23/11/12

Dichiarazioni di guerra su Twitter


Il difficile contronto tra Israele e il popolo palestinese è tra le più controverse questioni che da sempre minano la stabilità del medio oriente. E’ notizia degli ultimi giorni che nell’epoca della rete, il conflitto si è spostato anche sui social network, con dei risvolti piuttosto preoccupanti di “gamification”.

Il governo, e di conseguenza il reparto di concorso militare israeliano, hanno saltato il filtro giornalistico passando a fare propaganda online direttamente da soli, cosa che sotto certi punti di vista ricorda 1984 di Orwell. L’account Twitter dell’IDF infatti ha fatto una cronaca, un “live tweeting” del pedinamento del proprio target, fino all’uccisione con tanto di posting del video dell’esplosione.

A rincarare ancora la dose, una locandina che osanna la morte dell’uomo con la scritta “elimitated”, quasi si trattasse di Call of Duty. A rendere la questione ancora più estrema, i “badge” sul blog dell’IDF, quasi a voler dare la sensazione di arruolamento ai visitatori. Il rischio in questo caso è che dietro alla semplicità della comunicazione, cosi diretta e spietata, si nasconda il rischio di una banalizzazione delle tragedie personali.

In questi giorni stanno morendo persone e famiglie innocenti, e tutto questo sotto gli occhi di un pubblico che si limita a divertirsi a guadagnare i propri badge sul blog dell’IDF. I palestinesi dal lato loro hanno risposto sulle stesse righe, aprendo di fatto al primo conflitto annunciato su Twitter della storia. Vedremo nei prossimi mesi quale sarà l’evoluzione, anche a livello di linguaggio, di tutto questa confusione. Siamo sicuri però che sia dovere della stampa sottolineare i rischi della deriva della mancanza di un equilibrio possa sconvolgere anche la comunicazione.

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