23/04/10

Rifiuti in cambio di cibo: in Brasile l'ecologia combatte la fame


Con quattro chili di rifiuti differenziati ti porti a casa un chilo di ortaggi e verdure freschi e locali. Succede in Brasile, nella città di Curitiba, dove hanno scelto di prendere due piccioni con una fava. E, alla fine, di piccioni ne hanno presi tre.

La città aveva due grandi problemi: un surplus di produzione agroalimentare, che teneva troppo bassi i prezzi facendo calare il reddito degli agricoltori, e la povertà diffusa tra la popolazione non agricola. E’ nato, per questo, il programma Cambio Verde: l’amministrazione comunale compra le eccedenze alimentari dai produttori e le distribuisce ai meno abbienti in cambio dei loro rifiuti.

In questo modo la raccolta differenziata ha subito un fortissimo incremento, i rifiuti sono diminuiti in maniera drastica, la popolazione più povera ha avuto un sostegno alimentare e, per finire, i prezzi dei prodotti agricoli sono diventati più stabili e più alti per gli agricoltori.

Del cibo, quindi, non si butta niente mentre i restanti rifiuti vengono separati dai cittadini per avere ortaggi, frutta e verdura in cambio. Fatti due conti, conviene pure: si risparmia moltissimo sulla gestione dei rifiuti (quale sindaco non vorrebbe che ogni cittadino si trasformasse in un operatore ecologico che lavora gratis?) e si può pagare l’acquisto dei prodotti agricoli per il sostegno sociale ai più poveri.

Non sconfiggerà la fame nel mondo, né salverà il globo dalla crisi dei rifiuti, ma è un buon esempio che dimostra che non per forza i paesi emergenti devono ripercorrere gli stessi passi sbagliati dei paesi industrializzati.

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