07/10/10

Il nucleare nel mondo, in ripresa o in declino ?

Produzione di energia globale da fonte nucleare (IEIA)

Chi non guida il cambiamento, si limita ad analizzarne l'andamento. E' questa in sintesi la questione che pone in contrapposizione Lega-ambiente, non favorevole ad un ritorno del nucleare in Italia, e Chicco Testa, ex ambientalista (anzi fondatore) di Lega-Ambiente, ora principale promoter del rilancio dell'energia dall'atomo.

Il grafico mostra, suddiviso per aree continentali, l'andamento complessivo della fornitura globale di energia da fonte nucleare. Mentre Lega-Ambiente ne ravvisa i termini di un declino irreversibile, Chicco testa afferma invece che le stesse informazioni sono indice in una avanzata inarrestabile, chi ha ragione ordunque ?
Nessuno dei due! Per interpretare i grafici bene, occorre fare riferimento a un "modello".

Coloro che vedono nel grafico una diminuzione, cercano in realtà di approssimarlo (in gergo si dice “fittarlo”) con una campana logistica, (tipo quella del picco del petrolio di Hubbert per intenderci), con l’intenzione di dimostrare appunto che siamo in presenza di un “picco”, pertanto di una imminente diminuzione della produzione complessiva.

Coloro che vedono nel grafico un aumento, tendono a “fittarlo” con una approssimazione lineare, ignorando l’andamento degli ultimi anni (magari attribuibili ad una crisi economica non strutturale), pertanto ne vedono l'evidenza di una imminente crescita.

In realtà, stabilire quale delle due "visioni" è quella corretta, non è un impresa così semplice. La zona piatta degli ultimi 10 anni, può essere dovuta a una ridistribuzione degli impianti dislocati in senso globale.. chiudono per obsolescenza molti impianti nei paesi occidentali, senza essere rimpiazzati da altrettanti di potenza equivalente, mentre aumentano enormemente i progetti di nuovi impianti in Asia, specialmente in Cina, paese con un programma nucleare molto attivo.

Se volete saperne di più consultate questo interessante database degli impianti in costruzione nel mondo.

Qualche indicazione utile e poco ambigua il grafico comunque riesce a darla. Ad esempio, esattamente dal 1986, anno dell'incidente di Cernobyl, la pendenza della crescita è diminuita nettamente, quasi dimezzandosi.

Io sono personalmente convinto della interpretazione “a campana”, pertanto il contributo futuro globale del nucleare temo non supererà di molto quello di oggi, soprattutto a causa dei costi insostenibili di costruzione e della carenza cronica di Uranio sufficientemente concentrato (minerale non rinnovabile).

Ma so di essere di parte. Il tempo chiarirà la situazione.

Fonte articolo

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