17/06/09

L'amara vittoria di un blog sull'informazione nazionale


Uno "scorcio" video della manifestazione "aquilana" di ieri a Piazza Montecitorio.

C'è arrivata anche L'Unità. Con un colpevole ritardo di 12 giorni ma c'è arrivata! Finito il tormentone "Repubblica-style" Noemi Letizia (inevitabilmente destinato a morire l'8 giugno, subito dopo le elezioni europee), finiti gli articoli di sostegno elettorale al PD, l'Unità è tornata ad occuparsi di fatti, di notizie, di realtà.
E così da questa mattina a caratteri cubitali dà voce al primo vero scoop degli ultimi mesi: i nuclei abitativi del piano C.A.S.E. per l'Aquila non saranno pronte prima di dicembre.

Peccato che sarebbe bastato leggere il blog del sottoscritto o qualche altra fonte "minore" nella rete per ottenere questa stravolgente notizia quasi due settimane fa, esattamente quando la Protezione Civile ha pubblicato sul suo sito ufficiale il bando di gara d'appalto, in cui, tra le altre cose, venivano esplicitati i tempi di fine lavorazione.

Prima di pubblicare il post sulla faccenda "casette" il 5 giugno, ho mandato alcune mail per chiedere a diverse realtà italiane (quelle che reputavo più sensibili sulla questione) di trattare l'argomento: Repubblica, Il Corriere, L'Unità, Il Manifesto, Sinistra e Libertà, Rifondazione Comunista, Beppe Grillo, Italia dei Valori.
Sinistra e Libertà ha pubblicato le notizie segnalate sulla homepage del sito ufficiale. Il Manifesto ha comunque trattato con continuità tutta la faccenda in questi giorni. Dagli altri, anche se in forme differenti, silenzio. Silenzio elettorale.

E L'Unità decide di svegliarsi oggi. E di parlare di ciò su cui ha chiuso gli occhi, colpevolmente, assieme a tanti altri. E lo fa, oltretutto, sbagliando.
Sbaglia perché dimentica di dire che sebbene i lavori termineranno (secondo le previsioni) per il 15 dicembre, serviranno fino a 30 giorni supplementari per il collaudo e la chiusura dei lavori, cui seguiranno i tempi tecnici per il trasferimento delle famiglie.
Avrebbero dovuto scrivere che le case saranno ultimate non prima di gennaio/febbraio. Probabilmente tra un mese lo faranno.

La manifestazione della esasperata popolazione aquilana ieri a Roma è stata un successo. E' così se si considera che 2 mila sfollati erano presenti in Piazza Montecitorio ad urlare il proprio sdegno, la propria delusione, la propria rabbia.
E' un successo perché la manifestazione, promossa da nove comitati di cittadini aquilani, è nata senza nemmeno la possibilità di pubblicizzarla, dal momento che la Protezione Civile ha militarmente vietato tutte le forme di volantinaggio all'interno delle tendopoli.

Dopo il divieto di somministrazione di caffè, cioccolata e bevande alcoliche (vino compreso) è arrivato il divieto di informazione. Qualcuno le chiama già "prove tecniche di regime".

Ciò nonostante ieri Piazza Montecitorio era stracolma, accompagnata anche dalla generosa solidale presenza degli studenti dell'Onda romana.

Qualcuno sta già cercando di sminuire la manifestazione come può, pur evitando di attaccare direttamente la popolazione manifestante. E lo fa parlando di minoranze, di estremismi, di manipolazione da parte della sinistra (un evergreen), di pretese assurde e di interessi della politica locale.

Mentono.

Mentono perché le duemila persone in piazza ieri chiedevano soltanto informazione, coinvolgimento, trasparenza.
Chiedevano perché destinare per le ricostruzioni private 3,1 miliardi di euro spalmati in 23 anni quando per il terremoto dell'Umbria ne furono destinati 3,5 e in soli 10 anni. Per una popolazione di sfollati pari a un terzo di quella abruzzese.
Chiedevano spiegazioni sull'assenza di informazione e di regole sugli espropri. Chiedevano di essere avvisati direttamente nei casi di esproprio coatto e di capirne i principi usati.
Chiedevano di poter partecipare alla ricostruzione della città. E chiedevano garanzie su di essa, perché la costruzione di casette ad utilizzo durevole crea preoccupazione. Fa pensare ad una città fantasma che resterà tale per tanti e tanti anni. Con tante casette new style nelle periferie.
Chiedevano spiegazioni sul preventivo di spesa di oltre 13 miliardi per caccia da combattimento quando mancano evidentemente fondi sufficienti per le zone terremotate.
Chiedono rispetto, perché questo manca quando si mette in atto una legge priva di una vera copertura finanziaria, fondata soltanto su tagli ai FAS e alla messa in sicurezza delle scuole (tra qualche giorno L'Unità scoprirà anche questo aspetto, gli altri dormiranno come sempre) e sulla revisione di lotterie e gratta e vinci.

Chiedono rispetto. Dignità. E libertà di informare ed essere informati.
Forse, effettivamente, in questo paese rischia di essere una pretesa davvero irrealistica.

PS: Ricambio "la cortesia" di alcuni giorni fa e segnalo l'iniziativa presente sul sito di Sinistra e Libertà, che chiede ai 5 partiti italiani che hanno superato lo sbarramento del 4% alle europee di rinunciare alla parte di rimborso elettorale che sarebbe stata destinata alle "forze minori" (30 milioni di euro) per finanziare la ricostruzione dell'ateneo universitario dell'Aquila.

Fonte articolo

Stop al consumo di territorio
Porta la Sporta
Firma la petizione per dire NO al NUCLEARE.

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