29/10/09

CompLo tutto/3 - La pillola rossa del 28/10/2009


  1. “Geely named as preferred bidder for Volvo”, Financial Times. La Cina chiama. E Ford risponde. La casa automobilistica americana soffre - come le colleghe di mezzo mondo - per la crisi economica. Di qui la decisione di mettere sul mercato uno dei suoi marchi forti: quello della svedese Volvo. Volvo che - secondo il Financial Times - dovrebbe finire nelle mani di un altro produttore di auto, che però ha gli occhi a mandorla: la Chine’s Zhejiang Geely holding. Proprio oggi: Ford ha annunciato che - tra le tante offerte ricevute - la migliore è proprio quella di Geely. Che dovrebbe pagare Volvo “solo” 2 miliardi di dollari. Un vero e proprio affare, visto che Ford - nel non lontano 1999 - per comprare proprio il marchio svedese aveva speso la bellezza di 6,45 miliardi, e sempre di dollari (come ricorda il quotidiano britannico “The Guardian”). Sia come sia: con Volvo, Pechino il suo primo marchio di prestigio made in Europe. Doveva succedere. Ed è successo. E c’è da scommettere che questa non sarà l’ultima volta.
  2. “China Guandong Wins Approval for Energy Metals Bid”, Bloomberg. Sempre oggi, Pechino ha incassato un’altra lieta novella. L’Australia ha dato via libera alla China Guandong nuclear power. Che è il secondo produttore cinese di energia nucleare. E che - grazie al disco verde del governo di Canberra - potrà mettere le mani su riserve di uranio che ammonterebbero a 9 tonnellate e passa, che se ne stanno nascoste nel sottosuolo australiano. China Guandong nuclear power, infatti, ha ottenuto il permesso di comprare il 70% di Energy metals limited, azienda australiana che ha diverse concessioni per esplorare - alla ricerca di uranio - campi tanto nel nord, quanto nell’ovest del Paese dei canguri.
  3. “CIC Seeks Commodities”, Bloomberg. E non è finita lì. Perchè l’economia della Cina - da luglio a settembre e a differenza delle asfittiche economie dell’Occidente - è cresciuta dell’8,9%. Perchè - sempre nel terzo trimestre dell’anno - gli investimenti delle aziende e dei fondi cinesi all’estero sono cresciuti, secondo Bloomberg, del 190% rispetto allo stesso periodo del 2008. E perchè lo shopping sembra decisamente destinato a continuare. Tanto che Lou Jiwei, presidente del fondo sovrano cinese “China investment corp “- oggi - ha fatto sapere che Pechino ha altri 110 miliardi di dollari che vorrebbe proprio investire in giro per il mondo. E viene da chiedersi: un’offerta o una minaccia?

P.S. Per chi si fosse perso le puntate precedenti: leggere qui, qui e qui.

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