29/10/09

Moretti il cantastorie

Con una puntualità purtroppo non riscontrabile nel servizio ferroviario italiano, l’AD delle Ferrovie di Stato Mauro Moretti, ama prodursi nell’ormai consueta lettura del suo "libro delle favole", raccontando storielle di fantasia che regolarmente vengono riprese dai quotidiani e dalla TV e spacciate ai cittadini italiani sotto forma di verità ufficiale e incontrovertibile.
L’occasione questa volta è stata offerta dall’ufficializzazione del nuovo orario ferroviario 2010 di Trenitalia che entrerà in vigore il 13 dicembre, mentre la serie delle menzogne dispensate a profusione comprende sia quelle classiche, ormai un poco datate, sia alcune novità particolarmente gustose.

Quelle classiche iniziano con l’affermazione totalmente falsa secondo la quale a dicembre risulterebbe completato tutto il sistema ad alta velocità Torino – Milano – Roma – Napoli, mentre in realtà alcuni nodi cittadini non risultano affatto terminati ed i lavori per la costruzione di quello di Firenze, con relativo sottoattraversamento della città destinati a protrarsi per almeno 7 anni, non sono ancora neppure iniziati.
Per poi concentrarsi sostanzialmente intorno alla prossima inaugurazione della tratta Bologna - Firenze, quella relativa al recente processo concernente la devastazione ambientale compiuta nella costruzione del TAV nel Mugello. Si tratta di 79 km, di cui 73 costituiti da gallerie monotubo prive della seconda canna di soccorso, che avrebbero dovuto essere terminati entro il 2003 al costo di 5810 miliardi di lire, mentre entreranno in servizio con 6 anni di ritardo dopo essere costati oltre 4,8 miliardi di euro.

Tale inaugurazione dovrebbe determinare, stando alle parole di Moretti, una drastica riduzione dei tempi di percorrenza che i quotidiani riassumono trionfalmente pressappoco in questi termini:
Roma-Milano in tre ore, Milano-Napoli e Torino-Roma in 4 ore e 10 minuti, Bologna-Firenze in 37 minuti.
Vale la pena di sottolineare a questo riguardo come il presupposto per ottenere tempi di questo genere, sia costituito dal far viaggiare i convogli a velocità nell’ordine dei 300 km/h lungo gli interi 73 km di gallerie monotubo, mettendo a gravissimo rischio l’incolumità dei viaggiatori. Così come occorre evidenziare il fatto che i convogli in grado di spuntare tempi nell’ordine di quelli indicati potranno farlo soltanto senza compiere alcuna fermata, diventando pertanto inutilizzabili per i cittadini di Milano, Firenze, Bologna e Roma, a seconda dei casi.
Ad esempio nella tratta Milano – Napoli ben 50 minuti di tempo verranno risparmiati non in virtù della folle corsa a 300km/h nelle gallerie monotubo, bensì attraverso la soppressione delle fermate di Bologna, Firenze e Roma. La stessa cosa accadrà nella tratta Torino – Roma e Milano – Roma, dove le “cifre record” fornite saranno determinate in larga parte proprio dalla mancanza di fermate intermedie.
Non occorre l’ausilio di troppa fantasia per comprendere come gli orari presentati da Moretti costituiscano una mistificazione, finalizzata unicamente a poter fornire tempi di percorrenza che possano stupire l’opinione pubblica e giustificare in qualche misura i miliardari di denaro pubblico spesi per costruire il sistema TAV. Fare viaggiare convogli ferroviari che non si fermino in città come Roma, Milano, Firenze e Bologna, risulta infatti un esercizio privo di qualsiasi logica commerciale e di servizio per i viaggiatori, volto esclusivamente ad ottenere numeri ad effetto.

Le novità riguardano invece la nuova vocazione “verde” che Moretti si sente di attribuire all’alta velocità, arrivando ad affermare:
“Il completamento di tutto il sistema Alta Velocità Torino-Milano-Roma, aumentando la capacità concorrenziale del treno nei confronti dell'aereo, farà pendere ancor di più la bilancia ecologica a favore delle ferrovie. Nel 2008, grazie al trasferimento di quote di mercato dalla strada alla rotaia, nell'aria sono state riversate 27 mila tonnellate in meno di anidride carbonica. L'anno scorso, ogni giorno, 100 mila pendolari in più rispetto al 2007 hanno scelto di spostarsi con i treni locali: il che significa l'equivalente di 65 mila viaggi al giorno in auto. Sul fronte del risparmio energetico, il treno consuma il 91% in meno dell'aereo, il 77% in meno dei camion e il 68% in meno dell'auto; abbattendo in misura drastica i valori delle polveri sottili, incide solo in minima parte sul riscaldamento del pianeta. Tutti questi dati, dal 13 dicembre, saranno evidenziati - oltre a quelli di viaggio - sui biglietti ferroviari, ogni passeggero saprà con esattezza quante emissioni in CO2 avrà risparmiato all'ambiente scegliendo il treno. L'energia risparmiata sarà poi convertita in punti verdi, con premi in biglietti gratuiti, sconti e cambi di classe.”

Belle parole quelle dell’ad delle Ferrovie (ammesso che i dati relativi al trasferimento delle quote di mercato strada/rotaia siano reali) ma si tratta di considerazioni che possono valere solo ed esclusivamente per i convogli tradizionali che si muovono sulle linee ferroviarie tradizionali.
L’alta velocità rappresenta invece un mondo a parte, fatto da infrastrutture energivore, estremamente impattanti ed inquinanti costruite ex novo, che portano gli impatti, i consumi e le emissioni inquinanti del servizio TAV a superare nettamente quelle degli altri mezzi di trasporto.
Anziché il biglietto verde contenente i dati del risparmio ecologico, che Moretti intende allegare (inutile spreco di carta che denota la sua scarsa sensibilità in tema di ecologia) a quello tradizionale, a beneficio dei viaggiatori che usufriranno dell’alta velocità, consigliamo di scegliere un biglietto rosso Ferrari più in tono con la tinta del convoglio, con sopra scritto semplicemente più consumo di risorse, più consumo energetico, più emissioni di CO2, più inquinamento ambientale. Per quanto riguarda la conversione dei punti rossi così ottenuti, lasciamo alla fantasia di Moretti la massima libertà di scelta, fra il migliore sistema per inquinare e la peggiore destinazione per dissipare il denaro dei contribuenti.

di Marco Cedolin

Fonte articolo

Stop al consumo di territorio
Porta la sporta

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