12/08/11

I soldi sotto il materasso


I soldi, per chi li ha, sono diventati una preoccupazione. Una volta erano fonte di sicurezza, oggi non fanno dormire la notte.
Gli investimenti in titoli di Stato possono diventare carta straccia come è successo per la Grecia, le banche possono fallire, i titoli azionari perdono il 5% al giorno e hanno ormai valori da prefissi telefonici, derivati e futures sono bestemmie per un risparmiatore. Titoli obbligazionari e fondi sono pura cicuta. Investire in valuta? Quale valuta? Il dollaro o l'euro che precipitano insieme o nel franco svizzero sopravvalutato e a rischio discesa? Belin, essere poveri conviene!

Un'idea affatto balzana
"Mettere i soldi sotto il materasso, sembra una frase detta così per scherzare, un’esagerazione, eppure a pensarci bene questa idea non è così balzana come sembra a prima vista e se molti hanno questa idea, mi chiedono, ci pensano, si domandano se abbia penso sia perché qualche ragione c’è e c’è anche qualche ragione valida. Vediamo le cose che non capitano, le cose brutte che non capitano se uno ha i soldi sotto il materasso.Per esempio non capita, come capitò ai clienti del Banco Emiliano Romagnolo Ber che il 6 dicembre 2010 dell’anno scorso, si trovarono i conti bloccati perché la banca rischiava di fallire, la cosa ha avuto poco eco, ne parlò Beppe Grillo in un uno post, anche i giornali scrissero qualche articoletto così ma se ne parlò poco, in effetti quello che è capitato è abbastanza grave, è vero che poi la banca fu salvata da Intesa San Paolo mi pare, però per alcuni mesi costoro si trovarono da non poter prendere i soldi che avevano sul loro conto corrente, quindi se uno ha i soldi sotto il materasso questo non capita.
Poi non capita quello che capitò con per esempio le obbligazioni Cirio e per tante altre cose, uno viene convinto dalla banca a comprare qualche titolo, qualche titolo bancario. Se metto i soldi sotto il materasso, non mi capita che vedo perdere di valore e magari anche moltissimo i titoli che ho investito, non mi capita con i fondi comuni, di nuovo perché almeno il valore lo conservo. Anche parlando dei fondi pensione, ma per molti sarebbe una goduria avere i soldi sotto il materasso anziché averli nei fondi pensione, perché almeno sono disponibili.
Protezione dalle imposte patrimoniali
Altra cosa di attualità, si parla di imposta matrimoniale, ci fu un’imposta famigerata anche se poi non terribile quella di Amato nel 1992 sui conti correnti, sui depositi bancari dello 0,60%, allora questa imposta colpì chi aveva i soldi nel conto corrente, chi aveva i soldi nei depositi risparmio, non chi li aveva sotto il materasso, quindi avere i soldi in contanti permette di evitare anche le imposte patrimoniali. Quindi ci sono ragioni non folli, se uno dice: “voglio mettere i soldi sotto il materasso”, non gli consiglio di andare da uno psichiatra, non è un pazzo questo, è una persona giustamente preoccupata, bruciata da tante porcherie che gli hanno rifilato, timorosa di cadere in altre trappole. Primo: non è assurdo mettere i soldi sotto il materasso. È possibile farlo? Sì, è possibile farlo.Vediamo gli aspetti pratici: 1) il volume, questa è una mazzetta di 100 banconote, in effetti soltanto da 5 Euro, sono quelle che ritirano i commercianti in genere per avere spiccioli per il resto, questa mazzetta sono 100 banconote, è spessa un centimetro, se anziché essere 5 Euro, fossero banconote da 500 Euro, purtroppo non ho una mazzetta di banconote da 500 Euro, sarebbe un po’ più larga, d’accordo, non poi tanto, neanche il doppio, e spessa un centimetro sempre, un po’ di più se sono banconote usate, quindi sono un po’ meno sottili. Quindi quattro mazzette sono quattro centimetri, una mazzetta da 500 Euro di 100 banconote, sono 50 mila Euro, quattro mazzette sono 200 mila Euro, quindi un blocchetto così di carta sono 200 mila Euro, non è un volume enorme, può stare anche sotto il materasso e se uno non è la principessa del pisello, può anche dormire anche se il materasso ha una piccola gobbetta, il volume non è enorme. 2) si possono ritirare in banca? Si possono, distinguiamo è possibile e è lecito, è possibile, certo bisogna dare un preavviso, le banche non hanno tante banconote, ma questo è anche logico ma con un preavviso si possono ritirare in banca i soldi. È lecito? Sì, è lecito, se uno prova a farlo gli diranno che c’è una legge antiriciclaggio per cui viene segnalata la cosa, sì viene segnalata, ma è lecito. Se ritiro le banconote, poi le uso per comprare la droga non va bene evidentemente, ma se ritiro le banconote e le metto in cassetta di sicurezza, la cosa è perfettamente lecita, la cosa viene segnalata? Venga pure segnalata, mi chiedono spiegazioni, le do: le ho messe nella cassetta di sicurezza. Quindi è perfettamente lecito, quindi si può fare! Tutto questo si può fare, merita farlo? Qui in effetti avrei qualche dubbio perché è vero che ci sono i rischi di prima, però è anche vero che le banconote sotto il materasso non solo non rendono niente, ma un po’ si svalutano per l’inflazione.
Ritorno al passato
Direi che c’è un’altra soluzione che merita prendere in considerazione e di nuovo ritorno a delle cose che sono dei tempi passati e sono i buoni fruttiferi postali. Sono retrogrado? Può darsi che sia un retrogrado, certa modernità non va bene, certa idea finanziaria non va bene, preferisco evitarla, preferisco la casa in palafitta alla casa che crolla, ma costruita da un grande architetto. I buoni fruttiferi postali hanno quasi tutti i vantaggi dei soldi sotto il materasso, salvo uno, l’uno è che se lo Stato italiano fallisce, certo sono coinvolto nel fallimento. La soluzione dei buoni fruttiferi postali, a parte il fatto che sono titoli garantiti dallo Stato, ha il grande vantaggio che uno non perde mai nulla, uno mette i soldi in un buono fruttifero postale, ce ne sono vari tipi, alcuni migliori, alcuni scarsi, però io metto i soldi, metto 10 mila Euro in buoni fruttiferi postali, li metto oggi, domani, dopodomani, tra un anno, tra 5 anni, ho diritto a riscattarli senza perdere nulla all’importo che ho messo e salvo un periodo più o meno lungo in cui non vengono riconosciuti gli interessi, dopo compresi gli interessi dall’inizio. Deve andare alla Posta a prenderli, non li ha in mano, però… Poi in particolare esistono dei buoni fruttiferi postali che sono un po’ una novità effettivamente, perché i buoni fruttiferi postali risalgono mi pare agli anni 30, quindi sono 80 anni che esistono, questi sono quelli indicizzati all’inflazione, i primi sono stati emessi nel 2006, ne parlai proprio in un post nel blog di Beppe Grillo, sono una cosa molto buona perché sono agganciati all’inflazione e per giunta quella italiana, non dell’Euro, sempre non si perde, dopo un po’ scatta anche la rivalutazione più gli interessi.
Bisogna stare attenti però anche a questo di nuovo perché l’Italia è un paese bislacco perché se uno va alle Poste, già se uno va alle Poste trova buffa la cosa perché va alle poste, vede otto sportelli che sono finanziari, poi magari uno nell’angolo dove fanno le raccomandate e i pacchi, quindi alle Poste non c’è più il postino c’è il bancario. Però alle poste purtroppo c’è il bancario in tutti i sensi, nel senso che cercano di rifilare nel solito ciarpame delle banche, cercano di rifilare fondi comuni, fondi pensione, polizze vita che ti incastrano per un anno simile. Alle poste se uno va per sottoscrivere buoni fruttiferi postali, come al solito in questa materia deve avere carattere: va per quello e prende solo quello e se prende quelle legate all’inflazione non rischia il capitale neanche il potere di acquisto perché sono agganciate all’inflazione italiana. Per cui i soldi sotto il materasso hanno dei vantaggi, i buoni fruttiferi postali legati all’inflazione hanno quasi tutti gli stessi vantaggi, salvo quelli che sono legati allo Stato italiano e in più però hanno quello che non si perde in potere di acquisto anche se lo ritiene per alcuni anni.
di
Beppe Scienza

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