02/12/09

Vuoto a rendere, presentato ufficialmente alla Camera il progetto "Vetro indietro"


GROSSETO. Il vuoto a rendere è una realtà consolidata in gran parte dei paesi europei mentre in Italia è diventato un ricordo abbastanza lontano: ma c'è chi adesso prova a farlo diventare di nuovo una pratica della consuetudine quotidiana. E' stato infatti presentato questa mattina alla Camera dei Deputati il progetto Vetro Indietro, cavallo di Troia per rilanciare il vuoto a rendere in Italia e al contempo favorire la ripresa dell'intera filiera produttiva (produttore - distributore - esercente) del comparto Horeca (hotel, ristoranti e catering).

Ne è convinta Italgrob, Federazione italiana grossisti e distributori di bevande - capofila del progetto Vetro Indietro, che si è fatta promotrice di una proposta di legge presentata al parlamento.

L'obiettivo di questa proposta è quello di promuovere e stimolare il ritorno volontario all'utilizzo di contenitori in vetro "a rendere" in particolare per le bevande destinate al canale Horeca, mediante l'istituzione di vere e proprie filiere di recupero degli imballaggi, la creazione di sistemi di cauzioni più moderni, ma soprattutto l'incentivo, per i soggetti aderenti, di sgravi fiscali sulla Tarsu e dilazioni di pagamento dell'Iva.

«La presentazione di questa proposta di legge, già allo studio della VIII Commissione Ambiente della Camera, rappresenta per noi la prima significativa conquista dopo anni di intenso lavoro - spiega Giuseppe Cuzziol, presidente di Italgrob e del Comitato Vetro Indietro - un risultato che ci spinge a continuare con impegno nella sperimentazione sul campo».

Il progetto di sperimentazione Vetro Indietro è stato promosso dal Comitato Vetro Indietro e attuata da Savno, in alcuni comuni del trevigiano; i risultati sono stati analizzati dall'Università Ca' Foscari Venezia ed hanno consentito di individuare e calcolare i benefici ambientali connessi in particolare al "riuso" delle bottiglie in vetro.

«Il progetto - spiega Stefano Rossi, consulente dell'Università Ca' Foscari di Venezia, Centro Interdipartimentale Ideas- è stato sviluppato con l'obiettivo di calcolare le prestazioni ambientali complessive di due sistemi alternativi per il trattamento delle bottiglie in vetro a fine vita provenienti dal sistema Horeca. Il confronto diretto tra il sistema standard di recupero del vetro e una apposita filiera orientata al riuso delle bottiglie, ha evidenziato come quest'ultima risulti vantaggiosa per i principali indicatori di impatto ambientale (consumo energetico ed effetto serra) già dai due o tre riutilizzi. L'aspetto potenzialmente più controverso riguarda i consumi d'acqua, che non risultano però necessariamente maggiori nel caso del riuso nonostante i lavaggi».

Vetro indietro coinvolge più di 30 esercizi tra bar e ristoranti, ai quali sono stati consegnati, in base alle esigenze e alla disponibilità di spazi, contenitori carrellati della volumetria di 240 litri in numero variabile. Alla consegna del kit, i soggetti aderenti hanno sottoscritto un protocollo d'intesa nel quale sono descritte le finalità del progetto, la durata e gli impegni da mantenere dalle parti. Ogni contenitore per la raccolta è personalizzato con il logo dell'iniziativa e con un codice a barre identificativo che consente il monitoraggio della produzione dei singoli partecipanti.

Al termine della fase operativa sperimentale, previsto per dicembre 2009, verrà valutata, anche attraverso un confronto con i dati di fornitura, l'effettiva riduzione in quantità di vetro ed il conseguente vantaggio economico e ambientale, quantificando la relativa riduzione in tariffa che verrebbe applicata nel caso di attivazione di un sistema di vuoto a rendere, ad incentivo dell'iniziativa.

«Nel nostro Paese la produzione dei rifiuti urbani continua ad aumentare di anno in anno - ha dichiarato Nunzio Cirino Groccia della Segreteria nazionale di Legambiente, associazione che ha partecipato al progetto -. Occorre rimettere al centro delle politiche sui rifiuti la riduzione, la prima delle 4 R della gerarchia europea per gestire correttamente i rifiuti, ma anche la più disattesa. Come previsto dalla nuova direttiva europea, entro il 2013 il nostro Paese deve adottare il suo Programma nazionale di prevenzione rifiuti e il ritorno del vuoto a rendere va proprio in questa direzione, oltre a contribuire anche alla riduzione delle emissioni di gas serra».

«Dai dati esaminati e presentati oggi- ha confermato Giuseppe Cuzziol- emerge chiaramente come l'applicazione di sistemi di riutilizzo degli imballaggi sia sostanzialmente positivo in termini di consumi energetici ed emissioni di gas serra».

«Il problema rifiuti è una delle emergenze ambientali maggiormente sentite dal cittadino/ utente e dalla pubblica amministrazione - ha sottolineato Aldo Maria Cursano, Vice presidente vicario di Fipe - E lo è anche all'interno del composito mondo del pubblico esercizio. Attivare percorsi virtuosi in tale direzione diventa quindi un imperativo per un'associazione che, come Fipe, vuole non solo assistere i propri associati negli impegni quotidiani, ma anche cercare di guidarli verso percorsi di sviluppo all'insegna della sostenibilità».

L'augurio è quindi che «la politica, da un lato, e gli amministratori comunali dall'altro la pensino allo stesso modo e ci aiutino rispettivamente a regolare il nuovo sistema con norme praticabili e a ricompensare l'impegno della categoria alleggerendo i costi della gestione del rifiuto».


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