09/10/11

Il contorto labirinto dal EFSF al ESM


Anche la terza agenzia (Fitch) ha tagliato il rating italiano: 1 solo notch di riduzione (da AA- ad A+), ma -di nuovo- un outlook negativo. Oltre all’Italia anche il rating della Spagna è finito sotto la forbice di Fitch, che lo ha ridotto di due notch e anche qui con outlook negativo.
Ma tutto questo lo sapevate già, forse persino i mercati “lo sapevano”…
Quello che invece non è ancora ben chiaro è la questione relativa al destino del fondo salva-stati EFSF.
Andrà in leva? Le sue risorse saranno aumentate? Comprerà titoli o presterà soldi agli stati? contribuirà alla ricapitalizzazione del sistema bancario?
Verosimilmente niente di tutto questo: l’EFSF potrebbe presto essere rottamato e sostituito dal ESM, ma…

Che cos’è l’ESM?

l’ESM sarebbe lo strumento ideato per costituire quel “dispositivo permanente di salvataggio” più volte ventilato nel 2010, quando lo scoppio della crisi greca avviò le riflessioni sulle risposte, che culminarono con la decisione di congelare tutto fino al 2013.
Le differenze fra EFSF ed ESM sono sostanziali:

  • la capacità finanziaria dell’EFSF è in fase di allargamento a 440 mld€, mentre l’ESM è concepito per 500 mld€ e un capitale autorizzato di 700 mld€, più un capitale versato di 80 mld€ ed un effetto leva predeterminato.
  • l’EFSF è concepito come strumento temporaneo, un tampone provvisorio, mentre l’ESM ha -per l’appunto- caratteristiche permanenti
  • l’ESM consente di anticipare la ristrutturazione dei debiti dei Paesi a rischio

Proprio così: anticipare le ristrutturazioni.

Il continuo caldeggiare le ricapitalizzazioni delle banche soprattutto da parte del FMI in queste settimane deriva dalla consapevolezza che il piano iniziale (quello di ripristinare la “fallibilità” da luglio 2013) va modificato.

Ad oggi infatti dal luglio 2013 tutti i nuovi titoli governativi della zona Euro con durata superiore ad un anno conterranno una clausola di azione correttiva che renderà possibile ciò che oggi è solo volontario (come l’haircut del 21% che esiste oggi sui titoli greci). Alla riunione del 17 e 18 ottobre a Bruxelles la BCE fornirà ai governi i dati sulla situazione patrimoniale delle banche, valorizzando correttamente i titoli di Stato contenuti nei loro portafogli (cosa a cui non sono tenute nella redazione dei loro bilanci, se non lo sapevate…) e si procederà all’azione di cui abbastanza trasparentemente Francia e Germania stanno parlando da giorni: azione coordinata degli Stati per ricapitalizzare le banche, trovando la via per non calpestare le regole dell’Antitrust sugli aiuti di Stato. L’accordo va trovato, ma le cose non sono semplici: ad esempio la Francia vorrebbe che il primo sforzo fosse fatto dal EFSF, per non mettere a repentaglio il proprio rating AAA, mentre la Germania ritiene che le banche debbano finanziarsi attraverso i loro azionisti, innanzitutto, ed in seguito ogni Governo dovrebbe rafforzare le proprie banche nazionali, con l’EFSF disponibile ad aiutare quei paesi che nell’aiutare le banche andrebbero in difficoltà. La soluzione francese evidentemente porterebbe ad un EFSF mastodontico, e per questo la soluzione tedesca pare quella più probabile. L’urgenza di ricapitalizzare le banche non può significare altro che -ahimé- forse è arrivato il momento di fronteggiare l’impatto di uno o più haircut di debiti governativi.

Tenetevi forte.

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