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L’impianto di Torgiano è frutto del programma di filiera agro-energetica “Eraaspv” (Energia rinnovabile per le aziende agricole derivante da scarti di potature dei vigneti). Andiamo a vedere come funziona questo particolare sistema. Una volta eseguita la potatura, i residui vengono raccolti automaticamente da una macchina rotoimballatrice, stoccati all’aperto fino alla loro essiccazione naturale e poi sminuzzati per passare ad essere bruciati in una caldaia di 400 KW di potenza.
L’azienda (con oltre 250 ettari di vigneti) è in grado di produrre 720 MWh, sufficienti al momento per soddisfare il 100% dei propri consumi termici. L’azienda riesce infatti attraverso questo impianto ad eseguire diverse operazioni: riscaldare l’acqua a 80°C per il riscaldamento invernale; produrre vapore a 95° C per la sterilizzazione delle bottiglie; raffreddare l’acqua a 7° C per il condizionamento estivo; disporre di acqua refrigerata a - 10° C per il condizionamento delle vasche di fermentazione.
Il sistema è inoltre capace di coprire il 30% dei consumi elettrici delle macchine frigorifere. L’obiettivo, dopo questa prima fase, sarà l’implementazione di altri 50 kW di produzione elettrica e l’installazione di nuove macchine frigorifere per il raggiungimento della completa indipendenza energetica con il conseguente azzeramento di emissioni di CO2.
Via | Lungarotti.it
Foto | Flickr
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