05/04/10

Il signoraggio, un trompe-l'oeil?


Effetti ottico-mentali
Ricordo una serata di tarda primavera in Chianti, in un bel giardino sulle colline, un’esposizione di quadri e sculture originali, una tavola imbandita e un’allegra brigata in piedi, a mangiare, bere, parlare, nel prato. Era già notte e tra i visitatori si era creata, dopo tante ore, e in una platea di vecchi giovani, artistoidi, felici di esistere, ebbri di profumi, una distesa e fantasiosa convivialità, un’atmosfera di contagiosa allegria, di quelle che agli inizi dell’estate trascinano un’avviluppante ma elegante euforia.

Due donne si stavano commiatando calorosamente: una dai capelli lunghi e rossi, l’altra di tipo mediorientale, guardata amorevolmente a vista dal fidanzato, quando improvvisamente succedette l’inaspettato, l’imprevisto, l’informale, il “non si dovrebbe fare”. Le due si perdettero in un bacio in bocca, lungo, passionale, languido, di quelli da film d’amore romantici e sdolcinati.

Poi succedette qualcosa di ancora più surreale: le due stavano lì, nel bel centro della scena, in mezzo al chiacchiericcio e agli schiamazzi, in una scena fuori dall’ordinario, ma NESSUNO LE VEDEVA. Nessuno tranne il fidanzato, che la guardava sgomento, una bambina ed io (spero di non perdere mai l’abitudine di vedere, come fanno i bambini…).

Quando un conoscente mi ha chiesto di fornirgli gli argomenti per aiutarlo a ribattere a Barnard che continua a non “vedere” il signoraggio, tacciando chi lo “vede” di come minimo poco autorevole – per non citare altri epiteti poco lusinghieri – mi è venuto in mente la scena di quella sera, tipico caso di effetto ottico/mentale (cfr. http://www.youtube.com/watch?v=Ahg6qcgoay4 ) dimostrato in un video-test in cui chiedono di osservare attentamente una scenetta e di conteggiare il numero di passaggi di palla effettuati dalla squadra bianca, in un gran viavai di persone; la mente, predisposta a contare il bianco, NON VEDE un grosso orso nero entrare, fermarsi in centro, saltellare e uscire, anche se gli occhi ne registrano l’immagine.

Provare per credere: così come nel test del video, la maggior parte non vede l’orso in mezzo alla sala, così per il signoraggio, la massa è talmente intenta a contare le entrate e le uscite, che anche se lo vedesse, la mente non recepirebbe l’informazione…

Nel caso del signoraggio, poi, esiste un terzo caso di figura, oltre a chi vede l’orso e a chi conta i passaggi: quello di chi userà tutte le sue energie per cercare di dimostrare, screditando, emarginando, infamando, che chi ha visto l’orso, ha avuto una visione, delira, poiché quell’orso, quell’imprevisto per il sentire comune o il sapere convenzionale, non ha spazio nella mente di chi guarda, predisposta ad altro.

Definizione ed esistenza certa del signoraggio

Perciò, mi permetto di ritornare sull’argomento “signoraggio” – spero per l’ultima volta – per dissipare i dubbi di chi non abbia ancora predisposto la mente a guardare e invito tutti a scorrere una Comunicazione ufficiale della Commissione europea alle istituzioni dell’UE e al Rappresentante generale UE Javier Solana, nel 2007 (http://register.consilium.europa.eu/pdf/en/07/st05/st05068.en07.pd) che non sembra mettere minimamente in discussione né l’esistenza né la definizione esatta di “signoraggio”, quella difesa dai cosiddetti “cialtroni”, “fanatici”, “complottisti”, laddove, al paragrafo sulla rendita monetaria da banconote e moneta metallica è scritto NERO SU BIANCO che:

“La rendita monetaria delle banconote e delle monete metalliche

La moneta in circolazione (contanti) costituisce una fonte di reddito (generalmente chiamato “rendita monetaria” o “signoraggio”) per l’ente di emissione. Nel caso delle banconote in euro, tale reddito è ricavato e successivamente distribuito tra le banche centrali nzionali dell’area dell’euro, secondo una chiave specifica basata sul PIL di ogni paese e sul dato demografico. La situazione differisce rispetto alle monete metalliche in euro, poiché il loro reddito (che corrisponde grosso modo al valore facciale della moneta meno i costi di produzione e di messa in circolazione) è riscosso dal paese di emissione di dette monete metalliche. Questa impostazione dovrebbe essere egualmente soddisfacente purché non intervengano grossi movimenti migratori “netti” di monete metalliche in euro tra gli Stati membri (cioé afflussi sistematici verso, o fuoriuscite da determinati paesi) nel quale caso dovranno essere previsti alcuni aggiustamenti specifici o generici al sistema.” (Trad. NF)(1)

Sebbene la definizione di “rendita monetaria” o “signoraggio” sia stata astutamente accostata al caso delle monete metalliche, tale definizione si applica logicamente anche alle banconote. Le banconote, infatti, è chiaramente detto nel testo, procurano reddito per le banche centrali nazionali, contrariamente alle monete metalliche che producono reddito per gli Stati, un reddito che equivale alla rendita monetaria, o signoraggio, definita come

“grosso modo il valore facciale della moneta meno i costi di produzione e di messa in circolazione”

Certamente, se sei intento a conteggiare nevroticamente le entrate e le uscite, il PIL e il debito pubblico, nell’intento maldestro di rientrare in saldo – sopportato dall’apparato legiferino dell’UE con tanto di minacce – sarà difficile soffermarsi sulle cause ancestrali e sulle definizioni di base. Che cosa guadagna la BC? Da dove viene il debito pubblico?

La definizione di signoraggio, e la sua inequivocabile realtà con tutti i suoi effetti sulla nostra vita (economica), è corroborata da tanti altri testi ufficiali – sebbene non certamente divulgativi – ad esempio da uno studio del 2007 di William Buiter della London School of Economics (cfr. 2) dove l’autore conferma nel primo paragrafo del documento che il signoraggio è inteso “

storicamente (come) la differenza tra il valore facciale di una moneta e i suoi costi di produzione e stampa. Nelle economie basate su fiat money [moneta decretizia sganciata dalle riserve auree, ndr] la differenza tra il valore facciale della banconota e i suoi costi marginali di stampa corrisponde quasi per intero al valore facciale della banconota, in quanto i costi di stampa sono praticamente nulli. Stampare fiat money è pertanto un’attività altamente redditizia (…)”. (Trad.NF)
Figuriamoci quindi quando le banche creano moneta contabile che non ha nemmeno i costi di conio...

Problemi di contabilità

Com’è possibile che tale fenomeno sia occultato ai più? Semplicemente per un trucchetto contabile. Ce lo spiega indirettamente sempre Buiter – ma anche altri autori come Colignatus (3) e Richard Werner (4) – laddove spiega che le “liabilities” cioé le passività della BC, di cui la massa monetaria circolante, “

(…) lo sono solamente a parole in quanto non rimborsabili: il titolare di moneta-base [banconote e monete metalliche] non può insistere in qualsiasi momento nel rimborso di un determinato importo di moneta-base se non ottenendo lo stesso importo nella stessa moneta (base)”.
Sono quindi finte passività.

Una finta passività, la massa monetaria circolante, su cui la BCE e le sue banche satelliti richiedono un rimborso allo scadere dei titoli di Stato. La teoria della finta passività coincide con quella di Auriti che affermava che la moneta circolante della BC non dovrebbe essere posta al passivo poiché non dovrebbe essere rimborsata, visto che non era sua. Metterla al passivo, da parte della BC, equivale ad appropriarsene, cioé a vantare un (finto) titolo che da un (vero) diritto a richiederne poi il rimborso.

Basterebbe che la BC mettesse in attivo la massa monetaria creata dal nulla perché tutti i guadagni occulti da signoraggio risultassero nella contabilità, non solo gli interessi, creando non poco scompiglio sociale, proteste di tutti i tipi e magari un vero spunto per cambiare.

Ma oltre al trucco contabile, la farsa deriva dal traffico attorno ai titoli di Stato, come unico strumento obbligatorio dell’amministrazione dello Stato, per ottenere la liquidità di cui ha bisogno per funzionare.

Le aste dei titoli di Stato

Una volta create le banconote, la BCE le immette nel sistema. Come? Ci sono fondamentalmente due sistemi diretti, le aste dei titoli di Stato e le operazioni di mercato aperto (capitolo a parte).

Sebbene sia vigente il divieto espresso di acquisto dei titoli del debito pubblico da parte delle BC, in realtà tale divieto è opportunatamente raggirato, con il sistema delle aste pubbliche (5). A tali aste, che sono tutto fuorché pubbliche, possono partecipare unicamente i cosiddetti “specialisti dei titoli di Stato” (dealers), nominati da Bankitalia, con la moneta nuova di zecca presa in prestito al tasso di sconto dalla BCE. I dealers sono i primi prenditori del debito pubblico (italiano), possono condizionarne pesantemente l’andamento – ciò che non si privano di fare – speculando, poiché sono loro che decidono il prezzo, anche se del caso, mandando deserta un’asta per obbligare lo Stato ad aumentare gli interessi sui titoli.

Gli specialisti dei titoli di Stato

Sono loro che hanno in mano i debiti pubblici. Sono i primi prenditori del debito autorizzati dalla BC, coloro che per diritto infuso godono della ius primae noctis monetaria.

Infatti gli specialisti dei titoli di Stato (6) rivendono i titoli alle altre banche commerciali e sul mercato aperto, lucrando un guadagno sicuro ed elevato sul bisogno di liquidità dello Stato, via via fino “all’ignara vecchietta” che costituisce una percentuale di meno del 10 % rispetto ai veri detentori del debito. Ogni passaggio di mano comporta delle commissionii bancarie. In caso d’investimento non riuscito – vedi subprime – sarà l’ultimo anello della catena a pagare, l’ignara vecchietta, poiché gli specialisti di Stato della lista, e i loro amici, avranno già realizzato il loro guadagno. Non solo la vecchietta, ma tutti noi, ci ritroveremo con un pugno di mosche in mano per colpa delle truffe in aggiotaggio, i traffici e le scommesse criminali sul fallimento degli Stati degli specialisti sopra.

Ad esaminare la lista, si capisce come il nostro debito, la nostra politica, e la nostra vita siano determinate da poche banche, e pochi proprietari di banche:

diritto italiano d.i. – diritto tedesco d.t. – diritto olandese d.o. – Ltd e PLC d.b.

Banca IMI S.P.A. d.i.

Barclays Bank Plc d.b.

BNP PARIBAS (?)

Citigroup Global Markets Ltd d.b.

Commerzbank A.G. d.t.

Crédit Agricole Corp Inv Bank (?)

Crédit Suisse Europe Securities Ltd d.b.

Deutsche Bank A.G. d.t.

Goldman Sachs Int Bank (?)

HSBC France (?)

Ing N.V. d.o.

JP Morgan Securitires Ltd d.b.

Merril Lynch Int (?)

Monte dei Paschi di Siena Capital Services banca per le imprese S.P.A. d.i.

Morgan Stanley and Co Int Plc d.b.

Nomura Int PLC d.b.

Royal Bank of Scotland Plc d.b.

Société Générale Inv Bank (?)

UBS Ltd d.b.

Unicredit Bank A.G. d.t.

Ognuna di queste banche meriterebbe un capitolo a parte, si noti solamente che a determinare il prezzo del debito pubblico italiano figurano unicamente DUE banche di diritto italiano, Monte dei Paschi di Siena Capital Services Banca per le Imprese SPA, e Banca IMI, appartenente alla banca Intesa San Paolo, la quale vanta tra i suoi azionisti Blackrock (Barclays), Crédit Agricole e Société Générale mentre Monte dei Paschi è pesantemente influenzata nelle sue decisioni – con l’aiuto della rotella di scorrimento, Caltagirone – dai pesi massimi di Axa, azionista di MPS, che sono Air France, Suez GdF, Saint Gobain e… last but not least, BNP PARIBAS.

BNP PARIBAS, accanto al cui nome non è apposta alcuna sigla del tipo giuridico di società, ha come principale azionista il governo francese (17%) oltre allo stato Belga (11%), e ha acquisito il controllo totale di BNL, è il partner privilegiato di Albert Frère, che è l’azionista di riferimento di Gaz de France Suez, principale privatizzatrice e inquinatrice dell’acqua nel mondo e in Italia, dove figura anche il presidente onorario del Bilderberg ex commissario europeo, il conte Etienne Davignon.

Non è da ricercare in nessun’altra parte quel fenomeno per cui sia a destra sia a sinistra perseguono – più o meno – le stesse politiche, ad esempio quello strano senso di impotenza che pervade tutto il nostro Stato e la classe politica di fronte alla calamità della privatizzazione dell’acqua. Sono loro, gli specialisti dei titoli di Stato, e in particolare BNP Paribas e MPS, soci in affari in questo sporco negozio, a pagare e ricattare i nostri politici perché si faccia. Con il coltello dalla parte del manico… del debito pubblico.

Come? Ad esempio con quei 17000 conti segreti della camera di compensazione Clearstream – le camere da compensazione servono in teoria a compensare i pagamenti tra banche – attorno alla quale uscì lo scandalo nel 2002 grazie al giornalista investigativo francese Denis Robert (8).

E qua si quadra il cerchio: il signoraggio è il principale pervasivo fenomeno di conflitto di interessi/aggiotaggio, poiché accorda a un piccolo gruppo di banchieri un potere pressocché illimitato di comprare i politici, le leggi, le sentenze, i media, potendo permettersi di nascondersi dietro a uno schermo fumoso chiamato democrazia, con tanto di scatole cinesi, cooptazione, regole tecnicistiche e confusioni giuridico linguistiche.

Per dirla in breve, c’è un piccolo gruppo di finanzieri parassiti che ha ideato un sistema per salassarci le rendite e i redditi, andandone a creare anche laddove non solo non sarebbe lecito, ma addirittura illegale e completamente immorale (brevetti dei semi, dei farmaci, acqua privata, royalties petrolio, diritti di Kyoto, rendite per i cordoni ombelicali, per il trapianto degli organi, per i neonati in provetta e così via dicendo); di questo sistema di racket “legalizzato”, il maggiore, quello maestro, è quello del signoraggio, il furto supremo che ruba con un difetto intrinseco nello strumento di misura – il denaro – ma invisibile ai più proprio perché al centro della scena economica in un viavai depistante. Persino quando qua e là, nei testi ufficiali, la verità spunta fuori baldanzosa con lapsus, parole, o addirittura frasi esaurienti, nonostante la grossissima cappa di censura, sovvenzionata a suon di milioni creati, e la lista di omicidi per far fuori gli elementi che oltre a sapere da dentro, manifestano di volere parlare, il fatto permane: il signoraggio troneggia in mezzo al salotto e pochi lo vedono, perché tutt’attorno è un gran gesticolare per distoglierne l’attenzione.

Ennedieffe 4 aprile 2010

Note:

  1. “Monetary income from euro banknotes and coins
    Cash in circulation constitutes a source of income (generally called monetary income or seigniorage) for the issuing authority. In the case of euro banknotes, this income is pooled and subsequently distributed among euro-area national central banks according to a specific key based on each country’s GDP and population. The situation differs with respect to euro coins, as the income (which roughly corresponds to the face value of the coin minus the costs for production and putting into circulation) is collected by the country issuing the coin. This approach should be equally satisfactory provided that there are no strong “net” migratory flows of euro coins between Member States (e.g. systematic inflows to, or outflow from, certain countries), in which case certain (specific or general) adjustments to the present system will need to be envisaged.” Dalla Comunicazione della Commissione europea alle istituzioni europee
  2. “Seigniorage refers historically, in a world with commodity money, to the difference between the face value of a coin and its costs of production and mintage. In fiat money economies, the difference between the face value of a currency note and its marginal printing cost are almost equal to the face value of the note – marginal printing costs are effectively zero. Printing fiat money is therefore a highly profitable activity – one that has been jealously regulated and often monopolized by the State.” Da Seigniorage. William Buiter
  3. Colignatus: Un metodo corretto per contabilizzare la moneta nel bilancio della Banca centrale
  4. Richard Werner: A new Paradigm in Macroeconomics
  5. http://www.dt.tesoro.it/export/sites/sitodt/modules/documenti_it/debito_pubblico/programma_trimestrale_emissione/Programma_Trimestrale_di_Emissione_II_Trimestre_2010.pdf
  6. http://www.dt.tesoro.it/export/sites/sitodt/modules/documenti_it/debito_pubblico/elenco_specialisti/Elenco_Specialisti_Titoli_di_Stato_8_febbraio_2010.pdf
  7. http://www.dt.tesoro.it/export/sites/sitodt/modules/documenti_it/debito_pubblico/elenco_specialisti/Elenco_Specialisti_Titoli_di_Stato_8_febbraio_2010.pdf
  8. Révélation$ di Denis Robert, 2000 – Traduzione italiana di Marco Saba: “Soldi, il libro nero della finanza internazionale” 2002 http://www.libreriauniversitaria.it/soldi-libro-nero-finanza-internazionale/libro/9788889091067
di Nicoletta Forcheri

Fonte articolo


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