
La cancellazione del debito dei “paesi poveri”, che ammonta a migliaia di miliardi di dollari, in realtà non potrà mai essere estinto se non si azzerano i pesanti interessi annui che vi gravano sopra.
Le potenze economiche occidentali impoveriscono da secoli i paesi "poveri". L'Africa, ad esempio, è spogliata delle sue ricchezze tra cui forza-lavoro, acqua, petrolio, oro, diamanti e altre preziose materie prime che vngono tolte ai loro legittimi proprietari: gli africani.
Quelle stesse potenze occidentali pretendono la restituzione del debito accumulato dai regimi locali corrotti e loro complici ai quali continuano a vendere armi per guerre utili a mantenere i loro interessi e a tenere intere nazioni nella povertà e quindi mai progressivamente autonome. Oltre 1 miliardo di persone vive con meno di 1 $ al giorno e in estreme condizioni sanitarie provocate dalla diffusione di epidemie come l’Aids, la lebbra e tante altre completamente curabili o controllabili ma che in Africa causano stermini di massa a causa degli alti costi dei vaccini imposti dalle multinazionali dei farmaci.
Chi sono i creditori e chi i debitori?
Il G8 è nato morto e ora il suo cadavere puzza, è il paradosso da manuale: l’usuraio può uccidere la sua gallina dalle uova d’oro e restare usuraio?
Dove finiscono i fiumi di denaro che vengono devoluti ai paesi poveri?
Sicuramente arricchiscono la casta dei ricchi locali, ma molto ritorna alla fonte attraverso gli interessi usurai sul debito e la vendita di armi.
Chi sono gli usurai e chi la gallina dalle uova d’oro?
Il G8 è nato morto e ora il suo cadavere puzza; i padroni della terra non sono tanto i rappresentanti del G8, ma le potenze multinazionali tra cui quelle del petrolio, dei farmaci, delle armi, degli alimenti, oltre al Fondo Monetario Internazionale e alla Banca Mondiale, quel 20 % di ricchi che consumano oltre l’80 % del reddito materiale prodotto dall’intero pianeta.
Chi è in debito con il resto del pianeta?
Non ho mai creduto alla propaganda mediatica di come sono buoni i “ricchi che aiutano i poveri”, così come non credo che l’usuraio ucciderà la sua gallina dalle uova d’oro; la propaganda serve solo a mostrare una realtà di facciata e a nascondere la reale responsabilità dell’occidente e la tragica dimensione del problema, i movimenti locali, le guerre taciute, i misfatti compiuti.
Saro-Wiva fondò il Movimento per la sopravvivenza del popolo Ogoni (Mosop), che si batteva contro i danni ambientali causati dalle attività della Shell nella regione dell'Ogoniland, nel sud della Nigeria, e contro la miseria e l'arretratezza cui il governo nigeriano condannava il suo popolo.
Jenny Green, l’avvocato di New York che avviò la causa commentò: "E’ un messaggio chiaro a tutte le multinazionali che operano nei paesi in via di sviluppo: per fare affari non si possono più violare i diritti umani. Nessuna corporation può più contare sull'impunità. L'accordo è sostanzialmente un'assunzione di responsabilità".
Lo scrittore era riuscito a mobilitare migliaia di persone, a bloccare la produzione di greggio della Shell e a minare il sistema di corruzione e autoritarismo su cui si reggeva il regime di Abacha.
La Shell non ha potuto più operare in Ogoniland dal giorno della morte di Saro-Wiwa e sarà chiamata a rispondere anche di complicità nella tortura, nella detenzione e nell'esilio del fratello dell'attivista, Owens Wiwa.
La Nigeria è uno dei principali produttori di petrolio, ma la maggioranza della popolazione vive in condizioni di estrema povertà a causa dell’incapacità del governo e della corruzione che si stima che dall’indipendenza del 1960, sia costata oltre 380 miliardi di dollari. Da parte sua, l'industria petrolifera ha causato gravi danni ambientali alla regione meridionale del Paese.
Luciana P. Pellegreffi
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