05/05/11

Roma come Napoli, quartieri invasi dalla monnezza

Roma come Napoli. O quasi. Dal 1° maggio a tutt'oggi, una zona della Capitale è invasa dai rifiuti. Nella zona sud-est della città i sacchetti pieni di “monnezza” sono accatastati intorno ai cassonetti stracolmi. Una vergognosa situazione che crea apprensione soprattutto tra i romani che hanno ben in mente le immagini terribili di Napoli e dei cumuli di spazzatura che arrivano fino ai primi piani delle abitazioni.

Tutto sotto controllo”. L'Ama, l'azienda municipalizzata addetta alla pulizia e al decoro urbano, si giustifica sostenendo che la raccolta è stata rallentata a causa della chiusura di un impianto di smaltimento privato (della Colari) a Rocca Cencia che secondo il Comando Carabinieri per la Tutela dell'Ambiente non sarebbe a norma. Ma niente paura. Il “problema è risolto”, annunciano dalla municipalizzata. Dopo un' ordinanza del sindaco Gianni Alemanno che ha permesso l'utilizzo sostitutivo di un altro impianto a Rocca Cencia, questa volta di proprietà dell'Ama. “La situazione è sotto controllo e da questa notte è notevolmente migliorata. Entro due o tre giorni si tornerà alla normalità”.

Inseguendo le orme di Napoli”. “Questo è ciò che intendeva il sindaco in campagna elettorale, quando parlava di riqualificazione delle periferie?”, si domanda Cecilia Fannunza, capogruppo di Alleanza per l'Italia in VII Municipio. “In seguito alle proteste e alle segnalazioni di tanti residenti, preoccupati per gli evidenti rischi igienico-sanitari derivanti da una condizione di tale degrado, ho provveduto a denunciarla alle autorità competenti per fare in modo che i responsabili siano perseguiti a norma di legge. Sull'emergenza rifiuti ormai la misura è colma e la capitale d'Italia sta seguendo in maniera precipitosa e preoccupante le orme di Napoli e della Campania, alla faccia dell'aumento della Tari del 14% previsto per l'anno corrente.

La replica del Comune. Non si fa attendere la risposta del Comune: "Eviterei di dire che Roma è invasa dai rifiuti. Roma non è come Napoli, c'è stata una serie di concause, ma l'emergenza è finita". Spiega così l'assessore capitolino all'Ambiente, Marco Visconti. “Ci sono alcuni quadranti di Roma che hanno sofferto, ma grazie all'ordinanza del sindaco Alemanno abbiamo impedito che la situazione degenerasse. In brevissimo tempo si tornerà alla normalità". Secondo l'amministrazione, si è trattato di varie concause, non da ultimo la chiusura di un impianto.

I sindacati. "Questa è la dimostrazione che gli impianti di pre-trattamento dei rifiuti di Roma sono pochi e funzionano male”, sostiene Salvatore Biondo, segretario laziale della Cisl. “Ci sono una serie di situazioni che stanno portando all'emergenza in tutto il Lazio e, in tale contesto, la governatrice Renata Polverini non ha ancora avviato il confronto con le parti sociali su un piano rifiuti che andrebbe applicato subito”. Ma per il segretario generale della funzione pubblica della Cgil di Roma e Lazio, Lorenzo Mazzoli, non è vero che i “disservizi nella raccolta dei rifiuti a Roma sono dovuti al mancato funzionamento delle discariche o degli impianti di trattamento. Il nostro sospetto, invece, è che qualcuno stia favorendo la disorganizzazione in Ama per perpetrare il clima di emergenza e predisporre a nuove infornate di precari”.

Malagrotta, discarica in proroga. Ma sta di fatto, al di là di questi giorni dell'emergenza, che la Capitale d'Italia è una città sporca, soprattutto nelle periferie. E che l'emergenza rifiuti è tutt'altro che un'invenzione delle opposizioni, tra l'altro colpevoli per non aver previsto, nella passata amministrazione, un piano per le discariche. Oggi quella che raccoglie la stragrande maggioranza dei rifiuti di Roma è la discarica di Malagrotta. Questa, ormai satura da tempo, avrebbe dovuto chiudere il 31 dicembre 2007 in forza della normativa europea che vieta di conferire in discarica rifiuti allo stato grezzo. Ma varie proroghe hanno consentito di proseguire l'esercizio in attesa della messa in funzione di gassificatori e di nuovi siti. Il rischio di una nuova Napoli non è poi così lontano.

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