31/12/10

Brindisi amari

S'incrociano i calici, s'increspano le labbra a pronunciare frasi beneauguranti, si brinda al nuovo anno che arriva, ma la sensazione preponderante è quella che mentre il disastroso 2010 finisce, la tragedia continui, infischiandosene degli auguri e delle speranze.
Non occorre essere particolarmente pessimisti per comprendere come l'anno appena trascorso, condensato in una una serie di brutture senza soluzione di continuità, oltre a rendere amaro il vino, abbia costruito i presupposti perchè il 2011 ne ricalchi fedelmente le orme, rendendoci uomini sempre più soli, deprivati di aspirazioni e gioia di vivere, trascinati dentro ad un gioco d'azzardo dove vince solo il banco, mentre con gli sguardi inebetiti continuiamo a restare seduti a giocare e poi a giocare ancora, nonostante l'unica prospettiva sia quella di perdere tutto, in ultimo anche la nostra dignità.
L'anno che si dissolve nei calici resi amarognoli dal vino stantio non verrà ricordato in funzione di eventi eclatanti che abbiano cambiato il corso della storia e probabilmente scivolerà nelle sabbie del tempo senza sussulti, con la sua summa di miserie umane sulle cui fondamenta d'argilla già si stanno costruendo altre miserie umane, destinate ad un futuro che lascia in bocca il sapore acre del metallo.
La svendita dei lavoratori, ricattati, vessati, intimiditi e indotti a praticare l'autolesionismo,..... presentato loro come il "male minore", perchè in fondo un calcio negli stinchi somiglia quasi ad una carezza quando ti convincono che l'unica alternativa è costituita da una serie di bastonate sulla schiena dalle quali non ti rialzerai più.

Il cedimento sempre più evidente di un territorio violentato in profondità dalla cementificazione selvaggia, figlia di un "progresso" che ha il cervello del malaffare e il passo del gambero, ma viene unanimamente accettato come elemento positivo da coccolare. Poco importa se ogni piovasco ormai è foriero di frane disastrose, alluvioni, morti e feriti. La colpa è sempre del tempo cattivo, del mare in burrasca e della brutta sorte.

I giovani privati di un futuro e destinati al ruolo di agnelli sacrificali all'interno di un mondo del lavoro che non esiste più, se non sotto forma di una babele schizofrenica senza senso nè costrutto. Giovani indotti da "cattivi maestri" a credere che tutti i loro problemi siano incarnati dalla persona di Mariastella Gelmini e condotti per mano a protestare contro un ingranaggio, mentre una macchina immensa, di cui i loro stessi maestri fanno parte, si appresta a dilaniarli e schiacciarli senza pietà.

Il circo mediatico che ha ormai perso ogni contatto con la realtà e dedica ogni briciola del proprio peso immanente all'orientamento del pensiero e al sostegno dei consumi, rendendo il mondo dei TG, della TV e dei giornali molto più virtuale di quanto non lo sia quello di second life.

La classe politica sempre più confusa, abbarbicata agli scranni del potere, impegnata a tempo pieno negli intrighi di palazzo, negli inciuci, nelle congiure, sul punto di abdicare perfino dalla decennale farsa del confronto destra/sinistra. Destra e sinistra sono dinosauri di un passato ormai fossilizzato, la classe politca italiana non governa più nulla, perchè tutte le decisioni vengono prese a Bruxelles ed imposte da comitati privati sovranazionali, l'unica funzione rimasta in mano alla politica è quella concernente la distribuzione degli appalti, dei finanziamenti e dei ruoli di potere, in un rapporto simbiotico con il mondo del malaffare. Si tratta di una verità incontrovertibile, palese agli occhi di tutti, ma è preferibile che la commedia continui, altrimenti una volta scoppiato il bubbone, chissà dove si potrebbe andare a finire, ed è troppo grande la paura che possano sparire anche le briciole, in una società ormai costituita da raccoglitori di briciole.

Si potrebbe spendere qualche parola anche riguardo alla crisi economica, al dramma dell'inquinamento, ai soldi che non esistono impegnati in opere faraoniche, all'incubo di un ritorno delle centrali nucleari, alla speculazione miliardaria imbastita intorno ai rifiuti di Napoli, alla situazione politica internazionale prodromica di nuove guerre d'occupazione, al progressivo smantellamento degli stati nazionali, in funzione della costruzione di un unico stato globale e globalizzato, quando il gambero del progresso avrà terminato la sua corsa.
Ma l'anno nuovo ormai sta già iniziando ed essendo questi argomenti parte delle sue fondamenta non mancherà certo l'occasione di parlarne.
Per adesso buon brindisi e se vi capita di storcere la bocca per il sapore amaro fate attenzione a non farvi notare, l'etichetta di pessimista, in una società votata all'ottimismo anche quando corre verso il baratro, potrebbe risultare un fardello pesante da portare nel corso del viaggio.

di Marco Cedolin

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Aggressione al MoVimento 5 Stelle in Regione Piemonte


"Oggi c'è stata la discussione in aula delle proposte di legge sulla riduzione degli stipendi dei Consiglieri Regionali, licenziate dalla Commissione Bilancio. L'accordo unanime di Pd, Pdl e Lega ha permesso la bocciatura della nostra proposta che chiedeva una riduzione netta degli stipendi e dei privilegi (compreso il vitalizio dopo soli 5 anni) dei Consiglieri Regionali piemontesi per un risparmio annuo di circa 12 milioni di euro. La proposta di legge dell'Ufficio di Presidenza si è limitata alla riduzione di un mero 10% dell'indennità pari a circa 700 mila euro annui, come richiesto dal dlgs 78/2010: un'adesione "spontanea" perchè correlata ad una riduzione dei trasferimenti statali in caso di mancata riduzione. Proprio per questo, visto che è stata un'azione meramente cosmetica, abbiamo deciso di stamparci delle riproduzioni di banconote da dare ai Consiglieri a parziale copertura delle perdite che matureranno dal 2011. Non l'hanno gradito: neanche avessimo detto che quei soldi li rubano... Giudicate voi dal video. I più violenti: il consigliere del PD, Boeti, che ci ha apostrofato in malo modo e minacciato di violenze fisiche; il consigliere del PDL, Massimiliano Motta, che ha preso a calci Davide Bono e minacciato di violenze fisiche. La pioggia di monetine lanciate nel 1992 a Craxi, oggi è una pioggia di banconote di carta marchiate No Tav per ricordare come sulle speculazioni sulle Grandi Opere sono tutti d'accordo, purchè le tasche siano sempre piene...oltre i lauti stipendi."

MoVimento 5 Stelle Piemonte

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29/12/10

Zitti Zitti....Il rendimento del nostro BTP si avvicina al 5%....

Aggiornamento delle 22.40
La notizia è rimpallata anche negli States: l'acronimo PIIGS purtroppo è dotato immancabilmente di due "I"....
L'avevate forse mai dubitato?
The Italian 'I' In PIIGS Is Starting To Show Signs Of A Real Debt Crisis
Italy's borrowing costs have surged back to financial crisis levels and the country is now looking like a proper member of the eurozone's fringe....
Attendiamo comunque che i volumi riprendano sostanza dopo il 10 Gennaio 2011.

Aggiornamento delle 20.12
Nel sonnecchioso periodo vacanziero, anche altri iniziano ad ACCORGERSENE.....mentre il Dow Jones continua a salire, salire, salire senza soluzione di continuità....come se nulla fosse: oltre oceano per adesso si sentono tranquilli&beati, con la FED che dall'alto benedice....
Italy's debt costs approach red zone
Italy's borrowing costs have jumped to the highest level since the financial crisis two years ago, raising concerns that Europe's biggest debtor may slip from the eurozone's stable core........
Dice bene il GUFO Ambrose Evans-Pritchard: il grafico dei BTP sotto riportato ricorda fin troppo le default-configurazioni di Grecia, Spagna, Portogallo, Irlanda...con la stessa accelerazione.
Speriamo sia solo effetto dei volumi sottili di fine anno....

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Siamo a fine anno ed i mercati sono assai sottili, sia quello azionario che quello dei bond.
In ogni caso (zitti zitti...) il nostro BTP decennale ci sta riservando una bella sorpresina di fine anno, con il rendimento del nostro titolo di stato di riferimento che stamattina è schizzato ad oltre il 4,8%....
La tendenza andrà monitorata con attenzione dopo il 10 gennaio 2011, quando il tran-tran sarà tornato normale: come sempre, se sarà il caso, ve ne daremo conto.
In ogni caso la sensazione è che l'INTASAMENTO di emissioni di debito sovrano del 2011 inizi a dispiegare i suoi effetti nocivi, soprattutto per chi ha sulle spalle una montagna cumulata di debito da 1.867 miliardi di euro, in crescita continua...
vedi in questo BLOG 2011: sono previsti intasamenti sulle autostrade del debito pubblico....
Come volevasi dimostrare il teatrino della nostra "politichetta" ha ben poca influenza sugli "squali" che (giustamente) girano attorno al nostro Debito pubblico...rispetto al peso inalienabile dei nostri preoccupanti FONDAMENTALI.












Bankitalia: debito pubblico record, si riducono le entrate fiscali
ilsole24ore 14 Dicembre 2010
Nuovo record per il debito pubblico italiano, che nel mese di ottobre ha raggiunto i 1.867,398 miliardi di euro, contro gli 1.844 miliardi del mese di settembre.
È quanto si legge nel supplemento al Bollettino di Finanza Pubblica di Bankitalia.
Rispetto all'ottobre 2009 - si legge nel documento - quando il debito delle amministrazioni pubbliche era a 1.804,5 miliardi, il debito è aumentato di circa 63 miliardi.
L'aumento è ancora più alto se si calcola l'incremento dall'inizio dell'anno: rispetto ai 1.763,6 miliardi di fine dicembre la crescità è stata di 104 miliardi, con un incremento del 5,9%..............

Pensate che la Francia nell'ultimo trimestre ha ridotto il debito pubblico di 17 miliardi di euro ed è stato un caso notevole e virtuoso, soprattutto a fronte di una crescita modesta.
Francia: 3* Trim Debito Pubblico Scende Di 17 Mld a 81,5% Del Pil
(ASCA) - Roma, 28 dic - Nel terzo trimestre il debitopubblico francese e' sceso di 17 miliardi di euro a quota1.575 miliardi di euro. Lo comunica l'Insee. Il rapporto debit/pil e' sceso di ...
da Yahoo! Finanza: Ultime notizie - 28/dic/2010 (ieri)

Ipotizziamo che l'Italia riuscisse a ridurre il suo Debito pubblico di 50 miliardi di euro all'anno (e sarebbe un risultato fantascientifico): ebbene per tornare in area "normalità" da 1.000 miliardi di euro ovvero per abbattere il debito di 850 miliardi "per via ordinaria" ci metterremo solo.....arrrghhh!
Fate voi i calcoli che io non me la sento....;-)

Dobbiamo solo sperare che nel 2011 "i soliti noti" trainino la carretta anche per conto dell'Italia che come sempre si metterà a succhiare la ruota....con la nostra classe politica che prontamente si adagerà sugli allori (altrui...)....vantandosi dei meriti (altrui)....
In caso contrario: Patrimonialeeeee....se ci sei batti un colpo....
Ultimatum dei Mercati (tramite la Bce)
00:08 29/12/10
Giuliano Amato ha appena lanciato il dibattito sulla patrimoniale in Italia per ridurre il debito pubblico. Ovviamente nessun politico per ora vuole avvicinarsi al tema, ma anche in Irlanda e Spagna fino a qualche mese fa nessuno proponeva le misure di sacrifici che stanno ora attuando
Allegria!
Buon Anno e Buoni Debiti Pubblici a Tutti!

Vedi i riferimenti sulle ultime "astone" italiane di fine anno che per ora sono state BEN POCO INCORAGGIANTI....anche se il TIMING è stato assai infelice.
E nel 2011 ce ne saranno molte molte altre....

Btp in calo, spread allarga fino a 179 pb, pesano prossime aste martedì 28 dicembre 2010 17:39

Btp cedenti, debolezza su Bund si conferma dopo asta Bot e Ctz mercoledì 29 dicembre 2010 12:49
MILANO, 29 dicembre (Reuters) - Permane la pesantezza del
secondario italiano, che in termini relativi accentua la discesa
rispetto alla carta 'core' tedesca dopo la consistente offerta
di nuova carta a brevissimo da parte del ministero
dell'Economia.
Con il penultimo collocamento 2010 - già a valuta 2011 - il
Tesoro è riuscito a collocare l'ammontare massimo dell'offerta,
un totale di 12 miliardi di euro tra Bot semestrali e nuovo Ctz,
pagando però a prezzo piuttosto caro quella che gli operatori
tendono a definire la tempistica relativamente infelice di
un'offerta tanto massiccia.
Il rendimento di entrambi i titoli in asta è balzato al
massimo degli ultimi due anni, in un mercato fortemente
illiquido, a causa della scarsa propensione all'apertura di
nuove posizioni, e in una seduta di fatto semifestiva.
Nel dettaglio, il Buono semestrale 30 giugno 2011 è stato
assegnato per 8,5 miliardi al prezzo di 99,167 al tasso medio
ponderato di 1,698% da 1,483% di fine novembre, mentre la prima
tranche del Certificato zero coupon dicembre 2012 è stata
aggiudicata per 3,5 miliardi a 94,39 per un tasso di 2,937% da
2,307% del mese scorso in occasione della riapertura del titolo
31 agosto 2012.
Il rapporto tra domanda e offerta è stato di 1,553 da 1,631
sul Bot e 1,183 da 1,828 sul Ctz..............

Nel frattempo...naturalmente la nostra Borsa sta accelerando al rialzo.
Come scrivevo recentemente, ormai i Debiti Pubblici appartengono AD UN'ALTRA DIMENSIONE che con l'azionario e con l'economia "naturalmente" non ha nulla a che fare....:-) (con sarcasmo)
Questa volta tocca alla "Galassia Ligresti" tirare la volata...
Piazza Affari estende i rialzi: galassia Ligresti in primo piano tra ricoperture e speculazione -1
Guardatevi la FACCIA







leggetevi l'agiografia....
... e poi vi sarà più agevole comprendere come mai in Italia le cose vadano sempre peggio....

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L'attentato a Belpietro? Una bufala, come volevasi dimostrare


IL VIDEO DEL 1° OTTOBRE, DI BYOBLU.COM

Ferdinando Pomarici e Grazia Pradella, i due Pm che dal 4 ottobre scorso indagano sull'attentato a Maurizio Belpietro, si sarebbero convinti che quella sera, nel palazzo del direttore di Libero, non sia successo assolutamente niente. Ci sono voluti mesi di indagini, uno sperpero inquantificabile di risorse pubbliche e soprattutto decine di editoriali e di interviste che sono valsi una marea di attestati di solidarietà a Belpietro, di circostanza o meno che fossero, consentendogli di rafforzare il concetto di clima di odio nei confronti dei giornalisti di destra, per dire quello che qui su questo blog abbiamo detto dieci minuti dopo, con tanto di video realizzato a caldo [vedi: ATTENTATO A MAURIZIO BELPIETRO, 1° ottobre 2010].

Questa volta, nonostante il giorno dopo mi fossi sentito costretto ad evocare quel dignitoso sentimento del dubbio per giustificare un semplice esercizio di critica, e nonostante meno di una settimana dopo gli stessi colleghi del caposcorta manifestassero dubbi espliciti sulle dinamiche della vicenda, e nonostante il 13 ottobre la stessa scorta al giornalista fosse stata ridotta e il caposcorta allontanato, questo volta, ripeto, a dirlo non è la sinistra che alimenta il clima di odio, ma è l'ex giornale di Vittorio Feltri.

Ora, però, Belpietro, dopo il tuo editoriale "scusate se sono vivo", me ne aspetto un secondo: "scusate se vi ho fatto stare in pena".

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Person of the Year 2010: MoVimento 5 Stelle

MoVimento5Stelle_Time.jpg

Il MoVimento 5 Stelle è il personaggio dell'anno. Lo dice una fonte autorevole e sopra le parti: io stesso, Beppe Grillo, che l'ho fondato. Dite che non sono credibile, che sono autoreferenziale? E chi se frega. Nella Storia d'Italia del dopoguerra non c'è stato nessuno come il M5S che contro tutti i media, senza finanziamenti di lobby, massonerie, criminalità e affini, senza rimborsi elettorali, abbia ottenuto gli stessi risultati. Questo, e lo dico in particolare ai pennivendoli a pagamento dei giornali e ai mezzi busti della televisione che piuttosto di informare sul M5S si farebbero tagliare le mani, è incontrovertibile. E allora un peana al mezzo milione di voti ottenuti alle elezioni regionali in cinque regioni con una proiezione di due milioni di voti alle eventuali politiche. Un "In alto i cuori" per i ragazzi e le ragazze del M5S che hanno contribuito a bloccare la TAV in Val di Susa e la cementificazione del Canavese, vietato la costruzione di centrali nucleari in Emilia Romagna, introdotto la raccolta differenziata, il wifi e la ripresa in diretta delle sedute dei consigli comunali in molti comuni dove sono stati eletti. Il M5S ha dimostrato coi fatti alcune cose, inconcepibili per l'italiano medio e i partiti. Le elenco. La politica si può fare per spirito civico, con stipendi adeguati alla media degli stipendi italiani e per un massimo di due legislature, poi si ritorna al proprio lavoro. I soldi non sono necessari per fare politica, il M5S ha rifiutato i contributi elettorali di 1.700.000 euro per le regionali, mentre gli altri partiti incassano un miliardo di euro. Ogni voto al M5S, grazie a donazioni volontarie di circa qurantamila euro in tutto, è costato 0,8 centesimi e nulla ai contribuenti. I media tradizionali non sono più indispensabili per fare politica. La Rete li sta sostituendo. Si è parlato del M5S poco e quel poco per criticarlo eppure la gente sapeva in modo misterioso che esisteva e conosceva il suo programma. I leader non servono, non sono mai serviti, sono arrivisti pieni di sé come un tacchino il giorno del Ringraziamento. Il M5S ha una struttura orizzontale, senza vertici, di persone incensurate che si riconoscono negli obiettivi sociali, nel programma, ognuno conta uno, ma chi non muove il culo e non si impegna continuerà a contare zero. I rifiuti non esistono, esistono invece gli interessi dei partiti e della Confindustria con la creazione di discariche e di inceneritori. Il M5S a Cesena, per l'incontro Woodstock 5 Stelle ha riciclato il 91% di una quantità di materiale pari a quella della città di Forlì. Erano presenti 180.000 persone e il parco è stato lasciato immacolato. I materiali riciclabili sono stati pagati 5.000 euro al M5S da una società specializzata in riciclo di Vedelago. L'incontro di Cesena ha avuto in due giorni 5 milioni di contatti via Internet, Un record assoluto per l'Italia, meglio della maggior parte dei canali televisivi nazionali. La televisione e la sua capacità di influenzare l'opinione pubblica sono al tramonto. Vorrei fare qualche critica, ma a questo ci pensano gli altri, inventare balle è il loro mestiere. Non so come finirà, ma il seme è stato gettato, la politica non è un mestiere, ma un dovere civico. Il cittadino è entrato direttamente in politica con il M5S e ci resterà. E' una previsione e insieme un augurio per l'Italia.

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28/12/10

Repressione di regime: sbarcano i pastori sardi a Civitavecchia. Li attende la polizia che li blocca!

http://images.roma.corriereobjects.it/media/foto/2010/12/28/pasto--180x140.JPG200 pastori sardi diretti verso Roma! Sbarco previsto stamane a Civitavecchia, e poi partenza in pullman verso la capitale. Ma ad attenderli al porto di Civitavecchia c'era la polizia che ha impedito loro di salire sui pullman e di dirigersi verso Roma per manifestare.

Quando i pastori hanno provato a superare il cordone formato dalle forze dell'ordine, sono iniziati gli scontri. Alla fine ci sono stati due denunciati per resistenza a pubblico ufficiale ... tutti i presenti sono stati denunciati per manifestazione non autorizzata oltre il sequestro di cinque pullman.

L'obbiettivo dei pastori era di dirigersi a Roma e manifestare (bloccando un arteria della città) contro gli aumenti indiscriminati del costo del latte (il costo del latte fissato dagli industriali è di 65 cent al litro, il costo di produzione per i pastori è di 90 cent per litro ...)

Commentano così i pastori, "Siamo padri di famiglia, invece ci stanno trattando come criminali - dice Felice Floris - siamo venuti con intenzioni pacifiche e invece continuano a impedirci di muoverci. Stasera alle 22.30 ripartiremo per Olbia scortati dalle forze dell'ordine anche durante la traversata". "E' una vergogna - aggiunge - siamo stati sottoposti a un vero e proprio sequestro preventivo, insieme ai pullman i cui autisti sono stati identificati e minacciati di denuncia se solo si fossero mossi. Non solo, successivamente ci hanno privati dell'elementare diritto di salire sui treni diretti a Roma". "E pensare - conclude il leader del Movimento - che una nostra delegazione voleva solo proporre al ministero la costituzione di un Coordinamento mediterraneo dei Paesi che praticano la pastorizia allo scopo di far fronte alle attuali normative che penalizzano pesantemente l'intera categoria"



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25/12/10

LA TASSA SULLA SPAZZATURA: UN IMBROGLIO DA SMASCHERARE


Definire un’emergenza, la questione dei rifiuti, è un’infantile sottovalutazione del problema. In verità, siamo di fronte a una vera e propria calamità. Per tanto, tale contingenza va risolta alla radice. Raccolta differenziata, discariche, inceneritori, bonifica ed altro, non sono che palliativi di facciata, deputati a nascondere la polvere sotto il tappeto. Ma il problema, presto o tardi, tornerà a mostrarsi in tutta la sua gravità.
 Per tale motivo, nessuno, si può dissociare dai propri doveri ne, tanto meno loro, gli scriteriati e ingordi imprenditori, contrassegnati da una sconcertante e patologica incapacità, di dirigersi, di adeguarsi e di controllarsi. E’ strabiliante come nessuno (istituzioni e società civile) punti il dito contro di loro, assolvendoli e scagionandoli a priori da ogni responsabilità e senso civico, relativi alla drammatica situazione ambientale.
 Il fatto di avere delegato al Sistema ogni nostra oggettiva individualità, personalismo, immaginazione e slancio rivoluzionario, ha prodotto in noi quella perdita di autonomia e di consapevolezza, necessarie e indispensabili per una corretta comprensione e visione della realtà e della verità. E’ del resto singolare il fatto che, il liberismo, visto il contrasto logico (e, diversamente da i suoi obiettivi), sia stato in grado, più di ogni altro regime comunista massimalista, di pianificare e mettere in atto un’opera di omologazione e appiattimento culturale, unica nella storia dell’uomo.

La produzione dei rifiuti e il loro smaltimento, è uno dei tre quesiti irrisolti e più inquietanti dell’umanità, dopo l’omologazione e la contraffazione della realtà, che ne mettono a serio rischio la sua stessa sopravvivenza. E’ arrivato il momento che i consumatori aprano gli occhi e inseriscano il cervello, per dare a Cesare le responsabilità di Cesare e, ai cittadini, le loro.
 Vi siete mai chiesti, per quale empirico motivo e singolare logica, ci viene addebitato l’onere relativo alla tassa sulla spazzatura? La risposta va ricercata nella nostra stupidità, nella supina accettazione delle regole e, in una vile sudditanza verso il Sistema.
 Siamo stati ingannati per decenni e, come nel gioco delle tre carte, ci hanno fatto credere di essere gli autori di una tale sciagura, e colpevolizzato dei disastri biblici, che la stessa ha causato, causa e che, in futuro, provocherà.
 Alla luce della verità, è l’industria (Cesare), e non noi, a doversi accollare tutti costi, relativi alla produzione dei rifiuti e del loro smaltimento. Non puoi “buttare il sasso e nascondere la mano.” Tu li produci e tu li smaltisci; diversamente, ti adegui e non li produci! Assolvere l’industria (sempre e in ogni caso), esimendola ed escludendola a priori, da ogni addebito, perché presupposto di sviluppo, occupazione e di benessere, è il più infame atto di ingiustizia, di ipocrisia e di raggiro sociale del quale, un paese che si definisce civile, si possa macchiare. L’Ilva di Taranto, un esempio per tutti.

E’ triste e penoso il fatto che il consumatore accetti, senza obiettare, il pagamento dell’onere, relativo alla tassa sulla “monnezza”, ritenendolo giustificato e doveroso.
 Questa, è una dimostrazione di illusionismo applicato alla realtà, indotto dal Sistema, che gioca sulla percezione falsata che ha il consumatore, di ritenersi responsabile (in prima persona), del problema dei rifiuti, per avere “impunemente” soddisfatto il suo bisogno di acquisto e le sue necessità. Il contenitore che, in seguito, trasfigurerà la sua originale funzione in quella di rifiuto, é il paradigma della colpa e, l’onere di pagarne lo smaltimento, interviene come elemento di espiazione catartica. 
E se il contenitore fosse gratuito, così che il suo costo di produzione, non debba incidere sull’effettivo valore del contenuto? Allora, in questo caso, la teoria dell’illusionismo si ribalterebbe, passando di mano a “Cesare” (l’industria) che, si dovrà fare carico (per stringente logica), dei costi relativi al suo smaltimento, avendolo prodotto a sue spese. 
La spazzatura, dunque, appartiene a chi la produce e non al consumatore che acquista il bene! E su questo, non si discute.

Se l’industria fosse messa di fronte, alle proprie responsabilità e quindi, sanzionata e penalizzata, per le regole infrante, la fiscalità evasa, gli obblighi e i doveri civili, calpestati, cambierebbe di colpo la fisionomia del nostro paese. In questo modo, acquisterebbe e svilupperebbe quella sensibilità necessaria tale da potere distinguere il vero dal falso, il giusto dall’iniquo e la libertà dalla licenza. L’inquinamento, una tragedia che, da decenni, compromette (spesso in maniera irreversibile), le acque e il territorio, accanendosi sulla qualità della vita dei cittadini, si ridurrebbe drasticamente.
 Se poi, in maniera esemplare, venissero colpiti e condannati tutti i responsabili di quella serie infinita di comportamenti illeciti, violazioni e abusi, che caratterizzano la vita sociale, pubblica e politica di questo paese e concorrono massicciamente a decretarne il suo declino economico e deriva morale, saremmo in grado di dare, alla locuzione “società civile”, la sua (da troppo tempo contraffatta), esatta interpretazione storica ed etimologica.

L’industria, si deve attenere a tre regole fondamentali e ineludibili, che rientrano nelle logiche di un mercato etico e responsabile:

a) Produrre contenitori biodegradabili.

b) Diversamente, farsi carico, dei costi, relativi alla produzione, di contenitori, imballaggi e affini, e del loro smaltimento.

c) La realizzazione di Inceneritori, discariche, trasporto dei rifiuti, bonifica del territorio e tutto l’indotto, sono di esclusiva competenza di “Cesare”.

di Gianni Tirelli

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La censura preventiva dei Moratti

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I Moratti hanno inaugurato la censura preventiva sull'informazione minacciando di azioni legali chi darà notizia del libro "Il Paese dei Moratti". Nessuno, che io sappia, era mai arrivato a tanto. Lorenzo Fazio, direttore di Chiarelettere, la casa editrice che ha pubblicato il libro, mi ha inviato una lettera.
"Stupore e incredulità ha suscitato il comunicato che l’Ansa ha diffuso il 13 dicembre con il quale Gian Marco e Massimo Moratti hanno dichiarato che intendono agire non solo nei confronti dell’autore e dell’editore del libro "Nel paese dei Moratti" di Giorgio Meletti pubblicato da Chiarettere, “stante i contenuti non veritieri del medesimo libro”, ma anche nei confronti dei “massmedia che in qualsiasi forma e sede, allo stesso abbiano dato o diano spazio e risalto”. La minaccia di far processare chi parlerà del libro, favorendone la diffusione, è inusuale e grave poiché penalizza l’attività imprenditoriale dell’editore e la libera circolazione delle informazioni su una vicenda della quale si è parlato davvero troppo poco. Anche la Fnsi, la Federazione della stampa, ha criticato le parole e l’iniziativa dei Moratti (“Fnsi e Asr non possono che ribadire che il diritto di cronaca e quello dei cittadini a essere correttamente informati sono le basi stesse di una società democratica”), che hanno replicato in una lettera recapitata al Fatto, riformulando la loro posizione. Tutto ciò si aggiunge alle pressioni esercitate sugli stessi operai e sul sindaco in occasione del dibattito pubblico organizzato a Sarroch per presentare il volume. Forse un giudice potrebbe essere chiamato a decidere sulla legittimità di queste iniziative. Il libro è stato pubblicato con lo scopo di far conoscere quella vicenda e porre domande su come siano andate le cose quel tragico giorno del 2009, quando morirono tre operai della Saras. I massimi responsabili della raffineria, nel totale silenzio dei mass media, hanno ricevuto una richiesta di rinvio a giudizio per omicidio colposo plurimo (l’udienza preliminare è fissata per il prossimo 17 febbraio) per i fatti ricostruiti da Meletti. Chiarelettere e l’autore continueranno a difendere la scelta di trattare un problema così importante e difficile proprio per onorare la memoria dei tre operai morti, per tenere desta l’attenzione sul tema della sicurezza sul lavoro, e per difendere il diritto di informazione, nonostante tutto. Basta Sarroch, basta Thyssen."

di Lorenzo Fazio

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23/12/10

Continuano le "stranezze" di Dr. Copper (assai esemplari....)

Forse non avete letto con sufficiente attenzione il mio articolo di 8 giorni fa:
Dr. Copper ha preso la "laurea in economia" al CEPU....
Tra le altre cose scrivevo:
... siamo di fronte ad una marcia trionfale del prezzo del rame che, dai minimi toccati nel picco della Grande Crisi, con un mega-rimbalzo a "V" ha toccato nuovi massimi storici stracciando quelli precedenti....
Non metto in dubbio che dietro a queste performances da urlo ci siano anche delle solide ragioni fondamentali (= Boom del BRIC e affini).
Però anche "il laureato" Dr. Copper potrebbe essere condizionato da un "filino" di rumore di fondo speculativo, come moooolte altre commodities e come ormai tutto quello che si può comprare&vendere sui mercati internazionali, basta che "respiri".....
...Si dice (giustamente) che la speculazione in senso "classico" sia cosa buona perchè rende "più liquido" e dunque meno manipolabile da tizio&caio uno strumento d'investimento. Peccato che io mi riferisca alla SPECULAZIONE architettata a tavolino dai soliti 4 gatti too-big-to-fail che (volenti o meglio nolenti...) abbiamo salvato dal fallimento a catena...
Insomma una speculazione monopolistica, telecomandata e manipolativa.
In effetti sarebbe meglio chiamarla MANIPOLAZIONE tout court.
Sono i soliti 4 gatti Big Player che sono tornati a giocare pesantemente al Casinò, in modo sostanzialmente autoreferenziale e con un potere devastante dato dal fatto di essere sia TOO-BIG che TO-FAIL....
Anche io sono convinto che, con BRIC&affini in Boom, le commodities siano destinate a salire di prezzo per spinta "naturale" (e ci sarà una lotta sempre più dura di accaparramento delle risorse...).
Ma le Big Banks, grazie al loro stato di quasi monopolio, ci giocano sopra amplificando ed alterando a dismisura le "naturali" dinamiche di prezzo
Le ferali conseguenze di questi giochi di "carta" sull'economia reale le abbiamo già sperimentate sulla nostra pelle. ......
Pensate che sia stato troppo severo nel giudicare "le competenze" di Dr. Copper?
Guardate qua allora....
Girano voci di corridoio che la MONOPOLISTICA JP MORGAN avrebbe allungato i suoi tentacoli anche sul mercato di Dr. Copper controllandone a Londra una fettona compresa tra il 50% e l'80%....mentre quel "folle saggio" di ZeroHedge si spinge ad ipotizzare un "ironico" 89,9%..
...One Buyer Owns More Than 90 Percent Of Copper Stocks On London Exchange REUTERS LONDON
.............

Vi aggiungo alcuni particolari sull'ipotesi di Grande Accaparamento/Manipolazione in corso.
Vi ricordate quando nel 2008 il Petrolio schizzò da 70 dollari a 160 in un amen?...Ecco ci siamo capiti....;-)
Il Wall Street Journal due giorni fa ha pubblicato un interessante articolo, dandone ampio risalto: Trader Holds $3 Billion of Copper in London! (Un singolo operatore ha comprato Rame per 3 miliardi al London Metal Exchange!)
Insomma viene ribadito l'episodio che vi raccontai il 15 Dicembre sul mio BLOG, aggiungendo nuovi ed ulteriori particolari:
Tra parentesi il WSJ nota che anche sull'alluminio ora un singolo operatore ha comprato il 90% del metallo immagazzinato alle borse merci....
.....Ci sono alcuni mega istituzioni finanziarie che stanno accaparrando le materie prime per manipolare il prezzo.
Lo dice nero su bianco oggi in prima pagina il Wall Street Journal, JP Morgan ha accaparrato rame per 3 miliardi, l'80% di quello custodito alla borsa merci e Glencore ha accaparrato il 90% dell'alluminio immagazzinato tramite un accordo con i russi di Rusal.
Poi dicono che le "....le materie prime salgono per la domanda dell'Asia ..."...

ed ancora QUI
Il 6 dicembre il Telegraph ha riportato che il misterioso compratore di metà del rame immagazzinato al London Metal Exchange era JP Morgan.
L'implicazione ovviamente sarebbe che stiano "facendo un corner" al mercato e se non li fermano le autorità schiacciano i ribassisti rimasti e fanno esplodere il prezzo.
L'articolo era molto commentato, perchè diceva che "qualcuno" (un operatore singolo) aveva messo 1.5 miliardi di dollari per comprare l'equivalente tramite future del 50 o 80% circa delle 350mila tonnellate di Rame che dovrebbero essere al LME.
Da allora il rame è salito ancora da 3800 a 4300 al Comex e ha sfondato i massimi del 2008 I commenti che ho letto erano di due tipi:
chi diceva che JP Morgan e altre due banche stanno comprando a mani basse rame tramite futures perchè questa settimana lanciano un ETF sul rame...
....L'altro tipo di spiegazione era che invece JP Morgan, HSBC e Goldman (noti come "Los Bandidos") stanno spingendo su il prezzo del rame perchè così si stimola la produzione che è necessaria a JP Morgan per estrarre più argento, in quando l'argento è un sottoprodotto dell'estrazione del rame come noto, e JP Morgan come noto è short Argento per conto della FED da anni e ha bisogno di mettere le mani su dell'argento prima che salti tutto per aria.
...... Il Financial Times ha fatto seguito notando altre stranezze anche oggi e cioè che il Rame sta sfondando i massimi assoluti mentre la domanda è fiacca, in Cina lo si immagazzina e non lo si consuma, vedi oggi "China’s bonded-warehouse copper mystery"...
Quindi hai due anzi tre misteri o meglio manipolazione del rame in corso..... ...............

Naturalmente quel fenomeno da baraccone di Jim Cramer nel suo popolarissimo programma Mad Money la pensa diversamente. :-)
...Secondo Jim Cramer il rialzo del rame non sarebbe dovuto alla speculazione sui futures ma a paesi come Cina-India-Brasile che crescono dell'8% all'anno.
Nel 2008 era speculazione di hedge funds ma adesso no: il boom dei prezzi sarebbe causato dalla domanda reale.
Inoltre pochi giorni fa hanno alzato i margini per i metalli al CME: se il Copper non si schianta in 2 giorni, significa che sotto c'e solida domanda.
http://www.cnbc.com

A Voi ed ai posteri l'ardua sentenza...


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Generazione decrescente


Provate, se avete più di quarant’anni, a far parte di una generazione che si è sempre sentita dire che è fortunata perché ha avuto tutto. Provate ad immaginare, per una volta, che cosa voglia dire davvero avere tutto. O pensare di averlo, almeno. Credete che sia facile dare un senso alla propria vita?

Provate a vivere in un mondo in cui tutto è già stato detto, o fatto, o scoperto, o inventato, o addirittura vissuto. Un mondo in cui i vostri padri possono vantarsi di aver costruito tutto da soli. Immaginate di non trovarvi sempre e comunque a vostro agio, in questo mondo costruito “per voi”, soprattutto quando ne avete molte ragioni per farlo.

Provate ad avere trent’anni e a dover lavorare a tempo determinato in un call center, magari vivendo ancora in casa dei genitori perché impossibilitati a (se non incapaci di) mettere su famiglia. Se non volete metter su famiglia, provate a metter su casa, se non potete ricevere un prestito da banche ormai alla rovina che non si fidano (!) di voi.

Provate a crescere col cervello quotidianamente bombardato da impulsi che, quando non sono a scopo pubblicitario, vi fanno credere che, senza il minimo impegno o capacità, diventerete rock-star o divi televisivi. Crescete col boom della pubblicità prima e dei reality show poi, invece che con “Carosello”.

Provate ad uscire un sabato sera e sentire il vuoto fuori e dentro di voi, nel vedere molti, troppi coetanei incapaci di affrontare anche una semplice serata in discoteca senza ricorrere all’uso di sostanze più o meno legali.

Provate a crescere e maturare nel periodo storico in cui si stanno pagando le conseguenze sociali, ambientali, politiche ed economiche delle scelte sbagliate fatte da molte delle persone che oggi vi accusano di essere degli ingenui, dei deboli, degli svogliati… dei vigliacchi!

Provate a non avere idea di cosa ne sarà del vostro domani, vuoi per i crash finanziari piuttosto che per i cambiamenti climatici.

Provate ad essere giovani in un mondo vecchio. Un mondo in cui la folle corsa al “di più”, al “più grande”, al “più veloce”, vi ha probabilmente fatto mangiare tre volte al giorno, ma vi ha tolto molto altro.

Provate, anche solo per un giorno. E vedremo se la Decrescita non è l’unica risposta ai nostri problemi che non sia priva di senso, vivendo nella quasi totale assenza, tra l’altro, di uno straccio di spiritualità o di un briciolo di ideologia.

È stato fino ad oggi un viaggio a senso solo: verso l’alto. Ma chi vola troppo in alto, si sa, prima o poi viene colto dalla vertigine.

Noi siamo la vertigine. E vogliamo rallentare. Vogliamo scendere. Vogliamo decrescere!

di Maurizio Pallante e Andrea Bertaglio

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22/12/10

Rosi vota da sola!



Se questa la chiamiamo democrazia …

Guardate il presidente di turno, ieri al Senato, Rosi Mauro (Lega Nord), come a suo piacimento decide se una legge è “approvata” o “non approvata”, al massimo “non ammissibile” (il voto era per alzata di mano) … elencando a raffica una gran quantità di provvedimenti tra le polemiche e le urla dell’opposizione … poi finalmente si blocca, grida “vergogna” e sospende la seduta.

Secondo voi quanti saranno riusciti a dare almeno un voto???

Fatto stà che col pasticcio creato dalla Mauro non si è capito quali provvedimenti sono passati e quali no … sembra sia stato approvato uno del Pd che fa tornare tutta la riforma Gelmini alla Camera … alla fine interviene il presidente del Senato, Schifani, che decide: le votazioni gestite da Rosi Mauro e contestate, vanno ripetute!

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Nucleare: dì la tua. Ma leggi bene prima.


Impazza a reti unificate lo spot del "Forum Nucleare". Dì la tua! Già solo il fatto che, per farci dire la nostra, abbiano staccato lauti assegni in commercial TV desta sospetti sull'imparzialità dell'operazione.

Ma perché essere sempre sospettosi? Mi sono detta. Così, ho fatto un giretto sul sito segnalato, dove possiamo "dire la nostra" sul nucleare. Anzitutto, veniamo invitati ad informarci attraverso la lettura di documenti e la visione di video, cose tipo "E' vero che le scorte di uranio si stanno esaurendo?" risposta. "NO!", così provvediamo subito a farci un'idea.

Poi vedo il banner con la bella lampadina su sfondo verde e lo slogan "Newclear" (ricordate i "Newglobal"?), e comincia a farsi luce. Per finire, riesco a trovare un "chi siamo", clicco e mi trovo davanti il faccione di Chicco Testa. Un vecchio amico di Petrolio, di cui abbiamo detto un gran bene qui ma soprattutto qui.

Insomma, la solita operazione di marketing. Siccome non bisogna convincere la zia Rosina, alla quale bastano le solite quattro panzane, ma gente un filino più competente ed avveduta, si vernicia tutta l'operazione con una mano di imparzialità, autorevolezza, coinvolgimento e web 2.0 in modo da somigliare tanto ad una riflessione collettiva piuttosto che a una mera operazione pubblicitaria, ovvero quel che è in realtà. Chissà cosa ci guadagnano, mah.

Intanto certi ammiratori degli USA, che tanto si affannano per il nucleare nostrano, dovrebbero forse prestare attenzione a cosa dicono gli amici americani. Oppure gli USA vanno ascoltati solo quando fa comodo? Il DOE (Dipartimento per l'Energia) ha appena pubblicato uno studio secondo cui sarà più alto del 37% rispetto a quanto previsto solo qualche mese fa l'esborso che gli Stati Uniti dovranno sostenere per i nuovi impianti nucleari.

Il nucleare è stato stimato a 5.339 dollari/kW con un aumento, appunto, di circa il 37%; per l'eolico si è passati a 2.438 dollari/kW con un incremento registrato del 21%; per gli impianti a polverino di carbone (+25%) il costo è stimato a 2.844 dollari/kW. Marginale (+1%) l'aumento del gas, andato a 1.003 dollari/kW.
Inoltre, se si considera il divario dei costi stimati dal Dipartimento energetico Usa, il nucleare sale a 14,37 centesimi al kilowattora contro gli 8,05 del gas, gli 11,32 dell'eolico, i 12,49 del carbone.

Chi avvisa Chicco Testa? Su, tutti sul forum a dire la nostra.

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Solare fotovoltaico e solare termico in un solo pannello? Beghelli ci prova

Prima o poi qualcuno doveva provare a realizzare un prodotto commerciale che unisse la funzione di un pannello fotovoltaico con quella di uno termico. Ci ha pensato l’italiana Beghelli, che ha da poco messo sul mercato un pannello che produce sia energia elettrica che acqua calda sanitaria.

In realtà, leggendo le poche informazioni presenti sul sito della Beghelli, sembrerebbe che il pannello sia soprattutto fotovoltaico e solo secondariamente termico: l’acqua viene riscaldata raffreddando il pannello. Non è male come idea: i pannelli fotovoltaici amano la luce ma temono il calore, che fa scendere di molto l’efficienza delle celle di silicio. Beghelli afferma che questa soluzione porta l’efficienza dei pannelli al 20%.

Con una serpentina montata dietro le celle, all’interno della quale scorre un liquido termoconduttore, il calore passa dal pannello fotovoltaico all’acqua sanitaria. Ma è solo il calore in eccesso perché la cella fotovoltaica, ovviamente, è opaca e trattiene in superficie il grosso della radiazione. Nei pannelli solari termici tradizionali, invece, il calore del sole viene intrappolato all’interno del pannello stesso e concentrato sul fluido.

Quindi, ad occhio e croce, si potrebbe pensare che l’efficacia del prodotto Beghelli come pannello solare termico sia scarsina, e che l’acqua calda sia poca. E’ anche vero, però, che la superficie media di un impianto fotovoltaico è molto maggiore di quella di un semplice pannello termico. Quello che Beghelli non ottiene con la sua soluzione “due in uno”, quindi, potrebbe essere recuperato con le maggiori dimensioni.

Via | Beghelli

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Il vero stato della ricchezza in Italia

La Banca d’Italia dice che nel 2009 tutte le famiglie possedevano più o meno 350 mila euro in beni di vario tipo. E’ la vecchia storia dei morti sulle autostrade. Se ogni anno ci sono mille viaggiatori e cinquecento morti, significa che siamo tutti mezzi morti.

Invece la vita insegna che c’è chi muore e chi se la spassa. Nella fattispecie, delle 24.905.042 famiglie italiane [al 31 dicembre 2009, fonte Istat], ce ne sono 2 milioni, 490 mila e 504 che se la spassano, possedendo oltre il 45% dei 9 miliardi e mezzo di euro cui assomma la ricchezza lorda di tutte le famiglie messe insieme, e oltre 12 milioni (12.452.521) che se la vedono male, dovendo spartirsi un misero 10%.

In parole povere, col cavolo che la ricchezza di ogni famiglia assomma a 350 mila euro: ci sono 10 famiglie su 100 che hanno in media un milione e mezzo di euro a testa e 50 famiglie su 100 che non arrivano a 70 mila. Di più, queste ultime hanno un reddito medio familiare annuo di 8.019,30€ contro i quasi 200 mila euro delle 10 famiglie vip.

Tanto per schiarirvi le idee, se la torta intera fosse la ricchezza disponibile, e ogni smiley fossero 2 milioni e mezzo di famiglie, la situazione del nostro paese a tutto il 2009 sarebbe più o meno questa.

Distribuzione RicchezzaItalia Grafico Torta

10 famiglie su 100 hanno uno spazio vitale degno di un imperatore, 40 si accontentano di un modesto giardinetto privato (sono quelle che fanno la settimana bianca) e 50 vivono accatastate le une sulle altre come e peggio delle galline in un moderno allevamento di polli, dove la luce del sole è un miraggio e se vai di corpo fai lo shampoo a quello di sotto. La storia tristemente insegna che prima o poi le 50 faccine rosse, livide di rabbia, invadono i giardini fioriti delle 10 faccine sorridenti, che smettono di sorridere.
Buon senso vorrebbe invece che, sulla torta, ciascuno avesse più o meno lo stesso spazio, ma ciò che alcuni chiamano ragionevole, altri lo chiamano comunismo. Punti di vista.

Intendiamoci: una distribuzione di risorse e di ricchezze perfettamente equa è utopica e forse contraria alla natura competitiva dell’essere umano, ma anche un sistema sociale nel quale il divario in termini di benessere sia tanto esasperato da suonare offensivo è insostenibile.

Nel loro “Study for the World Institute for Development Economics Research” [2001], Giovanni Andrea Cornia e Julius Court mettono in guardia da un egualitarismo eccessivo nella distribuzione della ricchezza, in quanto porterebbe a incentivi-trappola, speculazione, grandi costi di operazione e corruzione nel sistema di redistribuzione. Il risultato influirebbe sul potenziale di crescita del Paese allo stesso modo in cui inciderebbe un’iniquità estrema, che distruggerebbe la coesione sociale, aumentando il malcontento pubblico, alimentando il conflitto sociale e causando incertezze riguardo ai diritti di proprietà.

La politica pubblica insomma deve avere come obbiettivo un intervallo di inegualità efficiente. Come si fa allora a incentivare il merito senza creare buchi neri sociali che si accrescono indefinitamente?

In statistica, per misurare il grado di concentrazione di una risorsa si usa il coefficiente di Gini. Corrado Gini, statistico, economista e sociologo italiano morto nel 1965, mise a punto un metodo di calcolo della disuguaglianza dei redditi chiamato indice di concentrazione di Gini, che si basa sulla curva di Lorenz.

In soldoni, funziona così: sull’asse delle x metti le percentuali delle famiglie in ordine crescente. Ovvero: il 10% delle famiglie, il 20%, il 30% e così via. Sull’asse delle y metti invece, ad esempio, le percentuali di reddito che le stesse famiglie si accaparrano. Un punto sul grafico (x,y) dice che quella certa percentuale di famiglie x ha a disposizione quella certa percentuale sul reddito totale y.
Non bisogna essere laureati in matematica per capire che la perfetta equità si ottiene per tutti i punti del grafico che hanno la coordinata x uguale alla coordinata y. In parole povere, sono tutti i punti ideali che rappresentano un paese dove il 20% delle famiglie ha il 20% del reddito totale, il 30% ne ha il 30%, il 40% ne ha il 40% e così via fino al 100%. Abbiamo cioè appena disegnato una linea retta, la linea di perfetta uguaglianza.

Curva di Lorenz

Di contro, all’opposto della situazione ideale c’è la linea di totale inequità, ovvero quella condizione nella quale il 10% delle famiglie ha lo 0% della ricchezza totale, così come non ha nulla il 20% delle famiglie, il 30% e via discorrendo fino al 99,9%, perché esiste una unica famiglia che si accaparra tutta la ricchezza disponibile, ragion per cui quando la linea di totale inequità raggiunge il 100%, fa un balzo repentino e discontinuo al 100% della ricchezza.

Le situazioni reali, cioè quelle intermedie tra la linea di perfetta eguaglianza e la linea di totale inequità, sono quelle descritte dalla curva di Lorenz.

Ecco, l’indice di Gini misura quanto la curva di Lorenz si discosti dalla linea di perfetta eguaglianza, in rapporto alla linea di totale inequità, e si calcola dividendo l’aera racchiusa tra la curva di Lorenz e la linea di perfetta eguaglianza per l’area totale sotto alla linea di perfetta eguaglianza. Il coefficiente di Gini, insomma, è un rapporto che intuitivamente varia tra 0 (quando, in una situazione di distribuzione della ricchezza totalmente uniforme, la curva di Lorenz coincide con la linea di perfetta eguaglianza e dunque l’aera è nulla) e 1 (la curva di Lorenz coincide con la linea di totale inequità, e dunque l’area che delimita con la linea di perfetta eguaglianza e l’area totale sotto la linea retta coincidono, dunque il rapporto vale 1). Più il rapporto si avvicina allo zero, più avremo equità di distribuzione; più al contrario viaggia verso l’1, più avremo condizioni di forte disuguaglianza reddituale.

Il coefficiente di Gini

L’intervallo di inegualità efficiente, quello nel quale la ricchezza ha una distribuzione tale da consentire lo sviluppo dell’economia, è compreso tra 0,25 e 0,40. Secondo il World Factobook 2009, questa è la rappresentazione del coefficiente di Gini rispetto alla distribuzione del reddito nei vari paesi del mondo.

Il coefficiente di Gini per i redditi dei vari paesi nel mondo, nel 2009

I paesi più virtuosi sono quelli scandinavi, mentre il Sudafrica, con un coefficiente maggiore di 0,6, appare come uno stato con un divario reddituale fortemente esasperato. A titolo di nota metodologica, per i paesi molto estesi il coefficiente di Gini può non essere preciso, quindi i valori degli Stati Uniti e della Cina sono da leggersi con cautela.

Se poi andassimo a verificare qual è la distribuzione della ricchezza a livello mondiale, scopriremmo che il 60% delle famiglie italiane ha una ricchezza netta superiore a quella del 90% delle famiglie di tutto il mondo, con una quota sulla ricchezza netta mondiale del 5,7%. Calcolando che il nostro PIL si attesta sul 3% e che rappresentiamo numericamente meno dell’1% della popolazione mondiale, il risultato è sorprendente. Del resto se volete gloriarvi dell’appartenenza a una casta di privilegiati basta che facciate un semplice test, disponibile su Global Rich List. Selezionate euro come valuta di riferimento e inserite il vostro reddito annuo. Alcuni scopriranno senza difficoltà di appartenere allo 0,98% più ricco del pianeta. Poi, certo, bisognerebbe misurare anche il potere d’acquisto del vile danaro e non dimenticare che esistono beni che non si possono depositare in banca, come la possibilità di vivere e respirare aria pulita sotto a cieli azzurri, o di passeggiare in mezzo a foreste incontaminate traforate dai raggi di un sole che illumina milioni di granellini dorati in sospensione sotto a un tetto di foglie. Per molti di quello 0,98%, le immagini appena evocate non sono altro che reminiscenze lontane di un atavico ancestrale inconscio collettivo, da rievocare collettivamente celebrando il rito della memoria su Discovery Channel o al più su Nat Geo.

Ma è a pagina 29 del documento di Banca d’Italia che troviamo un dato a dir poco sconfortante. L’indice di Gini applicato alla ricchezza netta delle famiglie italiane, calcolato per il 2008, è pari a 0,613. La ricchezza è cioè fortemente concentrata nelle mani di poche famiglie, lasciando alle altre le briciole. La situazione è ancora peggiore, ma questo era prevedibile, per quanto riguarda la concentrazione delle attività finanziarie che, attestandosi allo 0,763, testimoniano come maneggiare titoli e azioni non sia proprio alla portata di tutti, mentre le passività finanziarie, ovvero i debiti (mutui e prestiti personali) sono quasi esclusivamente a carico di pochissimi fortunati, essendo caratterizzati da un coefficiente di Gini pari a 0,907, delineando così una curva di Lorenz che accarezza molto da vicino la linea di totale inequità.

Ricchezza e debiti per due ristrette élite, insomma, le une che fanno da contraltare alle altre.

Il coefficiente di Gini per la ricchezza e per i debiti in Italia

Ma per comprendere appieno di cosa stiamo parlando, forse è il caso di scoprire le carte e mostrare in maniera inequivocabile il significato della parola inequità sociale. Tenetevi forte.

Mentre la maggior parte degli italiani può ritenersi fortunata se ha uno stipendio di 1800€ al mese, visto che lo stesso documento della Banca d’Italia fotografa un rapporto ricchezza netta / reddito disponibile di 8,2 (p.27, tavola 2A) - il che per 12 milioni di famiglie significherebbe un reddito annuo di poco più di 8 mila € - ci sono membri di quelle 10 fortunate famiglie che hanno redditi personali da multinazionale.

Il signor Carlo Puri Negri, ex vicepresidente esecutivo di Pirelli Real Estate, guadagna circa 38 mila €. Al mese? No: al giorno! Il che fa qualcosa come 14 milioni di euro all’anno. Claudio De Conto, che di Pirelli era solo direttore generale, doveva accontentarsi di 7 milioni e 200 mila euro all’anno. Il tronchetto della felicità, come lo chiama Grillo, al secolo Marco Tronchetti Provera, guadagna circa 15 mila euro al giorno, caffè più caffè meno: 5.600.000 euro all’anno. Luca Cordero di Montezemolo si fa 5.177.000 euro l’anno, Sergio Marchionne 4.782.000, più o meno come l’ad di Finmeccanica, Pier Francesco Guarguaglini. Alessandro Profumo (Unicredit) e Paolo Scaroni (Eni) viaggiano sui 4 milioni e rotti a testa, senza contare stock option e cumuli di cariche.

Per par condicio, due idoli del calcio come Eto’o e Ronaldino non si allenano se ogni giorno non ricevono rispettivamente 37.410 € e 71.942 €. Parliamo di 780 mila euro al mese per il primo e di 1 milione e mezzo di euro al mese per Ronaldino (9 e 18 milioni di euro all’anno). Con questi ingaggi, si capisce perché possano permettersi di fare un anno bene e altri tre a cazzeggiare.

Steven Spielberg, invece, guadagna 287.770 € al giorno! Ovvero 6 milioni al mese, 72 all’anno. George Lucas fa meglio: 489 mila euro al giorno (10 milioni al mese). Tom Cruise vivacchia con 16 milioni all’anno. Johnny Depp fa lo scemo per 216 mila euro al giorno, ovvero 4 milioni e mezzo al mese (53 all’anno). Adam Sandler fa l’innamorato impacciato per la modica cifra di 115 mila euro al giorno, Roland Emmerich grida ciak per 50 milioni di euro all’anno e Ben Stiller si esibisce in lineamenti ed espressioni intelligenti per non meno di 105 mila euro al giorno (38 milioni all’anno).

Ma c’è anche chi, come un certo Carlos Slim (amministratore delegato di Telmex, di Telcel e di America Movil) vede il proprio conto in banca gonfiarsi al ritmo di 53 milioni 237 mila e 410 euro al giorno, poco più di un miliardo di euro al mese, che fanno 13 miliardi all’anno. Alla quarta settimana, lo si può vedere rubare le briciole ai piccioni in piazza San Marco. [fonte: il tuo salario]

Intanto, il debito di quelle famiglie italiane che un coefficiente di Gini pari a 0,907 condanna al rimborso perpetuo di rate inestinguibili sale costantemente. Dal 1995 al 2009 è passato da 255 a oltre 860 miliardi di euro.

Quanto tempo passerà, prima che i 31 milioni di italiani ammassati nella fetta rossa della torta decidano che è venuto il momento di dare una risistematina alla spartizione del benessere?

Fonte articolo

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