05/05/12

Grillo a Palermo dice cose scandalose. Non quelle che credete voi


Lo so che lo sapete. Lo sanno anche i sassi che Grillo in quel di Palermo ha detto una battuta che avrebbe dovuto formulare in modo un po' più chiaro (intendeva dire che la mafia non uccide quelli che la pagano profumatamente, mentre lo Stato porta al suicidio i suoi tartassati). Nel dubbio, faceva meglio a starsi zitto.

Lo sanno anche i sassi, comunque, perché tale evento è finito strombazzato su tutte le gazzette, internettiane, cartacee, televisive, radiofoniche e parrocchiali. D'altronde, è legittimo che ad un leader sulla cresta dell'onda si facciano le pulci su ogni minima sillaba, e si raccolga audience raccontando tutte le sue uscite più clamorose o scandalose.

Tutte, tranne qualcuna. Tranne quelle, ad esempio, davvero "scandalose" per il sistema e che quindi è meglio passare sotto silenzio. Un paio di queste le ho scovate proprio esaminando il comizio di Palermo. Nessun giornalista, nessun blogger ha sentito il bisogno di guardarlo? Vi è bastato lo scandaletto per la frase infelice? Eppure francamente merita.

La prima delle due, quella più "soft", la trovate al minuto 28:35. Grillo racconta che tanti rappresentanti delle Forze dell'Ordine si stanno iscrivendo al Movimento 5 Stelle. A noi può fregarcene poco, in fin dei conti sono cittadini come tutti gli altri, ma dubito che a politici e potenti in genere questa notizia piaccia. Soprattutto non gradiscono che venga pubblicizzata: le Forze dell'Ordine sono l'ultima fragile barriera che si interpone tra loro ed un'eventuale rivolta popolare; che finanzieri e poliziotti si iscrivano ad un movimento che ha in totale disprezzo la nostra classe dirigente pubblica è pessimo segno per il futuro del loro didietro.

La seconda chicca che vi segnalo è quella che più mi ha lasciato sbalordita. "Sparate" stile Grillo? Può essere. Ma questa sì, che è una "sparata" che meriterebbe pubblico dibattito. La trovate al minuto 23:38.


Sentito? Altro che wifi pubblico e panneli solari. Qui si va ad incidere profondamente nel sistema, contro interessi di portata internazionale, e si prende una posizione politica che più politica non si può. Grillo come Correa, come la Kirchner, come (orrore e abominio) Chavez?

La parola "statalizzazioni" è inaudita da decenni nel nostro panorama politico nazionale. Eppure, il cambio di paradigma si avvia a renderla tutt'altro che obsoleta. Direi quasi che non c'è altra scelta e prima o poi ci si arriverà, pena la strage collettiva per fame. Grillo, il leader più seguito dalla stampa in queste settimane, l'ha pronunciata per primo dal palco di un comizio a Palermo.

Ci fosse stato un cane a raccontarcelo.

di Debora Billi

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