05/10/11

Toh, Papandreu tiene cojones.

Uh, questa mi era sfuggita. Il primo ministro greco Papandreu ha messo finalmente uno stop alle continue richieste della troika, sempre più stravaganti.

Dopo aver preteso i licenziamenti pubblici, i tagli alle pensioni, la sanità a pagamento e persino le denunce alla Polizia a pagamento, in attesa dell'acquisto del Partenone da parte della Finlandia e dell'offerta sacrificale del figlio primogenito, la troika ora esige dalla Grecia la revisione in basso dei salari minimi.

Ma Papandreu, che ha sempre ceduto su tutto, ha alla fine un sussulto di dignità e dice "no". Con queste parole:

«Non siamo l'India e non diventeremo l'India. Siamo dalla parte dei lavoratori e assicuriamo la protezione dei loro diritti collettivi».

Per il momento, la stuzzicante ideuzza di trasformare la Grecia nella maquiladora europea dovrà essere accantonata. Magari si calmano anche, perché si sa che questi quando gli dai un dito pretendono tutto il braccio.

Anche per questo sono contenta del nostro governo, che in proposito non fa un beneamato accidente e fa finta di nulla. Un governo di segno opposto invece farà molto... ma cosa, di preciso? Ce lo vedete voi un D'Alema che tuona le parole di Papandreu in faccia alla BCE e al FMI?

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1 commento:

  1. Infatti, non appena l'ha detto, gli "aiuti" hanno improvvisamente rallentato la loro marcia di avvicinamento...
    Sul non essere l'India, gli do ragione: economicamente, l'India è messa meglio...

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