La nanotecnologia è già impiegata dall'industria agroalimentare, e probabilmente lo sarà sempre di più. Lo scopo è produrre alimenti più nutrienti, aromatici e resistenti agli agenti esterni. Ma a quale costo? E che controlli vengono fatti? Il Parlamento Europeo chiede più chiarezza sui nano-alimenti e una speciale valutazione del rischio.
Nano-alimenti, questi sconosciuti
I "nano-alimenti" contengono nanoparticelle, che si chiamano così per la loro grandezza: 100 nanometri, cioè un milionesimo di millimetro. Vengono utilizzate per modificare la qualità del cibo, per esempio aumentandone il potenziale nutritivo, migliorandone l'aroma ed il colore o incrementando il potenziale antibatterico degli imballaggi dei prodotti. Ma l'effetto sulla saluta umana non è ancora comprovato.
Un esempio di come vengono utilizzate le nanoparticelle è il rivestimento di alcuni prodotti al fine di renderli più resistenti agli agenti esterni come il calore. Per esempio nanoparticelle di biossido di titanio ricoprono alcune merendine al cioccolato per rallentare l' apparizione del burro di cacao sulla superficie, e a certi chewing-gum vengono aggiunti nano-silicati.
E allora qual è il problema?
Anche se le nanoparticelle sono ampiamente impiegate dall'industria agroalimentare, non c'è ancora una legislazione che preveda dei test obbligatori per verificarne la sicurezza. E questo ai deputati europei non piace affatto.
Test obbligatori, dicono gli europarlamentari
La Commissione parlamentare per l'Ambiente ha criticato la proposta dell'esecutivo comunitario (la Commissione europea) di rivedere il regolamento sugli alimenti di nuova generazione, inclusi i "nano-food".
Ecco le sue richieste:
I "nano-alimenti" contengono nanoparticelle, che si chiamano così per la loro grandezza: 100 nanometri, cioè un milionesimo di millimetro. Vengono utilizzate per modificare la qualità del cibo, per esempio aumentandone il potenziale nutritivo, migliorandone l'aroma ed il colore o incrementando il potenziale antibatterico degli imballaggi dei prodotti. Ma l'effetto sulla saluta umana non è ancora comprovato.
Un esempio di come vengono utilizzate le nanoparticelle è il rivestimento di alcuni prodotti al fine di renderli più resistenti agli agenti esterni come il calore. Per esempio nanoparticelle di biossido di titanio ricoprono alcune merendine al cioccolato per rallentare l' apparizione del burro di cacao sulla superficie, e a certi chewing-gum vengono aggiunti nano-silicati.
E allora qual è il problema?
Anche se le nanoparticelle sono ampiamente impiegate dall'industria agroalimentare, non c'è ancora una legislazione che preveda dei test obbligatori per verificarne la sicurezza. E questo ai deputati europei non piace affatto.
Test obbligatori, dicono gli europarlamentari
La Commissione parlamentare per l'Ambiente ha criticato la proposta dell'esecutivo comunitario (la Commissione europea) di rivedere il regolamento sugli alimenti di nuova generazione, inclusi i "nano-food".
Ecco le sue richieste:
- L'accertamento dei rischi che può comportare l'utilizzo di queste tecnologie prima di inserirle nel carrello degli alimenti giudicati sicuri dall'UE;
- Gli alimenti che contengono nanoparticelle dovrebbero essere etichettati come"prodotti che contengono nanotecnologie";
- Controlli effettuati non sugli animali, e strategie mirate di controllo;
Nel loro rapporto, i deputati chiedono anche di vietare la produzione di alimenti da allevamenti di animali clonati e loro discendenti.
Sui nano-alimenti non ci sono né leggi, né standard, né controlli Kartika-Tamara Liotard, europarlamentare
"la nuova normativa sugli alimenti di nuova generazione dovrebbe garantire ai consumatori europei prima di tutto che gli alimenti siano sani. Al momento e senza che si sappia, una grande quantità di alimenti contiene già nanotecnologie, anche se non esiste ancora né una normativa a riguardo, né un'uniforme procedura di accertamento dei rischi per la salute. Quello di cui abbiamo bisogno è un'univoca definizione dei nanomateriali per garantire la sicurezza dei prodotti alimentari che li contengono".I deputati voteranno il rapporto sui nuovi alimenti settimana prossima in plenaria. La commissione parlamentare Ambiente ha anche preparato un rapporto più ampio sulle nanotecnologie, che verrà votato dall'aula a fine aprile.
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