23/02/10

I misteri del Registro Tumori di Reggio Emilia

Per motivi che nulla hanno a che spartire con la realtà, quando si parla d’inquinamento il pensiero comune corre subito al cancro.

Di fatto esistono patologie molto più diffuse legate alle polveri inquinanti, e mi riferisco a quelle di natura cardiocircolatoria. Poi, da non dimenticare, ci sono gli aborti e le malformazioni fetali, e ci sono malattie neurologiche ed endocrine (il diabete, ad esempio) di cui non si fa mai menzione anche se la letteratura medica classifica le polveri tra gli “endocrine disruptors”.

Se si volesse davvero compilare una lista delle malattie da inquinamento, il catalogo sarebbe forse più lungo di quello del mozartiano Leporello, ma è il cancro ad essere sempre citato dagli ambientalisti di buona volontà, ed è il cancro ad essere maneggiato da chi, saggiamente, preferisce non allarmare il popol bue.

Allora saltano fuori studi epidemiologici bizzarri come quelli fatti a Modena o indagini di cui è fin troppo facile pronosticare il risultato, e per questo vedi, ad esempio, il ricco progetto Moniter emiliano-romagnolo di cui già ebbi a prevedere i risultati quando scrissi Il Girone delle Polveri Sottili.

Maria Petronio mi manda questo suo articolo sull’ufficialità del cancro. Si tratta di un caso locale, ma temo che si potrebbe estrapolare all’infinito. (SM)

I MISTERI DEL REGISTRO TUMORI DI REGGIO EMILIA

Potremmo quasi accontentarci di osservare le valanghe di auto che si rovesciano ogni giorno attorno agli ospedali delle nostre città, senza mai trovare adeguatamente posto, per intuire quanti nuovi malati si accalchino forsennatamente nelle nostre Asl, in cerca di cure adeguate.

Potremmo quasi accontentarci di camminarci dentro in questi ospedali, fermarci in ogni reparto, in ogni stanza, prendendo nota del dolore che aumenta, del ritmo frenetico e lacerante cui è sottoposto anche il personale che ci lavora, come in un enorme alveare senza mai pace.

Potremmo quasi accontentarci di piangere privatamente per chi incontriamo camuffato da un buffo cappellino o da una rigida parrucca di capelli finti, ed accontentarci di pregare il Padre Nostro che sta nei cieli scaricando su di Lui ogni responsabilità per il Male che ci assilla durante la nostra vita.

Accusare Dio di stare a guardare è troppo comodo: il Male lo abbiamo inventato noi, e noi dobbiamo debellarlo. Se è vero che teniamo alla vita, se è vero che ci riteniamo persone incapaci di fare del male ad alcuno, se è vero che teniamo alla salute del nostro adorato cagnolino ed adorato gattino…dobbiamo uscire dalla cornicetta dorata dei luoghi comuni e andare alla radice dei problemi.

Ci stanno gasando tutti, un po’ per volta, come facevano sistematicamente i nazisti. Non c’è neppure bisogno di spingerci a forza sotto alle pseudo-docce, perché tanto il gas letale entra direttamente dalle finestre di casa e poi qualcuno ha già pensato per tempo ad inaugurare tempestivamente nuovi padiglioni oncologici, e a quali chemio testare su di noi, per poi dire trionfalisticamente di averci anche miracolosamente guarito! Ma che bella prospettiva! Mai avrei potuto sognare di meglio!

Il Registro Tumori di Reggio Emilia ha contato 3.756 casi nuovi di cancro nel 2007, e, se siamo nel 2010, è facile supporre, seguendo il trend di crescita degli ultimi anni, che siamo già come minimo ai 4.000.

Sempre che i dati del Registro Tumori siano veritieri.

Da sempre ci hanno dato per scontata la validità e la correttezza dei lavori pubblicati dal Registro Tumori di Reggio Emilia e più volte nelle pubbliche assemblee il semplice cittadino in cerca di ulteriori conferme è stato zittito e additato come l’insolente o ignorante, dato che l’oracolo pareva avesse già sentenziato senz’ombra di dubbio.

Quante volte ho sentito dire da certi “soloni” che due casi di leucemia sono piccole cifre che non fanno testo e che non si possono improvvisare “studioli” per valutare realmente l’impatto dell’inquinamento sulla salute sugli abitanti di un piccolo paese; poi scopro a distanza di anni che oltre a quei due casi ve ne erano altri, però registrati presso Asl di ospedali extraprovinciali, o extra-regionali, oppure furbescamente classificati sotto altre voci, con altri codici, affinché non facciano testo e non suscitino il dovuto, legittimo allarme, tra la popolazione.

Ci prendono in giro politicamente, ci avvelenano sistematicamente, ci fanno stare ai loro ordini in balìa del medico e dell’infermiere che passa il convento, e poi vivi o morti che usciamo dal questo tour infernale, manco facciamo testo nei loro conteggi ufficiali, rischiando di perderci nelle percentuali dei calcoli di un sistema machiavellico e di infinita interpretazione.

Ad oggi il Registro Tumori di Reggio Emilia non ha ancora fornito un quadro chiaro e conoscitivo per distretto, o comune, dell’effettiva situazione epidemiologica; e, come se non bastasse, ci sono incongruenze, più o meno macroscopiche, tra il numero dei casi di incidenza e di mortalità stampati tra una pubblicazione e l’altra.

Il riferimento più macroscopico è in merito alla valutazione data per i casi di decesso per tumore dell’ovaio nell’edizione 1996-2003, che segna un totale di 85 casi, contro i casi di decesso per tumore dell’ovaio nell’edizione 1996-2007, che segna per lo stesso arco di tempo riferito al 1996-2003 ben 262 casi. Idem per i casi di mortalità alla voce mesotelioma, che in una prima pubblicazione arrivano a contare 56 casi e in quella seguente zero casi.

Avendo sollevato perplessità sul giornale L’Informazione di Reggio 10/02/2010, la dr.ssa Mangone del Registro Tumori di Reggio Emilia risponde così e cito testualmente:

“ Le pubblicazioni del Registro sono in continuo movimento poiché la ricerca dei dati avviene attivamente: il personale del Registro consulta gli archivi informatizzati dell’anatomia patologica, le schede di dimissione ospedaliera e il registro mortalità dell’azienda Usl per recuperare le informazioni sull’incidenza e mortalità. Per i casi sospetti o dubbi vengono consultate direttamente le cartelle cliniche dei ricoveri. Per alcuni casi vengono contattati direttamente i medici che hanno avuto in cura il paziente. Negli anni la vecchia classificazione delle neoplasie, che utilizzava il codice ICD_9 è stata superata dal codice ICD_10 e da alcuni anni dall’ICD_0 terza edizione. Il che vuol dire che lo stesso caso di tumore viene ricodificato e incasellato secondo nuove regole. Questo ha fatto sì che negli anni scorsi il tumore ovarico fosse riclassificato in “altri tumori genitali femminili” facendo risultare che non ci fossero stati decessi e che oggi non compaiono decessi per mesotelioma. E’ possibile consultare e confrontare i dati dell’intero periodo 1996-2007 nell’ultima pubblicazione a pagg78-80, i dati di incidenza sono classificati con le nuove regole e quindi confrontabili. Un’ultima precisazione: le sindromi mieloproliferative croniche e le sindromi mielodisplastiche, che in passato erano considerate tumori non maligni, sono adesso classificati come maligni e inclusi nel calcolo dell’incidenza”.

I criteri di valutazione, quindi, si basano sulla possibilità di continui rimaneggiamenti, correzioni, reinterpretazioni e reintegrazioni di dati e che potrebbe sembrare un gioco per assecondare le logiche degli inceneritoristi, o di quelli che devono fare apparire la situazione reggiana più virtuosa rispetto a quella di Parma o di Modena, così tali dati vengono parcheggiati momentaneamente sotto altre voci: classificati in modo da non incrementare nello specifico un quadro che altrimenti denuncerebbe una situazione ambientale ben più critica di quello che si vuole fare credere.

Aggiungo che quello che dice ancora la dr.ssa Mangone sulla questione relativa ai decessi per mesotelioma, che, stando alle sue parole, non ci sono, è assurdo dal momento che tutti sanno del processo per i morti causati da una multinazionale produttrice di Eternit che ha coinvolto anche molte famiglie reggiane, specialmente di Correggio e Rubiera. Ne ha parlato recentemente anche Report su Rai Tre.

Perché, quindi, non ammettere la verità? Perché, quindi, non dovrei continuare a pensare che anche per tutti gli altri dati nel Registro Tumori ci si guarda bene dal dire la verità?E perché i politici si aggrappano a queste realtà virtuali se non per continuare a speculare secondo i loro privatissimi interessi?

di Maria Petronio

Fonte articolo

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