Se li conosci li eviti è il titolo del libro scritto da Peter Gomez e Marco Travaglio che troneggia sulla mia scrivania e mi ricorda quanto questo paese sia invischiato nel malaffare. Basta sfogliare poche delle quasi 600 pagine per avere degli improvvisi attacchi di isteria. E poi dicono che sono le droghe a lasciare segni indelebili nelle persone. Sul blog di Beppe Grillo è possibile scaricare l’elenco completo, tratto proprio da questo libro, di tutti i condannati, i prescritti, gli indagati, gli imputati e i rinviati a giudizio che potremmo suggerire all’On. Berlusconi (incluso nell’elenco) di cacciare dal suo partito. 56 persone fra quelle citate fanno parte proprio del Pdl.
Fini e Berlusconi concordano sulle necessità di liste pulite alle regionali, per evitare che vengano candidate delle «persone discusse». Un giornalista recentemente ha chiesto a Berlusconi se questa sua volontà di fermare gli inquisiti che vogliono entrare nei partiti sarà estesa anche a chi non ha sentenze passate in giudicato. «Dipende da caso a caso – ha risposto il Premier – . Noi abbiamo deciso che le persone che sono sottoposte a indagini o processi in via di principio non debbano venire ricomprese nelle liste elettorali, ma anche che se ci sono dei dubbi sulla loro colpevolezza sarà l’Ufficio di presidenza a decidere caso per caso».
Eppure i precedenti per il Pdl parlano di situazione al limite della decenza. Nemmeno un anno fa sui cartelloni pubblicitari di Bari e provincia era possibile ammirare la bella Patrizia D’Addario, candidata nella lista “La Puglia prima di tutto”, movimento politico legato al Pdl e al deputato e ministro Raffaele Fitto. Patrizia, nota alla cronaca per la presunta relazione “a pagamento” con il Premier, era solo una delle tante ragazze inserite nelle liste elettorali e prontamente defenestrate all’indomani della richiesta di divorzio di Veronica Lario, giustificata proprio da questa scandalosa vicenda.
Mentre noi cittadini onesti sogniamo ancora di vedere finalmente i condannati fuori dal Parlamento, la vena giustizialista del Premier tuttofare sarà una buona scelta di marketing per riacquistare credibilità dopo mesi di scandali? Male che vada chiameranno Bertolaso per risolvere l’emergenza, oramai disteso e sereno dopo la ripassatina al centro massaggi.
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