10/01/10

NO A VIA CRAXI: MANIFESTAZIONE A MILANO - LE CONDANNE DI CRAXI


Milano: si è svolto un presidio di protesta contro la decisione del sindaco di Milano, Letizia Moratti, tesserata PDL, di intestare una via della città, medaglia d'oro della Resistenza, a Bettino Craxi.

Il presidio si è svolto sabato pomeriggio 9 gennaio sotto una pioggia continua ed un'aria molto fredda.

Va ricordato che Craxi accumulò diversi anni di condanne definitive, e scappò ad Hammamet in Tunisia, dove risiedette dal 1994 fino alla sua morte, avvenuta il 19 gennaio 2000, sottraendosi così alle condanne della magistratura.

Craxi è stato condannato con sentenza passata in giudicato a:
  • 5 anni e 6 mesi per corruzione nel processo Eni-Sai il 12 novembre 1996;
  • 4 anni e 6 mesi per finanziamento illecito per le mazzette della metropolitana milanese il 20 aprile1999;
Per tutti gli altri processi in cui era imputato (alcuni dei quali in secondo o in terzo grado di giudizio), è stata pronunciata sentenza di estinzione del reato a causa del decesso dell'imputato.
Fino a quel momento Craxi era stato condannato a:
  • 4 anni e una multa di 20 miliardi di Lire in primo grado per il caso All Iberian il 13 luglio 1998, pena poi prescritta in appello il 26 ottobre 1999.
  • 5 anni e 5 mesi in primo grado per tangenti Enel il 22 gennaio 1999;
  • 5 anni e 9 mesi in appello per il Conto Protezione, sentenza poi annullata dalla Cassazione con rinvio il 15 giugno 1999;
  • 3 anni in appello bis per il caso Enimont il 1° ottobre 1999;
Craxi fu anche rinviato a giudizio il 25 marzo 1998 per i fondi neri Montedison e il 30 novembre 1998 per i fondi neri Eni.

Questo è l'uomo e il suo comportamento etico e morale che l'amministrazione di centro destra reputa meritevole di avere un riconoscimento cittadino.
In effetti è in linea con quanto deciso per l'Ambrogino d'Oro, onoreficenza conferita dal comune di Milano, recentemente assegnata, tra gli altri a Marina Berlusconi e rifiutata agli opera dell'INNSE.

La questione morale e l'etica pubblica sono indispensabili per la credibilità delle istituzioni, per il loro rispetto da parte dei cittadini

e per riaffermare i valori e l'esempio di chi opera nelle istituzioni con dedizione per il bene comune.

Riconoscere il comportamento di Craxi come meritevole di riconoscimento è la negazione di tutti questo e la Milano democratica non l'ha ignorato.
Al presidio, organizzato da Piero Ricca e dall'associazione "Qui Milano Libera" hanno partecipato tra gli altri, Antonio Di Pietro , Beppe Grillo, Gianni Barbacetto, Moni Ovadia, Antonello Patta.

I vari interventi hanno sottolineato l'incongruenza dei valori che dovrebbero essere riconosciuti dalle istituzioni e quanto ha rappresentato Craxi e la politica della milano da bere.

Più d'uno hanno giustamente rilevato che se proprio si vuole intestare una via a Craxi, per par condicio, si intesti una piazza a dell'Utri e un viale a Mangano.

Bobo Craxi, figlio di bettino ha commentato da Hammamet che "Di Pietro e Grillo sono un po' patetici: fanno una manifestazione contro un uomo politico che non c'è più. Un caso unico al mondo: c'è di che riflettere...".
Personalmente non commento dato che gli riconosco l'impossibilità dell'obiettività dovuta ai legami familiari, ma proprio per questo avrebbe dovuto tacere anche lui.

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foto by NEURONIATTIVI

Luciana P. Pellegreffi

Fonte articolo






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