30/11/11

Europa a secco


La crisi del 1929 fu finanziaria. La crisi attuale, iniziata nel 2008, non è soltanto finanziaria. Alla creazione di immense quantità di denaro spazzatura basate sul debito e quindi inesistenti, vanno sommati il cambiamento del clima, che ha sempre più rilevanti aspetti economici, e la scarsità di risorse energetiche. La crisi è quindi una e trina. Finanza, ambiente, energia. E' la fine di una civiltà (chiamiamola così...) che non può essere arrestata con i soli strumenti finanziari. E' necessaria una grande visione politica, non bancaria. Va ripensato tutto.
Le basi economiche su cui si regge la nostra società stanno crollando a partire dall'energia. Il prezzo del petrolio è esploso. Nel 2011 il prezzo medio al barile supererà per la prima volta i 100 dollari su base annua. Il più alto dal 1864, anno in cui infuriava la Guerra di secessione americana. Si prevede che in pochi anni raggiungerà i 150 dollari/barile. La UE è tra le prime aree mondiali per importazione di petrolio. Nel 2011 pagherà 402 miliardi di dollari contro i 280 del 2010. Un aggravio 122 miliardi sulla bilancia dei pagamenti. Questo picco provocherà aumenti su quasi tutti i beni prodotti, anche sull'agricoltura (dal petrolio derivano i fosfati) e sui trasporti. Viaggiare potrebbe ridiventare un lusso come nell'Ottocento. Nel 2015 la UE sarà la prima importatrice mondiale di petrolio, un bene destinato ad aumentare per la sua crescente scarsità e per l'aumento della domanda, ormai bulimica, da parte dei Paesi emergenti come Cina e India. L'effetto serra e i cambiamenti climatici costano cari. Nel 2010 ci sono stati 950 disastri nel mondo con danni per 130 miliardi di dollari. Le emissioni di Co2 aumentano invece di diminuire e l'aumento di due gradi dovuto all'effetto serra è questione di mesi. Mentre i tre nuovi cavalieri dell'Apocalisse stanno scorrazzando per il pianeta, i Grandi della Terra, così definiti dai pennivendoli, pensano alla crescita. Nel 2035 il numero di automobili nel mondo raddoppierà arrivando a 1,7 miliardi. Verso la catastrofe con ottimismo.

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