27/10/09

Siamo tutti utilizzatori finali



Alcuni giorni fa il nostro Presidente del Consiglio, l'avrete letto, è andato in Russia, per una visti privata a Putin ( e consorte, a quanto pare).

I due, almeno a sentire Berlusconi, sono amiconi e se la sono spassata nella Dacia di S. Petroburgo, lontato da occhi indiscreti. Il titolo, però, qualunque cosa possiate pensare in merito, non si riferisce a loro ed alle loro privatissime attività sociali, ma a noi tutti.

Siamo infatti tutti utilizzatori finali del gas Russo e per questo assume una rilevanza strategica l'accordo che è stato sottoscritto tra Eni e Gasprom per la realizzazione del cosiddetto South Stream, il gigantesco metanodotto da 64 miliardi di metri cubi, progettato da Gazprom in cooperazione con Eni. Gli Stati Uniti non lo vedono per niente di buon occhio, visto che con il suo completamento l'Europa si legherà ancora piu' fortemente alle forniture Russe, ed avrebbero preferito il Nabucco , un analogo metanodotto che ci unirebbe con i paesi produttori del medio oriente.

Non voglio qui stare a spaccare il capello in 36 su quale sia il carro a cui sarebbe piu' consigliabile legarsi.

Per me infatti questi discorsi, in un paese un minimo sensato, pure importanti, non dovrebbero avere spazio rilevante.

In un paese privo di risorse dovrebbe apparire come una priorità nazionale l'autonomia energetica o almeno una dipendenza la piu' piccola possibile.

In Italia la priorità dovrebbero essere le energie rinnovabili, molto di piu' che negli altri paesi europei i quali, in un modo o nell'altro qualche forma di autonomia energetica ce l'hanno.

Noi invece come Don Abbondio di Manzoniana memoria, siamo il vaso di coccio tra i vasi di ferro, impossibilitati a litigare con Putin ma anche ( mi attendo che Debora aggiunga quanto prima questo intercalare tra quelli ufficialmente banditi dal blog,quindi ne approfitto, finché posso) con gli USA.

C'e' in effetti chi dice che il sostegno al South stream a danno del Nabucco sia stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso nei rapporti Italia-USA, mai così freddi come in questi ultimi mesi, nonostante pacche sulle spalle e sagaci battute nostrane.

L'Occidentale ha riportato la storia della veria e propria battaglia in un interessante post.

L'ipotesi più interessante, avanzata nel post, è che di gas in realtà non ve ne sia a sufficienza e l'unico affare sarà quello che faranno i costruttori dell'opera immane.

Una bufala?

Mica tanto.

Il compianto Ali Samsam Bakhtiari, quasi tre anni fa, ce l'aveva preannunciato, durante ASPO ITALIA I, che sarebbe andata così.

L'ennesima volta, devo dire, che ASPO aveva visto giusto, con qualche anno di anticipo.

Insomma, comunque vada non dovremmo prendere sottogamba questi incontri "privati", perchè in ultima analisi siamo TUTTI utilizzatori finali...

Fonte articolo

Stop al consumo di territorio
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