![]()
E' davvero curioso che questa notizia arrivi proprio da Flint, nel Michigan, la città di Michael Moore e forse la prima ad aver vissuto una depressione economica simile a quella odierna. Nel 1989 Moore testimoniò, con il suo primo film Roger & Me, lo sfacelo di una comunità in seguito alla chiusura degli stabilimenti General Motors (vi ricorda niente?) e al licenziamento di 35 mila persone in seguito diventate 80 mila.
Oggi Flint, una volta regno del benessere operaio, è ovviamente una delle più povere città degli States. Per questo si pensa di far partire da lì un progetto pilota che prevede di radere al suolo interi quartieri disabitati e riportare la terra "alla natura". Là dove c'era una città, ora c'è l'erba, per parafrasare Celentano. Mr Kildee è l'ideatore e sostenitore del progetto, che ha illustrato anche a Barak Obama e che vuole attuare in altre 50 città della "rust belt" come Detroit e Pittsburgh. Se l'era industriale è finita, deve essersi detto, allora tanto vale tornare alla campagna.
Il punto non è che le città si restringano, ci stiamo tutti restringendo, ma che ciò accada in un modo distruttivo o sostenibile. Il declino fa ormai parte della vita di Flint, e resistergli è come tentare di resistere alla forza di gravità.
La proposta è quella di demolire altre 3000 abitazioni disabitate, oltre alle 1000 già demolite, e ripristinare ambienti naturali come campi e boschi. In questo modo, la città perderà la sua identità unitaria ormai inutile, per diventare un sistema di borghi separati da spazi di campagna.
L'idea è ottima, e in America viene accolta come tale. Provo ad immaginare invece lo stupore che saluterebbe una simile proposta qui da noi, dove la cementificazione selvaggia è ancora simbolo di benessere come negli anni '50 ai tempi di Celentano. Demolire case per metterci boschi? Dovete essere pazzi. Certo, in Italia fortunatamente non abbiamo migliaia di case in abbandono per default bancario, né chilometri di sobborghi inutili, né centri storici desolati, ma basterebbe la saggezza di fermare la cementificazione di aree agricole che continua indisturbata. Non è più tempo di costruire new towns, è tempo di valorizzare l'ambiente.
E non perché sia tanto carina la natura: ma perché la terra ci tornerà utile. Specialmente vicino alle nostre città.
(Nella foto: la hall dell'Hotel Durant, che era il più lussuoso di Flint. Titanic, vero?)
Fonte articolo



Nessun commento:
Posta un commento
Visto lo spam con link verso truffe o perdite di tempo i commenti saranno moderati. Se commenti l'articolo sarà pubblicato al più presto, se invece vuoi lasciare link a siti porno o cose simili lascia perdere perdi solo tempo.