06/12/10

“Umberto magno” intervista a Leonardo Facco

Pubblico l’intervista realizzata a Leonardo Facco, autore di “Umberto Magno” edito da Aliberti, libro che svela notizie inedite e aneddoti legati a Umberto Bossi e alla storia della Lega nord.

Blog: “eccoci qua con Leonardo Facco che è uscito in questi giorni con “Umberto Magno” un nuovo libro sulla Lega nord edito da Aliberti, perché l’idea di questo libro?”

LF: “sì, intanto grazie per l’intervista, sì esistono tanti libri sulla Lega nord che della Lega nord hanno capito poco o nulla perché non basta stare seduti a una scrivania per capire la Lega. Io l’ho vissuta sin dalla fine degli anni ’80 soprattutto qui in bergamasca che era il territorio tra i più fertili, ma poi ci sono stato dentro, sono stato segretario di sezione, ho lavorato al quotidiano La Padania, sono stato capo della redazione cultura, io ho mandato a quel paese Calderoli con il contratto da caporedattore da sottoscrivere, quindi avrei sottoscritto un contratto che mi avrebbe permesso di vivere benissimo. Ad oggi penso che una radiografia come questa non sia mai stata fatta. Una radiografia che mette in evidenza alcune cose fondamentali: intanto il fallimento politico totale della Lega, cioè la Lega che ormai ha 26 anni non ha mai ottenuto un risultato politicamente parlando. Entra, diciamo, alla grande nel ’92 in campo politico per sconquassare il paese già in crisi. Ebbene se noi prendiamo i dati macroeconomici e microeconomici del ’92, quando già si parlava di debito pubblico insostenibile, di tasse alte, di crisi governative, di spese eccessive eccetera, e li spostiamo ad oggi dopo 18 anni, ebbene tutto è peggiorato grazie alla Lega al governo. Noi ci ricordiamo di una Lega che era contro Berlusconi? Bene oggi la Lega è quella che vota tutte le leggi di Berlusconi ma bisogna capire il perché! E questo libro spiega il perché, cioè racconta quel periodo sul finire degli anni ’90, in cui la Lega era praticamente in bancarotta e qualcuno l’ha dovuta salvare. Questo libro racconta nel dettaglio tutti i fallimenti economici della Lega, e qui una prima chicca esclusiva che dico per la prima volta in pubblico: la Lega come molti partiti a volte assomiglia ad un’associazione a delinquere, ma la cosa incredibile è che i primi ad essere truffati dalla Lega sono i militanti leghisti. Il caso delle cooperative padane, una truffa di centinaia di milioni che ha coinvolto militanti leghisti. Il caso della Credieuronord, il caso di una truffa bancaria che innanzitutto ha truffato i leghisti. Il caso del villaggio in Croazia, io sono stato uno dei truffati, il caso del terreno di Pontida, altro esempio del genere, e così tutte queste cose sono passate nel dimenticatoio e non sono state approfondite. Erano 5 anni che mi chiedevano di scrivere della Lega, ho voluto farlo oggi proprio perché adesso tutti dicono che la Lega è all’apogeo, cioè che prenderà un sacco di voti ed è probabile che li prenda prossimamente, quindi si sente forte, si sente padrona del territorio. Bene, io non ho timore della loro forza e della loro padronanza, e anzi li vorrei di fronte per confrontarmi proprio sul fronte di questo libro.

Blog: “come ti spieghi questa continua leadership di una persona moribonda come Umberto Bossi?”

LF: “perché la Lega è Bossi e Bossi è la Lega. In Lega non si è mai dibattuto. Le correnti in Lega non è vero che non sono esistite. Esistevano al suo interno gruppi che si scontravano tra di loro come lo sono oggi ad esempio il gruppo di Maroni contro quello di Reguzzoni, piuttosto che quello di un tempo di Castelli contro quello di Calderoli, lupi che si scontrano fra di loro ma solo esclusivamente per apparire migliori rispetto al capo perché sempre e solo il capo, così viene chiamato Bossi da sempre in Lega, era quello che decideva vita, morte e fortune di qualsiasi leghista. Chi più era capace a leccare il culo a Umberto Bossi, più faceva carriera. Però l’azienda è talmente familiare che lo dimostra il fatto che adesso hanno inventato il modo di far eleggere alla grande il figlio di Umberto Bossi, cioè Renzo Bossi a Brescia proprio perché ciò che conta per cercare di prendere voti è il nome Bossi. Anche se Bossi oggi effettivamente nelle condizioni in cui è ha un’autonomia limitata, penso ad un paio di ore al giorno.

Blog: “perché la Lega continua a rimanere legata a Berlusconi?”

LF: “Ah… e rimarrà, come giustamente dici tu, legata al presidente del consiglio! Voi avrete notato nei giorni scorsi quest’idea di Bossi che cercava di smarcarsi da Berlusconi per andare a fare il paciere con Fini. No! la realtà è che la moglie di Umberto Bossi che gli sta dietro perché è quella che gli tira le fila assieme a Reguzzoni perché oggi il gruppo dominante è Reguzzoni e Manuela Marrone la moglie di Bossi, non possono permettersi questo perché tra il 1998 e il 1999 Umberto Bossi in grande crisi economica per i fallimenti continui di cui abbiamo parlato prima, o dichiarava fallimento del partito oppure cercava in qualche modo di riagganciarsi a Berlusconi, che è quello che con i soldi che ha si è comprato la Lega. E io parlo infatti di un particolare che non è nuovo però ci sono tutta una serie di riscontri che è quella della cessione del simbolo della Lega a Froza Italia. Bossi è teleguidato da Berlusconi.

Blog: “in questo libro si parla di Credieuronord che è quella banca di formazione padana di cui sappiamo i trascorsi giudiziari per altro non ancora terminati, cosa racconti nel libro che non sappiamo di questa Credieuronord?

LF: “intanto ci sono tutti i fatti che riguardano i prodromi che facevano capire che la Lega nord nel momento in cui stava creando Credieuronord avrebbe dato vita ad un fallimento, dopo questo c’è tutta l’inchiesta legata a Fiorani che è abbastanza recente, che ha coinvolto Brancher, che guarda caso anche lì, quando si era deciso di promuovere Brancher a ministro per l’attuazione del federalismo, la Lega ha fatto finta di stupirsi: ‘Come? abbiamo già noi
il ministro del federalismo che è Umberto Bossi…’ No! era la Lega che voleva Brancher ministro per avere il famoso decreto Alfano come protezione perché Brancher, se avesse parlato al processo come avrebbe dovuto fare, sarebbe stato un disastro. E infatti il legame è tale che quando Brancher, ovviamente dopo lo scandalo pubblico, non ha potuto fare il ministro e quindi non ha potuto usare lo scudo Alfano, ha scelto il rito abbreviato, il quale ha evitato le testimonianze di personaggi importanti come Calderoli, soprattutto, che era uno di quelli presenti con Fiorani. Calderoli si salva dicendo che lui quel giorno in cui sono state consegnate le buste era in testa alla fila uscendo dagli uffici di Fiorani, e quindi non si era voltato indietro e dunque non ha visto che cosa avevano gli altri, ma la vicenda è invece molto più complicata perché Credieuronord intanto ricorda i legami che si riallacciano fra la Lega e Berlusconi. Berlusconi ha messo i soldi in Credieuronord, questa è un’altra cosa che io testimonio nel libro, e in più legami che erano legati a chi? a personaggi Fininvest che non sono mai usciti dall’orbita gravitazionale della Lega. Vi cito un altro scoop citato nel libro: il quotidiano La Padania è stato realizzato grazie al know how che arrivava da Fininvest. Quindi signori miei, il legame fra Berlusconi e Bossi è un legame che viene veramente da lontano, forse ancor prima del famoso 1994 quando loro fecero l’accordo, perché anche qui racconto dei fatti e delle testimonianze in cui si ricorda di incontri di Umberto Bossi che frequentava certi ambienti romani legati a Maria Pia Fanfani Dell’Utri, cioè a chi? alla moglie del fratello di Dell’Utri, il famoso Dell’Utri che è uno dei bracci destri di Berlusconi. La cognata. E in più Credieuronord è una storia tutta aperta perché si lega alle famose quote latte. Sapete che c’è ancora molto da scoprire, ci sono dei processi in corso tra l’altro con 2 condanne con un ex uomo molto importante ex parlamentare della Lega Giovanni Robusti, il quale è sempre stato a capo del mondo agricolo di quello che si rivoltava contro le quote latte, lombardo, che aveva creato tutta una serie di cooperative particolari e fittizie tra il Piemonte e il Friuli ed è già stato condannato 2 volte in primo grado sia in Piemonte sia in Friuli a Pordenone proprio per una truffa e una malversazione di fondi pubblici europei, i quali guardacaso passavano attraverso questa banca.
Quando qualcuno ama un mito è difficile dissacrare quel mito, però io racconto fatti, quindi i leghisti farebbero bene a leggerlo, e dovrebberlo leggerlo anche e soprattutto chi di Bossi ha antipatia, ma non ha le ragioni solide e concrete per dimostrare che questa antipatia è qualcosa di più rispetto a una semplice idiosincrasia di pelle, ma dev’essere legata proprio al fatto che questo personaggio è un personaggio dal quale non ci si dovrebbe mai far governare.”

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