02/05/11

La falce si abbatte sull'EIA.

C'è un'epidemia di Gelmini e Tremonti. Spiace vedere che non solo l'Italia ne è vittima: questo ci toglie speranze per il futuro.

La falce dei tagli di spesa pubblica si è abbattuta sull'Energy Information Agency americana, costretta a sospendere per mancanza di fondi i suoi periodici report e previsioni sui consumi energetici USA e mondiali.

Congratulazioni a quei politici che hanno pensato che tagliando (del 14%) il budget dell'EIA avrebbero fatto una scelta saggia: siete riusciti a perdere peso tagliando via una fettina del vostro cervello.

Così commenta un esperto di energia. Mentre un senatore democratico ha dichiarato:

L'EIA è una delle poche fonti neutrali e credibili di informazione sui prezzi del petrolio e del gas. Oggi, gli americani hanno bisogno di quel genere di informazioni più che mai.

I tagli riguardano: il report annuale sulle riserve petrolifere e del gas negli Stati Uniti, i dati sulle informazioni sull'energia e finanziarie delle compagnie, le statistiche energetiche e quelle sulle emissioni di gas serra, oltre ad altre preziose informazioni.

E dire che su TOD e altrove l'EIA è stata spesso criticata per il suo atteggiamento troppo soft nei confronti del problema del picco. Adesso le uniche fonti rimaste, immaginate quanto credibili, sono le stesse compagnie petrolifere. Su TOD si commenta dicendo che probabilmente si vuole l'EIA e l'intero Dipartimento per l'Energia fuori dai piedi, in un momento critico per gli approvvigionamenti energetici. Qualcuno dice che una scelta simile è come togliere l'indicatore del carburante ad un aeroplano in volo.

Troppo complottista? Chissà. Intanto, anche l'Arabia Saudita impone restrizioni ai media, mentre il Giappone riduce sempre di più il flusso di informazioni su Fukushima.

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