23/07/11

La Grecia salvata salvò i salvatori.

porci con le ali

Titoloni, titolissimi, in questi giorni sulla Grecia salvata dal munifico quanto provvidenziale intervento del fondo europeo salvamaiali ( il soprannome PIIGS ormai ce l'hanno affibbiato per sempre).

Ovviamente i 120 miliardi di euro servono solo a metterci una pezza ed OVVIAMENTE, tempo qualche mese e saremo di nuovo a parlare del default Greco.

Si perchè in realtà si sono salvati gli istituti di credito francesi e tedeschi, esposti per centinaia di miliardi, non certo la piccola Repubblica mediterranea.

Con la classe politica allo sbando, con il settore pubblico a metà tra liquidazione coatta ed esproprio proletario, con l'economia in recessione violenta da politica Antikeynesiana violenta ( Shock economy, naturalmente), con il debito nuovamente in fuga, non c'era altro mezzo, è stato detto e ridetto.

Non c'era altro mezzo?!

Non si sa se i fini commentatori ed i grandi economisti tra cui, immancabilmente, "ex-premi Nobel" verranno considerati più bischeri o più imbelli ma è clamoroso come, certo non innocentemente, non vedano al di la dei loro diti grassocci, che indicano una luna finta disegnata nel cielo di una quinta teatrale sempre piu' sfilacciata.

Quel che è appena successo, in buona sostanza, è la versione europea del "Too big to fail" di bernankiana memoria. Semplicemente, nel terrore di veder collassare l'intera struttura finanziaria PRIVATA. l'Europa è intervenuta massicciamente, cosi fornendo un OTTIMO presupposto per GARANTIRE, che questi attacchi si ripeteranno...tanto c'e' la mano pubblica che salva, sottraendo centinaia di miliardi, alla ricerca, alla sanità, all'istruzione, allo "sviluppo", alla sicurezza sociale e pubblica, il C**O ai predoni del CDS ed ai raiders dei bonds pluriennali.

La Grecia salvata ha salvato i salvatori, quindi, parafrasando Orazio?

Si, ma solo momentaneamente, qualche mese e poi le danze riprenderanno, anche perchè c'e' sempre il Portogallo, poi l'irlanda, poi la Spagna, poi l'ungheria, poi l'Italia...

La Grecia quindi, ben presto si troverà di nuovo al centro di un nuovo girone dantesco. Questa volta si gestirà il default APERTAMENTE, procrastinando le scadenze, tagliando, ex cattedra i rendimenti etc etc e cosi facendo si scoprirà, sempre troppo tardi, che i mercati agiscono secondo le regole che gli sono state date.

Un semplice BUH! A cuccia! TI pago quando decido io, Un severo ritorno al sano principio contadino che si fa con quel che c'e' rinunciando, per il futuro prevedibiel, a prendere altri prestiti ed ecco che la Grecia, se ce la farà, ci darà DAVVERO l'esempio di quel che potremmo, dovremmo e comunque, dovremo, fare un giorno anche noi.

Si, perchè TUTTI ma TUTTI gli Stati, europei e non, sono destinati al default, piu' o meno grazioso, delicato e mascherato. Essendo questa una condizione e conseguenza necessari dell'uscita dal paradigma della crescita infinita o almeno indefinita. Promesse non mantenibili e, via via, NON MANTENUTE, che evaporano.

Nel caso la Grecia, in un tardivo recupero di dignità ed autonomia, decidesse per la backlash economy, come ha già fatto l'Islanda, alla buon ora e nel silenzio terrorizzato dei succitati esperti, ecco che, come scrissi oltre un anno fa potrebbe servire di esempio monito e sprone a tutti quanti.

Allora, forse, potremo dire...Graecia capta ferum victorem cepit, la Grecia conquistata, conquistò il feroce vincitore.

Potrebbe succedere anche in un altro modo: ovvero, semplicemente, il sistema potrebbe collassare nel tentativo di metterci una ( ennesima) pezza.

A pensarci bene, è lo scenario più probabile.

Ci vuole coraggio per dire le cose come stanno o anche solo per vederle e mi pare che tale coraggio latiti alquanto, nelle "alte sfere" (puah).

Fonte articolo

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