28/06/11

Ci mancava pure il Financial Times

Dopo Standard&Poor's, Moody's ed il WSJ...
ci mancava solo che pure il Financial Times (ovvero la Bibbia della Finanza) si mettesse a "parlar male" dell'Italia e delle sue banche....

Accantoniamo il fin troppo facile "da che pulpito vien la predica"...
visto che il FT è made in U.K. e che le Banche del Regno Unito...beh meglio sorvolare....;-)
Concentriamoci piuttosto nel merito dell'analisi.

Ecco una sintesi da lettera43
Ft: «In Italia settore finanziario precario»
"Financial Times": «Rischi da debito e bassa capitalizzazione».
Il Financial Times, il più autorevole tra i quotidiani finanziari, è intervenuto nel dibattito sollevato dall'agenzia di rating Moody's sulla fragilità del nostro sistema bancario.
«Il maggior rischio alla stabilità finanziaria dell'Italia è lo stato precario del suo settore finanziario» è scritto nella 'Lex Column' che FT ha dedicato agli isituti di credito italiani.
Per il quotidiano della City le fragilità strutturali del sistema italiano derivano in primis dal debito sovrano
e in secondo luogo dalle piccole dimensioni e quindi dalla bassa capitalizzazione della maggioranza delle banche.
A 6 BANCHE IL 13% DEL DEBITO.

La minaccia alle banche dal debito sovrano «è decisamente reale», è spiegato nel commento, visto che secondo le stime degli analisti di Rbs Markets i primi sei istituti nazionali detengono 200 miliardi, circa il 13% del debito italiano in circolazione.
Ma anche «a percepita mancanza di capitale va tenuta in considerazione».
MANCA SOSTEGNO DEL GOVERNO.

Ad eccezione di Unicredit e Intesa Sanpaolo, ha notato il foglio londinese, le altre banche soffrono di bassa capitalizzazione:
«Il problema maggiore è il loro modello di crescita a lungo termine. L'Italia è un'economia a crescita zero e ha troppe banche di medie dimensioni, che hanno di fronte anni di margini ridotti e bassa crescita di prestiti.
Un governo attivo sulle riforme», ha aggiunto Ft, «potrebbe risolvere le cause economiche del problema, ma ciò è molto lontano dalla realtà, quindi gli investitori devono sperare in un nuovo round di aumenti di capitale per gli istituti di medie dimensioni».
RICAPITALIZZAZIONI NECESSARIE.

«I problemi del settore bancario potrebbero velocizzare il processo», ha concluso il quotidiano, sottolineando il paradosso e facendo riferimento alle performance negative dei titoli azionari di istituti come Ubi Banca e Banco popolare di Milano.
Martedì, 28 Giugno 2011
A me sembra che sia un'analisi ragionevole e condivisibile...
al di là del fatto che provenga dalla perfida Albione,
o che Moody's+gli USA ci vogliano fare del male
o che la cricca pluto-massonico-giudaica stia tramando contro la florida Italia...
insieme ai Visitors...naturalmente...:-)

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