09/01/10

Beppe Grillo al No Craxi Day


Oggi a Milano, sotto una pioggia a tratti torrenziale, si è riunito il Quartier Generale dell’Informazione Libera in rete, quella fatta dai cittadini per i cittadini, non per forza di sinistra e non acriticamente di destra.
E’ proprio necessario avere una bandiera in mano per parlarsi? Io credo di no, soprattutto quando si condividono le stesse necessità di base: tanta voglia di onestà, l’esercizio di una politica che abbia a cuore il bene dei cittadini, la salvaguardia dei diritti fondamentali, come quello di non respirare un’aria avvelenata dai fumi dei gas di scarico o dal particolato emesso dagli inceneritori, di non bere un’acqua inquinata da sostanze tossiche, cancerogene o radioattive, di non essere costretti a nutrirsi di cibi contaminati da una gestione ambientale criminosa, di non cedere all’inversione dei modelli culturali che giustifica ciò che per sua natura è sbagliato e denigra, isolandolo, quel sentimento di correttezza che ancora e per fortuna grida forte dentro molti italiani, non rassegnati e resistenti alla conversione alla religione del business.

La volontà politica di dedicare una targa cittadina a Bettino Craxi, pluricondannato e fuggitivo, contrasta con le più elementari norme del buon senso. E’ irragionevole, e dunque trova le sue cause prime nella trama di interessi alieni dalla percezione dell’opinione pubblica circa il comune senso del bene comunee del pudore. Se un tale scempio della verità, della memoria storica e dei valori costituzionali è ipotizzabile, è solo grazie alla disinformazione di una cittadinanza sopita, dormiente, incantata dalle televendite, indottrinata con l’imbuto della demagogia e depistata dalla manipolazione intellettuale condotta da italiani indegni che antepongono la salvezza del loro buco di culo al senso della dignità personale, dopo avere messo all’asta pensieri, opinioni, idee, in definitiva la loro stessa anima, al miglior offerente, colui che ha saputo barattare la loro individualità con il sacchetto di monete d’oro più pesante.

Ringrazio Piero Ricca per l’organizzazione e per avermi invitato sul palco. Dopo i primi quattro relatori (Piero Ricca, Claudio Messora, Beppe Grillo e Antonio Di Pietro) sono dovuto scappare: era giusto che anche i lettori del blog, gli iscritti al canale YouTube e gli amici dei profili su Facebook avessero la possibilità di ascoltare parte degli interventi entro un lasso di tempo ragionevole.

La democrazia della rete si vede anche da questo: uno parla su un palco, magari viene intervistato da una televisione, poi imbraccia la videocamera, registra un altro che parla e corre a riversarne l’intervento in rete.

Più égalité di così…

Claudio Messora Byoblu Beppe Grillo Antonio Di Pietro Piero Ricca

No Craxi day Intervento di Beppe Grillo

Io sono totalmente in disaccordo con questa manifestazione. Io voglio per Milano decine di piazze. Voglio Corso Buenos Dell'Utri, Largo Mangano, voglio tutte le vie. Sarebbe una cosa straordinaria! Noi siamo qui perché c'è un'operazione di pulizia, che proviene ancora da quelle di una volta. Io sono stato mandato via dalla Rai - ma non voglio farne un discorso personale -, perché avevo fatto una battutina, stupidissima: “tutti in Cina, sono andati in Cina i socialisti, i cinesi sono socialisti, a chi rubano?”. E’ scoppiato il finimondo!

Allora io vi dico: Craxi statista? Uno statista non sarebbe mai andato in televisione a dire di un comico, come me, di Genova: Grillo non si deve permettere, detto dal Presidente del Consiglio. Vuol dire che di statista ha poco. Perché uno statista avrebbe detto: “Grillo è un comico, mi ha fatto ridere però ha un po’ esagerato…”. Mi avrebbe rovinato la carriera! Invece, il fatto che il Presidente del Consiglio e tutto il partito di Governo fosse andato contro un comico di Genova, ha fatto sì che io diventassi un martire! Invece io sono andati avanti.

Io faccio un po’ di informazione come loro, come Byoblu, come Ricca. Facciamo un po’ di informazione ognuno con i propri modi, con i propri mezzi, e il problema è proprio qui, è l’informazione. Io arrivo qui con questo piumino perché ho sentito le previsioni del tempo. Ho sentito dei telegiornali, sembrava uno psicodramma di un istituto di malati di mente. Stavano dicendo: “Doveva nevicare, non è nevicato. Il sale non è stato sparso per le strade. I mezzi di soccorso non sono usciti. L’incidente al decimo chilometro non c’è stato. I pronto soccorsi non hanno lavorato…”. Non c’era un cazzo. E hanno chiuso le scuole! Hanno toppato tutte le previsioni, e quello dell’ASL stamattina è uscito al telegiornale a dire: “Bastava un grado in meno ed eravamo pronti!”. Siamo nella demenza senile. E’ proprio dell’informazione che hanno paura, hanno paura di questo. Quindi queste manifestazioni ci sono. Ricca e gli altri sono nelle piazze. Cryptonite si aggirava qui intorno, Di Pietro. E’ uno che non si ferma. Meno male che c’è ancora un’opposizione in Italia, normale, seria.

Voi siete in una città dove 150 persone muoiono ogni anno per le micro-polveri da traffico. Avete il sindaco indagato. Il comune oggi è una società per azioni, ve l’hanno privatizzato sotto gli occhi. Allora i cittadini devono tornare a riempire i comuni, le regioni e il parlamento. Il parlamento non c’è più. Abbiamo avuto delle elezioni illegali. Sono andato a cercare di parlare con la seconda carica dello Stato, con Schifani. Ho sbagliato io. Lui aveva chiesto un incontro privato. Io gli avevo chiesto: “Guardi, mi faccia venire con una web-cam”. La parola web-cam l’ha stravolto di paura. Ha chiesto cos’è la web-cam. Ha chiamato il Prefetto: cos’è la web-cam? Han chiamato la Digos: cos’è la web-cam? Avessi detto una cazzettina di telecamerina così, non se ne accorgeva. Ma il fatto che abbiano paura del contradditorio, dei cittadini, cioè della rete è sintomatico. Anche il nostro Presidente ha fatto il suo primo discorso su YouTube, ma ha tolto i commenti in entrata, quindi ha usato la rete come la televisione. Sono fuori dalla storia, sono salme! A noi ci salverà questa tecnologia straordinaria che sta facendo dei miracoli. Verrà fuori la verità, e la verità è quella che non si conosce: te la puoi solo immaginare.

Pensiamo a una targa piuttosto che un’altra. Questo è un simbolo, ma non è tanto quello: c’è una fondazione, la Fondazione Craxi prende 30.000 euro di soldi pubblici, ecco perché sono qui, perché anche dalle mie tasche finanzio una cosa così, finanzio la vendita di litografie… io non voglio finanziare nessuno! Se la facciano con i loro soldi. Se li vanno a riprendere. Adesso, con lo scudo fiscale, tutti i soldi riciclati torneranno in Italia. Ce l’avranno i soldi per farsi una fondazione! A me, quando apro l’albo delle fondazioni e leggo “Fondazione Craxi” sopra, come punteggio, alla Fondazione Olivetti, mi viene da vomitare!

Noi abbiamo fatto un movimento: il Movimento Cinque Stelle. Saremo presenti in Lombardia, con una lista di cittadini, né di destra né di sinistra, porca puttana. Una lista di persone di 30, 40 anni che entrano dentro. Se ne votate uno, se ne entra uno nelle regionali in Lombardia, avesse messo dentro un network, avete messo dentro un milione di persone, non una persona: un milione di persone. E’ di questo che hanno paura, che un cittadino possa entrare in Comune, possa entrare in Regione o possa entrare in parlamento, per disfargli quell’orrendo giochino che fanno da 30, 40 anni, non da adesso. La democrazia non c’è mai stata in questo paese. Non c’è mai stata. Siamo andati a votare con una presa per il culo, una gran presa per il culo. Io non sono andato da Schifani a dirgli dei parlamentari inquisiti o condannati, chi se ne frega? La cosa incredibile è che 350 mila cittadini hanno firmato primo per mandare via i condannati dal parlamento, secondo per avere un massimo di due legislature per ogni politico, e terzo, che è la cosa più importante, che è la base della democrazia: il voto di preferenza. Io devo avere il modo di votare e di preferire il mio politico, personalmente. Abbiamo in parlamento 1000 persone nominate da cinque segretari di partito, quindi abbiamo un Governo illegale, anticostituzionale e antidemocratico. Cosa vi devo dire di più? Allora, se noi ripristiniamo il voto di preferenza, con l’informazione che abbiamo in rete, nessuno andrà a votare un pregiudicato o un condannato, perché lo sapremo, oggi! Non lo sapevamo cinque anni fa, ma da oggi lo potremo sapere. Ecco la cosa principale. Basta metterne dentro uno e gli roviniamo il giochino. Creiamo la trasparenza tra la vostra Regione e i cittadini. La Regione vota sull’ambiente, sugli inceneritori, sull’aria, sull’acqua, sulle cose vicino a noi, non cazzate! Avere un cittadino con una web-cam che filma il Consiglio Regionale ti fa capire che cosa vota la destra e che cosa vota la sinistra, ovvero che votano le stesse cose. Ne basta uno, da mettere lì dentro. Uno, un ragazzo di 35 anni con dietro noi che abbiamo il web e possiamo informarvi su qualsiasi cosa succeda.

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