzi della Lista Civica Desio 5 Stelle hanno ottenuto un grande risultato contro gli inceneritori. E' l'inizio di un contagio.
"La Lista Civica Desio 5 Stelle ha ottenuto in consiglio comunale la prima grande vittoria contro l'inceneritore cittadino. Il consigliere 5 Stelle Paolo Di Carlo ha presentato un ordine del giorno per cui il Consiglio Comunale impegna la Giunta entro giugno 2011 a:
1) commissionare approfondite analisi dei terreni circostanti l'inceneritore per verificare la presenza di diossine , metalli pesanti e polveri
2) in caso fosse verificata la presenza di sostanze inquinanti, richiedere la bonifica dei terreni
3) richiedere un'indagine epidemiologica per accertare gli effetti della presenza dell'inceneritore sulla salute dei cittadini.
Hanno espresso parere favorevole, oltre alla minoranza, i capigruppo della (ex) maggioranza della Lega e della lista civica Desio 2000, mentre UDC-Indipendenti ha sollevato obiezioni e il capogruppo del Pdl Filippo Ielo ha dato parere contrario. I capigruppo della minoranza si sono resi disponibili a far sì che la Giunta coinvolga nel progetto i Comuni confinanti, in quanto titolari di quote di Bea, la società pubblica che gestisce l'impianto d'incenerimento. Il successo è stato totale: hanno votato a favore tutti i consiglieri delle forze politiche tranne Filippo Ielo del Pdl, che si è astenuto, forse a causa di un conflitto di interessi piuttosto palese, dato che lavora per Bea nell'ambito del teleriscaldamento. Non sono mancati piccoli diverbi nella zona riservata al pubblico tra alcuni simpatizzanti del comitato NoIncDesio e alcune persone "filo inceneritoriste" vicine a Bea, contrariate dalla piega che stava prendendo la votazione!".

di Bruno Marton - Desio 5 Stelle


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29/10/10

Ruby al Tg1: tanto rumore per «alcune cene».

Insomma, c’è una vicenda in cui ci sarebbero in ballo doni monetari in contanti (dai 30 ai 150 mila euro, dipende dai racconti), abiti, gioielli e un centro benessere fatti dal presidente del Consiglio in persona a una minorenne come ricordo di serate passate in piscina insieme a un numero indefinito, ma probabilmente a due cifre, di escort rimediate per l’occasione da zelanti (e indagati per favoreggiamento della prostituzione) esponenti dell’entourage dello stesso presidente del Consiglio.

Ci sarebbero telefonate (non smentite) dalla presidenza del Consiglio alla Questura milanese per imporre il rilascio della stessa minorenne, Ruby H., definita per l’occasione la nipote del presidente egiziano Hosni Mubarak, accusata in quel momento di furto e priva di documenti. Così che possa allontanarsi insieme alla ex igienista dentale del presidente del Consiglio, naturalmente.

Ecco, ci sarebbe una vicenda tutta da verificare, il cui contenuto, tuttavia, è per sommi capi quello appena esposto.

Non per l’edizione odierna delle 13:30 del Tg1. Per il principale servizio di informazione della televisione pubblica, la questione riguarda «alcune cene nella residenza di Silvio Berlusconi». Grazia Graziadei ha quasi due minuti per spiegare ai telespettatori cosa sia successo. E dovrebbe farlo, dato che il presentatore si è limitato alle «cene». Invece si ferma all’attacco: «Verbali rilanciati dai giornali. Tutto ruota intorno alle presunte dichiarazioni di una marocchina minorenne che secondo organi di stampa avrebbe partecipato a cene nella residenza del premier ad Arcore».

E che c’è di male? Serve aprire un’inchiesta per qualche cenetta a casa del presidente del Consiglio? Gli spettatori del Tg1 saranno costretti a rimanere nel dubbio, dato che dopo i dieci secondi netti spesi per illustrare il contenuto della vicenda, Graziadei decide di impiegare il restante minuto e trenta a negare l’esistenza delle denunce «della giovane marocchina» (e due), far credere che il succo della questione sia la presenza a tavola di Daniela Santanchè e Georg Clooney e registrare le reazioni di Sandro Bondi, Niccolò Ghedini e della stessa Santanchè (sempre in nome del pluralismo). Che può disporre di ben 53 secondi di orologio per dire che sì, insomma, bastava fare una telefonata a Clooney, lui avrebbe confermato che non si sono mai conosciuti.

In questo video, il confronto con chi, al contrario, ha deciso di dare la vera notizia:



Nell’edizione delle 20:00, le «cene», diventano «feste». Ma solo sul sito. In video, a parte un incomprensibile titolo «Ruby e le feste ad Arcore» (incomprensibile perché né del nome Ruby né dell’idea che di mezzo ci siano feste i telespettatori del Tg1 sanno alcunché), restano «cene». Anche se nei quasi tre minuti di servizio appare una citazione rapidissima e del tutto non contestualizzata del «presunto intervento di palazzo Chigi per fare rilasciare la ragazza marocchina per furto» (furto di che?, perché?, che c’entra?). Solo per poter mandare in onda la replica di Berlusconi, che altrimenti non avrebbe senso (è sempre il solito dilemma della disinformazione: come dare una smentita senza dare la notizia?).

In compenso resta la “fondamentale” punzecchiatura ad Annozero («nessun contraddittorio, usiamo il sistema di Annozero: contraddittorio nei miei confronti, zero»). Poi ancora un paio di sottolineature del termine “marocchina”, il tempo di mandare in onda la replica di Emilio Fede al Tg4 e ripetere per intero i 53 secondi a Santanchè, e il gioco (di Minzolini) è fatto.


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28/10/10

Repetita Juvant: Disoccupazione REALE in Italia oltre l'11%

Aggiornamento delle 17.37
Noooo! Ormai è un'epidemia: tutti sono stati contagiati da 'sta Bloggers-mania....secondo la quale la disoccupazione "reale" in Italia sarebbe maggiore di quanto certificato dall'Istat....
Ma lo volete capire o no che, secondo l'ultima rilevazione, la disoccupazione in Italia è scesa ed è inferiore alla media UE???? :-)
Disoccupazione: Cgia Mestre, Quella Reale e Al 10,2%, In Campania 20,1% Roma, 28 ott. (Adnkronos)- La disoccupazione reale in Italia si colloca al 10,2%, quasi 2 punti in piu rispetto al dato ufficiale calcolato dall Istat.....
In termini assoluti, secondo gli artigiani mestrini, l'esercito dei disoccupati reali e' composto da oltre 2.621.000 persone: ben 528.592 in piu' rispetto al numero calcolato ufficialmente dall'Istat.
"Sebbene il numero degli inattivi presenti nel nostro Paese sia rimasto pressocche' stabile negli ultimi decenni.....dall'avvento della crisi ad oggi, coloro che hanno deciso di non cercare piu' attivamente un lavoro sono cresciuti in maniera molto decisa.
Negli ultimi 2 anni sono fuoriuscite dalla categoria delle forze di lavoro oltre 528.500 persone che, di conseguenza, non vengono piu' classificate come occupate o in cerca di occupazione"....

In ogni caso sono contento che i DATI "ESOTERICI" ANTICIPATI DA NOI BLOGGERS
alla fine della fiera vengano ampiamente condivisi anche dalle fonti più "credibili ed autorevoli"....:-) eh eh eh
Draghi lancia l'allarme disoccupati Tremonti: «Condivido i tuoi dati» (Corriere.it)
13:20
ECONOMIA
Il governatore: «Tasso effettivo dei senza lavoro all'11%. Italia come Francia, peggio di Gran Bretagna e Germania».


Aggiornamento delle 14.37
Ed anche Tremonti riconosce l'esistenza un Tasso "Reale" di Disoccupazione in Italia intorno all'11%-12%...
Meglio tardi che mai.
Disoccupazione: Tremonti, Draghi Ha Rimosso Equivoci
Le parole di Draghi sul dato della disoccupazione ''ha rimosso alcuni equivoci''.
Lo afferma il ministro dell'Economia, Giulio Tremonti, intervenendo alla giornata mondiale del risparmio, mettendo cosi' fine alle divergenze sui diversi dati sulla percentuale di discossupazione in Italia.
Rivolgendosi al governatore, Mario Draghi, precisa che c'e' ''nell'accezione di oggi c'e' assoluta condivisione. Ha rimosso alcuni equivoci.
Insieme possiamo condividere altri punti di vista''....
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Beh...
dopo i Bloggers,
dopo la CGIL,
dopo Bankitalia....
anche il nostro amato Banchiere Centrale ce lo ripete per l'ennesima volta, aggiungendoci addirittura un "OLTRE"....

REPETITA JUVANT
soprattutto di fronte alla disinformazione imperante&strombazzante....
ed ai dati intepretati alla "come-mi-fa-comodo"....

Da non perdere in questo BLOG
- DISOCCUPAZIONE ITALIANA ALL'11%: CAZZO! LO DICE ANCHE BANKITALIA!
- Italia: tasso di disoccupazione al 12%

Draghi: Crescita Pil +1%, Disoccupazione Reale Oltre 11% (Agi)
(AGI) - Roma, 28 ott. - "Le prospettive per la crescita del Pil, quest'anno e il prossimo, non si discostano molto dall'1%". La stima e' del governatore della Banca d'Italia, Mario Draghi, che, nel corso del suo intervento alla Giornata mondiale del risparmio e' tornato a rimarcare la difficile situazione del mercato del lavoro dove il tasso di sottoutilizzo e' "superiore all'11%", conteggiando assieme ai disoccupati i lavoratori in cassa integrazione e quelli che scoraggiati hanno smesso di cercare attivamente un impiego.

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La guerra del futuro? Sarà per le materie prime

Dopo l’oro c’è stato l’oro nero e domani ci saranno l’Europio, il Neodimio, l’Indio e così via. La tecnologia del futuro (e del presente) ha bisogno di tali materiali, minerali preziosi e rari.

Che si tratti di pannelli solari, schermi ultrapiatti, cellulari o pale eoliche, senza di questi non si va avanti. La battaglia per il loro accaparramento è già cominciata e preoccupa il quotidiano tedesco Bild. La Cina, naturalmente, non poteva non avere un ruolo determinante in questo gioco: più del 95% di queste risorse indispensabili per l’alta tecnologia proviene da quella nazione e i principali acquirenti sono Giappone, Stati Uniti ed Europa.

LA GERMANIA NE DIPENDE AL 100% - La produzione del Neodimio, che gioca un ruolo fondamentale nella realizzazione del totemico iPod, domina la classifica con una percentuale del 97%, all’interno della Repubblica Popolare. Ma è necessario anche per i magneti nei motori ibridi, per l’energia eolica e la lista può continuare ancora a lungo. La Germania, avverte il quotidiano, è completamente dipendente da queste materie prime (e, ripetiamolo ancora una volta, molto rare) e industria e politica ne sono molto allarmate. Il Ministro dell’Economia, Rainer Brüderle dell’FPD (il partito liberale), ha dichiarato: “Per il futuro della posizione nell’alta tecnologia della Germania, il rifornimento di materie prime per l’industria pagabili è di importanza decisiva”. La Germania, a quanto riporta l’Associazione delle Industrie Tedesche (BDI, Bundesverband der Deutschen Industrie), dipende al 100% da questo tipo di importazioni e uno studio eseguito per incarico del Ministero delle Finanze l’anno passato ha evidenziato che in un futuro non troppo lontano la situazione è destinata a peggiorare.

LA CINA NE APPROFITTA - Ovviamente la Cina e i paesi in possesso di tali tesori sono consapevoli della loro posizione di forza. Questa dipendenza è pericolosa anche perché l’utilizzo da parte della Cina stessa dei preziosi minerali sta crescendo, e conseguentemente riduce le loro esportazioni. E infatti a settembre ha dato una dimostrazione della sua influenza nei confronti del nemico storico, il Giappone, il cui fabbisogno di materiali per l’alta tecnologia è soddisfatto al 90% dalla Cina. Che, alla fine del mese, ha bloccato le esportazioni del metallo verso i nipponici destinatari a causa di una controversia tra i due. Recentemente anche il New York Times si è allarmato, cercando di immaginare le conseguenze nel caso dovesse verificarsi un blocco delle esportazioni verso gli Stati Uniti. Pechino ha liquidato la questione dichiarando che non si verificherà una tale eventualità, ma i segnali che arrivano dall’altra parte dell’Oceano sembrano invece far temere il contrario.

L’AUSTRALIA ANCORA INTATTA - Già da qualche settimana è stata inaugurata L’Agenzia tedesca per le Materie prime, che ha lo scopo di aiutare le aziende ad accaparrarsi gli ambiti metalli. Soprattutto si punta verso partnership bilaterali con i Paesi fornitori e ad accordi di garanzie creditizie che dovrebbero convincere i fornitori. A queste politiche si dovrebbero affiancare misure quali un ingente riciclo di materiali tratti da prodotti usati. Ma c’è un altro fattore che potrebbe aiutare la Germania in questa competizione: in Australia si trova indisturbato il 46% dei giacimenti mondiali dei metalli necessari alla tecnologia d’avanguardia, percentuale che potrebbe far vacillare il primato cinese. “Diventeremo l’Arabia Saudita di questi metalli”, ha dichiarato un investitore di lungo corso.

L’ACQUA E I FONDALI ARTICI - La Germania, d’altra parte, ha già firmato un “patto di ferro” con la russa Gazprom (o con la “gazpromiama” Russia?) e la Grande Russia reclama come suoi dei fondali artici, che sono ovviamente ricchi di risorse. C’è poi chi sostiene che la vera battaglia del futuro implichi qualcosa di molto più importante di questi metalli e dei gas: l’acqua. Stiamo assistendo ad una graduale e progressiva privatizzazione del mondo? Penseranno anche, un futuro, di provare a privatizzare pure l’ossigeno? Questa vicenda potrebbe essere monito per molti aspetti: uno è che quando la scienza risolve un problema ne apre altri dieci; un altro riguarda appunto le privatizzazioni selvagge di tutto (e tutti?); un altro ancora pone la domanda: ma è saggio questo modello di sviluppo e di una (impossibile) crescita senza fine? Domanda retorica, ma cancellate ugualmente le ultime righe.

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La mela, e la cacciata dall' "Eden".

Avrete letto tutti il post di Alessandro Gilioli, che ha girato molto in Rete, dove si riporta il racconto di un giovane licenziato in tronco da un Apple Store dopo il periodo di prova.

Moltissimi i commenti: alcuni a sproposito (lodi ai prodotti apple, che c'entrano come i cavoli a merenda), rassegnazione "il mercato del lavoro è questo", rabbia per tale prepotenza, testimonianze di eventi analoghi avvenuti altrove. Nessuno che abbia notato la surreale descrizione del cosiddetto "core training" impartito ai lavoratori. Nessuno tranne me, che cado regolarmente dal pero e non smetto mai di stupirmi.

Racconta il licenziato:

All'improvviso le porte si aprono ed entriamo tra due file di persone che ci accolgono applaudendo e urlando, battendo il cinque a tutti, man mano che si entra. Saranno i nostri insegnanti, mentor e futuri manager dello Store.

Dopo le presentazioni di tutti i membri dello staff e dei manager - il tutto intervallato da continui applausi, urla, e incitamenti - finalmente si dà il via.

Poi arriva il training vero e proprio: ogni giorno ci fanno vedere dei video, interpretati da attori vestiti da lavoratori Apple che mostrano com'è bello lavorare per la casa di Cupertino. In altri video ci sono dei finti clienti che esprimono la loro felicità.

Arriviamo all'ultimo giorno della formazione e sui prodotti Apple non sappiamo niente di più di quello che sapevamo quando siamo entrati. Però c'è una specie di recita finale, da performare sul palco.

Il giorno dell'inaugurazione è piuttosto adrenalinico: siamo tutti a mille, e veniamo "motivati" per un'ultima volta. Con la gente fuori dalla porta veniamo incitati a fare cori da stadio, urlare ed applaudire continuamente, insomma una cosa un po' hollywoodiana.

Nella lettera il ragazzo non smette mai di ripetere quanto fosse felice di lavorare alla Apple, quanto grande fosse il suo entusiasmo, quanto grato fosse al destino per la possibilità di un lavoro così gratificante. Un vero Eden da cui si è sentito cacciato. Lo capisco benissimo, sarebbe un impiego interessante e divertente per molti.

Ma quello che non capisco è come sia lui che le centinaia di commentatori non abbiano speso una sola parola di disgusto per il ridicolo sistema di training a cui vengono sottoposti i neoassunti. Naturalmente non mi riferisco solo alla Apple, tale pietosa farsa è ormai prassi in moltissime aziende.

Ma la dignità del lavoratore salta fuori solo quando finisce licenziato? Quando si viene assunti la dignità non conta niente, la gioia di aver trovato un lavoro fa calpestare sia la dignità che persino il buonsenso? Come si può accettare di essere sottoposti a tali ignobili teatrini, battimani, strilli, balletti, girotondi, finti sorrisi di approvazione, finti occhi lucidi di finto entusiasmo, frasi cretine da spot pubblicitario ripetute mille volte e mandate a memoria, un finto spirito di corpo, l'adorazione cieca del prodotto fino alla divinizzazione, senza vergognarsene neanche un pochino, senza sentire il ridicolo, il surreale di tale lavaggio del cervello? Perché un conto è subire tutto ciò per lo stipendio, un conto è trovarlo normale: e a me sembra che ormai tutti lo trovino normale.

Il ragazzo licenziato alla fine piange: e lo fa, giustamente, perché ha perso il posto. Ma a me sembra che lo faccia anche perché ha perduto il suo Eden personale. A che punto ci siamo ridotti, se non sappiamo neanche più distinguere i paradisi dagli inferni.

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Libera Islanda in libera Rete

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L'Islanda è un Paese simpatico dove con un referendum hanno deciso che le tasse dei cittadini non possono servire a salvare le banche. E dove è stata introdotta grazie a Birgitta Jonsdottir la legge che tutela la libertà di informazione in Rete. In Islanda non sarà possibile impedire la divulgazione su Internet di documenti di interesse pubblico, né rendere noto o punire l'autore. Birgitta collabora anche con Wikileaks, il sito che ha reso pubbliche le atrocità in Iraq. Il suo movimento dal basso è molto simile al MoVimento 5 Stelle. Ognuno conta uno e ognuno deve fare la sua parte. Birgitta era a Woodstock 5 Stelle.

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27/10/10

Becchini si nasce


Il mondo va così. C'è gente che deve fare molto poco per avere grandi risultati, e gente che deve fare tanto, tantissimo per avere risultati scarsi. Ci sono consiglieri regionali che a vent'anni guadagnano decine di migliaia di euro perché sono figli del capo (di fatto privatizzando la cosa pubblica con il consenso dei cittadini), ci sono cantanti che vanno a San Remo e non sanno cantare, ma sono figli dei grandi divi dello spettacolo, ci sono cognati che prendono appalti perché sono fratelli della donna giusta e così via. Tutti insieme formano la casta, una vera e propria dinastia di possidenti che di fatto presiedono le posizioni chiave della società e occupano tutti gli sbocchi che contano.

Poi ci sono quegli altri. Quelli che per prendersi una laurea devono sudare sette camicie, perché non solo frequentano aule da 800 studenti e 1 solo docente, ma spesso devono anche servire ai tavoli per mantenersi agli studi. Quelli che per trovare lavoro devono fare decine di concorsi, devono essere giovani ma avere alle spalle tre o quattro master e una consolidata e decennale esperienza in attività analoghe, nello stesso tempo senza essere sovraqualificati per la mansione di usciere della segretaria del portaborse del viceassistente alla segreteria particolare del consulente strategico alle pulizie dei locali di carico e scarico merci. Quelli che se vogliono aprirsi un'attività in proprio devono stare attenti a non entrare in competizione con gli affari monopolistici del cosiddetto libero mercato, altrimenti devono farsi volontariamente assorbire oppure rassegnarsi a trovare chiuse le porte dei finanziamenti, l'accesso ai bandi pubblici per l'assegnazione degli appalti, le opportunità di comparire su qualsiasi media, ogni flessibilità nella definizione e nel rispetto dei termini di pagamento, ogni speranza di beneficiare di un iter giudiziario equilibrato e ragionevole. Quelli che se vogliono accedere alla libera professione devono strisciare o scomparire, conformarsi o soccombere, accontentarsi delle briciole o lasciare l'Italia. Quelli che possono avere tutte le idee geniali che vogliono ma non se li filerà mai nessuno, e poi vedono quotidianamente iniziative imprenditoriali banali e insulse venire incensate sui giornali come l'idea del secolo, finanziate con centinaia di migliaia di euro e promozionate in ogni salotto che conta. Tutti insieme formano la plebe, una sconfinata massa di pesci piccoli che si dimenano nella padella allo scopo di scavalcarne i bordi ed evitare la frittura, ma che se non vengono presi a simpatia da qualche stupida mocciosetta rampolla di una casata nobiliare, che li mette nel suo acquario personale finchè non gli vengono a noia, l'unico risultato che possono sperare di ottenere è un salto con triplo avvitamento carpiato nella brace.
Classe del padre
classe occupazionale attuale
borgh. cl. m. imp. p. b. urb. p. b. agr. cl. op. urb. cl. o. agr.
borghesia 31,2 45,3 15,0 1,2 6,9 0,4
classe media impiegatizia 18,5 51,4 13,2 0,2 16,2 0,5
piccola borghesia urbana 10,5 29,0 34,7 0,7 24,3 0,8
piccola borghesia agricola 4,2 21,1 20,5 13,1 36,5 4,6
classe operaia urbana 5,1 30,2 18,1 0,5 45,1 1,0
classe operaia agricola 1,4 17,9 19,6 2,9 46,8 11,4
totale 9,3 32,0 21,1 2,1 33,6 1,9
fonte: Istat, Rapporto annuale. La situazione del Paese nel 1997, Roma, ISTAT, 1998, p.239
« Tutti questi dati mostrano chiaramente che in Italia le opportunità di mobilità sociale sono distribuite in modo diseguale e dipendono in misura significativa dalla classe di origine. Per fare un solo esempio, possiamo vedere che essere figlio di un medico (cioé avere un origine borghese) oppure di un tornitore (cioé provenire dalla classe operaia urbana) non è la stessa cosa: le probabilità di diventare libero professionista, imprenditore o dirigente - cioé di accedere alle posizioni di vertice della gerarchia sociale - nel primo caso sono relativamente alte (31,2%), mentre nel secondo sono decisamente basse (5,1%). I figli della borghesia sono in netto vantaggio sui figli degli operai dell'industria e dei servizi anche nella competizione per l'accesso alla classe media impiegatizia (45,3% contro 30,2%). »

[Maurizio Pisati, "La mobilità sociale", p.47]

E così, tanto per rafforzare il concetto di meritocrazia - e contribuire alla realizzazione del grande sogno americano, quell'illusione delle pari opportunità che Hollywood si è incaricato di esportare e somministrare come un pusher rifornisce di acidi e anfetamine eserciti di giovani alienati -, lo scorso 18 ottobre Unicredit ha siglato un accordo con UILCA. L'hanno chiamato Protocollo Piano di Riorganizzazione.

Giù giù giù, quasi alla fine, a pagina 26 si legge quanto segue:
DIchiarazione Riservata Unicredit UILCA
Ovvero: « UniCredit [...] conferma che non sarà posta in essere alcuna limitazione connessa al vincolo parentale nei confronti dei figli di dipendenti cessati per pensionamento volontario in possesso dei requisiti richiesti per la selezione (laurea triennale e conoscenza della lingua inglese), determinando, a parità di valutazione in sede di selezione, una priorità nell'assunzione. »
Alberto Sordi, nell'indimenticabile Un borghese piccolo piccolo, mostrava in tutta la sua amarezza lo spaccato di una piccola piccola Italia, dove per far entrare i figli in banca i genitori erano disposti a qualsiasi cosa, perfino ad umiliarsi di fronte a piccoli piccoli burocrati dalle spalline della giacca perennemente innevate di forfora.

Da oggi tutto questo non sarà più necessario. Non importa quanto le pari opportunità nell'accesso al mondo del lavoro siano un valore riconosciuto, un principio costitutivo alla base di una società moderna e fluida immersa nel libero mercato: il familismo viene finalmente e formalmente riconosciuto come uno scrimine fondamentale per la selezione del personale. Si cacciano i vecchi e si assumono i loro figli, e poi i figli dei loro figli, e poi i loro pronipoti, creando caste di uomini semi-liberi il cui senso di responsabilità verso la prole li indurrà a chinare la testa e non mettere a rischio il futuro di un figlio per il peccato di superbia di chi rivendica migliori condizioni lavorative.

Per tutti gli altri non resta che rimanere studenti a vita, per iniziare poi uno stage a 60 anni, magari gratuito, avviando nel contempo i propri figli alla professione di becchino, perché l'unico lavoro che i padri saranno in grado di passare ai figli con matematica certezza sarà la costruzione di almeno una bara.
Forse due, se i genitori avranno l'accortezza di non separarsi in vita.

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Conta di più la morte del polpo Paul o quella di un giovane in carcere?



Cosa è più importante: la morte del polpo Paul, l’indovino degli scorsi mondiali, o quella di Simone La Penna, 32 anni, lasciato spegnersi lentamente in carcere a Regina Coeli, dove ha perso oltre 30 chili in pochi mesi con la corresponsabilità di medici, infermieri e guardie negligenti?

Chiediamolo ai media italiani:

  • Per il Corriere le due notizie meritano all’incirca lo stesso spazio, tre colonnine in scarsa evidenza (a p.20 per La Penna, ma insieme ai 12 rinvii a giudizio per Stefano Cucchi e a p. 50 nello sport per il polpo)
  • Per Repubblica La Penna non merita una parola; il polpo invece il titolo “una morte da stella mondiale” a pagina 67
  • Per La Stampa la morte di La Penna merita il titolo di pagina 20, il polpo poche righe a pagina 57
  • Per il Giornale La Penna non merita una parola: il polpo invece un commento con richiamo in prima pagina: “Polpo non ci mancherai (ma non per colpa tua)”
  • Per Libero La Penna richiede un trafiletto a pagina 17, il polpo una pagina intera, la 33, con tanto di inviato in Germania e titolo “Se ne va da campione”
  • Per il Fatto Quotidiano la morte di La Penna merita il titolo a pagina 7, il polpo nemmeno una riga
  • Per l’Unità per trattare la questione La Penna servono quasi due pagine, la 16 e parte della 17, il polpo una bella foto a pagina 47 e poco altro. Titolo (geniale): “Questa non l’aveva prevista“.
  • Per il Riformista la vicenda La Penna merita un commento in prima pagina (“Quanti casi Cucchi in carcere”), il polpo nemmeno una parola.

Si obietterà che la morte di La Penna è avvenuta a novembre dello scorso anno. Eppure se ne è saputo soltanto ieri mattina, grazie al Messaggero, che per primo ha dato notizia dell’inchiesta in corso alla procura di Roma che riguarda sette tra medici e infermieri, accusati di omicidio colposo. La notizia, insomma, c’era.

Tirando le somme, la morte di La Penna è un po’ più importante di quella del polpo Paul (4 a 3). Tuttavia disaggregando questi pochi dati, è molto più importante sui giornali “vicini” al centro-sinistra (4 a 1), mentre su quelli di centro-destra (Libero e il Giornale) il polpo trionfa su tutta la linea. Proprio come su Repubblica.

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Gestire il collasso della società



C'è un legame fra la decadenza dell'impero romano, iniziata nel III secolo dopo cristo e conclusasi nel collasso che ha dato origine al Medioevo, e la crisi profonda che sta attraversando la nostra iper-complessa società basata sull'insostenibile sfruttamento dei combustibili fossili ?

Certo che c'è! Ci sono evidenze inoppugnabili di come il parallelismo fra l'epoca romana e l'epoca contemporanea regga in pieno, ad esempio la stessa incapacità delle società complesse di gestire il cambiamento in modo consapevole e graduale.

Ma la realtà vince sempre per definizione, e per quanto si possa perseverare nel mantenere il "business as usual" ci si rende conto, ahimè sempre troppo tardi, che non solo il cambiamento è inevitabile, ma anche che se non governato correttamente tende a trasformarsi in "collasso", come reazione automatica al nostro tentativo di mitigarne gli effetti aumentando la "complessità dei sistemi". In questo modo, la soluzione alla crisi diventa costruire le centrali nucleari e i ponti sugli stretti, non certo tentare di rifondare l'economia basandosi sui principi della sostenibilità.

Chi utilizza burocrazia e spinge verso la crescita della complessità dei sistemi, crede di mettere in campo una soluzione, invece peggiora solo il proprio male. Queste cose le si scriveva già negli anni 70 quando fu presentato il fondamentale libro "I Limiti dello Sviluppo" del Club di Roma.

Se volete approfondire questo argomento, che personalmente giudico l'unica cosa di cui oggi dovrebbe occuparsi la politica, posso segnalarvi questo ottimo articolo, la cui lettura sono convinto vi ispirerà parecchie considerazioni utili e interessanti per capire meglio tutte le contraddizioni dell'epoca in cui viviamo, e relative conseguenze.


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Superbasi nel Pacifico.

Non so, sembra di vedere un film fantascientifico sulla Seconda Guerra Mondiale. Uno di quei filmoni propagandistici e pieni di effetti speciali, come il vecchio Countdown Dimensione Zero. Chissà se qualcuno se lo ricorda.

Leggere che si costruiscono basi militari sull'isola di Guam in mezzo al Pacifico, almeno a me, fa proprio quest'impressione. Soprattutto se si tratta di una superbase, che ospita portaerei nucleari (proprio come la Nimitz del film), un sistema di difesa missilistico, campi di addestramento per il tiro a fuoco, e l'espansione della base aerea già esistente. Si tratta del più grande investimento americano in infrastrutture per la Marina dalla Seconda Guerra Mondiale. I cittadini dell'isoletta, che hanno giustamente dimenticato come Guam sia sinonimo di battaglie e oggi si occupano di turismo e del loro bell'ecosistema, sono piuttosto preoccupati di quello che sta succedendo.

Ma perché spendere 8 miliardi di dollari per una superbase nel Pacifico? Si temono nuovi attacchi degli Zero, i giap alla riscossa col sole nascente in fronte a prendersi la rivincita? Niente affatto, la fantasia dei militari va molto al di là. Stavolta, a mettere paura, sono i cinesi. La base si sta costruendo per un'eventuale guerra con il nuovo pericolo giallo.

Non una bella prospettiva. E neanche un buon film.



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Anche il super-lagging Case-Shiller certifica il double-dip immobiliare USA

Ieri la vendita di case esistenti negli USA è uscita sopra le attese, anche se rimane sempre ad un livello iper-depresso.
Ma come dicevo, perchè si gonfi per bene una BOLLA che si rispetti...debbono ripartire soprattutto i PREZZI dell'immobiliare USA: un piccolo recupero dei volumi dall'abisso in cui si era sprofondati non contribuisce molto ad insufflare una scintillante BOLLA nuova di zecca.

Oggi il tanto rinomato quanto super-lagging (ritardato) indicatore dei prezzi dell'immobiliare USA ovvero l'indice Case-Shiller ha iniziato a certificare in modo più solido un DOUBLE-DIP nei prezzi delle case americane, come vi sto anticipando da tempo in questo Blog.
E stiamo ancora parlando di un lagging-agosto, prima dunque del foreclosure-gate....
Chart Of The Day: Housing Is Now Clearly Double Dipping
Momentum for housing has stalled.
Home prices decline sequentially in 15 out of 20 markets according to the just-released Case-Shiller numbers.
The double dip in housing has arrived.
And this is just August, prior to the foreclosure-gate mess.
The Composite 10 index is off 29.2% from the peak, and down 0.2% in August(SA).
The Composite 20 index is off 28.8% from the peak, and down 0.3% in August (SA).

chart


Adesso si tratta solo di capire quanto profonda potrebbe essere la ricaduta dei prezzi dell'immobiliare USA: io penso un -5% / -10% a condizioni costanti ovvero se non sbuca fuori dal cilindro qualche coniglietto keynesiano che ri-pompi i prezzi a spese dello Stato....

Il fatto che i prezzi dell'immobiliare non solo non ripartano seriamente ma addirittura tendano a tornare giù è una delle più serie ipoteche a tutto il castello di carte messo in piedi per sostenere la cosiddetta ed assai contradditoria Ripresa....
Come dice lo stesso capoccia della FED di NY: "Non abbiamo la bacchetta magica".....
Insomma il Mercato non si può telecomandare e taroccare all'infinito soprattutto su un "peso massimo" come l'immobiliare: se i prezzi DEVONO scendere per venire incontro alla ferrea legge della domanda e dell'offerta....risulta molto difficile contrastare la caduta dei gravi....
Infatti stiamo parlando di sostenere/pompare i prezzi delle case e non delle arachidi di Super Pippo....

Ma a tentare di rinvigorire i coca-cow-boys oggi ci pensa uno "stellare recupero" della Fiducia Consumatori redatta dal Conference Board.
Dai 48,6 di Settembre schizziamo a 50,2, "ben oltre" alle attese per 50. ;-)
Considerate che ai bei tempi del 2007 i consumatori sniffavano intorno ai 108: giudicate voi.











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