03/12/12

Perché la Tav Torino Lione piace a Danone e perché l'Italia ci sta


Non è un mistero che La Transalpine lobby di costruttori presieduta da Franck Ribaud presidente di Danone spinga affinché la Tav, la linea ferroviaria a Alta velocità colleghi Lione a Torino. Nell’intervista in alto le sue ragioni. Con il 40% di finanziamento europeo.
Ma veniamo all’accordo di oggi firmato dal presidente francese Hollande e dal nostro Premier Mario Monti che va verso questa direzione e che sta scatenando a Lione, città che ha accolto il summit,proteste da parte di italiani e di francesi già molto arrabbiati per la costruzione dell’aeroporto di Notre-Dame-des-Landes. Ciò che Hollande e Monti hanno firmato è una una dichiarazione che alla voce trasporti dice:
La Francia e l’Italia confermano l’interesse strategico del nuovo progetto di collegamento ferroviario tra Lione e Torino. E’ una infrastruttura prioritaria non solo per i due paesi ma per tutta l’Europa nel suo insieme. Sarà adottata una dichiarazione separata in merito. La Francia e l’Italia ricordano l’importanza di un miglioramento dell’accordo a breve termine della sicurezza dei tunneri ferroviari transfrontalieri. Per contribuire a questo obiettivo i due ministeri dei trasporti hanno deciso di separare il traffico ferroviario nel tunnel del Frejus che accoglie un traffico di materiali pericolosi. La galleria di sicurezza del Frejus, in corso di costruzione, sarà aperta alla circolazione per una sola direzione, finché il tunnel attuale sarà contemporaneamente ridotta da due vie a una. Per evitare di aumentare la circolazione nel tunnel il traffico pesante sarà ridotto.
Ma quanti soldi muove il progetto del tunnel che farà passare la TAV? Perché è di quello che stiamo parlando sia chiaro, non della linea ferroviaria a Alta velocità in sé. Secondo Anna Rousseau non lo sappiamo di certo ma il costo totale dovrebbe aggirarsi intorno agli 8,5 miliardi di euro, di cui 2,9 miliardi di euro messi dall’Italia; 2,2 miliardi di euro messi dalla Francia e i restanti 3,4 miliardi di euro messi dall’Europa. Ma Bruxelles non si è ancora espressa in merito e non sembra sia un buon segnale, ovvio, no?
Il fatto su cui riflettere, almeno da parte francese lo porta alla luce proprio da Rousseau e riguarda l’ambiente , per cui scrive:
Il progetto Lione-Torino ferroviario non l’aria, ed è per questo motivo che la posizione degli ambientalisti è difficile da mantenere: il tunnel può essere una risorsa di grande importanza per la protezione dell’ambiente. Servirà a togliere dalla strada circa un milione sui 2,7 milioni di tir che ogni anno passano tra la Francia e l’Italia. Nel solo tunnel del Monte Bianco ogni anno trabsitano circa 600milioni di camion. La Valle di Chamonix è così inquinata che la neve del Monte Bianco E ‘fuori strada nei pressi di un milione di camion su i 2,7 milioni che passano le Alpi ogni anno, tra la Francia e l’Italia. Nel tunnel del Monte Bianco da solo, 600 000 camion che passano ogni anno … La valle di Chamonix è inquinata così come la neve del Monte Bianco e l’inquinamento tocca anche i picchi più elevati tanto che il sindaco di Chamonix non ha esitato a dire: “questa linea ferroviaria è una questione di salute pubblica”.
Il WWF però ribalta i conti e anche la necessità del trasporto merci e scrive in una nota inviata via mail:
Non esiste alcuno studio economico-finanziario che confermi l’ipotesi low cost da 8,2 miliardi di euro (anzi il costo stimato ad agosto scorso dalla Corte dei Conti francese è di 26,1 miliardi di euro!). Il traffico tra Italia e Francia sulla direttrice Torino-Lione, dal 2000 al 2010, è calato dai 10 ai 3,9 milioni di tonnellate l’anno di merci, a fronte dei 32,1 milioni di tonnellate l’anno di merci (capacità massima teorica secondo le Ferrovie dello Stato) che possono transitare sulla linea di valico esistente a doppio binario.
Ma tutto questo traffico di merci che va avanti e indietro dall’Italia alla Francia riguarda l’acqua in bottiglia e lo yogurt?

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