31/10/09

concoLLenza sleale - La Pillola rossa del weekend


Qualcuno ricorda i tempi in cui le tigri asiatiche erano accusate dai Paesi del ricco Occidente di fare dumping (cioè di vendere i loro prodotti sottocosto) e quindi concorrenza sleale? Beh, sono finiti. Ora è la Cina che accusa - o almeno così parrebbe - gli Stati Uniti di danneggiare i poveri imprenditori dagli occhi a mandorla. Scrive, infatti, il “Wall Street Journalche Pechino sarebbe pronta a varare norme antidumping sulle importazioni dagli Usa. Non su tutte, ovviamente. Solo su quelle di un certo composto chimico necessario per fabricare il nylon. Segno dei tempi. E di una guerra commerciale - sotterranea, ma abbastanza feroce - che vede Cina e Stati Uniti scontrarsi ormai da mesi. Il provvedimento antidumping allo studio del governo cinese, infatti, è solo l’ultima mossa di una partita che va avanti da un po’. Come ricorda sempre il Wall Street Journal: a settembre gli Usa avevano imposto dazi sulle importazioni di pneumatici cinesi; e l’ex celeste impero aveva risposto accusando - formalmente, di fronte all’Organizzazione per il commercio mondiale - gli Stati Uniti di fare dumping su polli (sì, nel senso degli animali) e componenti per auto. A metà ottobre, poi, Pechino aveva imposto dazi su alcuni tipi di nylon. E ora tocca pure ai composti chimici. Difficile dire come andrà a finire. Ma una cosa è certa: la Cina - che nell’ultimo trimestre è cresciuta ad una velocità più che doppia rispetto agli Usa (8,9% contro 3,5%) ed è il Paese che possiede la maggior parte del debito pubblico a stelle e strisce - ha perso tutto il suo timore reverenziale verso Washington. Sempre che ne abbia mai avuto.

P.S. Di tutto questo avevamo già parlato qui e qui. Un altro punto di vista interessante - quello di un economista, Mario Seminerio - invece lo trovate qui.

Fonte articolo

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