21/04/10

Milano da asfaltare


Le case non si fanno più per essere abitate. Si fanno innanzitutto per essere vendute. Come accade per i futures, si vendono sulla carta. Non serve farle vedere: basta pensarle.

Quando dovevano comprare una casa, i nostri nonni - che avevano quasi tutti una qualche infarinatura di edilizia - entravano, toccavano, picchiettavano sui muri, grattavano via la calce, ascoltavano l'eco prodotto dal capitolato e sapevano dirti se era stato messo bene oppure male, se le mattonelle si sarebbero staccate, se quella macchiolina di umidità, quella crepa nell'angolo del soffitto era preoccupante o se invece si poteva aggiustare con una passata di stucco e con una mano di intonaco. Poi trattavano sul prezzo.

Oggi, invece, la solidità del mondo reale ha ceduto il posto alla grafica 3D. Non serve andare al cinema per farsi stupire da effetti speciali dell'altro mondo: basta entrare nell'ufficio vendite di un qualsiasi costruttore e si torna a casa con un dvd pensato da Tolkien e girato da Spielberg. Uno lo mette nel lettore e viene proiettato direttamente nel mondo di Avatar. Un posto inesplorato, selvaggio, incontaminato, popolato da creature che i biologi devono ancora scoprire, immerso in una quiete d'altri tempi, in un silenzio innaturale rotto solo dal radioso cinguettio di una specie di canarino ormai estinta in qualunque altra parte del mondo, ma non lì.
E' direttamente John Hammond a spiegarti che nel tuo nuovo residence non si bada a spese. I bambini giocano in una ricostruzione della foresta amazzonica più lussuriosa e sicura di quella reale, ormai ridotta a una vaso di gerani - ma quello è il mondo vero, non importa. Gli alberi crescono in maniera così spontanea che quando passi ti salutano con un sorriso. Ci sono talmente tanti corsi d'acqua artificiali, popolati di anatre, paperelle, cigni, ippopotami, alligatori, orche, balene e capodogli, che per andare dal panettiere devi prendere una canoa. La gente si riversa nelle strade e colloquia amabilmente a qualsiasi ora del giorno e della notte, perché nessuno ha un cazzo da fare, ma soprattutto perché non piove mai: c'è sempre il sole, anche alle tre del mattino. E non serve andare a prendere il tram: ci sono talmente tanti collegamenti che è il tram che viene a prendere te. Le finestre sono sempre azzurre, le tapparelle si alzano e si abbassano da sole, anche il letto si rifa da solo e la carta igienica ti pulisce il culo automaticamente mentre lo spazzolone si fa carico di eventuali striature marroni senza che tu sia costretto a guardarle. In caso vengano rilevati liquami di natura diarroica, un braccetto meccanico ti infila automaticamente una supposta nel culo, ma una voce guida avverte di non muoversi per evitare spiacevoli imprecisioni nella centratura. Il riscaldamento è autonomo ma non devi preoccuparti perché si accorge lui se hai freddo o se stai sudando. L'impianto di illuminazione si attiva e si disattiva seguendoti di ambiente in ambiente. I faretti motorizzati si accorgono anche se stai leggendo un libro, se stai cucinando o se ti stai schiacciando un brufolo, nel qual caso illuminano con un raggio laser le adiacenze dell'accumulo di sebo per consentirti di intervenire con precisione chirurgica. Le tue musiche preferite inondano i locali dove transiti durante il tuo ciondolare diurno carico di noia, non avendo un cazzo da fare tutto il giorno. Di notte no, perché il quadro di controllo è in collegamento diretto col regolamento condominiale. Emilio Fede snocciola le percentuali di consenso in crescita del governo Berlusconi trentaduesimo, apparendo magicamente in sovraimpressione sulle pareti al plasma attive che rilevano la tua presenza, la frequenza cardiaca e il tuo grado di attenzione. Se per caso ti distrai, il volume si alza da solo e parte in automatico il timeshift, cosicché siamo sicuri che non ti sfugga nulla.
Il tutto a cento metri dal Duomo.

Di tutto questo, ovviamente, non un solo mattone è ancora stato posato. Non fa niente: l'importante è che acquisti tutto a scatola chiusa, sulla base delle promesse, delle illusioni, delle proiezioni e delle planimetrie tracciate - quelle sì - secondo gli ultimi standard di accessibilità totale, vergate cioè come bassorilievi su finissime lamine di oro. Tanto, è come giocare a mosca cieca.
Una volta che i tuoi risparmi siano stati travasati sul conto di Spielberg-Tolkien, lentamente inizi a prendere consapevolezza che le mele si scelgono e si comprano quando ce l'hai in mano, quando puoi guardarle, saggiarne la consistenza e magari anche assaggiarle. Altrimenti rischi di ritrovarti come quelli del Comitato Milano Santa Giulia: http://www.youtube.com/watch?v=p_kdcQ2z2P0.

Consapevole di tutto questo, il sindaco di Milano Letizia Moratti ha reso pubblico un piano di gestione del territorio (PGT) che prevede altri 28 milioni di metri cubi di cemento. 15 miliardi di euro con un buco sui servizi di 9 miliardi, in una città ormai considerata capitale della 'ndrangheta con con migliaia di appartamenti sfitti.

Nel video, Dario Parazzoli intervista Donata Almici, architetto milanese esperta in urbanistica.

Ora scusate... C'ho Tarzan in piedi sul davanzale del balcone, appeso alla liana di una sequoia gigante, che mi chiede se voglio andare a fare un giretto con lui nella savana. Cosa ci volete fare, nella progettazione delle aree verdi qui a Milano siamo troppo avanti.

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