13/09/11

La fine della Costituzione

Firma della Costituzione italiana Claudio messora Byoblu

La Costituzione è già stata emendata. A cambiarla, sono stati quei milioni di italiani che hanno votato un partito la prima volta e che hanno continuato a rivotarlo, anche dopo la sua trasformazione, nonostante fosse ormai già chiaro che si trattasse di un apparato di controllo e gestione dei processi di Berlusconi. L'emendamento è avvenuto senza il bisogno di nessuna proposta di legge costituzionale, senza nessun passaggio alle camere e senza nessuna votazione, ma "de facto". Se ne sono appropriati per usucapione.

La Costituzione non è altro che un accordo tra le parti, dove le parti sono tante quante sono gli uomini, che ritengono utile trovare un modo meno cruento di risolvere i conflitti. Invece di prendersi a mattonate in testa, come solevano fare senza tanti complimenti, stabiliscono un insieme di regole condivise ed un sistema penale per chi trasgredisce. Le regole sono queste: i nemici smettono di chiamarsi tali e diventano avversari. Gli avversari non si possono massacrare di botte, anche se lo meriterebbero, ma si devono processare rispettando tutta una sfilza di regole, regolette, cavilli e distinguo, che complessivamente prendono il nome di legge. Inoltre, le decisioni si prendono tutti insieme, rispettando prassi e regolamenti definiti.

Questo sistema funziona fino a quando la legge viene usata nel senso in cui è stata intesa quando è stata scritta. Se viceversa ognuno la interpreta a modo suo, facendo leva giuridica sulle aree non perfettamente definite, ritorniamo al tempo delle clave, ma con una sostanziale differenza: i nemici possono continuare a fare quello che vogliono (del resto, ora si chiamano avversari), solo che ora nessuno può toglierli di mezzo senza un processo equo. Per essere equo, tuttavia, un processo deve innanzitutto potersi celebrare, e se hai abbastanza soldi da rivoltare come un calzino tutte le migliaia di commi di tutti i singoli articoli di ogni singola legge, allora hai anche la capacità di muoverti costantemente sulla sottile linea di confine che separa il lecito dall'illecito. Di lì a scriverti da solo le regole, il passo è breve.

E' così che siamo arrivati alle leggi ad personam. E' così che oggi un uomo è riuscito a forzare per l'ennesima volta le regole condivise, abusando del significato originale contenuto nella Costituzione e nelle leggi (consentire a chiunque di rinviare un interrogatorio per attendere a un impegno importante), inventandosi un appuntamento inesistente pur di non presentarsi di fronte alla magistratura come chiunque altro. E' così che quell'uomo continua a farla franca, tutelato proprio da quell'insieme di norme che non prevedono - e non potrebbero - ogni e qualsiasi forzatura o abuso che i traditori dell'accordo mettono in campo per imbrogliare, sottraendosi al dovere contratto in cambio dell'incolumità.

Se gli italiani hanno continuato a scegliere, politicamente, uomini che usano gli accordi tra le parti a loro vantaggio, senza rispettarne la contropartita di doveri, significa che quegli accordi non sono più attuali, che sono obsoleti, superati da una chiara e precisa volontà popolare: consentire a una ristretta oligarchia di muoversi al di sopra della legge senza essere tenuta a pagarne le conseguenze. E poiché la Costituzione è un accordo tra le parti, come dicevamo, dobbiamo registrare che l'accordo non rappresenta più i sentimenti di chi l'ha siglato. E' ancora valido formalmente, ma nei fatti è stato già emendato.

Lo dicessero: guardate che questo patto sociale per noi vale tanto quanto un barattolino di yogurt scaduto: è buono per il bidone della spazzatura. Così, nel farcene una ragione, magari valutiamo se tornare alle antiche consuetudini pre-costituzionali.

Fonte articolo

2 commenti:

  1. Costituzione italiana, articolo 54:
    "Tutti i cittadini hanno il dovere di essere fedeli alla Repubblica e di osservarne la Costituzione e le leggi.
    I cittadini cui sono affidate funzioni pubbliche hanno il dovere di adempierle con disciplina ed onore, prestando giuramento nei casi stabiliti dalla legge".
    Come si evince da questo articolo, la nostra Costituzione prevede già ora la possibilità di destituire certi personaggi dal loro incarico.
    Il problema è che il garante della Costituzione al momento ha la forza di un mollusco.
    Invece di parlare tutti di "grandi riforme per il Paese", i nostri politici dovrebbero prima fare in modo che la Costituzione venisse applicata integralmente, anche per un sol giorno.

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  2. hai proprio ragione... il solo applicarla è diventato rivoluzionario :(

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