10/08/09

Colpirne uno per educarne cento



Due giorni fa Marco Travaglio nel suo blog (e sul sito di Antefatto) paragonava il Presidente della Regione Puglia Nichi Vendola al Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi. La scintilla è stata l'inattesa, deludente per molti e criticabilissima lettera aperta di Vendola indirizzata al pm Desiree Digeronimo.
Un episodio che l'ottimo Travaglio ha reputato sufficiente per definire Vendola "Il Berlusconi Rosso".

In moltissimi, come si evince dai commenti del blog, hanno ritenuto il paragone azzardato, esagerato, offensivo.
Non c'è dubbio che Vendola sia mille volte peggio. Forse Travaglio avrebbe potuto chiamare il nostro Presidente "Il Vendola Blu".

Vendola è sicuramente peggio di Berlusconi e lo dimostra la rapidità e l'efficacia con cui Mancino si è preoccupato di convocare il CSM a tutela della Digeronimo dopo la missiva del presidente pugliese, cosa invece non fatta dallo stesso in occasione delle evidentemente più morbidi e bonarie critiche del premier alla Gandus o in occasione delle blandissime delegittimazioni dei PM De Magistris e Forleo.

Nichi Vendola è peggio del nostro premier, perché quantomeno quest'ultimo è coerentemente garantista oltre ogni possibile immaginazione e difende fino in fondo ogni collega di partito indagato o condannato, anche per reati di mafia. Così come lo sono i suoi ministri, come quello della giustizia Alfano, impegnato 4 mesi fa ad inviare gli ispettori ministeriali presso la Procura di Bari allo scopo di scovare qualche possibile magagna che mandasse a monte l'accusa ai danni del collega Fitto.
Vendola invece al primo accenno di indagine caccia a malomodo uomini politici con cui aveva collaborato fino a un secondo prima. E di persone così subdole che fanno dimettere semplici indagati non c'è troppo di cui fidarsi.

Si accusa Berlusconi di concepire la politica nel senso più estremo del personalismo e del populismo. Cosa dire allora di un Presidente di regione che del populismo e del personalismo ha fatto senza dubbio la chiave del proprio successo, essendo arrivato a ricoprire questo incarico grazie solo al voto popolare delle primarie prima e delle elezioni poi, senza godere nemmeno dell'appoggio pieno dei partiti politici alleati?

La condizione politica e giudiziaria di Vendola è inoltre sicuramente peggiore di quella del premier Berlusconi: quest'ultimo è perennemente soggetto alle critiche e agli attacchi parziali dei soli avversari politici, Vendola invece è talmente indifendibile dal trovarsi di fronte alle critiche dell'intera classe politica, anche delle parti politiche ad egli vicine (eccezion fatta per i magistrati prestati alla politica Carofiglio, Emiliano e Di Cagno che hanno cercato l'azzardo della difesa), compresi quotidiani "amici" che lo definiscono indagato e lo vedono già sotto processo senza che egli sia nemmeno sotto inchiesta.

E fanno bene ad usare questo atteggiamento "incriminatorio", anche se infondato. E' una chiara dimostrazione dell'onestà e del profondo senso etico del vero giornalista.
E' assurdo soltanto pensare che un individuo simile non si sia ancora dimesso. C'è da augurarsi che quanto prima un qualche colpo di grazia ponga fine alla sua carriera politica, e che la cosa sia di lezione a coloro che pensano di poter governare una regione o addirittura il paese con gli stessi metodi populisti da "senza-partito".
Colpirne uno per educarne cento...

Fonte articolo

Stop al consumo di territorio
La Casta dei giornali
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