07/08/10

A proposito di Case ...

Siccome a distanza di 48 ore è la seconda volta che leggo di questa cosa, e cioè che Berlusconi dice che Fini "deve chiarire" (per carità, giustissimo), che Fini è "poco morale", che "così non si fa" eccetera eccetera, appurato che non si tratta di allucinazione dovuta ad abuso di giornalismo papale, niente, volevo solo ricordare a Feltri e Belpietro alcune vicende immobiliari relative a Silvio Berlusconi, così, con la speranza che prima o poi si decidano a raccontarne ai propri lettori.

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In tema di "poco morale" rimembrerei la vicenda di Villa San Martino, Arcore, 1973. Cesare Previti è il tutore della giovanissima Contessina Anna Maria Casati Stampa, rimasta da poco orfana ed in gravi difficoltà finanziarie. Come se le disgrazie non fossero abbastanza, la ragazza ha la sfortuna di capitare proprio nelle grinfie dell'allora avvocato (che pure oggi un po' lo è) di Silvio Berlusconi, che approfitta della situazione per girare al proprio assistito preferito la magnifica tenuta della ragazza. Il prezzo è stracciato, il Cavaliere sborsa la sciocchezza di 500 milioni di lire (pure dilazionati nel tempo), mentre il valore del solo immobile è di oltre 1 miliardo e 700 milioni, senza contare l'imponente pinacoteca interna alla villa, con opere del XV e XVI secolo, la biblioteca con oltre 3.000 volumi e l'immenso parco con scuderie e piscine.

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Al "così non si fa" invece opporrei l'acquisto di Villa Certosa, Sardegna, 1985. A vendere la "tenuta del peccato" a Silvio Berlusconi è Flavio Carboni, faccendiere coinvolto nei più oscuri misteri italiani, pregiudicato per il fallimento del Banco Ambrosiano, probabilmente legato a Cosa Nostra, alla Banda della Magliana e alla massoneria deviata P2, ed oggi di nuovo alla ribalta per le malefatte legate all'Eolico sardo e alla cosiddetta P3, uno a cui insomma non piace farsi mancare proprio nulla.

... E per il gran finale - che il meglio va sempre tenuto per ultimo - c'è quel "Fini deve chiarire" ... E' buffo lo dica proprio Silvio Berlusconi, lo stesso Silvio Berusconi che si avvalse della facoltà di non rispondere difronte ai magistrati che stavano indagando sulla presunta mafiosità di Marcello Dell'Utri (video sotto), e curiosi di capire da dove minchia provenisse quella misteriosa montagna di miliardi che permise al Premier di costruirne e di venderne e di affittarne e di abitarne tante, ma proprio tante tante tante, di case.


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