25/03/09

I lavoratori pagheranno la crisi (anche sulla propria pelle)

In un momento di crisi economica così forte come quella che stiamo vivendo oggi, tutte le norme, le consuetudini, le realtà consolidate, principi e diritti assodati, tutto si presta ad una profonda mutazione. Questo, perlomeno, è il pensiero fondante delle ricette governative (ancora oggi inesistenti) anti-crisi.

La consuetudine, la realtà storica, i tanti esempi nel mondo, di fronte al rischio di centinaia e centinaia di migliaia di nuovi disoccupati, privi dei più elementari sistemi di tutela sociale, suggerirebbe l'idea di ispirarsi ad un principio del tipo "lavorare meno per lavorare tutti". La ricetta del nostro Sire tende ad essere in leggera controtendenza: lavorare di più, essere ottimisti, spendere e lavorare, lavorare, lavorare.
Un concetto difficile da spiegare a chi il lavoro non lo ha, a chi lavora a progetto, a chi vive con una pensione da fame, a chi guadagnerebbe quanto quadagna oggi anche se lavorasse 10 ore di più al giorno. Perché nessuno gliele pagherebbe. Sempre che per lui non sia già pronta una lettera di licenziamento.

In attesa di partorire, quindi, un sistema di ammortizzatori sociali, di incentivi al reddito e di redistribuzione della ricchezza (sistema che sicuramente non vedrà mai la luce), il governo si appresta per vie traverse a mantenere in piedi le aziende sulla pelle di chi vi lavora.
Le bugie sulle intenzioni del ministro Sacconi, che parla di previsti inasprimenti delle pene per le aziende non in regola sulle leggi che regolano la sicurezza sul lavoro, vengono alla luce proprio grazie ad una circolare dell'INPS.

La circolare è del 25 febbraio scorso e si basa, secondo quanto dichiara l'INPS nel documento stesso, sulla circolare ministeriale datata 18 settembre 2008 [PDF]. Ed anticipa una serie di direttive sui controlli da fare nelle varie aziende "in coerenza con la direttiva del Ministro".
Vediamo, allora, quali sono queste direttive del ministro.

"Collaborazione con gli imprenditori" e le altre parti in causa e "abbandono di ogni residua impostazione di carattere burocratico, che intralcia inutilmente l'efficienza del sistema produttivo".

"L’attuale sistema produttivo è investito, come è noto, da una profonda crisi economica che ha travalicato i confini nazionali, connotandosi come una emergenza mondiale. Di tale situazione non si può non tener conto anche nell’ambito delle azioni da intraprendere nella vigilanza, le quali potrebbero, se non opportunamente indirizzate, aumentare il disagio e le difficoltà dei soggetti imprenditoriali. E’ pertanto fondamentale, nell’ambito dei controlli da effettuare, saper distinguere quelle situazioni di irregolarità dovute essenzialmente ad errori di carattere formale [...] o a non sufficiente conoscenza delle numerose opportunità offerte dalla normativa vigente, da quei comportamenti aziendali che sono messi in atto al solo scopo di trarre vantaggio economico [...]".

Pertanto se qualcuno viola le più fondamentali norme di regolarità del lavoro perché le ignora o per "sbaglio", potrà dormire su 8 guanciali. Se invece si riuscirà ad appurare con certezza il dolo, lì potrebbe sorgere qualche problema...

Infine la chicca. La tipologia di azienda su cui concentrare le priorità dei seppur blandi controlli? Le aziende etniche. Priorità prima del documento. Per non parlare dei controlli da effettuare relativamente alle imprese edili, che verteranno esclusivamente sulla verifica della veridicità dei contratti part-time.

Questi sono i principi che fondano il nuovo sistema di controlli sulla regolarità del lavoro nelle aziende italiane: collaborazione con gli imprenditori e occhio di riguardo per evitare eventuali disturbi alla produttività delle imprese.
Considerando tutto ciò, quali saranno mai i punti chiave della riforma del Testo Unico sulla sicurezza?

Fonte articolo

La Casta dei giornali
Firma la petizione per dire NO al NUCLEARE.

Nessun commento:

Posta un commento

Visto lo spam con link verso truffe o perdite di tempo i commenti saranno moderati. Se commenti l'articolo sarà pubblicato al più presto, se invece vuoi lasciare link a siti porno o cose simili lascia perdere perdi solo tempo.