27/10/09

Lettera ai risparmiatori coinvolti nel crack Argentina

Caro risparmiatore, questo è quello che devi scrivere all'ambasciata argentina a Roma, ora che il Paese sudamericano intende riaprire la sua offerta sui bond andati in default circa otto anni fa.

Rivoglio tutti i miei soldi con gli interessi!
è l'unica cosa da urlare in faccia, all'Argentina che sta meditando se riaprire o no il processo di ristrutturazione del suo debito a chi nel 2005 si era rifiutato di accettare i magri rimborsi che l'allora governo di Buenos Aires offrì alle decine di migliaia di risparmiatori coinvolti nel Tangocrack.

L'occasione (ma anche la necesssità) di ribadire la tua volontà è offerta dalle recenti mosse del governo sudamericano che sta meditando come rientrare nei salotti della finanza (e accedere ai prestiti di cui ha bisogno) ora che il Paese è anche parte dei G20. Nel 2010 l'Argentina vorrebbe, infatti, tornare a poter chiedere soldi in prestito ai mercati, ma a otto anni dal crack che ha coinvolto tanti risparmiatori è ancora un paria dei mercati finanziari e nessuno si fida di lei. Per questo motivo il presidente Kirchner e il ministro dell'economia Boudou stanno cercando in tutti i modi di uscire dall'isolamento dialogando con il Fondo monetario internazionale, ma anche cercando di sollecitare (e solleticare) l'interesse degli investitori privati che, visto il comportamento passato dell'Argentina, non si fidano di lei e le chiedono ancora tassi d'interesse assai elevati.

Si parla di una nuova proposta di ristrutturazione del debito andato in default che dovrebbe offrire ai vecchi possessori di titoli di Stato argentini il 35% del valore nominale di quei titoli (tenuto conto degli interessi degli ultimi anni siamo in linea con quel micragnoso 25% offerto quattro anni fa e rifiutato da buona parte dei creditori esteri dello Stato argentino). Una somma ancora una volta infima, che nelle speranze di Buenos Aires dovrebbe dare un "contentino" ai risparmiatori traditi. Non fatti, quindi, ingannare: gli argentini devono accettare la dura realtà che i debiti sono da onorare (l'economia del Paese in questi anni, tra l'altro, è cresciuta abbastanza da renderglielo possibile), per cui non dovete mollare la presa. La prima mossa è far sapere che non hai dimenticato. Manda una mail all'ambasciata argentina in Italia e ribadite "Rivoglio tutti i miei soldi con gli interessi!"


Ecco l'indirizzo: ambasciata.argentina@ambargentina.mysam.it.


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