19/01/12

Forconi, Terroni e rivoluzioni

La protesta dei Forconi blocca la Sicilia e si estende. La rivolta parte dal Sud, ma riguarda tutti: la storia a volte si ripete. E stavolta i terroni siamo tutti noi italiani.


Finalmente la rivolta siciliana dei Forconi, che si sta estendendo anche alla Calabria, si affaccia sui media. Naturalmente viene ribattezzata "Blocco dei Tir" o "Protesta degli autostrasportatori", scegliendo con cura la meno simpatica tra le numerose categorie che sono scese in strada e stanno bloccando l'isola con le loro rivendicazioni. "Protesta dei contadini", o dei pastori, o dei pescatori avrebbe rischiato di destare qualche sentimento di solidarietà.

Qualcuno è andato a fare le pulci ad amici e parenti dei rivoltosi ancor prima che la stampa ne parlasse, bollando con dovizia di post la protesta come roba fascista e forzanuovista. Chissà. Però i centri sociali palermitani, che forse se ne intendono più di noi blogger al calduccio, hanno dichiarato il loro appoggio e la loro partecipazione. Sembra insomma che i cittadini stufi appartengano un po' a tutte le idee politiche, il che è anche abbastanza normale direi.

Questa rivolta in corso probabilmente non porterà a nulla, come quasi sempre accade, anche se gli attivisti sperano che si estenda a tutto il Paese. Però offre a me la possibilità di consigliarvi una lettura indispensabile: il libro "Terroni" dello scrittore e storico Pino Aprile. E' uno di quei libri che cambiano il modo di vedere il mondo, che cambiano la nostra visione della storia, che incidono profondamente sui nostri pregiudizi acquisiti. E' un libro che piacerà ad ogni complottista perché dimostra che a pensar male ci si azzecca, anche se nessuno di noi era mai neppure lontanamente arrivato a "pensar male" fino a questo punto, per quanto riguarda la vera storia del Sud.

Credo che "Terroni" dovrebbe esser letto da ogni italiano, anche perché è scritto in modo semplice, ironico, garbato e arrabbiato al punto giusto. Colpisce al cuore. E se ritenete che ciò che racconta non vi riguardi, pensateci bene. Ecco cosa scrive infatti Aprile:

Non ci sono dubbi che l'operazione avesse il solo scopo di ridurre il Mezzogiorno in stato coloniale: rapina dei suoi beni; distruzione della sua capacità industriale e produttiva; drenaggio dell'oro e del denaro circolante; trasformazione di un Paese produttore e concorrente, in mercato di consumo delle merci settentrionali; riserva prima di braccia ed ora di teste.

Vi ricorda niente? Una descrizione quanto mai attuale, se sostituite la parola "Mezzogiorno" con la parola "Italia".

D'altronde, siamo tutti meridionali di qualcuno.

di Debora Billi

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