18/04/11

Le banche? Tutte innocenti

I giudici della seconda sezione penale del Tribunale di Milano, chiamati a pronunciarsi sulle accuse di aggiotaggio informativo nel crac della Parmalat, hanno deciso di assolvere, con la motivazione di non avere commesso il fatto o in quanto il fatto stesso non sussisterebbe, le quattro banche estere ed i sei funzionari rinviati a giudizio in seguito all’inchiesta.
La sentenza in fondo non stupisce più di tanto, dal momento che colossi bancari come Deutsche Bank, Citibank, Credit Suisse e Morgan Stanley, vivono da sempre al di fuori della legge e costituiscono imperi intoccabili, nei confronti dei quali la magistratura (come gli altri poteri dello Stato) è abituata a prostrarsi con la deferenza ed il rispetto che si dedica al padrone.....

A stupire, semmai, potrebbe essere la protervia con cui il potere finanziario manifesta la propria intoccabilità, avallata da magistrati che non esitano a proporre tesi destituite di ogni fondamento, pur di preservarla.

Il titolo era stato gonfiato artificiosamente, con l’appoggio dei gruppi bancari cui sopra, mentre ai risparmiatori veniva venduta carta straccia, certificata come buona dagli stessi, ma i vertici dei colossi bancari non erano a conoscenza di un’operazione ormai nota perfino agli impiegati addetti al servizio di sportello. E di conseguenza gli istituti di credito non sono responsabili di una truffa portata a termine solo grazie al loro appoggio e che ha ridotto in mutande oltre 40.000 risparmiatori.

Non c’ero e se c’ero dormivo, è stato il leit motiv che ha costituito la spina dorsale della strategia difensiva. Non ho elementi per verificare se tu dormissi o meno, forse li avevo ma sono andati perduti per una strana coincidenza, ragione per cui mi fido della tua parola, in quanto sei un uomo d’onore, è stata la risposta dei giudici preposti a far rispettare la giustizia.

Con buona pace dei 40.000 risparmiatori truffati e delle tante anime belle che intravvedevano nella sentenza Thyssenkrupp il germoglio di un recupero di dignità della magistratura. Purtroppo non si può recuperare dignità quando in nuce non se ne possiede neppure un grammo.

di Marco Cedolin

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