28/02/10

Scommettiamo che


La faccenda è complicata. Vediamo di semplificare: usiamo un bel po’ di immaginazione e facciamo un esempio. Immaginate che qualcuno - chessò, un tal Giulio - dica a tutti di essersi messo a dieta. E immaginate che il suo macellaio di fiducia - un tal Pippo - decida di giocargli un brutto scherzo, e di farci su anche qualche soldino. Per esempio: immaginate - lo so, ci vuole una bella fantasia, ma fate uno sforzo - che Pippo convinca Giulio a comprare e mangiare di nascosto quintali di costolette di maiale. E poi che Pippo vada dagli altri amici e dica qualcosa tipo: scommettiamo che il nostro carissimo Giulio non ce la fa a dimagrire? Io faccio il banco e voi puntate…

Bene. Piantiamola di far correre la fantasia. E torniamo alla realtà. Perchè è realmente successo qualcosa di simile. Protagonisti: la Grecia sull’orlo del fallimento; e una banca d’affari americana, Goldman Sachs. A svelare l’inghippo è stato uno dei giornali più blasonati “made in Usa”, il New York Times. Che l’intera faccenda l’ha riassunta così: “Banks Bet Greece Defaults on Debt They Helped Hide”. Ossia: “Le banche scommettono che la Grecia faccia default sul debito che loro hanno aiutato a nascondere”.

Già, perchè questa settimana è successo anche questo. E’ successo che il New York Times ha scoperto che Goldman Sachs - una delle prime banche d’affari di Wall Street, e quindi del mondo - ha aiutato la Grecia a taroccare i suoi conti pubblici e a nascondere i suoi debiti (in cambio di quattrini, ovvio; e con complicati strumenti finanziari). Questo, prima (cioè in passato). Mentre quest’anno - a settembre - sempre Goldman Sachs ha aguzzato l’ingegno. E assieme a un gruppo di altre banche - tra cui un altro colosso della Finanza a stelle e strisce, ovvero JpMorgan Chase - ha dato vita a una società, con sede a Londra e a un lucroso sistema di “scommesse”.

La società si chiama Markit Group. Il sistema di scommesse è un indice, chiamato iTraxx SovX Western Europe Index. E sì, misura appunto il rischio fallimento per i 15 Paesi dell’Unione Europea con più problemini sulle spalle. Grecia, va da sè, compresa. Markit Group i soldi li sta facendo così: ha dato la possibilità ai trader di scommettere sull’andamento dell’indice e in cambio chiede una certa somma - fissa, per la cronaca - a tutti quelli che vogliono partecipare alla partita. E fin qui - si fa per dire - tutto bene. Se non fosse che questo iTraxx SovX e bla-bla-bla ha per giunta peggiorata le cose. Per la Grecia, s’intende.

“L’indice non ha creato il problema, ma lo ha esacerbato”, ha spiegato un analista economico al New York Times. Come? Beh, in cinque passi e secondo un curioso circolo vizioso. Primo passo: l’iTrax è diventato un punto di riferimento per banche e operatori finanziari; e quando sale, sale anche la preoccupazione per i Paesi con le casse pubbliche più sgangherate, Grecia in primis. Secondo passo: l’ansia si traduce in una crescita del valore dei Credit default swap - che altro non sono che assicurazioni contro il fallimento - sui titoli di Stato, e in particolare su quelli della solita Grecia. Terzo passo: l’ansia a questo punto cresce ancora e chi ha in mano titoli di Stato greci, se può cerca di liberarsene. Quarto passo: per la Grecia, vendere il suo debito diventa più difficile. E - quinto e ultimo passo - questo fa salire ancora di più l’iTraxx. Per la gioia di chi aveva scommesso su un rialzo dell’indice. E con un lauto guadagano per Goldman e soci. Che - sempre secondo il New York Times - hanno visto le “puntate” sull’indice aumentare da 52,9 miliardi di dollari di gennaio 2009 a 109,3 miliardi di dollari in Febbraio.

Insomma: prima Goldman Sachs ha aiutato la Grecia a inguaiarsi e ora ci sta lucrando su. Questo il succo e il ragionamento dell’inchiesta del New York Times. Inchiesta che mette in luce un comportamento moralmente non proprio ineccepibile. Inchiesta che, per altro, fa il paio con quella del settimanale “Der Spiegel” di un paio di settimane fa (di cui avevamo parlato anche noi, qui). Inchiesta che però non ha lasciato indifferente chi di dovere. La Fed - cioè la Banca centrale americana - ha annunciato che andrà a fondo alla faccenda. E anche la commissione europea - visto che la Grecia ora è a rischio crac e che i contribuenti europei sono i primi candidati a pagare il conto - ha deciso di vederci chiaro.

E la Grecia? Beh, la Grecia - dal canto suo - ha dimostrato di aver imparato la lezione. Certo: in passato Atene ha commesso errori pesanti. Perché Goldman Sachs avrà anche dato una mano, ma a decidere di taroccare i conti sono stati pur sempre loro, cioè i governi greci. Epperò ora la Grecia pare davvero decisa a voltare pagina. Otto giorni fa, Atene ha affidato a un ex banchiere la gestione del suo debito pubblico. Si chiama Petros Christodoulu. E ha un curriculum di tutto rispetto. Ha lavorato sette anni per JpMorgan. E due anni per Goldman Sachs.

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