11/09/12

Movimento 5 Stelle: il Favia usa e getta, per la macchina del fango


Qualcuno mi chiede cosa penso del caso Favia. Avrei voluto evitare, ma piuttosto che mettermi a commemorare il solito 11 settembre, mi adeguo.

Anzitutto, è il caso di chiarire che tutto il can can attorno a Favia è unicamente conseguenza dell'attacco frontale al Movimento 5 Stelle. A nessuno importa un accidente né di Favia né di Tavolazzi né di Liquid Feedback, ma a tutti interessa moltissimo ripetere duecento volte (come ha abilmente fatto la Gruber) le parole "democrazia interna" alle orecchie del teleutente. I voti si prendono anche da chi non usa il web, e se tale ingenuotto ora crede che Grillo sia il nuovo Berlusconi, ecco un voto acquisito facilmente. "Democrazia interna!", capito?

Intanto, Mario Monti incassa l'appoggio nientemeno che di Van Rompuy contro "il populismo", che evidentemente preoccupa l'Europa intera al punto da indire un vertice. Un vertice, come quelli contro il terrorismo: paragone adatto, visto che appaiono del tutto terrorizzati. Questo populismo non s'ha da fare, costi quel che costi.

Per tutto ciò, viene usato quel fesso di Favia. Fesso sì, sia che abbia concordato sia che sia caduto in trappola. Il suo "sfogo" fuorionda viene tirato fuori ad arte quando serve a mezzo arco parlamentare che sta sferrando l'attacco contro i 5 Stelle, ed en passant torna utile anche per lanciare la nuova stagione di Formigli e il nuovo giornale del suo amicone Telese. Tutti d'accordo, Favia usa e getta. Se crede di averli usati lui, lo compiango.
A riprova inoltre che Grillo ha ancora ragione sul non andare in TV, come avevo già spiegato a chi ha voglia di leggere.

Di Casaleggio non parlo, anche di lui ho già detto.

Importante invece la questione dell'organizzazione nazionale: che non ha nulla a vedere con la "democrazia interna". Molti dirigenti grillini mi sfiancano da tempo con la faccenda del portale nazionale, posso testimoniare che lo chiedono da almeno tre anni. Lo chiedono in tutta Italia, inascoltati. Mia convinzione è che siano inascoltati non perché Casaleggio sia un dittatore, ma perché lui per primo non sa da che parte voltarsi all'idea di prendere 150 seggi in Parlamento. La faccenda scotta assai. Credo che i due leader del movimento non abbiano più tempo: il portale va fatto subitissimo, e loro possono mantenere la loro funzione direttiva a porte aperte. Vogliono indicare candidati? Hanno in mente nomi validi? Che lo facciano sul portale: saranno poi esaminati dai cittadini, che certamente terranno in gran conto i suggerimenti di Grillo e Casaleggio. Nomi per candidati nazionali sono i benvenuti dalla voce di chiunque, tanto più da quella dei due leader. L'unico modo per avviare il programma e le candidature nazionali è questo, conservando contemporaneamente il ruolo guida.

Ultima cosa. Se Favia si fosse limitato a parlare di questo al giornalista, non avremmo avuto nessuno scoop e nessun fuorionda. Insomma: non ne sapremmo nulla. Perché è così che funziona la TV, è così che funziona la propaganda: senza fango non è una notizia interessante, e soprattutto non torna comoda a nessuno. Ricordatevelo.

di Debora Billi

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