Il referendum comunale che darebbe potere ai cittadini di scegliere se assegnarle non viene consentito. Ci pensa l’assessore comunale ai Servizi sociali a definire la protesta strumentale.
Vanno chiariti alcuni aspetti del problema partendo da un dato scontato: ossia che nessuno qui tollera forme di razzismo. Peccato però che il popolo si contraddica forse senza rendersene conto.
Il primo punto riguarda la paura del diverso. Il pregiudizio nei confronti del diverso è tipico di chi vive la realtà del proprio villaggio, credendo che tutto il mondo ruoti attorno al proprio villaggio. La paura del diverso è sintomo di ignoranza. Molto diffusa soprattutto al Nord.
Se la paura del diverso nasce dalla convinzione che è il primo a delinquere, significa che sa di poterlo fare e rimanere impunito. Perché sa di poterlo fare? Perché l’attuale casta che governa l’Italia non può permettersi una giustizia efficiente. In tal caso, la casta, sarebbe la prima a finire in galera assieme ai mafiosi, agli spacciatori di droga e ai delinquenti. Italiani e stranieri.
Chi è complice di questa casta che non si può permettere una giustizia che funzioni? La Lega nord, che con la Liga Veneta condivide la stessa radice politica nata nell’Italia del Nord: Roma ladrona, via gli stranieri, padroni a casa nostra.
Va detto che in Italia, con tanti bravi stranieri, purtroppo confluiscono i peggiori romeni, i peggiori albanesi, i peggiori arabi e i peggiori latinoamericani. La legge Bossi-Fini è rimasta inapplicata e inapplicabile per tutti i primi anni 2000, durante i quali la peggiore immigrazione clandestina in Italia ha fatto boom. Se le leggi che regolano i provvedimenti di espulsione sono stati fatti apposta per permettere ai clandestini di rimanere in Italia a delinquere impuniti, è merito anche della Lega.
Non mi risulta che qualche italiano abbia urlato “vergogna” all’ingresso di Palazzo Madama quando il governo Berlusconi ha regalato 140 milioni al comune di Catania, ha sbloccato altri 500 milioni al comune di Roma, senza considerare il comune di Taranto, con la compiacenza della Lega e della Liga (per ciò che ne rimane) alla faccia dei fondi che i sindaci del Nord non possono utilizzare per rispettare il patto di stabilità.
Non mi risulta che qualche italiano abbia chiesto la testa di quelli che hanno rubato i miliardi che dovevano servire a ricostruire le case distrutte dal terremoto dell’Irpinia. Case destinate a italiani.
Ecco, forse quella comunità Sinti senza casa, che parla con accento veneziano, rischia di pagare una matassa di equivoci frutto dell’ignoranza e della poca memoria di quegli stessi veneziani che hanno votato Lega e Liga, ergo Berlusconi, ergo mafia, ergo caos, ergo niente giustizia, niente leggi uguali per tutti e tanta impunità. Assieme a tanti italiani.
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