06/09/09

Il nucleare in Italia: lettera aperta al Presidente del Consiglio

vignetta sulla sicurezza del nucleare
Come la penso sul ritorno del nucleare in Italia, l'ho ampiamente esposto in numerosi post . A coronamento e per fornire una opinione certamente NON assimilabile ai soliti mugugni veterocomunisti, catastrofisti etc etc etc, sono lieto di pubblicare una lettera aperta sull'argomento, inviata da Leonardo Libero, Direttore del periodico Energia dal Sole, al nostro esimio Presidente del Consiglio. Leonardo, per chi non lo sapesse è stato tra i primissimi a denunciare il cosidetto "Scandalo del CIP6". Si tratta, in estrema sintesi di oltre 60.000 miliardi di vecchie lire che, in quindici anni, sono andati a finanziare non le fonti rinnovabili, come avrebbero dovuto, ma inquinantissime centrali termoelettriche ad esse proditoriamente accostate da una o più "manine" in parlamento. Lo scandalo peraltro continua, grazie all'emergenza rifiuti che ha fatto estendere tali contributi agli inceneritori. Per saperne di più potreste leggere questo post, scritto proprio da Leonardo su questa ennesima vergognosa storia italia.

Buona lettura

Fonti di energia

LETTERA APERTA AL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO


Signor Presidente del Consiglio,

il 7 agosto scorso su “il Giornale”, quotidiano di proprietà della Sua famiglia, e quindi sicuro interprete delle Sue personali opinioni, è comparsa un’intervista da Lei concessa ad Adalberto Signore, sotto questo titolo a tutta pagina:

A colloquio col premier - "Gas e nucleare, il grande slam dell'Italia"-

Ebbene, chi ha vinto le elezioni viene spesso poi accusato di aver fatto meno di quanto promesso, ma a Lei mi duole invece far notare la disinvoltura con cui su almeno un punto è andato molto oltre il Suo programma 2008. Nel quale la parola “nucleare” compariva una volta sola, in questo contesto:
Partecipazioni ai progetti europei di energia nucleare di ultima generazione.
Un proposito lodevole, che significava però "affiancare gli altri paesi europei nella ricerca, verso tecnologie nucleari nuove" e non era certo interpretabile come "costruire sul nostro territorio impianti nucleari con tecnologie vecchie". Intenzione questa che deve aver escluso anche quel 46 e passa per cento di elettori che il 14-15 aprile 2008 Le hanno dato il voto. Il 22 ottobre 2007 infatti, secondo un sondaggio IPR Marketing, gli italiani favorevoli al nucleare-subito erano solo il 38 per cento e sono risultati ancora solo il 38 per cento dopo le elezioni, secondo un sondaggio Eurispes del 24 febbraio 2009.

Non per caso, all’interno stesso del PdL e nelle regioni da esso governate, il tema del nucleare sarebbe oggi considerato da tenere in sordina perché pericoloso sul piano elettorale. Lo ha sostenuto Fosca Bincher in un articolo pubblicato il 16 luglio scorso su ItaliaOggi. Gli 11 siti candidabili ad ospitare una centrale nucleare, essa ha scritto, sarebbero già stati individuati, ma saranno tenuti gelosamente segreti almeno fino a dopo elezioni regionali del 2011. Che mi risulti, nessuno l’ha smentita.

Riguardo ancora al Suo programma elettorale 2008, Le faccio notare che subito dopo quell’accenno al nucleare esso prevedeva:
Incentivi alla diversificazione, alla cogenerazione, all’uso efficiente di energia, alle fonti rinnovabili: dal solare al geotermico, dall’eolico alle biomasse, ai rifiuti urbani.
Due righe che in sostanza anticipavano di molti mesi, sul tema energia, il programma con cui Barak Obama sarebbe poi diventato Presidente degli Stati Uniti.

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In quella stessa intervista ad Adalberto Signore, Lei aveva inoltre espresso un concetto di per sé inesatto e che sottintendeva un corollario usatissimo dai sostenitori del nucleare, ma quanto meno discutibile:

dobbiamo guardare alla Francia. che produce l'80 per cento della sua energia dal nucleare

In realtà:

a)- la Francia, col nucleare, produce solo l' 80 per cento del suo fabbisogno elettrico; mentre il suo fabbisogno totale di energia è molto maggiore; tanto che essa importa più petrolio dell'Italia (non è una pignoleria: nelle questioni tecniche, la proprietà di linguaggio è essenziale);

b)- il sottinteso che in Italia l’elettricità sia più cara che altrove per via della rinuncia al nucleare è smentito dal fatto che la tariffa elettrica italiana per utenze domestiche - dati 2007 - é la più alta fra quelle degli 11 paesi europei privi di centrali nucleari ed é superiore di oltre il 56 per cento alla media delle altre 10 tariffe (http://www.swivel.com/data_sets/show/1005446). Del resto, in un paese dove da 17 anni la truffa delle “fonti assimilate Cip6” sta derubando gli utenti elettrici e dove si fa credere ai cittadini che le rottamazioni incentivate di auto e moto abbiano un fine ambientale, è legittimo sospettare che le vere cause del caro-bolletta siano ben diverse dall’assenza di centrali nucleari.

Sul piano mondiale, la maggiore fonte di energia è tutt’ora il petrolio. E un’allarmante novità al riguardo sta nel fatto che la IEA - International Energy Agency, per la prima volta da quando esiste (mai stata catastrofista), è preoccupata per la disponibilità futura, appunto, di petrolio. Dal rapporto 2008 del suo economista capo, Faith Birol, risulta che il declino dell'estrazione mondiale di greggio – risorsa non infinita - è oggi del - 6,7% annuo, non del - 3,7% come si era ritenuto in precedenza, e sarà del - 8,6% nel 2030. Ciò è emerso controllando, uno ad uno, tutti gli 800 principali punti mondiali di estrazione, anziché fidarsi di semplici stime come la IEA aveva sempre fatto in precedenza

(http://www.iea.org/Textbase/press/pressdetail.asp?PRESS_REL_ID=275 ).

Un declino di produzione tanto più rapido del previsto da ridurre a 10, scrive Birol, i 20 anni che secondo le stime IEA precedenti sarebbero passati prima che l’offerta di petrolio diventasse inferiore alla domanda. Per cui, conclude:
Bisogna abbandonare il petrolio prima che il petrolio abbandoni noi.
Merita notare che appena 20 giorni prima che Faith Birol esponesse a The Independent il riassunto del suo rapporto 2008 (3 agosto 2009), il nostro presidente dell’Eni, Paolo Scaroni, aveva invece dichiarato a La Repubblica (13 luglio 2009) che “Galleggiamo nell'oro nero” e aveva ipotizzato di stabilire regole internazionali grazie alle quali tenere fermo il prezzo del petrolio. Chiedersi chi dei due sia più attendibile sarebbe, secondo me, domanda retorica.


Va da sé che l’inquietante scoperta IEA determinerà un aumento dei prezzi non solo dello stesso petrolio, ma anche delle altre due fonti primarie non inesauribili, per le quali l’Italia è del tutto estero-dipendente: il gas e l'uranio.

Tornando alla Francia, i suoi giacimenti nazionali di uranio si sono esauriti da decenni e il Presidente Sarkozy - che evidentemente era stato informato del rapporto Birol 2008, come il Presidente Obama, presumo - il 9 giugno scorso (fonte Associated Press) ha
affermato:
Puntare esclusivamente sul nucleare a discapito delle energie rinnovabili fu un errore collettivo.
Ed ha quindi preso impegno
Laddove si spende un euro per il nucleare, a spendere la stessa cifra per la ricerca sulle tecnologie alternative. Un obiettivo da raggiungere non nel 2015 o nel 2020, ma più presto possibile.
La Francia, ha detto, dovrà diventare
leader del domani nelle tecnologie a imissioni zero, senza nulla abbandonare nelle conoscenze tecnologiche acquisite nel campo del nucleare civile.
E che egli avesse ottimi motivi per fare quella dichiarazione è provato da una notizia comparsa sul Corriere della Sera del 15 agosto: le tariffe elettrice francesi sono state aumentate dell'1,9 per cento, nell'ambito di un programma che prevede per esse aumenti del 20 (!!)
per cento in tre anni. Una notizia che del resto non sorprende, considerato il debito di 24 miliardi di euro accumulato dalla nuclearizzatissima EdF - Electricité de France.

Aggiunga che uno dei paesi tecnologicamente più avanzati, la Germania, sta esaminando da tempo seriamente un abbandono graduale del nucleare, ad iniziare dalle centrali più vecchie.

Perfino sul piano, diciamo, affettivo (mi perdoni l'intrusione in quell'ambito), la Sua personale fede nel nucleare lascia perplessi, considerato che a volere, fortemente volere, il referendum del 1987 era stato Claudio Martelli, allora delfino del Suo grande amico - da lei mai rinnegato, a lodevole differenza di troppi altri - Bettino Craxi. Peccato che, mentre lasciare il nucleare allora, quando vi eravamo all'avanguardia, fu un grosso errore (personalmente a quel referendum votai NO), ritornarvi ora, in posizione di dipendenza tecnica, e non solo tecnica, sia una scelta strategicamente sbagliata, come Le hanno spiegato i 24 docenti universitari nella lingua "lettera aperta" inviataLe l'8 maggio scorso (primo firmatario di prof. Vincenzo Balzani, docente di Chimica all'Università di Bologna - http://www.energyforfuture.net/lettera-aperta-maggio.pdf).

Tanto più che oggi l'Italia, oltre ad essere essa stessa un ricco e perenne giacimento di energia, solare e geotermica, è tecnicamente all'avanguardia in un'altra, promettentissima, fonte rinnovabile, l'eolico di alta quota, per merito di una piccola azienda di Chieri (Torino). La risonanza internazionale avuta da questo primato italiano emerge dal fatto che cercando "Kite Gen Research" (il nome dell'azienda) su internet si ottengono 215.000 risultati, nelle principali lingue del globo, e cercandovi "Massimo Ippolito" (il suo fondatore) se ne ottengono 872.000.
INCISO - Leggi razziali cretine, oltre che criminali, costrinsero Enrico Fermi ad andare a continuare il suo lavoro a 7.000 chilometri da dove lo aveva iniziato.
Chieri è a 100 chilometri dalla frontiera francese e a 140 da quella svizzera.
A rendere problematica la buona riuscita del suo "grande slam italiano", se il fine è quello di aumentare la nostra indipendenza, energetica e quindi anche politica, concorre inoltre la circostanza che l'Enel si sia accorto (con singolare ritardo, devo dire) di non avere tutti i fondi che gli servirebbero per realizzare le centrali nucleari delle quali si è assunto l'incarico. E che andando alla questua fra i possessori di grandi capitali, ne abbia trovato uno solo, sembra, disposto a dargli una mano: Gheddafi. Un personaggio che, giusto nei giorni in cui scrivo, ha aggiunto al suo già grasso "carniere", infischiandosene del suo impegno a bloccare in Libia il contrabbando di esseri umani (facilissimo, per un dittatore come lui) 73 eritrei, morti di fame e sete nel canale di Sicilia; e che ha accolto in patria con tutti gli onori Abdelbaset al Megrahi, colpevole della strage dilockerbie (258 morti).

Fatto sta che, cercando su internet "nucleare enel libia", si ottengono 67.800 risultati, fra cui questo:

Da "Borse.it" del 03/06/2009, ore 09.20 - Enel: bene l'aumento di capitale, in arrivo i libici.

Dopo l'avvio dell'aumento di capitale da 8 mld di euro, l'Amministratore delegato di Enel, Fulvio Conti si è detto decisamente ottimista in merito al buon esito dell'operazione, che garantirà alla società "maggiore stabilità finanziaria". Conti ha poi ribadito di aver rilevato un grande interesse dei fondi libici anche se al momento non ha voluto rilasciare dichiarazioni in merito. (a cura della Redazione Borsa).

Puntualmente, poco più di due mesi dopo quel 3 giugno, il 7 agosto, la Libria aveva ricominciato a protestare e a minacciarci di gravi ritorsioni per gli sconfinamenti dei nostri pescherecci in quelle che essa considera proprie acque territoriali - quelle entro 72 miglia dalla costa - mentre, per il Diritto Marittimo Internazionale, le acque territoriali di uno stato arrivano fino a sole 12 miglia dalla costa.

A questo punto, signor Presidente, dovrei commentare la Sua recentissima decisione di compiacere un personaggio di quel genere facendo partecipare ufficialmente il nostro Paese (con la Pattuglia Acrobatica !!!) ai festeggiamenti per l'anniversario del colpo di stato col quale egli prese il potere. Ma non saprei davvero come urbanamente definirla. Essa mi appare infatti soltanto una (chiedo scusa) calata di braghe invereconda, che non potrà non avere riflessi negativi sui nostri rapporti con la parte del mondo alla quale apparteniamo, l'Occidente, ma è stata fatta come extrema ratio per salvare il nucleare dell'Enel.

Concludendo, perciò accetti un consiglio, che mi permetto di offrirLe con le migliori intenzioni. Nel febbraio 2007 lei aveva presentato in modo molto elogiativo il libro "L'illusione dell'energia dal Sole", col quale il prof. Franco Battaglia avrebbe voluto demolire per sempre le fonti rinnovabili di energia. Da allora sono passati due anni e mezzo, durante i quali l'interesse fattivo per quelle fonti è "esploso" in tutto il mondo. Le tre grandi potenze gtecnologiche che oggi più stanno puntando su di esse, Germania, Giappone e USA, sono paesi ad economia di mercato come lo sono, e vi puntano, paesi minori ma avanzati come Spagna, Svizzera, Danimarca, Olanda, Israele, Cipro. Un suo Ministro, Claudio Scajola, il 28 luglio 2005 ha emanato per primo in Italia un decreto sul "Conto energia" per il fotovoltaico, decreto dal quale sono poi derivati grandi sviluppi (certo migliorabili, come ogni cosa umana). Se Lei dovesse quindi ribaltare le Sue personali opinioni sulla materia sarebbe un segno di coraggio e lungimiranza, non certo di debolezza. Per favore, ci rifletta !

La ringrazio dell'attenzione, rimango a Sua disposizione e Le porgo cordiali saluti.

Leonardo Libero

Fonte articolo

Stop al consumo di territorio
La Casta dei giornali
Firma la petizione per dire NO al NUCLEARE.

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