03/07/12

Grecia crisi: i suicidi, e la marcia dei nazisti


Magari le due cose sono collegate. Un Paese al disastro, niente lavoro, tasse su tasse (sul nulla), i bambini alla fame e come ciliegina sulla torta la marcia dei nazisti sul Parlamento. In Grecia la vita offre davvero poco.

Riporta il Digital Journal che il tasso di suicidi in Grecia è aumentato di ben il 40% dall'inizio della crisi. Oltre alla disperazione economica, a tale situazione contribuiscono il taglio dei servizi sociali e dell'assistenza psicologica, e il deterioramento del tradizionale tessuto di intervento familiare e della comunità, che per i greci ha da sempre rappresentato una valida àncora di salvezza. Lo stesso vale per gli italiani: ma non sono per niente curiosa di sapere, in caso di disastro, che fine hanno fatto la solidarietà familiare e di prossimità italiane dopo vent'anni di berlusconismo. Quando si ha la pancia piena è facile irridere ai "valori".

Intanto, i nazisti dell'Illinois di Alba Dorata marciano sul Parlamento di Atene, dove sono passati da una rappresentanza dell'1% al 7% dopo le recenti elezioni. Non ci sono bravi ragazzi a 5 Stelle, da quelle parti, purtroppo.

Per fortuna non pare essere un'adunata oceanica, insomma sono ancora troppo pochi per paventare colpi di Stato e guerre civili. Ma è sconfortante vedere che tanti greci, oppressi e violentati dalla troika e dalla dittatura finanziaria, pensano di uscire dal gorgo con soluzioni tipo questa: "La Grecia appartiene al popolo greco. Tutti gli immigrati devono andare all'inferno. Pakistani, afghani e altri rifiuti se ne tornino nei loro cessi di Paesi." (un commento al video).

Si, infatti, se sull'Egeo si trovano nella fanga la colpa è tutta degli afghani. Anche della marmotta che incarta la cioccolata, a ben guardare.


di Debora Billi

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